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lavoro pubblicato venerdì 6 aprile 2018
ultima lettura mercoledì 14 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

E se poi lui... E se poi lei...

di Madetoro. Letto 495 volte. Dallo scaffale Amore

Mentre viaggio in auto non ho la consapevolezza di dove stia andando, è una mattinata di primavera soleggiata ma fredda. Attraverso i luoghi in...


Mentre viaggio in auto non ho la consapevolezza di dove stia andando, è una mattinata di primavera soleggiata ma fredda. Attraverso i luoghi in cui ero solita camminare qualche anno fa e mi chiedo perché ho smesso di farlo, se era davvero il caso di lasciar perdere la dieta e le lunghe passeggiate per pigrizia e per noia. Da quando ho iniziato la specialistica mi sono ripromessa di concludere il mio percorso nei due anni prestabiliti, così ho accantonato qualsiasi cosa potesse ostacolarmi per dedicarmi unicamente a questo obiettivo. Gli esami andavano, ma si sa che i trenta lasciano solo una magra soddisfazione . Mentre guardo le distese di ciclamini in prossimità della fontana penso a tutti i pomeriggi d’estate trascorsi a rincorrere il mio cane che non voleva proprio saperne di tornare a casa, alle volte in cui stremata mi fermavo a bere con le mani quel rivolo d’acqua che scorreva ancora o semplicemente a guardare il tramonto. Con il tempo le mie fughe da casa diventarono più frequenti, mi rifugiavo alla fontana per fumare di nascosto le prime sigarette che (chissà perché!) avevano il gusto dolce del proibito. Per tutti ero la ragazza dai capelli che cambiavano sempre colore, con il tempo diventai quella che cammina sempre a piedi e con le cuffie, quella che non rispecchia affatto i canoni della brava fanciulla del paesello, quella che coltiva una fastidiosa forma di libertà indecente. Per essere felice mi bastavano un paio di birre e un tramonto che sembrava dipinto…
Percorro la strada che mi porta a casa e penso con nostalgia a quel primo incontro durante una festa di piazza, indossavo il mio vestito e il mio sorriso migliore. Lui era uno di quelli che vanno con tutte e poi spariscono, io una di quelle che ogni sera si preparano e sostano davanti a un bar nella speranza di trovare il grande amore. Quando si presenta gli guardo le scarpe perché troppo presa a guardare il suo amico, e lui la mia amica che di lì a poco sarebbe diventata la sua ragazza. Con il tempo gli incontri tra i due si fecero più frequenti , la guardavo con invidia mentre faceva il bagno e lo attendeva tingendo le labbra di un rosso sempre più acceso. Quella sera alle otto in punto suonò il campanello e lui entrò presentandosi davanti ai suoi come futuro genero , io provavo una fitta di dolore che mi sforzavo a stento di nascondere. La svolta arrivò in occasione della loro prima lite, quando all’uscita da scuola ricevetti un messaggio in cui mi chiedeva di intercedere per lui e io, senza pensarci due volte, volli cogliere l’occasione e vedere fino a che punto potevo arrivare. Fino ad allora la sua bocca di Marlboro l’avevo solo sognata, ma quando le conversazioni diventarono più frequenti me la prefiguravo giorno dopo giorno….
Parlavamo spesso e quasi sempre di sera quando tornava dal lavoro, mi confidava le difficoltà dello stare in coppia e io lo schermivo perché credevo che la monogamia fosse solo una povera illusione. Lui faceva di tutto per trascinare avanti un rapporto poco soddisfacente, io cercavo di consigliargli per il meglio ma con scarsi risultati. “È davvero assurdo” commentò una volta “ mi accusa addirittura di aver deciso una data in cui fare sesso! Cose da pazzi!”. Io, che di sesso con lui avrei voluto farne tanto, restavo incredula di fronte a tali parole e speravo fosse solo uno scherzo di pessimo gusto. Nel frattempo anche quel poco che restava del mio rapporto col suo amico stava cadendo in pezzi, i messaggi diventavano sempre meno frequenti e gli incontri pomeridiani sempre più sciatti e inconsistenti. Oramai le sue labbra non sapevano più di nulla, facevamo l’amore con distacco e quasi meccanicamente, solo quando lo pretendeva lui o quando non gli era di troppo disturbo. Mentre si muoveva convulsamente sopra di me sognavo la pelle scura del mio vero amore, avrei solo voluto sentire un’altra volta il suo profumo di Marlboro e Chanel blu, solo un’altra volta , un’altra volta ancora...
Premo il piede sull’acceleratore e guardo l’asfalto divorato dalle ruote della mia Ford, provo una sensazione amara nel rivedere il giardino in cui gli rubai quel primo bacio. Eravamo davanti la casa della sua lei che, come al solito, non era mai pronta in orario. Mi chiede di uscire fuori ad avvertirlo ed io, coperta dal buio, vado verso di lui che mi cinge i fianchi salutandomi con due baci sulla guancia. Mi sposto per sbaglio e così le mie labbra sfiorano le sue, ma lui si ritrae per paura che l’altra lei si accorga di ciò che sta succedendo. Fumo nervosamente chiedendomi come avrei potuto nuovamente guardarla negli occhi adesso...Eppure la triste realtà era un’altra: mentre lui fingeva passione per una donna pur non provandone affatto io ero costretta a sorridere anche se mi sentivo morire dentro, a tacere anche quando avrei voluto gridare al mondo ciò che provavo, a sfiorarmi piano per placare le mie voglie. E poi ad aspettare un suo messaggio...
Sono trascorsi sette lunghi anni ma a volte mi chiedo ancora cosa sarebbe stato se solo avessi avuto il coraggio di dirgli che per me non era soltanto l’ennesimo omuncolo da illudere, se solo il giorno del loro fatidico” si” avessi avuto il coraggio di obiettare. Lei era bionda e scialba come al solito, una donna insignificante. Lui moro e bello come un dio nel suo completo blu, gli lanciavo occhiate ammiccanti mentre bevevo tanto da stare male. Intanto guido e mentre sono immersa nei miei pensieri ho un sussulto nel sentire il cellulare che emette un suono strano. Apro messenger e sbianco nel leggere il nome del mittente che, come se nulla fosse accaduto, scrive: “Ciao, come stai? È una vita che non ti sento”. Controllo il suo profilo e non vedo più tracce di lei.. E se davvero la loro unione non sia stata poi così felice ? E se lui alla fine l’abbia tradita per un’altra ? E se lei alla fine lo abbia lasciato per un altro? E se davvero lui ci abbia pensato per tutto questo tempo? E se poi lui… E se poi lei…



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