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lavoro pubblicato lunedì 2 aprile 2018
ultima lettura giovedì 13 dicembre 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

LA VITA DI UN'ADOLESCENTE

di yaekotenshi. Letto 303 volte. Dallo scaffale Amore

La vita può essere dura,soprattutto per una ragazza di soli 15 anni che ha appena trovato l'amore.....

Ogni giorno nascono un miliardo di bambini,ma ogni giorno ne muoiono.
Questa è la storia di un'adolescente di nome Miki che imparerà a conoscere l'importanza dei sentimenti e del loro
significato.
Miki è una ragazza come tante,l'unica differenza è che lei odia il mondo,odia tutti...
il suo pensiero è quello che nessuno possa capirla,comprenderla.
Ma un giorno qualcuno o qualcosa,un personaggio o uno reale gli fa cambiare idea...
ma forse è meglio che la storia la racconti proprio lei,la sua vita.
Io mi chiamo Miki,ho 15 anni,molti mi dicono che potrei pensare a me stessa da sola altri mi considerano ancora una bambina che non sa fare niente.
Gli "adulti",se cosi posso chiamarli,non capiscono gli stati d'animo di un'adolescente,una ragazza come me...
e poi chiamano me bambina,che guardo,vedo e sto sempre in silenzio.
Al mondo d'oggi i veri bambini sono proprio gli adulti,che fanno capricci,richieste stupide e paragoni.
Io a scuola mi creo una barriera,un muro da quelle persone che credo non possano mai raggiungere e capire il mio cuore,preferisco non soffrire e non distruggere in mille frammenti ciò che penso perché è l'unica cosa a cui posso aggrapparmi..."la solitudine".
Molti ragazzi a scuola mi definiscono strana...appunto per questo,sto sempre in un angolino da sola,io aspetto "forse" che qualcuno mi parli,mi faccia sentire parte di questa società.
Un giorno chiesi a mio padre se poteva comprarmi un pc insieme con uno di quei cosi per la realtà virtuale,mi pare si chiamino "oculus rift",lui come sempre mi fece cenno di si,loro,non sanno cosa provo e le mie sensazioni riguardanti tutti quanti...i miei genitori vorrebbero che parlassi di più,discutessi con loro,ma non ci riesco.
Per me è molto difficile discutere con la gente é come se io fossi in un'altra città,un posto che non riesco a chiamare casa.
Appena mio padre portò tutto il necessario,accesi il pc e gli collegai l'oculus,cominciai a cercare vari giochi con il virtual,fino a che trovai un sito di ogni tipo di gioco online.
Non capivo se le persone che vedevo all'interno del gioco fossero reali oppure immaginarie,pensavo solo che quel mondo era favoloso e che io ci avrei voluto abitare...già,il mondo del web é incredibile ed é di certo gran lunga migliore del mondo reale,qui le persone non possono giudicarti,non possono vederti,vedono solo il personaggio che si é creati,l'eroe,la fata oppure il folletto ogni genere di creatura o di esseri,tutto quello che si vuol essere diventa possibile in questo mondo.
Un giorno mentre giocava al pc,nell'angolino sopra dove c'erano le notifiche,vedo un messaggio,io ero incredula,chi mi aveva inviato un messaggio e cosa voleva da me?!
Queste domande mi giravano in testa,la prima cosa che feci fu ignorare la richiesta,ma quella persona continuava ancora ad inviare la richiesta continuamente fino al punto che l'accettai e gli scrissi che che voleva da me?!
La sua risposta mi sorprese,non mi sarei mai aspettata una risposta simile,"ehy,ho notato che non hai nessuno sulla lista amici,non ha senso però,siamo in un gioco online,si fa amicizia,ti va di entrare nel mio gruppo?!"
Io non sapevo che rispondere,era la prima volta che qualcuno mi chiedeva di entrare a far parte di un gruppo,non sapevo che provare,era un senso di felicità,fino ad allora non avevo mai provato una sensazione cosi,mi riempiva il cuore di gioia,mi sarebbe piaciuto che il tempo si fermasse.
