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lavoro pubblicato sabato 14 aprile 2018
ultima lettura venerdì 20 aprile 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Chiamata d'amore a Karl-Marx-Stadt

di Limax. Letto 164 volte. Dallo scaffale Teatro

"Compagno Felix, voglio far l'amore sulla Trabant!" "No, compagna Dora, ti amo alla follia ma sulla Trabant no!"

CHIAMATA D’AMORE A KARL-MARX-STADT


Karl-Marx-Stadt (odierna Chemnitz),

Repubblica Democratica Tedesca, 1984


Dramma in un atto unico


Personaggi in scena: nessuno.

Sipario: nessuno.

Scenografia: nessuna.

Illuminazione della scena: nessuna.

Palcoscenico: a questo punto potete anche toglierlo.

Pubblico: facoltativo, e di sicuro non numeroso.


Avvertenza: dal momento che non c’è il palco, questo è uno spettacolo di estrema avanguardia artistica sperimentale. Non portateci i bambini. Siete avvertiti.


(Si sente il rumore di un telefono a disco mentre viene composto un numero. Dopo pochi squilli il compagno Felix risponde.)


COMPAGNO FELIX: Pronto? Qui il compagno Felix Dassler. Chi parla?

COMPAGNA DORA: Qui è la compagna Dora Flasch. Compagno Felix, ho bisogno di sapere se mi ami ancóra.

COMPAGNO FELIX: Oh... ma certo che ti amo, compagna Dora. Perché questa domanda?

COMPAGNA DORA: Perché... io ti amo e non mi sento riamata.

COMPAGNO FELIX: …

COMPAGNA DORA: Pronto?

COMPAGNO FELIX: Ascolta, sono al lavoro adesso. Non possiamo parlarne piú tardi, in privato?

COMPAGNA DORA: Ma siamo in un regime socialista. Il privato non esiste.

COMPAGNO FELIX: Ah, giusto! Me n’ero scordato!

COMPAGNA DORA: Inoltre la tua voce è migliore della tua faccia.

COMPAGNO FELIX: La tua è equivalente.

COMPAGNA DORA: Compagno Felix, sento che c’è qualcosa che non funziona, qualcosa che trasuda negatività.

COMPAGNO FELIX: Intendi qualcosa in noi?

COMPAGNA DORA: In noi, o forse è intorno a noi.

COMPAGNO FELIX: Magari è il regime socialista.

COMPAGNA DORA: No, a parte quello.

COMPAGNO FELIX: Non capisco. Fino a jeri mi sembravi felice. Ci siamo rincorsi fra le caldaje, ti ho baciata tra gli altiforni, abbiamo fatto l’amore sui bidoni di cherosene. C’era qualcosa che non andava?

COMPAGNA DORA: No, no... jeri era tutto perfetto. Non lo so, forse sono io, forse è solo uno sbalzo d’umore... però... però... ricordi quella volta che mi facesti fare un giro sulla tua auto, e prendesti tanta velocità che a un certo punto mi spaventai?

COMPAGNO FELIX: Ma certo, ai 90 km/h la Trabant rombava come un missile. Il peluche gigante del compagno Breznev rotolava ad ogni curva sul sedile posteriore.

COMPAGNA DORA: E ricordi cosa mi dicesti quando ci fermammo in quella lunga via piena di enormi palazzoni grigi, dove non si vedeva né un albero né anima viva in circolazione?

COMPAGNO FELIX: Uhm... tutte le vie di Karl-Marx-Stadt sono cosí. A quale alludi di preciso?

COMPAGNA DORA: Oh, non ricordo come si chiama. Non è cosí importante alla fine. Ma è stato bello.

COMPAGNO FELIX: Sí, è stato bello.

COMPAGNA DORA: Perché non mi porti piú a fare quelle gite sulla Trabant? Alla fine... erano i momenti migliori del nostro rapporto.

COMPAGNO FELIX: Beh, ma... sai, un’automobile... non è cosí romantico. Penso che ormai abbiamo raggiunto un certo livello di maturità e--

COMPAGNA DORA: A me piaceva. Non potremmo farlo di nuovo?

COMPAGNO FELIX: Ma no, compagna Dora, far l’amore in macchina è squallido. Mi dispiace ospitarti in un posto cosí scomodo.

