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lavoro pubblicato venerdì 13 aprile 2018
ultima lettura mercoledì 19 settembre 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il ritorno di CATO

di compagniadelcandelabro. Letto 840 volte. Dallo scaffale Umoristici

Il primus pilus Marco Valerio si sta stiracchiando,  comodamente seduto su un treppiede, dondolandosi e scaldandosi al sole di quella primavera inoltrata, che già sapeva di estate. Il Castrum della XIII Legione è stranamente tranquil.......

Il primus pilus Marco Valerio si sta stiracchiando, comodamente seduto su un treppiede, dondolandosi e scaldandosi al sole di quella primavera inoltrata, che già sapeva di estate. Il Castrum della XIII Legione è stranamente tranquillo per essere un pomeriggio inoltrato, ma la situazione di quella parte del limes che costeggia il Danubio è da mesi inattiva. I barbari stanno facendo il solito casino ma a sud, verso la Moesia Inferior, i Germani sono al nord, ed altre sono le legioni coinvolte. Le pattuglie sono in perlustrazione, i tirones sono in addestramento, tutti i soldati sono impegnati nella solita routine e lui si puo' godere la sua coscia di pollo dondolandosi sotto il portico della guardia di fronte alla Porta Principalis del Castrum stesso. Guardando i mercanti che entrano ed escono, le donne del vicus vicino che passano di fronte alla porta per andare al fiume. Le fanciulle che sembrano sbocciare di bellezza, un misto fra romani e barbari che ha creato delle dee. Marco Valerio sorride a Minucia Flavia che ha sempre un fiore per lui. " Cos'hai per me, Venere tentatrice?" Il canestro ha un profumo dolciastro e caldo nello stesso tempo. La fanciulla gli si avvicina e sorridendo lo scopre " Qualcosa di speciale fatto da mia nonna, per te mio bell'ufficiale: dolcetti al miele!!!" Marco Valerio ha un brivido lungo la schiena, il coscio di pollo gli si trasforma in una poltigia immangiabile in bocca. Deve sputarlo. "Dolcetti al miele?? Da quanto non se ne trovavano piu' nella legione" un pensiero ed un ricordo lo fa rabbrividire di nuovo. Ma un grido da una sentinella lo distrae: " Cavaliere in arrivo!!" Si alza, butta via il coscio subito preso dal gatto che ronfava sotto lo sgabello. Si mette l'elmo e si alza, si mette vicino alla sentinella che è di guardia all'ingresso " Sembra un messaggero imperiale signore" Da sopra la torre un'altra sentinella lo avverte " Si, è un messaggero ma è conciato male poveraccio" Il cavaliere si avvicina alla porta, mentre la folla di mercanti e di abitanti del pagus si apre davanti a lui. E' una visione penosa: il cavallo è sporco, sudato, sembra anche ferito ad una zampa L'uomo che lo cavalca sembra anche messo peggio. Ha una benda su un occhio, le mani pure bendate tengono a fatica le briglie, L'hamata che indossa appare logora in più punti, ed anche il copricaco simbolo della sua mansione appare sporco e quasi strappato, come il mantello, che è una chiazza unica di fango. " Presto, aiutiamolo, deve avere incontrato qualche banda di predoni, o di barbari!!" Marco Valerio si precipita verso il cavaliere seguito dalla sentinella, mentre altri legionari accorrono. La sua caliga però scivola su un escremento di cane, il primus pilus riesce a tenere l'equilibrio, ma la merda del cane viene schizzata all'indietro colpendo in pieno viso il legionario che lo seguiva. Il quale lascia cadere il pilum che teneva nel braccio destro, pilum che si infila fra le ruote di un carro, un bel carro con le ruote a raggi, che trasporta un ricco possidente della zona e guidato da uno schiavo. Il rumore del pilum che fracassa i raggi della ruota, e del carro che cede da un lato, con le urla dei due malcapitati a bordo, distraggono solo per un momento Marco Valerio che ormai è arrivato dal corriere. Lo fa per sorreggere, ma un pezzo di legno del carro stesso colpisce in piena fronte il malcapitato, che con un "UH!!" strozzato cade fra le braccia dell'ufficiale, che non aspettandoselo, non riesce a sorreggerlo e tutte e due cadono in terra proprio dove era appena passato un gregge di pecore, che ovviamente hanno defecato. Quando dopo circa una mezz'ora la situazione si riesce a calmare, Marco Valerio riesce a parlare con il messaggero. L'odore di sterco di pecora è vomitevole, dei pezzi sono ancora presenti sulla faccia del latore di messaggi. Il cui cavallo nel frattempo è stato portato non senza fatica nelle stalle. "Cosa ti è successo amico? Di quante centinaia di uomini è formata la banda che ti ha assalito? Dove sono diretti? Devo dare l'allarme generale, quindi rispondi presto" Con il