Passavamo le giornate insieme,provavano ogni tipo di gioco online,entravamo insieme in altri server,facevamo tutto,eravamo molto in armonia,mi sentivo cosi felice ogni giorno tornata da scuola non vedevo l'ora di tornare a casa per rivederlo,rivedere il mio cavaliere,il mio amico,ma mi chiedo ancora se sia reale o no...
Un giorno però,tutto insieme smise di entrare online,smise di scrivermi,non lo trovavo più,questo mi strinse il cuore,non riuscivo a crederci.
Ho aspettato una settimana per rivedere se entrava,ma niente smise totalmente di farsi vivo,in quell'istante ho provato un odio profondo verso di lui,verso quel cavaliere che si trasformò in un'ombra nera,era diventato come tutti gli altri,una persona senza volto,senza nome che non avevo interesse di vedere e parlare più.
Passata quella settimana cominciai a tornare come prima,ad isolarmi di nuovo evitando di parlare con tutti.
I miei genitori avevano capito che avevo qualcosa di strano,sapevano ma non parlavano.
Non volevano immischiarsi nelle mie faccende per evitare di farmi soffrire,anche se io avrei voluto,pur di soffrire che i miei si immischiassero,mi consolassero e cercassero di capirmi.
Passarono già 2 settimane che non sentivo il mio amico,sentivo molto la sua mancanza,ma proprio all'inizio di quella settimana,nella mia classe ci fu un cambiamento,un ragazzo nuovo entrò a far parte della gente senza volto,un altro che mi avrebbe ignorata ed esclusa,almeno cosi pensavo.
Come sempre la prima cosa che fa uno studente nuovo é la presentazione:"ehy,come va?!io mi chiamo Erik,vengo da lontano vi basta sapere questo!"fece con cenno di risata,poi continuo dicendo:"spero di fare amicizia con tutti voi e con tutte le belle signorine che ci sono qui dentro!"e finì facendo un occhiolino.
Io già dal quel momento avevo pensato che non avrei mai parlato con uno che si sentiva cosi sicuro di se,ma oltretutto molto arrogante si mostrava ai miei occhi.
Ma neppure il tempo di pensare questa frase,che me lo ritrovai accanto al mio banco che cercava di iniziare una discussione con me...
Io inutilmente provavo ad ignorarlo,ma lui non cedeva e continuava a parlare,parlava di tutto e di più,arrivavo quasi al punto che gli stavo per buttare voce,ma proprio in quell'istante la prof. si arrabbiò con noi,pensava che io e lui parlavamo,gli avrei voluto dire che non c'entravo niente,ma non riuscì a parlare e quindi ci buttarono entrambi fuori.
Usciti dalla classe lui non smise neppure un secondo di chiaccherare,io non perdo mai il controllo,non urlo mai ad una persona ma proprio quel giorno mi arrabbiai cosi tanto che gli buttai voce con tutto il fiato in gola che avevo.
Io mi potevo aspettare di tutto da lui,che mi odiasse,mi urlasse anche lui a sua volta anche che dopo questa volta mi sparlasse ma la sua unica reazione fu una risata...
ero scioccata,non mi aspettavo che tutto insieme scoppiasse a ridere,non ne capivo il motivo,lo guardavo fisso,fino che ad un certo punto mi guardò dritto negli occhi e mi disse queste semplici parole:"sei molto carina quando ti incavoli!!..."
Io non mi aspettavo un'affermazione cosi,ma oltretutto sembrava che volesse dirmi qualcos'altro,ma poi tutto cadde in un silenzio.
Passarono qualche minuti e la prof. ci fece rientrare e tornammo precisamente come prima.
Io ripensavo ancora a quella cosa che aveva detto di me...
aveva detto che ero carina,nessuno mi aveva mai detto una cosa simile,ma la mia testa non voleva crederci,voleva pensare che era uno scherzo,una semplice battuta.
