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lavoro pubblicato sabato 31 marzo 2018
ultima lettura sabato 19 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL SANTO PELO DEL LUPO

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 252 volte. Dallo scaffale Fiabe

IL SANTO PELO DEL LUPODI DINO FERRAROQuante volte Il mondo si è dimenticato di noi ci ha trascinato con lui  per storie infami ,leggende, drammi , momenti incredibili e  andato avanti ha voltato il viso dall’altra  parte &eg...

IL SANTO PELO DEL LUPO

DI DINO FERRARO


Quante volte Il mondo si è dimenticato di noi ci ha trascinato con lui per storie infami ,leggende, drammi , momenti incredibili e andato avanti ha voltato il viso dall’altra parte è rimasto ignudo mezzo rincretinito più cretino di prima ci ha lasciati in preda a nuove paure . Verso un amore negato da portarsi dietro senza nome , senza questa sorte che ti dici vieni ti faro signore dei tuoi perché poi come un breve lampo ogni cosa si colora nell’azzurro cielo di Roma ed ogni cosa cade per terra ed è cosi difficile rialzarsi ,dopo aver cantato la propria canzone di protesta .
Piove come tanti anni fa, piove ed il cuore batte chiuso in una stanza mezzo morto trascinandosi striminzito ,ammucchiato in un angolo trascinato dal caso con mille speranze si va avanti.
Signora avete aperte le porte alla vita
Lei e matto
Accidenti che taccagno
Quando ero giovane io
Non mi dica ch’era un bimbo molto bello
Un pargolo senza lingua
Sa ho fatto il mio esame di coscienza
Tra due mesi sarò disoccupato
Bravo il pischero
Non suono il piffero
Beh c’è sempre tempo per imparare
Sono del testaccio
Hai la testa dura
Lei mi fa infuriare
Faccio finta di non aver capito
Che disgrazia
Lungi da me ogni peccato
Cosa centra si poteva essere amici
Lei la sa molto lunga
A volte penso di non essere umano
Chi sà da quale pianeta viene
Farò un giro per il centro
Non prenda il pullman meglio la metro
Sono anni che vengo qui
Le piace la nostra città .
Molto.
Si trova bene ?
Benissimo
Mi fa tanto piacere
Lei mi mette in imbarazzo
Arrossisco
Signore siamo a Roma
Perbacco ho perso la bussola

