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lavoro pubblicato giovedì 12 aprile 2018
ultima lettura mercoledì 18 luglio 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

SUISAID

di ArchStanton. Letto 171 volte. Dallo scaffale Horror

Era tutto pronto per l'ultimo gesto,la solida sedia di legno non si era fatta pregare per la sistemazione insolita nella stanza,solo un po di polvere ...

Era tutto pronto per l'ultimo gesto,la solida sedia di legno non si era fatta
pregare per la sistemazione insolita nella stanza,solo un po di polvere come segno della sua decennale presenza senza spostamenti all'interno della camera;il lenzuolo ben pulito e abitudinariamente lavato dalla madre casalinga insoddisfatta e sempre pronta a distruggere le ambizioni di vita proposte con un filo di voce ,di fronte ad una cena smorta;il problema, era vedere se la trave di legno del rustico avrebbe retto al peso di Mark,ma era un rischio non calcolabile per il momento.
Mark diede un sguardo fuori dalla finestra,il tramonto si stampava sul suo viso pallido e spento,penso' che avrebbe potuto posare per un pittore amante della contrapposizione,certo del fatto che avrebbe avuto successo;non doveva distogliersi dal suo obbiettivo primario,quello di morire per far soffrire gli altri,per far capire che ad ogni modo anche lui era un essere umano riscaldato dalle emozioni,dalle paure e gelato dalle insoddisfazioni di una vita ormai giunta all'ultima porta, senza possibilita' di ritorno e di risoluzione dei suoi problemi;
fece il suo ultimo esame di coscienza per delineare e preparare al meglio il suo viaggio,conscio del fatto che era sempre stato un fautore e primo nemico del suicidio,elettrizzato pero' da questa sua scelta alquanto insolita,a dimostrazione del fatto che nessuno al mondo, poteva sapere cosa ci fosse nella mente umana i cinque minuti precedenti al suicidio e che per questo nessuno poteva giudicarlo e catalogarlo sotto le colonne del bene o del male.
Non traspariva nessuna emozione dal suo corpo e alzando lentamente il piede destro, si accingeva a salire sulla spigolosa sedia di legno che aspettava con pazienza di cigolare;porto' le mani al volto per un secondo e dopodiche' strinse al meglio il candido e bianco lenzuolo intorno al suo collo taurino.
Non aspetto' un secondo di piu' e si lancio' in aria, dando un calcio alla sedia per essere sicuro che questa rotolasse giù immediatamente, senza possibilità di un appoggio di pentimento;
la trave resse al meglio senza neanche il minimo rumore lasciando il corpo di mark ad agonizzare appeso al centro della stanza.....
Adesso potrei capire e spiegarvi cosa un uomo prova durante gli ultimi 5 minuti antistanti alla morte,perche' ero li davanti a mark,che annotavo freneticamente tutte le sue espressioni e i suoi sguardi persi nel vuoto

...Nessuno potra' mai saperlo....



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