Passarono i giorni e io legai molto con Erik,una giornata mentre rimanemmo a scuola durante le ore di pulizia,tre ragazze vennero da me,mi spinsero dentro l'aula e cominciarono a ridere dicendo come facesse una come me ad essere amica di uno come Erik...
io cercai varie volte di andarmene,ma inutilmente,loro non mi facevano uscire.
Ad un certo punto una di loro si mise di fronte a me e comincio a dirmi cose assurde,cose che credevo ridicole,cose che potevano uscire dalla bocca di una bambina.
Lei parlava e io provavo a non ascoltarla,ma per qualche strano motivo non ci riuscivo,ciò che diceva mi feriva,mi faceva star male...
"tu non hai possibilità con lui,tanto vale che ritorni a stare sola"
cercavo di trattenere le lacrime,non volevo mostrare la mia debolezza a nessuno,ma proprio quando credevo di cedere,entra proprio lui...appena lo vidi mi senti riempire di una gioia infinita,lui era venuto per me,per difendermi!.
Cominciò a parlare con quelle ragazze che mi maltrattarono e disse loro che non dovevano avvicinarsi più a me e di non infastidirmi mai più,le sue parole mi rendevano assai felice,ma una parola che mi gira sempre in testa,una in particolare che mi é rimasta impressa...."non toccate la mia ragazza!".
Queste parole mi riempivano il cuore di gioia,di felicità ma anche un po' di imbarazzo,davanti a tutti aveva appena detto che ero la sua ragazza!...quelle ragazze scapparono e se ne andarono con un po' di rabbia nei miei confronti.
Appena fummo da soli lui si avvicino a me e mi abbracciò e nel mentre mi diceva se stavo bene,io con un cenno gli feci di si,dopodiché lui mi sorrise.
Mentre eravamo nella via del ritorno lui mi volle accompagnare a casa e davanti la porta mi disse all'orecchio quanto mi volesse bene,questa frase sembrava detta proprio da un bambino,ma si vedeva che quelle parole erano sincere e venivano dal cuore,allora io di conseguenza mi avvicinai al suo di orecchio e gli dissi lo stesso,gli dissi quanto bene gli volessi e che mi sarebbe piaciuto stare sempre con lui.
Alcuni potrebbero dire che una ragazza a 15 anni non si dovrebbe fidanzare,solo perché alcuni credono che sia troppo piccola,che in realtà non si conosce la differenza di amore ed amicizia...ma credo proprio che io l'abbia capito prima del dovuto.
Appena entrai in casa i miei genitori si accorsero del cambiamento,si accorsero della mia felicità,credo che loro sapessero cosa era successo,avessero visto dalla finestra cosa accade fuori,si lanciavano sguardi di felicità.
Io mi chiedo la felicità quanto può durare?!...
Durante la notte,dopo essermi addormentata,mia madre ricevette una telefonata,venne a svegliarmi ed andammo subito in ospedale,non vedendo mio padre cominciai a pensare il peggio,cominciavo a preoccuparmi,entrammo nella stanza e vidi mio padre,feci un respiro di sollievo,vedevo che stava bene, ma la prima domanda che mi passò in testa fu,se mio padre non era sul letto,allora chi c'era?!.
Mi accorsi che accanto a mio padre c'erano i genitori di Erik,mi avvicinai sul lettino e lo vidi,disteso che non si muoveva.
Appena mi avvicinai gli adulti uscirono col dottore e a me mi dissero che non potevo andar con loro e che dovevo aspettare dentro,io senza far rumore mi avvicinai alla porta e provai a sentire cosa dicessero...
Dottore:"signori,non é sicuro che vostro figlio si risvegli,ho notato anche delle cose...servirebbe un miracolo..."
Da quelle parole rimasi scioccata,speravo che le cose dette dal dottore non fossero vere,che si sbagliasse.
Dopo,appena senti che stavano per rientrare mi rimisi accanto ad Erik,sperando che avessero il coraggio di dirmi le cose in faccia,la verità,ma l'unica frase uscita dalla bocca di mia madre fu...