Pronti a partire di nuovo , andremo sulla luna tutti insieme vestiti da scolari con uno strano copricapo in testa con un fiocco tra i capelli , con mamma e papa, tutti in gita a lago di bracciano. La dove c’è un mostro antico che mangia i cattivi di questo mondo , mangia la sorte avversa poi si distende sulle sponde , ride è mostra la pancia si gratta , grida ai quatto venti di essere un dio , ed io mi chiedo ma che sorte avrebbe potuto avere un uomo che si fa chiamare Geppetto che non ha ombrello e nemmeno cervello e gira la manovella tutto il giorno ed un dì venne un papa e gli disse lei è un incompetente il poverino ebbe ad offendersi assai e fu portato in prigione da due guardie svizzere che avevano un sacco di vizi e scherzavano sempre su come poter girare la frittata a modo loro.
Dove mi portate ?
Dove meriti
Ma io sono innocente
Tutti lo siamo
Lei crede e se le confesso d’essere giudeo
L’amore è senza peccato
Per questo caro mio lei sarà condannato
Che gran dolore , mi avete fatto venire fini qui per poi incarcerarmi.
Suvvia non pianga
Ecco quello che mi merito
Faccia ammenda dei suoi peccati
Quali peccati che sono senza denari
Non giri la medaglia
Cose da pazzi
Il popolo c’ascolta
Non urli
Mi volete morto
Non proprio le abbiamo destinato un posto in paradiso
Oh bella li potrò essere quello che voglio
Non dimentichi di portare l’ombrello
Le vorrei raccontare la mia disavventura già la mia colpa quella mattina mi trovavo a via Margutta quando incontro tre uomini che dicono di essere custodi , del pelo del lupo racchiuso dentro un ampolla. Dicono che sia il pelo della lupa che allattò Romolo e Remo . Un pelo lungo è grigio capace di emanare un così intenso odore da far innamorare chiunque l’ odorasse . Dal pelo nell’uovo al pelo del lupo c’è molto da dire un poco di fantasia è tutto potrebbe essere diverso , una lunga corsa verso questa discesa negli inferi là osservo i tre uomini che s’avviano e cantano litanie, mezzi stornelli, spinelli , sconvolti forse ubriachi o fumati ,sballati sbarbati , folli come questa vita io li seguo scivolando nella loro leggenda, nella loro lingua che parlano , dove tutto può essere detto , tutto può essere compreso. In mezzo ai tanti fedeli che venerano quel nero pelo, s’inchinano tutti si prostrano davanti al grande pelo magico che con il suo odore può cambia la sorte degli uomini e donne , rendere i sensi cosi estasiati , ed il sesso l’assapori dentro te stesso a piccoli morsi , dentro un lungo amplesso che ricostruisce l’intera vita , ricostruisce ricordi , giorni , l’amore questo strano sentimento che non ha nome ed età .
Io ho creduto
Anch’io fino all’ultimo
Mo’ ci chiamano speculatori
Caccia la lingua
Non ho il morbillo
Beh potrebbe essere scarlattina
Ma lei è un cretino
Badi a come parli
Siamo difronte al grande pelo
Mi scusi non volevo mancarle di rispetto
Stanotte sotto alla luna piena il grande pelo esalerà il suo magico odore è tutto il mondo cambierà di colpo
Bellissimo
Preparatevi
Io mi sono comprato delle nuove mutande
Io un paio di scarpe nuove
Non facciamo sarcasmi
Preparatevi alla preghiera
Ma sono le otto
Bisogna scende alla loggia delle benedizioni
Bene mi preparo
Io non scendo mi sono stancato di pregare un pelo di lupo.
Non farti sentire che finiamo tutti davanti al tribunale ecclesiale
Che diritto hanno costoro di ridere di noi
Non si tratta di diritto
Allora di cosa
E il significato della vita in se
Oh bella allora mi prendi per i fondelli
Perché ?
Lo visto con i miei occhi quel pelo non è pelo di lupo
Cosa dici , tu bestemmi
Ti giuro il pelo che veneriamo è un pelo di culo.
Oh signore stai farneticando se continui cosi ti cacceranno dall’ordine.
Che mi caccino non ho nulla da perdere
Sputa il rospo
Il pelo di lupo è stato cambiato dal grande sacerdote , ieri mattina mentre si avvicinava l’ora della preghiera eravamo tutti in ginocchio quando il grande sacerdote inavvedutamente ha aperto la reliquia è fatto volare via il divin pelo di lupo , trasportato via da un vento bizzarro , ho visto il sacro pelo volare via, dopo un po’ disperato il grande sacerdote per rimediare al male si tirò un pelo dal culo e lo mise al posto del sacro pelo di lupo.
Tu vuoi finire male ?
Ti giuro è la verità
Se dici il vero , lo dovremmo dire ai superiori generali
La mia storia finisce qui
Non puoi , devi venire con me
Ma non ha più senso
Beh ogni inizio ha la sua fine
Non ci crederanno mai
Gli diremo di odorare il pelo
Buona idea
L’odore di pelo di lupo e ben diverso dal pelo di culo
Giusto
Dicono che la pazzia ha sempre in sè qualcosa di eccezionale il poveretto incarcerato secondo il volere del pontefice mise su un bel commercio di spezie , divenne commerciante di frutta e verdura , speculando in carcere alla faccia della maldicenza. Alla morte del vecchio papa il nuovo lo promosse suo segretario personale per quanto , riguarda il sacro pelo di lupo , venne scoperto l’arcano segreto, davanti ad una commissione formata da insigni scienziati et professori di università provenienti da tutto il mondo fu stabilito ed appurato che quel pelo adorato che con il suo odore avrebbe potuto cambiare il mondo era un pelo di culo qualunque e quindi incapace di cambiare gli eventi della storia in generale . Il gran sacerdote venne espulso dall’ordine , quest’ultimo dopo gettato il saio si recò in Cina e divenne un commerciante di salsicce . Mentre al povero fraticello che aveva scoperto l’arcano mistero fu incoronato sommo sacerdote ed affidata l’ampolla contenete un nuovo pelo di lupo.

