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lavoro pubblicato sabato 31 marzo 2018
ultima lettura venerdì 29 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

CANTO DEL SABATO SANTO

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 396 volte. Dallo scaffale Amore

Canto del Sabato santo Di questo sogno che ha molte  lingue  alcune di fuoco  altre lunghe pelose  che sanno di molti saperi alcune  vane con braccia serrate dal cuore di pietra,  tra il dire che mena vanto invano si ...

Canto del Sabato santo

Di questo sogno che ha molte lingue alcune di fuoco altre lunghe pelose che sanno di molti saperi alcune vane con braccia serrate dal cuore di pietra, tra il dire che mena vanto invano si gioca con il vivere con rime ed amori senili. Avanza il tempo il momento d'un bacio ora mi ridestò in apologie e reati in metriche poco usate.


Vedo ed immagino ora divenire un serpente vedo cambiare la mia pelle la cambio mi trasformo in nuove arcane figure , angeli, demoni , bambini giocano sulla sabbia per lidi immagino mondi possibili ed evado da questa morte da questo gioco che corre incolume , terribile per mondi possibili , ancora ed oltre non conosco una via per giungere a questo amore, in questa strana storia vicino al mare . Ora io fingo , fuggo ritorno dove tutto aveva potuto avere inizio ,dove tutto si tramutò in mille domande tutte in fila pronte a richiedere un suo tornaconto, con un cuore sofferto con la morte accanto con te che parli alle stelle sotto lune immaginarie in universi sconfinati ,fino a quando tutto si potrà comprendere. Dire cercare un senso a cosa si vuol dire attraverso terre lontane , guerre pronte a combattere , mille navi solcano il mare vanno verso tutto e incominciato vanno verso di te , vanno a chiedere una dignità che non ha più braccia.

Io ora cosa debbo pensare cosa devo costruire cosa devo rincorrere sull'onda di questo mare sporco di sangue intrise di parole mai dette da ignoti poeti, mie e languide carezze baci sussurri tutto svanisce scema in questo gioco ed io corro all'interno del corpo d'una città che muore che balla abbracciato ad una chimera che s'ubriaca di poesie e d'arte a buon mercato . Quando tutto avrà inizio quando i cannoni esploderanno ed il cielo diventerà oscuro . Pasqua languide carezze , zizze, sederi, ed altre lussurie, nel vento mi conducono a cercare , nel senso , nel fluire fino alla fine mi dissolve nel vano dire pasqua ed agnelli sgozzati , Pasqua uova rotte, occhi pieni di lacrime, pasqua, sul dorso d'un asinello, s'aspetta che entri in città il salvatore mentre la folla grida Shalom Shalom e la voce della libertà si diffonde per le strade tra la gente, cieca , zoppa, pieni di rancore si consuma questa vita infame

Strano come vivere, morire come quell'agnello appeso a testa giu come questo cuore che va lento tanto lento come la voce nell'eco dei monti , vedo ascolto, chiedo a chi sa, chi non sa, muore o prega , galleggia, naufrago in una scialuppa schizzinosa, derelitta, dignitosa vita, svestita ignuda riversa sulla sabbia sporca di sperma, di sangue, di pensieri che crescono salgono vanno verso l'alto, verso un nuovo mondo, nella dolcezza di un divenire legato a molte lingue.

Son felice forse folle, forse son salvo e ritorno a casa ai miei tanti dubbi racimolati lungo la strada in questo guazzabuglio incomprensibile , eccomi son qui non mi vedi si ricomincia seduto sopra una pietra santa, tra tanti dubbi ancora in guerra con il mondo intero che attende che tu risorga dal male generato , che tu ritorni a vivere ed io nel vento mi beo ed ascolto le voci sparse perdute nel tempo in quell’amore proibito rincorso per giorni belli splendidi colorati fatto di tanti sorrisi fatto d’amore senili .sabato santo che colpa ho io quale colpa pesa sulla mia coscienza di padre di uomo qualunque che sogna vicino al mare una vita diversa intrisa di versi multicolori pieni di sentimenti fatto di passioni che cadono goccia dopo goccia , lacrime scivolano lungo il tuo pallido viso coronato di spine , croce senza tempo ogni cosa ritorna , ritorna con il vento , con l'onda dei ricordi ed il mare ci bagna con le tante domande sepolte dentro di noi. tutte in fila pronti a passare a nuova vita pronti per comprende per essere ancora appesi insieme all'agnello fuori una macelleria.

Sabato santo sono qui difronte al mare , seduto su un sasso , cercando un senso alle mie parole ridicole, elleniche, chete parole bugiarde, giovani e forte, simile ai tuoi baci simili alle tue carezze simili ai tuoi pensieri che liberi volano via verso altri lidi in tanti destini in vite congiunte tutte allo spirito santo. Ascolto le Campane forse suonano lontano nel fiato delle trombe tra chitarre elettriche, mandolini putipu scetavaiasse, la festa di questa passione tra amici, infermi tutti uniti in un solo verso in una sola vita che ci conduce verso di te padre misericordioso nel tuo regno che ci disseta del sangue del tuo giovane agnello.



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