"tranquilla il dottore ha detto che starà bene e si riprenderà presto".
Io sapevo bene che mia madre mi mentiva e penso che lei abbia capito che io non ci credevo,ma con un falso sorriso dissi a mia madre che sapevo che stava bene,perché me lo sentivo,nel mentre che lo dicevo mi trattenevo dal piangere,il cuore mi si stringeva,sentivo come se un serpente mi stesse stritolando fino a non riuscire più a respirare.
Appena arrivammo a casa,mi misi a letto,appena mi coricai crollai in un pianto silenzioso,non mi andava di farmi sentire dai miei genitori,non volevo farli preoccupare...
io odio che gli altri si preoccupino per me,l'unica persona che vorrei si preoccupasse per me e coricata sul letto di ospedale,nel mentre che piangevo mi misi a guardare le foto mie e sue e dentro la mia testa mi ripetevo che stava bene e che appena si sarebbe svegliato avremmo fatto un sacco di cose insieme e nel men che non si dica mi addormentai in un sonno profondo ancora con le lacrime e il libro abbracciato al petto.
Cominciai a sognare,vidi che ero in un prato,un giardino pieno di farfalle,era bellissimo!
Li incontrai Erik,mi salutava e si avvicinava lentamente a me,appena arrivo senti il cuore battere all'impazzata e il respiro cominciava a mancarmi,le sue prime parole furono "scusa",io non capivo il motivo,come mai si scusava,ad un certo punto mi cominciò ad abbracciare e scoppio in lacrime,lui non ha mai pianto da quando lo conosco,mi sembrava molto strano,aveva un'aria cosi innocente.
Tutto insieme quando mi stava per dire qualcosa io smisi di sentire la sua voce e pian piano stava cominciando a svanire,sotto di me si stava aprendo un vortice nero e io ci stavo per cadere,vedevo allontanarsi la figura di Erik,la vedevo sempre di più rimpicciolire fino a che mi trovai in un luogo tutto nero,ero sola,gridavo e piangevo ma nessuno veniva...
tutto d'un tratto senti la voce di mia madre,mi chiamava,la sentivo urlare ma non capivo da dove veniva,cominciai a correre ma non trovavo niente ad un certo punto però vidi una luce,decisi di andarci e mi avvicinai sempre più fino a che...mi svegliai!
Vidi mia madre di fronte a me,era disperata,mi disse che nel sonno urlavo e piangevo,mi ripresi da quel sogno e senza dirle niente,senza darle spiegazioni gli chiesi di uscire,non mi andava di parlare di raccontarle del mio sogno.
Al ritorno da scuola andai direttamente in ospedale,mi misi accanto a lui e gli strinsi la mano,cominciai a parlargli e a raccontargli di tutte le cose belle che abbiamo fatto e che avremmo potuto fare,mentre parlavo con lui ripensavo a quello che aveva detto il dottore,ovvero che servirebbe un miracolo per farlo risvegliare,quindi spero di essere io quel miracolo,quella luce che lo fa risvegliare,come é successo a me con mia madre che mentre dormivo nel sonno l'ho sentita,spero che mi senta anche lui...
già io capivo che il discorso che facevo era da bambina,tutti mi hanno ripetuta che devo essere adulta e non sono più una bambina,allora perché io non mi sento del tutto adulta,proprio ora non ci riesco...non riesco ad accettare questa cosa,non ci riesco!
Vorrei solo che si svegliasse e tornasse a stare al mio fianco,proprio in quell'istante mi senti stringere la mano,senti il suo calore,corsi immediatamente dal dottore e gli dissi quello che era successo,lui controllò ma mi guardò come per dire che certi scherzi non si facevano,mi guardò come se fossi una bugiarda,ma l'unica cosa che mi disse fu"non é cambiato nulla da prima,mi dispiace!"io non potevo credere a ciò che mi aveva appena detto,io ero sicura di ciò che ho sentito,della sua mano stringere la mia e del suo calore.