COMPAGNA DORA: Ma se io dico che mi va bene! Di che ti preoccupi? Mi piace quell’odore di polvere e plastica.

COMPAGNO FELIX: No, compagna Dora, sulla Trabant no.

COMPAGNA DORA: Mi stai nascondendo qualcosa, compagno Felix?

COMPAGNO FELIX: No, non ti nascondo niente.

COMPAGNA DORA: E allora esaudisci questo mio desiderio. Voglio che mi scópi sulla Trabant.

COMPAGNO FELIX: No, no, è assolutamente impossibile.

COMPAGNA DORA: Dammi una ragione sensata o giuro che per un mese non avrai piú notizie di me.

COMPAGNO FELIX: Fa’ quello che credi.

AGENTE A2.2: Ma sei stupido? Ma che problema hai?

COMPAGNO FELIX: Chi parla?

COMPAGNA DORA: Chi è?

AGENTE A2.2: (imbarazzato) Oh, nessuno! Contatto -- problema-- centralino-- (imita il suono di scariche elettriche colla bocca) bzzzzzzzzzzzzz!!! chhhhhhhhhhhh!!! Continuate a parlare. chhhhhhhhhhhh!!! bzzzzzzzzzzzzz!!! Fate come se non ci fóssi. chhhhhhhhhhhh!!!

COMPAGNA DORA: Secondo me è un agente della STASI che ci stava ascoltando.

COMPAGNO FELIX: Oh, sí, è probabile. Non uno degli agenti migliori, direi.

COMPAGNA DORA: Mi sento un po’ a disagio.

COMPAGNO FELIX: Perché?

COMPAGNA DORA: Signor STASI, deve proprio ascoltarci mentre parliamo di cose personali?

AGENTE A2.2: (bisbigliando) Io non esisssssssto...

COMPAGNA DORA: Pensare che una volta la STASI era il modello per tutti i servizî segreti del mondo...

COMPAGNO FELIX: Davvero, un tempo erano piú bravi. La qualità è scesa parecchio ultimamente, dev’essere la crisi.

COMPAGNA DORA: Questo spiega di chi erano gli starnuti che sentivo al telefono l’altrojeri mentre parlavo con te. Mi pareva strano che il gatto starnutisse cosí forte.

AGENTE A2.2: Scusate, sono stato poco bene la settimana scorsa.

COMPAGNA DORA: Non si scusi, anzi, è stato gentile da parte sua continuare a spiarci quando probabilmente avrebbe preferito un letto e un brodo caldo.

AGENTE A2.2: Dovete capire che ormai è da un po’ che vi ascolto e mi sono affezionato a voi. Non sopporto quando le coppie che spio litigano! Ho già assistito alla fine di due relazioni ed entrambe le volte ci sono stato male per un mese. Oh, restate assieme! Siete cosí carini!

COMPAGNO FELIX: Ma infatti abbiamo praticamente risolto.

COMPAGNA DORA: Non abbiamo risolto un bel niente, compagno Felix.

AGENTE A2.2: Dài, compagno Felix, portala sulla Trabant! Cosa ti costa? Non potete bisticciare per questa scemenza.

COMPAGNO FELIX: Ma ci si mette anche lei!?! Non le dico di farsi gli affari suoi, perché evidentemente non è il suo lavoro, ma almeno mantenersi imparziale...? Se volessimo un parere ci rivolgeremmo a un centro d’ascolto.

AGENTE A2.2: La STASI è il miglior centro d’ascolto di tutto il blocco socialista. A me piace pensarla come una mamma, anzi, meglio di una mamma, perché una mamma non può compiere arresti sommarî.

COMPAGNO FELIX: Però lei deve capire che tra due innamorati sorgono spesso conflitti e incomprensioni. Io e la compagna Dora abbiamo già bisticciato altre volte...

AGENTE A2.2: Lo so.

COMPAGNO FELIX: ...e alla fine abbiamo sempre fatto pace.

AGENTE A2.2: Lo so.

COMPAGNO FELIX: Una volta lei era davvero decisa a piantarmi, ma poi l’ho invitata nel mio appartamento, solo noi due, abbiamo preparato i Kartoffelpuffer insieme e abbiamo fatto pace.

AGENTE A2.2: Me lo ricordo. La mia giacca puzza ancóra di fritto da quella sera.

