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lavoro pubblicato lunedì 26 marzo 2018
ultima lettura venerdì 13 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Something are changing - Qualcosa sta cambiando. Cap. 1

di FrammentiDiAmetista. Letto 384 volte. Dallo scaffale Fantasia

Una scuola superiore apparentemente normale. Un Dhampiro, una Banshee, un Demone ed una Vampira con una vita apparentemente normale. Qualcosa, presto, cambierà a Victoria in Canada. Nulla sarà più come prima.

<< Corri o non ce la faremo a prendere il pullman>>, dissi urlando ad Austin.

La fermata era poco distante ed arrivammo giusto in tempo per salire sul bus.

Dal fondo del pullman Astrid urlò : << Beth, Austin venite… qua c’è posto. >>

Raggiungendola ebbi la sensazione che un altro essere soprannaturale fosse sul pullman, ma non mi voltai per capire chi fosse; ero convintissima fosse Kyle.

Kyle Rivera: capelli mori, occhi del colore del miele, alto 1.80m, un sorriso da mozzare il fiato, labbra da mordere e capitano di Lacrosse. La dolcezza e l’altruismo non fanno parte del suo essere. La maggior parte delle ragazze cade ai suoi piedi ad uno schiocco delle sue dita. Lui è un Demone e non intendo in senso figurato; è proprio un Demone. Riesce a controllare gli elementi, ha una forza ed una velocità fuori dal comune. Riesce a spostare gli oggetti con la sola forza del pensiero ed il suo sguardo può ipnotizzare se lui lo desidera. Meglio stare lontani dai demoni. Portano solo guai. E se ve lo dico io credeteci. Io sono una Banshee e mi chiamo Bethany White. Riesco a percepire il pericolo, l’amore e l’odio. Se urlo, riesco a disorientare una persona e a frantumare vetri. Ma, se urlo ancor più forte, posso produrre onde d’urto che potrebbero spazzare via un’intera città se solo volessi. Per il resto sono una ragazza normale: capelli castani, occhi verdi, alta 1.60, voti mediocri a scuola ed ho un migliore amico fantastico: Austin Cooper. Lui è un Dhampiro dalla nascita. La madre fu morsa da un vampiro quando Austin era ancora in grembo. Non ha necessità di nutrirsi di sangue e possiede sensi e sesto senso molto sviluppati. Possiede velocità pari a quella di un vampiro e se si impegna riesce a fare piccole magie. Ha i capelli biondi, gli occhi azzurri, alto 1.70m, gioca nella squadra di Lacrosse, ma non è molto coordinato. Inutile dire che a scuola ha il massimo dei voti in tutte le materie. Se non fossi una Banshee quasi sicuramente mi sarei già fatta ammaliare dai suoi modi delicati, dolci, bizzarri e scoordinati. E poi c’è Astrid Banson. Lei è un umana, ma è una forza e le voglio un mondo di bene. Ha i capelli biondi, gli occhi da cerbiatto ed è alta 1.60.

Austin ed io ci sedemmo di fronte a lei.

<< Astrid, come stai ? mi sei mancata tantissimo quest’estate >>, dissi con un sorriso a 36 denti.

<< Io sto bene, anzi più che bene. In Francia, quest’estate, ho conosciuto un ragazzo. È così dolce e tenero che non mi sembra ancora vero. Messaggiamo ogni giorno da due settimane ormai. E voi ragazzi come state ? mi siete mancati tanto.>> rispose Astrid tutta felice.

<< Noi bene direi, niente di entusiasmante. Sai siamo in Canada, più specificatamente a Victoria; e qui non c’è molto da fare come tu ben sai ahhah. >> Ribattè Austin.

Mi rivolsi ad Astrid : << oh, non starlo a sentire ci siamo divertiti anche noi un po’ ahaha le discoteche non mancano. Dopo cara la mia Astrid dovrai raccontarmi della tua nuova fiamma>>.

Lei avvampando e sorridendo disse : << Si Beth dopo ti racconto tutto ahah >>. Finalmente arrivammo a scuola, il viaggio mi era parso interminabile. Austin ed io solitamente veniamo a scuola in macchina ma, il primo giorno di scuola di ogni anno, avevamo deciso di prendere il pullman così da poter salutare Astrid prima di arrivare a scuola.

L’autista ci lasciò proprio davanti alla scuola e ci incamminammo verso l’entrata. L’atrio era affollato così decidemmo di salire direttamente nella nostra classe. Presi posto in parte ad Austin ed Astrid in fondo alla classe. Quest’anno era il quarto anno di superiori per noi e tra un mese e mezzo ci sarebbe stato il tanto atteso ballo di halloween. Solo i ragazzi di quarta e quinta possono parteciparvi. Non vedevamo l’ora di scatenarci. Austin prese parola tutto elettrizzato: << Ragazze, oggi, nel pomeriggio ci sono le selezioni di Lacrosse. Venite voi vero? Mi serve un po’ di tifo.>>Astrid mi guardò e scoppiammo a ridere.