Il mondo cambia quando vuole , cambia in questa canzone, nella sorte che ci costringe ad essere diversi , forse sognando ,provando vari dolori . Or dunque lo cerchi lo desideri questo amore ti richiama all’ordine delle idee che ti inseguono che sgambettano, danzano in fragili ricordi sepolti a volte sotto un poco di terra, un amore , un odore che t’accompagni in ogni luogo è come un estasi di mille esistenze trascorse ti trascina sulla scia di un sogno senza tempo .

Vivere , ecco dove mai giungeremo ad essere , vivere nell’idea nel mesto ricordo nella sorte avversa che ti ha trascinata fin dove sei , sconvolto a tal punto da non sapere se bene o male siano quello che siano. Per un attimo l’amore è tornato e tu corri dentro il vento, dentro questi versi scialbi , scavalcando muri di omertà scopri uno scorpione che ha grandi chele , ha grandi occhi e c’attende fuori la metro , ma ahimè m’accorgo d’essermi perso e grido : aiuto, aiuto.
Dove son andati tutti i miei compagni ? volerò , metterò in moto il mio aeroplano immaginario, volerò sulle nuvole, farò quello che penso e voglio , da qui sopra vedo tanta gente, vedo tu che rubi ,vedo quello che ha rubato un pezzetto di speranza , vedo la sorte di un popolo in catene e tutti non danno peso a cosa sarà domani , eppure tu che avevi un grande cuore ed amavi la tua gente ed eri capace là nell’urbe di dire belle parole di incantare tutti con i tuoi discorsi cosa ti è successo?

Da quando questa vita è morta hanno trovato il modo di mandarci tutti al manicomio insieme ai santi matti , insieme alla nostra fede attaccata alla sorte del gatto che bazzica intorno al Colosseo innamorato di una gatta pellegrina che ha due grandi occhi d’ambra. Il gatto è un malandrino sà suonare il mandolino, sa cantare belle canzoni, suona e canta tutti l’ascoltano è dicono : come bravo il gatto con gli stivali . E si è proprio bravo sa cantare storie surreali all’uscita della metro con in braccio il suo vecchio violino.

E vengono in molti a sentirlo , lui vestito tutto d’azzurro che sembrava un principe o uno cappellaio matto era alto un metro e mezzo e si chiamava Giggino la madre era napoletana mentre il padre non si sa di dove fosse ne dove fosse nato . Il gatto Giggino sapeva cantare questa vita come pochi e per pochi spiccioli le sue belle canzoni le potevi ascoltare in mezzo alla grande piazza ove le sue note ti portavano sull’ali del vento , verso l’oriente , lontano dalla guerra verso un amore senza domani che t’avvolge di magie ed arcani dilemmi , ma tra tante vittime et temute espressioni popolari il gatto Giggino fu ucciso una sera mentre tornava a casa dopo che aveva fatto l’amore con la sua gatta , dopo che aveva cantato l’amore a tutto il mondo.

Non fu mai preso l’assassino ed anche se fu avviato varie indagine non si riuscì risalire al movente ma tutto può cambiare ,cosa é il senso del divenire , cosa è un gatto ? l’immagine della nostra vita in ciò che crediamo in questo mondo bisbetico che a volte ti glorifica poi ti getta in pasto alle belve e tu rimani perplesso nella fossa dei leoni insieme al gatto ed tre frati di questa fiaba bizzarra, senza ritornare a ciò che sei stato ricominci di nuovo tutto da capo in quella la tua eterna odissea di uomo o di lupo.





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