COMPAGNO FELIX: Compagna Dora, il motivo per cui non voglio portarti sulla Trabant è molto semplice. A volte do passaggi a un mio collèga di lavoro che ha spesso il suo cane con sé. Tu sei allergica al pelo dei cani, e temo che in macchina ne sia rimasto parecchio. So quanto ti secca quest’allergia, e non ne ho parlato per non ferirti.

COMPAGNA DORA: Oh, ma allora è per questo?

AGENTE A2.2: Non è vero, sto guardando le foto di tutti i passaggi che ha dato il compagno Felix, e non c’è mai stato alcun cane.

COMPAGNO FELIX: Signor agente, quando cade il Muro giuro che vengo a menarla.

COMPAGNA DORA: Grazie, agente.

AGENTE A2.2: Ti pare, compagna, la STASI è al servizio dei cittadini.

COMPAGNA DORA: Però io sono stufa di questo interrogatorio.

AGENTE A2.2: Come mai? Interrogare è bello.

COMPAGNA DORA: A quanto pare il compagno Felix ha dei segreti che non può confessare nemmeno alla sua donna. È inutile continuare questa conversazione.

AGENTE A2.2: Se una persona a cui voglio bene avesse dei segreti con me, probabilmente lascerei correre. Ma se ad avere dei segreti fósse una persona che amo davvero, allora probabilmente la legherei a una sedia e la terrei in una stanza illuminata 24 ore su 24 vietandole di dormire e ponendole le stesse domande una volta ogni due ore finché non confessa.

COMPAGNO FELIX: Ma non vi sentite in colpa a violare in questo modo l’intimità delle persone?

AGENTE A2.2: No, perché alla fine tutto quello che facciamo è sorvegliarvi. I servizî segreti occidentali sono estremamente piú invasivi.

AGENTE BOB: Ehi, amico, questo non è vero.

COMPAGNA DORA: Chi parla?

AGENTE BOB: Agente Bob, Central Intelligence Agency, distaccamento DDR.

COMPAGNA DORA: Non credevo che il mio disagio potesse crescere ancóra, invece...

AGENTE BOB: Noi non siamo invasivi, anzi, siamo impegnati in una guerra senza quartiere contro ogni forma di oppressione. Ad esempio, jeri pomeriggio siete andati a fare shopping, e io non ho alcuna foto della vostra uscita.

COMPAGNA DORA: Cosa vuol dire “fare shopping”?

AGENTE BOB: Vuol--

AGENTE A2.2: (interrompendolo) Vuole dire fare la coda all’unico negozio di alimentari presente nel quartiere. Vero Bob?

AGENTE BOB: Esatto, significa proprio quello.

AGENTE A2.2: Comunque, agente Bob, ce le ho io le foto di cui parli. Se ci sei stasera da Mario te le passo.

AGENTE BOB: Grazie, gentilissimo come sempre. Ascolta, compagno Felix, ho udito parte della vostra conversazione in modo del tutto casuale e vorrei darti un consiglio; fídati di uno che di coppie ne ha sequestrate tante.

Non devi farti mettere i piedi addosso dalla tua ragazza. Se tu non vuoi parlare di un argomento, lei deve accettarlo. Tra amanti non è obbligatorio dirsi proprio tutto; la privacy è un bene prezioso, e va difeso contro chiunque cerchi di violarlo.

AGENTE A2.2: Agente Bob, pensi davvero che daranno ascolto a te e non a me? Dovresti farti un po’ piú di affari tuoi per essere credibile. Parli di privacy dall’alto del furgone donde spii le conversazioni telefoniche di questi poverini, ti sembra bello?

AGENTE BOB: E perché, tu cosa stai facendo!?!

AGENTE A2.2: Che c’entra? Tu sei americano, io sono tedesco come loro. Non è spionaggio se lo fai coi tuoi connazionali.

AGENTE BOB: E questo chi l’ha detto? Da dove cazzo esce questa regola!?!

AGENTE A2.2: Davvero, agente Bob, credo che a questo punto dovresti riattaccare.

AGENTE BOB: Non credo proprio. Non l’avrete vinta, né tu né il comunismo.

AGENTE A2.2: Sai perfettamente che vinceremo noi. Ascolta bene le mie parole, tra dieci anni non ci sarà piú alcuna Cortina di Ferro, perché voi decadenti borghesucci occidentali sarete tutti marxisti.