suo unico occhio sano l'uomo cerca di esprimere la sua meraviglia. " Ho fatto centinaia di misioni, sono stato inseguito da germani, sarmati, daci, britanni che mi volevano mangiare vivo, lupi, predoni, ma mai, dico mai mi è successo questo. Tutto è cominciato all'ultima stanzia, quando ho dato il cambio al mio collega che era arrivato con un messaggio per la vostra legione. Era ferito, non parlava piu', balbettava. Quindi ho preso la borsa con i messaggi e sono partito. Cioè ho cercato di partire Il cavallo mi si è spostato non appena ho fatto il gesto di montarci, sono caduto da allora almeno dieci volte, ed io sono nato a cavallo. Ho picchiato la testa contro rami che sorgevano dal nulla, cani arrabbiati mi hanno mordicato mentre mi fermavo per prendere un po' d'acqua, perchè la mia borraccia si era stranamente svuotata. Ho sbagliato la strada non una ma quattro volte, quando mi sono fermato a chiedere informazioni in una capanna, sono stato quasi scuoiato vivo da un veterano marcomanno che pensava che gli stessi portando il suo dovuto che per un errore burocratico aspetta da dieci anni. Il mio cavallo mi ha morso, un cavallo che conosco da quando era un puledro. Sono scivolato come se sulla sella mi avessero spalmato del grasso di maiale, un corvo mi ha beccato in un occhio, e poi uno strormo di passeri mi ha riempito di sterco. Non so come ho fatto ad arrivare qui. Poi l'ultima botta. Comunque, tenete questo è il messaggio ...io vado dal Medicus!!" Marco Valerio è rimasto senza fiato. Sicuramente un novellino alle prime esperienze. Ma no questo è un veterano. La dea Fortuna allora, aveva un conto con lui. Apre la sacca. Un messaggio da una legione in Cirenaica. Amministrativo. Un brivido. Dovrebbe consegnarlo a Prisco, è suo il compito. Ma non resiste. Lo apre. Un potente tuono lo sorprende. Il cielo è azzurro, non c'è una nuvola. Guarda il testo lo legge rapidamente "DEI DELL'OLIMPO!!!! NOOO QUESTO NOOOO" il grido gli si strozza in gola. Uno dei legionari lo guarda stupefatto " CI RIMANDANO CATO!!! IL maledetto Tesserarius Stanius Laurus CATO!!!" ora capisce tutto. Le focaccine, la sfortuna del messaggero, la merda delle pecore. E'in quel momento che lo sgabello con un CRACK sinistro si rompe. Il primus pilus cade rovinosamente in terra. " COMINCIAMO!!!" fa in tempo a pensare. Investe il gatto che era tornato a dormirci sotto. Sentendosi schiacciare la coda il felino lancia un disperato miagolio, si gira e graffia il primo che gli si para davanti, il legionario Ferox, dai piedi callosi. A sua volta questo esce dalla baracca tenendosi la mano graffiata, investe in pieno il segretario del legato che stava portando a spasso i cani del padrone. I due mastini, memori di un'altra libera uscita che si erano presi mesi prima, non sentendo piu' la presa del gruinzaglio, con un guaito di gioia e di trionfo, partono veloci come le saette di Giove per le strade del Castrum, investendo e scompaginando una centuria che stava marciando in perfetto ordine. IL primus pilus, sente provenire dall'esterno una sequela di urla, botte, imprecazioni... " Zeus aiutaci è cominciato" esce di corsa, in quel momento una trave esterna della torre di guardia, fissata male ed allentata dal sole decide di staccarsi e di schiantarsi sull'ufficiale e su Ferox, coinvolgendo anche il segretario del legato. I cani spariscono in un groviglio di loriche e di armi. Marco Valerio riesce ad uscire da sotto la trave senza troppe ferite. " Presto, allarme generale, chiudete le porte, tutti gli uomini validi sugli spalti. Incoccate le frecce e preparate i pilum, Cato non deve entrare!!" Perche' tuona sempre al nominarlo??? Sacrifici da fare a tutti gli dei e presto!!. Un legionario gli corre incontro, chiaramente scivola , e con un piede lo colpisce al naso. " Primus Pilus, presto l'ufficio del Tribuno Prisco è in fiamme, dobbiamo organizzarci. " Marco Valerio lo guarda con un occhio semichiuso " Priscus?? C'era un tesserarius con lui, uno appena arrivato" Il legionario ci pensa un po su.. " Si hai ragione centurione, uno nuovo, un certo..." " NOO ... non lo nominare!!!" troppo tardi "... Cato!!" un tuono, di nuovo. E di nuovo i due cani che passano di corsa ma si fermano e leccano la faccia al segretario, prima di ripartire inseguiti dai legionari, dal gatto, e da un cavallo. A sua volta inseguito da uno stalliere. E Marco Valerio? Beh, chiaro, appena nominato il maledetto, un ultimo pezzo di legno ancora in bilico lo colpisce ancora sulla testa, mandandolo a raggiungere Morfeo. Cato è tornato!!!


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