<< Certo che veniamo, non ci potremmo mai perdere lo spettacolo di te che rotoli in terra mentre cerchi di prendere la palla ahaha. >> era stata Astrid a parlare, poi mi guardò nuovamente e scoppiammo ancora a ridere. All’ improvviso cominciai a sentire un lieve formicolio dietro la nuca e mi voltai verso Austin che stava fissando immobile la porta. Poi di scatto si voltò verso di me e mi fece cenno con la testa. Stavano arrivando Kyle e Natasha. Noi lo possiamo percepire. D’altro canto Kyle è un demone di conseguenza un essere soprannaturale e tra di noi riusciamo a riconoscerci. Io sento un formicolio dietro la nuca se un essere soprannaturale è vicino. Austin riesce a percepirlo grazie al sesto senso.

<< Kyle, tesoro, qua c’è posto vieni. >> Urlò Natasha a Kyle, mettendo la mano sulla sedia davanti a noi.

Si sedettero e Natasha si girò verso di noi dicendo: << Allora mettiamo subito in chiaro due o tre regole per oggi: regola n° 1 non parlateci; regola n°2 non guardateci; regola n° 3 non dimenticare le regole n° 1 e n° 2. Compreso ? Perfetto, Bye Bye >>. Si voltò nuovamente dicendo qualcosa all’orecchio Kyle che scoppiò a ridere e si voltò verso di noi: << Natasha ha omesso una regola per me molto importante: Non dovete sbavare su di me, è assolutamente vietato>> e si rigirò sghignazzando con Natasha.

Avevo i nervi a fior di pelle. Avrei tanto voluto tirare un bel calcio nel culo ad entrambi. Fortuna Astrid mi teneva calma. O meglio ci teneva calmi. Austin digrignava i denti quasi volesse attaccarli al collo e succhiare via tutto il sangue.

<< Ragazzi non ne vale la pena. Sono degli smorfiosi viziati. Date retta a me e calmatevi. >>.

Astrid aveva pienamente ragione, non si meritavano nemmeno il nostro odio.

Ma dio solo sa quanto mi fanno imbestialire quei due.

Natasha è la classica ragazza bella, bionda, occhi azzurri, alta, magra, snob e viziata.

Proprio non la sopporto, i suoi modi di fare da principessina… no, non la reggo proprio. Per non parlare di lui. Tanto bello quanto stronzo.

La mattinata proseguì tranquilla fino all’ora di pranzo.

Eravamo seduti al nostro solito tavolo della mensa quando cominciai ad avvertire il formicolio dietro la nuca. E dopo pochi secondi Kyle e Natasha fecero la loro entrata alla mensa.

Si avvicinarono al nostro tavolo ed a parlare fu Natasha : << Questo è il nostro tavolo ora, alzatevi…>>.

Non ci vidi più dalla rabbia e mi alzai in piedi :<< No! Ci siamo noi. Voi non potete arrivare e pretendere di avere tutto ad uno schiocco di dita. Noi da qua non ci muoviamo trovatevi un altro tavolo! >> Così dicendo mi risedetti e li fissai con sguardo di sfida. Natasha si guardò in giro e vide tutti gli occhi puntati su di loro.

Così disse con aria minacciosa : << Non finisce qua smorfiosetta, te la farò pagare!>> e se ne andò. Kyle rimase lì a fissarmi per dei secondi che mi parvero interminabili e per poco non mi persi in quegli occhi stupendi color miele. Poi si avvicinò un po’, mi sorrise e disse : << Attenta! Non la sfiderei tanto se fossi in te.>> E se ne andò.

Rimasi di stucco. Era una minaccia anche la sua ? A me pareva più un avvertimento.

Ci stavano fissando tutti, ma continuammo a mangiare e nessuno di noi tre disse più una parola. Finchè Austin non parlò per primo: << Ragazze tra mezz’ora cominciano le selezioni di Lacrosse, vado a prepararmi. Voi mi raggiungete là? >>

<< Si, cinque minuti ed arriviamo. A dopo >> Rispose Astrid.

<< Va bene. Beth, sei stata grande prima, hai avuto fegato; nessuno ha mai parlato così a Natasha. Se lo meritava. A dopo ragazze. >> così dicendo se ne andò con il sorriso sulle labbra.

Arrivammo al campo e ci sedemmo sulle panchine, Astrid mi disse : <<Sei stata veramente grande prima, se lo meritava quella stronza. >>

Avevo lo sguardo perso nel vuoto ero pensierosa. La frase che mi aveva detto poco prima Kyle mi ronzava in testa. Era una minaccia o un avvertimento? Perché mai un demone dovrebbe dare avvertimenti ? Che stupida ero, quasi sicuramente era una minaccia.