AGENTE BOB: E di grazia, su cosa basi questa tua previsione? Oltre che sulla pessima vodka russa che ti passano quelli di là?

AGENTE A2.2: Facile, vi siamo superiori sotto ogni punto di vista. Siamo infinitamente piú preparati di voi, anche nello spionaggio. Per esempio il mio udito addestratissimo mi dice che in questo momento ci sta ascoltando un agente del Mossad.

AGENTE BOB: Un agente del Mossad? Naaah, lo escludo.

AGENTA KAF-ZAJIN: UAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!! LA COPERTURA È SALTATA!!! ORA DOVRÒ CERCARVI UNO PER UNO E SPARARVI IN FACCIA! ECCO, SARETE CONTENTI!

AGENTE BOB: Ma... agenta Kaf-Zajin! Sono io, l’agente Bob! Che stai facendo? Perché ci ascolti? Questa linea è competenza di noi della CIA!

AGENTA KAF-ZAJIN: Lo so, infatti io sto spiando le persone che tu spii, piú te. Ah ah ah ah!!!

AGENTE BOB: Ma perché? Noi siamo alleati!

AGENTA KAF-ZAJIN: La prudenza non è mai troppa. Manimàn1 voi americani diventate antisemiti. Tutti prendono le distanze da noi, perché dicono che siamo paranoici!!!

COMPAGNO FELIX: Oh, questo è molto triste.

AGENTA KAF-ZAJIN: Lo è davvero. Resta il fatto che vi ucciderò tutti, colla punta di un compasso.

AGENTE A2.2: Ciò che è conta davvero in tutto questo è aver dimostrato che io non dico cazzate.

AGENTE BOB: Come hai fatto ad accorgerti che anche lei era in ascolto?

AGENTE A2.2: Ho sparato un nome a caso, tanto qua origliano tutti. Il Mossad è il servizio segreto britannico, giusto?

AGENTE BOB: No, quello è l’MI6. Il Mossad è israeliano.

AGENTE A2.2: Oh certo, certo, sono simili perché iniziano entrambi per M.

AGENTA KAF-ZAJIN: Aaaaaaaaaaargh!!!

AGENTE A2.2: Agenta KAF-ZAJIN, visto che ormai ti abbiamo sgamata, che ne pensi del caso di Felix e Dora? Vuoi dirci la tua opinione?

AGENTA KAF-ZAJIN: Dal momento che me lo chiedete, volentieri. Compagna Dora, sappi che sono perfettamente solidale con te. Tu hai tutto il diritto di sapere cosa non va nel vostro rapporto, e penso dovresti impartire una lezione morale al compagno Felix.

COMPAGNA DORA: Grazie! Cosa intendi per “lezione morale”?

AGENTA KAF-ZAJIN: Gli tagli la gola con un coltello, fai uscire la lingua da sotto secondo una raffinata tecnica chiamata “cravatta colombiana”, gli cavi il cuore dal petto e lo dài al gatto, gli spari alla nuca quattro volte per assicurarti che sia morto, poi mi chiami e ti ajuto a sciogliere il corpo nell’acido. Non preoccuparti per lo sporco, ho sempre le salviette in borsa. Ho un buco stasera tra le 18 e le 18:45, va bene se arrivo da te per quell’ora?

COMPAGNA DORA: No, aspetta un attimo. C’è un particolare che non mi è chiaro. Massacrare il compagno Felix mi ajuterà a scoprire cosa non va nel nostro rapporto?

AGENTA KAF-ZAJIN: Meglio, non dovrai preoccupartene perché NON CI SARÀ PIÚ ALCUN RAPPORTO!!!

COMPAGNO FELIX: Agente A2.2, avete ragione, gli occidentali producono solo pessime idee.

AGENTE A2.2: Per forza.

COMPAGNO FELIX: Ma io cosa devo fare?

AGENTE A2.2: Devi dirci perché non vuoi fare sesso sulla Trabant.

AGENTE BOB: No, non devi dircelo.

AGENTA KAF-ZAJIN: Devi morire.

COMPAGNO FELIX: Cosí non mi ajutate.

AGENTE BOB: Ehi, agente A2.2, perché non lo chiediamo a Honecker?

AGENTE A2.2: Allora, intanto si dice “al Compagno Segretario”, e, no, perché non ho il suo numero e comunque avrà altre cose piú importanti da fare.