Poi si avvicinò a me e mi disse di tornare a casa e di riposare,io corsi infuriata via di li,appena misi piede dentro casa i miei genitori sapevano già tutto,mia madre mi guardava con le lacrime agli occhi e mio padre cercava di non guardarmi direttamente,io capivo che i miei provavano una gran pena per me,e questa sensazione la odiavo,non la sopportavo,non volevo che qualcuno provasse pietà o pena verso i miei confronti anche se si trattava dei miei genitori stessi.
Corsi in camera e chiusi a chiave la porta,mi misi a letto,ma avevo il terrore di chiudere gli occhi e rivedere di nuovo quella scena,rimasi sveglia tutta la notte e non chiusi occhio.
Passarono le giornate e lui non dava cenno di miglioramento,io ogni giorno dopo la scuola andavo sempre a trovarlo,mi mettevo accanto a lui e speravo ogni giorno in un suo risveglio,mentre in un secondo di distrazione dei miei genitori cominciai di nuovo a parlare con lui,gli strinsi la mano e gli chiesi di farmi un cenno,qualunque cosa che mi permettesse di sapere che sta bene,proprio in quell'istante scoppiai in un pianto ,non riuscivo a trattenere le lacrime mi misi la testa coricata sul lenzuolo per non farmi sentire dai miei genitori,tutto ad un tratto però mi senti accarezzare la testa,alzai lo sguardo e lo vidi era alzato davanti a me che mi sorrideva e mi guardava,ma la prima parola fu come quella avvenuta in sogno,ovvero "scusa"in quell'istante mi venne il dubbio,stavo forse sognando,mi ero addormentata?!
Poi lui mi guardo e mi disse,no tranquilla sei sveglia...io non avevo parlato,era come se avesse visto ciò che pensavo,ma non ci davo peso mi alzai e lo abbracciai,lui cercava di parlare ma io per quanto ero euforica non riuscivo a calmarmi fino a quando dalla stanza accanto i miei genitori vennero e mi guardarono,io cominciai a gridare "guardate sta bene,sta bene!!".
I genitori di Erik cominciarono a piangere,ma non sembravano lacrime di gioia,io non ne capivo il motivo mi girai verso di lui...e li rimasi bloccata,pensavo fosse uno scherzo,non potevo credere a ciò che vedevo.
Un secondo fa lui era accanto a me che parlava e adesso lo ritrovo di nuovo disteso nel letto,i dottori controllarono il suo battito ed il suo respiro,ma non c'era più niente da fare...
Io senza pensare a niente corsi,corsi senza una meta specifica senza un luogo in particolare in cui voler andare volevo allontanarmi da tutto e da tutti,continuai a correre fino a che caddi in un dirupo e persi conoscenza.
Appena mi risvegliai mi accorsi di essermi impigliata in mucchio di rami ma sapevo che se mi fossi mossa sarei caduta sicuramente nel mare,in quell'istante pensai che se fossi caduta sarei potuta rimanere con Erik,ma in quel momento mi senti acchiappare il braccio e tirare su,non so chi era,ma lo ringraziai e appena sollevai lo sguardo vidi di fronte a me proprio lui,non riuscivo a credere a miei occhi,l'avevo visto nel letto d'ospedale e allora come era possibile che era di fronte a me?!...
Lui mi aiutò ad alzarmi e mi abbracciò facendo un sospiro di sollievo e dicendo"menomale che stai bene!sei stata proprio scema,devi guardare dove cammini saresti potuta morire!!"quel suo sguardo arrabbiato e quel suo modo di rimproverarmi mi fecero sentire strana,non era mai successo prima dora che mi rimproverasse,dopo pensai però a quello che avevo visto in ospedale,che era nel lettino e comincia a chiedergli...
e tu?!tu non mi sembravi star molto bene,eri nel letto senza vita di fronte a me,e adesso sei qui,come pensi di spiegarmelo?!