<<Pensi che la frase di Kyle di poco fa fosse una minaccia ?>>, chiesi a Astrid

Lei mi guardò perplessa poi rispose: << No, secondo me suonava più come un avvertimento. Oh, guarda cominciano le selezioni.>>

Le selezioni cominciarono e Astrid ed io ridemmo come non mai ogni volta che Austin cadeva cercando di prendere la palla. Le contammo ed arrivammo a 10 cadute nel giro di un’ora.

Tra le risate una cosa mi faceva rabbrividire: mi sembrava di sentire lo sguardo di Kyle che si poggiava su di me, e quando succedeva il formicolio pareva aumentare. Forse ero solo paranoica, anzi quasi sicuramente. Uno come Kyle non ha alcun motivo di guardare una come me.

Austin cominciò a correre per il campo urlando “seee”. Il che ci fece intendere che era entrato nella squadra e che avrebbe giocato come titolare. Vederlo così felice e fuori di testa era uno sfizio per la mia mente. Mi riportava ai bei momenti di quando eravamo bambini e giocavamo a rincorrerci. Tutto era così bello e spensierato. Esisteva solo il nostro mondo.

L’allenatore fischiò ed i ragazzi si radunarono poi si divisero in due squadre.

Ed ecco di nuova quella sensazione ed il formicolio che aumenta. Si stavo diventando decisamente paranoica.

L’allenatore fischiò e la partita cominciò.

<<Non se la cavano male considerando che son stati fermi tutta estate. >>, dissi a Astrid

<< Hai ragione son proprio bravini >>, mi rispose lei tutta felice. Poi aggiunse: << Forza Austin!>>

Ancora dieci minuti e la partita sarebbe finita. Austin inciampò almeno 4 volte ancora e noi scoppiavamo a ridere ogni volta che succedeva.

Era l’ultimo minuto della partita ed il mio sguardo si posò su Kyle che correva verso la porta avversaria con la palla nella racchetta; ma si trovò davanti Austin. L’impatto fu forte ed i due volarono a terra. La palla da lacrosse volò fuori dalla racchetta e cominciò a dirigersi verso di me ad una velocità impressionante. Quando mi raggiunse non feci in tempo a pensare al dolore. Per la botta svenni subito.

Quando aprii gli occhi vidi Astrid ed Austin che mi fissavano con aria preoccupata.

Indolenzita cercai di mettermi seduta << Ragazzi, che è successo? Ho un mal di testa allucinante.>>

<< L’infermiera ha detto che non è nulla di grave, ma comunque hai un bernocolo bello grosso sulla fronte. >> rispose Austin.

Ero confusa. Non ricordavo praticamente nulla al momento e fu allora che Astrid cominciò a spiegarmi: << Eravamo alle selezioni di lacrosse e quando è iniziata la partita tutto è filato liscio finchè, ad un minuto dalla fine, Austin e Kyle si son scontrati e la palla è volata fuori dalla racchetta… e ti ha colpito. Dopo di che sei svenuta ed ora eccoti qua.>>

Ora ricordavo tutto. Ero scioccata. Avevo voluto sfidare la barbie del demone ed ecco il risultato: io distesa su una brandina, moribonda, con un enorme bernocolo in testa. Ero arrabbiata con me stessa per essere stata tanto stupida. La testa mi faceva male ma era abbastanza sopportabile. Austin mi diede una mano e lentamente riuscii ad alzarmi dalla brandina; lo ringraziai. Cosa non farei senza quel ragazzo. Cercai di sistemarmi i capelli al meglio che potevo, ma sembravo ugualmente una pazza, così ci rinunciai. << Sicura di farcela ? se no ti aiutiamo. >> chiese preoccupata Astrid. Ma avevo riacquistato l’equilibrio :<< Tranquilli, ora ce la faccio. Meglio andare ora, ma grazie lo stesso. >> mi infilai il giubbino ed uscimmo tutti dall’infermeria. La scuola era deserta, i ragazzi erano tutti fuori ad aspettare il pullman che sarebbe passato da li a 5 minuti, così accelerammo il passo per andare a recuperare il mio zaino che era rimasto al campo.



Commenti

pubblicato il martedì 27 marzo 2018
CanoviAlfredo, ha scritto: Trama un po' abusata, non trovi? Comunque interessante. Io sembro sempre ipercritico nei miei giudizi ma lo faccio solo quando qualcosa ha potenzialità e carattere, il tuo racconto ha passione e fantasia...quindi, andiamo. Nulla da eccepire sulla grammatica, mi sembra buona, ma dovresti concentrarti più sullo stile; ti faccio un esempio: ". Sai siamo in Canada, più specificatamente a Victoria". Parlano tra amiche da una vita, una si suppone sappia dove ha vissuto fin'ora. Questa frase è impossibile. Poi tendi ripetere spesso lo stesso concetto e questo appesantisce molto. Devi semplicemente fare un lavoro di scrematura, facendo entrare poco alla volta il lettore nel tuo mondo. Ciao Al
pubblicato il giovedì 5 aprile 2018
Altair, ha scritto: Piccola correzzione. Something in inglese è singolare, quindi il titolo dovrebbe essere "Something is changing"

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