AGENTE BOB: Perché, cos’ha da fare un dittatore nel córso della giornata?

AGENTE A2.2: Beh, un sacco di cose, per esempio, suppongo, deve dittare, se no che ci sta a fare? Sarebbe proprio stupido se, dovendo dittare tutto il giorno, perdesse tempo in queste idiozie.

ERICH HONECKER: Agente A2.2. cosí mi ferisci.

AGENTE A2.2: (imbarazzato) Segretario Compagno Honecker! Che piacere sentirla! Il Suo parere sarà certo determinante in questa diatriba! E voi, Felix e Dora, ringraziate il Compagno Segretario che segue come un Padre alle vicende dei Suoi cittadini! Ma dove lo trovate un Segretario cosí? Nemmeno in Russia ce l’hanno. Viva la DDR! Viva il Socialismo!!!

ERICH HONECKER: Sí, però uffa.

AGENTE A2.2: Che succede Compagno Segretario? Cefè unfú americanofo chefé cifí ascoltafa. Vuolefe chefé lofó facciafa fuorifi?

AGENTE BOB: Oh, usate codici davvero indecifrabili, voi della STAFASIFI.

ERICH HONECKER: (sbottando esasperato) È che tutti a parole mi vogliono bene, ma poi lo so cosa dicono appena me ne vado! Che in Germania c’è la dittatura, e che la dittatura è colpa mia, ma insomma, io alla fine cosa c’entro? Fósse stato per me, non sarei mai arrivato in questa posizione. La gente viene a chiedermi cose e io rispondo, perché rispondere è cortesia. Una volta sono venuti i gerarchi e mi hanno chiesto: “Cosa farebbe lei per reprimere i dissidenti?” E io ho risposto, per educazione! Un’altra volta sono venuti i gerarchi e mi hanno chiesto: “Lei cosa farebbe se fósse segretario della DDR?” E io gliel’ho detto, per non sembrare maleducato, e quelli mi hanno eletto segretario!

Sono sempre qui, chiuso in questa stanza piena di levette, che non so nemmeno a cosa servano... anche se, dopo un’attenta osservazione, mi sono accorto che su ogni levetta c’è il nome di un missile. Oh, e poi c’è questa pulsantiera che mi ingombra la scrivania, ogni pulsante ha il nome di una città: “Amburgo”, “Monaco”, “Bonn”, “Francoforte”... Vorrei capire a cosa serve, non sono nemmeno città della DDR... Quasi quasi provo a premerne uno, magari gli mando una cartolina...

TUTTI: NO!!!

ERICH HONECKER: Occhei, occhei, tanto abbiamo tutti fin troppe cartoline. A volte mi domando... OH! Si è posata una tortora sul davanzale! Aspettate... picci picci picci, vieni da Honigcker—no! È volata via, come i miei cittadini! Perché nessuno vuole stare con me!?! Basta, voglio costruire un altro muro, stavolta nel cielo, cosí neanche gli uccelli potranno scappare!

Va bene, visto che ormai siamo qua, vorrei chiedere qualcosa tutti a voi.

Mi è giunta voce che nella DDR non si stia bene. Allora, vorrei capire, qual è il problema? Sono le parate coi missili, vero? Ho capíto che il problema sono le parate coi missili. Come posso migliorarle, è questo che non capisco. Volete piú missili o missili piú grossi?

AGENTA KAF-ZAJIN: (entusiasta) Piú missili piú grossi, ovviamente!!!

AGENTE BOB: Agenta Kaf-Zajin, distacco professionale! Ricordi che sta parlando col nemico.

AGENTE A2.2: Compagno Segretario, La prego, dia il suo contributo alla discussione sul compagno Felix che in Trabant non vuole scopare. Sono certo che il compagno Felix sarà lieto di sentire il parere di un alto dirigente del Partito Comunista.

COMPAGNO FELIX: Mah, io veramente...

AGENTE A2.2: Silenzio! Viva il Socialismo!

COMPAGNO FELIX: Viva!

ERICH HONECKER: La mia opinione è che la cosa non ci riguarda e dovremmo farci tutti un Blocco Orientale di cazzi nostri.

AGENTE A2.2: (entusiasta) Questo è parlare! Questo è un Segretario! Dora! Felix! Dite grazie al Compagno Segretario.