Lui mi guardò e per un po fummo in silenzio,ma poi questo silenzio fu rotto da delle sue solite scuse,io da quelle sue scuse mi arrabbiai,mi irritarono,non riuscivo più a sopportare quelle sue scuse del cavolo,ogni volta si scusava e io non capivo mai il perché,allora lui continuo a guardarmi e mi disse che ci sono parecchie cose che vorrebbe dirmi tra cui che il ragazzo con cui giocavo online era proprio lui e che il motivo per il quale non mi aveva scritto più era perché aveva avuto un problema ed era dovuto andare in ospedale,non so il motivo per il quale non volle dirmi che problema era,forse se ne vergognava oppure non voleva farmi preoccupare...ma mentre parlava mi ricordai ciò che disse il dottore,e se non mi sbagliavo aveva detto qualcosa che riportava a questo.
Lui mentre mi raccontava e mi cercava di spiegare mi sembrava molto rattristato,sapevo ciò che mi diceva era vero ma non riuscivo a credere al 100% alle sue ultime parole,mi sembrava troppo assurdo,mi disse che quando era in ospedale era in punto di morte,ma aveva un piccolo desiderio...
voleva rivedermi,allora una notte mi aveva visto in sogno,infatti dal primo giorno di scuola il suo unico intento era di parlare con me,voleva dirmi ciò che provava,ciò che aveva cominciato a provare da quando ci eravamo conosciuti online.
Continuava a ripetermi che sarebbe voluto rimanere ma non poteva,io non capivo e gli ripetevo:"perché,perché non puoi?!tu stai bene,sei qui di fronte a me,da adesso potremmo stare insieme cosa c'è che non va,perché non puoi rimanere?!"
Da quelle parole Erik scoppio in lacrime,io cercavo di trattenermi,ma non ci riuscivo,il petto faceva male,sentivo un bruciore salirmi,era come se fossi avvolta dalle fiamme e proprio quando io avrei voluto buttare voce lui mi baciò...
mi diede un bacio che mi fece sentire il suo calore ed il suo amore,avrei voluto che il tempo si fermasse,ma so che non sarebbe mai successo,perché le cose belle si sa che durano poco.
Nel mentre che mi baciava mi accorsi che stava cominciando a svanire,lui mi sorrise e mi ringraziò,ringraziò il fatto di avermi conosciuta e di avergli dato la possibilità di amarmi...quando era rimasto poco di lui mi disse quest'ultima frase prima di svanire del tutto,"rimani ciò che sei diventata,la ragazza che ho amato fin dal momento che ti ho conosciuto,una ragazza solare che riempe di felicità i cuori della gente".
Poi appena scomparve nel punto dove si trovava,spuntarono tante piccole lucciole che si innalzarono in volo fino in cielo arrivando al punto di svanire piano piano.
Qui finisce ed inizia un nuovo arco della mia vita...
Ciao io sono Miki,sono una ragazza che ha 15 anni,si il mondo non lo amo del tutto essendo che mi ha portato via il mio primo amore,ma neppure lo odio...capisco che questa é la vita e che nessuno può contraddirla o mettersi contro di lei,perché sarà sempre lei a scegliere per noi,quindi ho deciso che continuerò a viverla ancora per molto mantenendo la promessa che feci ad Erik,rimanendo ciò che sono diventata,perché in fondo so che anche se lui non é vicino a me fisicamente lo sarà sempre dentro al mio cuore e mi proteggerà fino a che un giorno lo raggiungerò.
Quindi aspettami amore mio,aspettami Erik!


Commenti

pubblicato il lunedì 2 aprile 2018
yaekotenshi, ha scritto: Ciao,questo é il primo lavoro che faccio,scusatemi se troverete qualche errore,io spero di aver corretto tutto,lo riletto parecchie volte,ancora sono inesperta riguardante scrivere libri ma spero che la storia vi piaccia,perfavore fatemelo sapere con dei commenti,grazie :)

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