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lavoro pubblicato venerdì 30 marzo 2018
ultima lettura domenica 29 marzo 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cammina tre lune nelle mie scarpe. Cap.11 (il libro NON libro da leggere sul blog)

di Raffreefly. Letto 339 volte. Dallo scaffale Pensieri

https://raffreefly.blogspot.it/2018/02/cammina-tre-lune-nelle-mie-scarpe-cap11.html#.Wr3r4SjOO9c  Il lungo periodo di crisi economica che ha colpito tutti non è terminato, anzi. Obiettivamente, non ho mezzi per aprire un'attività; no...

https://raffreefly.blogspot.it/2018/02/cammina-tre-lune-nelle-mie-scarpe-cap11.html#.Wr3r4SjOO9c


Il lungo periodo di crisi economica che ha colpito tutti non è terminato, anzi. Obiettivamente, non ho mezzi per aprire un'attività; non ho i mezzi economici necessari per poter nemmeno partire ad imbastire qualcosa. Aprire una partita I.V.A. e mantenerla, affittare un locale, in centro, con i costi d'affitto alle stelle. E poi, dov'è il luogo migliore? Biella? Biella è in agonia, bisognerebbe avere il coraggio di andarsene per sopravvivere; ma non sono sola, non posso costringere la mia famiglia ad investire su un sogno, senza certezza alcuna. Non certo in questa sventurata epoca.
La sofferenza che si avverte appena e che viene in qualche modo mascherata, alla bene meglio, ad un certo punto divampa e ci si ritrova faccia a faccia con una persona nuova. La vita ci cambia, la vita segna. Nel tempo si costruiscono puzzle e nulla accade per caso. Tutto ha un perché, ma non ce ne accorgiamo se non quando il momento è passato.
I sogni spesso restano sogni, le speranze svaniscono e così pure la voglia di crescita.
E’ il momento di fermarsi e riflettere. E le domande rimbalzano nella mente e le risposte non arrivano. Sarà la crisi della mezza età, viene da chiedermi: cosa ho fatto di straordinario nella mia vita? Riuscirò mai a lasciare una traccia?
In fondo sono una persona fortunata, ho una mia famiglia, dunque che testimonianza dovrei lasciare se non il semplice fatto di essere ricordata con affetto da chi mi ama?
Il segno di me.
Mi uscì dalla bocca quella frase, quasi inconsapevolmente.
Il segno di me.
La mia impronta in questa società, in questo tempo, la mia esistenza, non solo come moglie o come madre ma come persona e artista.
Sono sempre uscita allo scoperto mettendomi in gioco, senza timore e cosa ho ottenuto?
Molte gratificazioni certo, ma non sono riuscita ad andare oltre, non sono riuscita ad essere libera.
Ecco la verità.

E chi mi sta a fianco da una vita, mi pone una domanda logica: ti sei divertita a fare ciò che hai fatto fino ad ora?
(Io) Si, indubbiamente.
(Lui) E dunque che altro vuoi! Hai fatto esperienze che pochi riescono a fare e le hai fatte tutte basandoti soltanto sulla tua costanza e caparbietà. Hai imparato tutto da sola, da zero e di questo devi esserne orgogliosa.
(Io) Respiro profondamente e lascio sia il mio cuore a parlare, come fosse una sorta di liberazione, per la tensione accumulata internamente in tutto questo tempo. Le vecchie paure s'intrecciano a quelle appena conosciute, rafforzandole. Mi accorgo che le espressioni usate nel complesso, sono di una fragilità devastante; mi sento così esile nel corpo e nello spirito.
E mentre le pronuncio penso : "ero più forte quando ero una ragazzina, un tempo non mi sarei spaventata. Tutto si poteva risolvere, il mondo era lì per me e io potevo farcela. E ora? Ora che ho la sana consapevolezza della maturità che faccio?


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