COMPAGNO FELIX: Grazie!

COMPAGNA DORA: Grazie!

AGENTE BOB: E scusi, Mr. Honecker, ma se non sono affari nostri lei adesso perché sta ascoltando?

ERICH HONECKER: Lo so che non dovrei, ma mi annojo.

AGENTE A2.2: No, non dica cosí! Perché si annoja? Soprattutto non tocchi i pulsanti!

ERICH HONECKER: Non so cosa fare perché i russi mi hanno tolto i videogiochi e hanno detto che non me li danno piú finché non raggiungo gli obiettivi del piano quinquennale. Cosí faccio zapping tra le linee telefoniche della STASI. Questa mi sembrava interessante, vista tutta la gente coinvolta, anche se in verità non ho capíto perché questo dispiegamento di forze.

AGENTA KAF-ZAJIN: A mia discolpa posso dire che spiavo il mio alleato agente Bob.

AGENTE BOB: Io spiavo l’agente A2.2.

AGENTE A2.2: Io spiavo i compagni Felix e Dora.

COMPAGNA DORA: Noi stronzi stavamo parlando della nostra vita sentimentale, ma non ci date fastidio, eh?--è normale, alcuni ne parlano collo psicologo, noi colla Guerra Fredda.

ERICH HONECKER: Agente A2.2, perché sorvegli Felix e Dora?

AGENTE A2.2: Beh, perché ce l’ha ordinato Lei, Compagno Segretario.

ERICH HONECKER: Ve l’ho ordinato io?

AGENTE A2.2: Sí, l’anno scorso ha detto che dobbiamo prestare attenzione a chi, per qualsiasi ragione, si trova in casa delle cimici. Ho captato una conversazione in cui il compagno Felix e la compagna Dora dicevano di averle. Non è cosí, compagni?

COMPAGNO FELIX: Sí, beh... è vero, ma parlavamo degli insetti che ci siamo trovati in bagno.

COMPAGNA DORA: Già. Non è stato facile cacciarli da lí.

AGENTE A2.2: Oh... Insetti... Naturalmente. Insetti nel bagno. Capisco.

AGENTE BOB: Nulla di grave, un piccolo equivoco può capitare anche a voi fenomeni della STASI.

AGENTE A2.2: Ma io credo che ora faremmo meglio a concentrarci sul fatto importante, cioè che il compagno Felix non vuole far l’amore sulla Trabant.

AGENTE BOB: Non è in alcun modo tenuto a dircelo!

COMPAGNA DORA: Lo è, se ci tiene a fare ancóra l’amore in generale.

ERICH HONECKER: Basta con quest’interrogatorio! Non capíte che colla vostra indiscrezione fate soffrire le persone?


(Scoppia un baruffa generale in cui tutti parlano contemporaneamente, finché non s’ode distintamente il suono di due spari.)


AGENTE A2.2: (allarmato) Chi ha sparato?!?

AGENTA KAF-ZAJIN: PARLATE UNO ALLA VOLTA O MI VIENE IL MAL DI TESTA E GIURO CHE VI BOMBARDO.

ERICH HONECKER: (sconsolato) Ancóra violenza... quando impareranno gli uomini a vivere come fratelli?

COMPAGNO FELIX: Va bene, basta, basta! Facciamola finita, vi dirò quel che volete sapere! Amore mio, il motivo per cui non voglio piú che c’incontriamo sulla Trabant è che... mi hai fracassato le sospensioni.

COMPAGNA DORA: Io?

AGENTE A2.2: Io?

COMPAGNO FELIX: Dico sul serio, la Trabant è piccola, non si presta per certe cose. Ci stiamo scomodi in due.

AGENTE A2.2: Tre.

COMPAGNO FELIX: E tu sei cosí... energica, irruenta. C’è poco spazio e ti muovi in continuazione. Ho già dovuto sostituire tre sospensioni che si erano rotte.

COMPAGNA DORA: Oh... quindi non eri tu a fare “crack”... Sono senza parole... mi dispiace davvero...

ERICH HONECKER: Sapete cosa facciamo? Faccio arrestare tutti quelli che producono la Trabant.

COMPAGNO FELIX: Ma no, non serve, è carina come auto, basta avere un po’ di riguardo... solo... Compagna Dora, tu non puoi stare senza di me, io non posso stare senza di te... amiamoci da un’altra parte. Non sulla Trabant.

