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lavoro pubblicato lunedì 26 marzo 2018
ultima lettura sabato 28 novembre 2020

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Melma nel faro

di SourTheme. Letto 494 volte. Dallo scaffale Horror

Descrizione che parzialmente rinvenni dall’ antico diario del vecchio pazzo Charles, che forse tutto vedeva nella sua mente mentre era assuefatto da qualsivoglia droga nel suo corpo ormai malato e debole. Quelle bestie, se così si potesse...

Descrizione che parzialmente rinvenni dall’ antico diario del vecchio pazzo Charles, che forse tutto vedeva nella sua mente mentre era assuefatto da qualsivoglia droga nel suo corpo ormai malato e debole.

Quelle bestie, se così si potessero definire, lentamente, fuoriuscirono dal ruvido piedistallo di pietra grezza. Gli passò nelle ossa il gelo, arrivando fino ad intaccare il midollo, bloccato, immobilizzato e stordito dalla fetida bruma verdastra, che fuoriusciva da quel buco d’orrore.

Li descrisse come bipedi, ma solo dopo averli visti nel loro ripugnante e grottesco corpo. La testa era un tutt’uno col corpo, simile ad una medusa degli oceani, priva di qualsivoglia tentacolo che fuoriuscisse dal velo sottostante. Li descrisse come chiari, ma andando avanti descrisse persino le vene pulsanti al loro interno, dunque posso presumere che queste cose erano totalmente trasparenti. Ne abbozzò sul lato del foglio un disegno a china. Fitte ramificazioni di vene violacee come foreste percorrevano tutta la parte superiore fino a scendere, giù nella parte inferiore del corpo. La faccenda si fece a dir poco insensata, senza nessun tipo di connessione logica. Presentavano delle zampe. Zampe di rapaci, che nella loro piena estensione raggiungevano persino il metro e mezzo. La pelle era trasparente, come la parte superiore, infittita di ramificazioni venose violacee.

Tintinnarono gli artigli degli abomini sulla fredda e ormai putrida roccia bagnata dall’oliata acqua del mare nel vecchio faro. Avvicinandosi molto lentamente al corpo impietrito del vecchio Charles, notò con minuziosa attenzione qualcosa di ancora più rabbrividente. Battevano, come un cuore, a ritmi totalmente irregolari, forti come una percussione. Con forza quegli involucri di vene intrecciate si dilatavano e si ritraevano, per un istante sperava quasi che stessero per esplodere per non vedere mai più tali abomini che la sua mente malandata era riuscita a descrivere.

Sfortunatamente le parole si fecero contorte, intrecciate, ingarbugliate, s’era persino rovesciata della china su quella parte di foglio. Che fosse stato fatto appositamente per nascondere altri indizi. Dov’ era questo putrido faro? Perché era lì? Perché c’era un piedistallo che sputava fuori tali abomini? Come c’era arrivato il vecchio Charles se tutto fosse stato vero? Tutte domande che mi posi leggendo quegli appunti.



Commenti

pubblicato il domenica 13 maggio 2018
mavisa, ha scritto: Molto Lovecraft,devo dire,ed è scritto molto bene,con uno stile scorrevole che rende piacevole la lettura.E' previsto un seguito?

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