ERICH HONECKER: (commosso) Oooooooh...

COMPAGNA DORA: (sull’orlo delle lacrime) Scusami, compagno Felix... in questo momento vorrei soltanto abbracciarti...

COMPAGNO FELIX: Ma sí, che cavolo, anch’io. Dove sei? Vengo da te.

COMPAGNA DORA: Uh... qui meglio di no. Adesso sono a casa di mia madre.

COMPAGNO FELIX: E qual è il problema? Tua madre è una cara signora.

COMPAGNA DORA: No, fídati, sembra molto gentile ma in realtà è bigotta e non fa altro che scocciarmi ogni volta che usciamo assieme.

COMPAGNO FELIX: A me sembrava discreta.

COMPAGNA DORA: No, se la conoscessi sapresti che non si fa mai i cazzi suoi.

MAMMA DELLA COMPAGNA DORA: Dora! Non ti ho insegnato io a usare questo linguaggio! Non ti vergogni a parlare cosí di tua madre?

COMPAGNO FELIX: Occhei, passino la STASI, la CIA e il Mossad, ma anche tua mamma che origlia è davvero troppo. Dora, passo a prenderti in macchina. Sono lí tra pochissimo. A dopo!

COMPAGNA DORA: Occhei, Felix! A dopo!

COMPAGNO FELIX: (riaggancia con un click)

COMPAGNA DORA: (riaggancia con un click)


(Lunga pausa di silenzio.)


AGENTE BOB: Uhm...

AGENTE KAF-ZAJIN: Quindi...

ERICH HONECKER: E cosí...

AGENTE A2.2: Ragazzi, ragazzi, niente disagio! Ho inserito un microfono nel peluche gigante del compagno Breznev che Felix tiene sul sedile posteriore. Possiamo continuare ad ascoltare!

AGENTE BOB: Oh, bene!

MAMMA DELLA COMPAGNA DORA: Dài, collégati! Sentiamo cosa fanno!

AGENTE A2.2: Solo un attimo di pazienza.


(S’odono alcune scariche, poi il suono di un motore acceso, le voci del compagno Felix e della compagna Dora.)


COMPAGNA DORA: Ehi, adesso ho capíto perché stiamo cosí scomodi! È questa specie di scimmione peluche che tieni sul sedile posteriore, occupa tutto lo spazio! Adesso mi sono stufata...

COMPAGNO FELIX: Aspetta, cosa fai? Perché apri il finestrino...? Non vorrai mica--


(Si ode un tonfo, poi il rumore dell’auto che si allontana.)


AGENTE A2.2: (deluso) Oh. Mannaggia.

AGENTE KAF-ZAJIN: E adesso cosa facciamo?

AGENTE A2.2: Beh, possiamo sempre chiacchierare.

MAMMA DELLA COMPAGNA DORA: E di cosa? Sappiamo già tutto gli uni degli altri.

ERICH HONECKER: Non ci sono altre chiamate da spiare?

AGENTE A2.2: Ma certo, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta. Per esempio, in questo momento il cancelliere della Germania Ovest sta telefonando a sua nonna. Ce lo ascoltiamo?

AGENTE BOB: Dài.

AGENTA KAF-ZAJIN: Yas!!!

ERICH HONECKER: Volentieri.

AGENTE A2.2: Va bene, però stavolta non facciamoci sgamare.


(Si odono delle scariche, mentre l’Agente A2.2 stabilisce il collegamento.)


HELMUT KOHL: ...a proposito, lo sai che oggi è il mio compleanno?

TUTTI: AUGURÎ!!!

HELMUT KOHL: Chi ha parlato?!?

TUTTI: (Riattaccano all’istante.)


FINE DEL DRAMMA


NOTA CONCLUSIVA: L’autore è consapevole del fatto che questa vicenda ricorda un po’ il noto film “Le vite degli altri” del 2006 (anch’esso incentrato su un agente della STASI che s’impiccia nei fatti della gente), ma ci tiene a precisare che non c’è stata alcuna forma di plagio.

Al di là dello spunto di partenza, “Chiamata d’amore a Karl-Marx-Stadt” è molto diverso da “Le vite degli altri”, ad esempio perché è piú bello.

1Parola ebraica, traducibile: “Non vorrei mai che...”.



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