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lavoro pubblicato lunedì 26 marzo 2018
ultima lettura domenica 29 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

"Tutto andrà bene"

di Drakuma. Letto 449 volte. Dallo scaffale Pensieri

Avviso: Il contenuto di questo testo, non è affatto positivo e potrebbe turbare le persone più sensibili. In entrambi i casi, sconsiglio la lettura. Grazie..

Nasci piangendo, non sapendo cosa il mondo ti riserverà ma sei sicuro, in cuor tuo, che tutto andrà bene.
I tuoi genitori litigano, i parenti sono lontani e l'unica cosa che ascolti dalle loro bocche, sono i soldi che vogliono, che mancano, che qualcuno non ha dato. Ti guardi allo specchio e ti dici: "Tutto andrà bene".
A scuola i voti non salgono, le materie sono difficili, i compagni sono degli stronzi e alcuni di loro, ti dannano quellle giornate, con insulti, pugni e sputi. Torni a casa e non hai nemmeno il conforto dei tuoi. Ti riguardi allo specchio è ripeti: "Tutto andrà bene."
Ti innamori, di una lei speciale, ti tradisce, piangi, la dimentichi, ricominci, si stanca di te, piangi, ricominci, spendi tutti i soldi che hai per farle regali, ti abbandona, non piangi, non ricominci. Cerchi solo sesso, pagando, l'unico modo per avere qualcosa a questo mondo. Finisci di scopare una sconosciuta, ti guardi nello specchio di un motel e ti ripeti: "Tutto andrà bene".
Il capo è uno stronzo, sgobbi dalla mattina alla sera, senza avere nessun tipo di ringraziamento, ne un riconoscimento, sei uno fra tanti, sei uno che può essere sostituito, non vali tanto, non vali poco, sei uguale ad altri. Ti guardi nello specchio dei bagni e dici: "Tutto andrà bene".
Ritornando a casa, dopo una giornata infernale, ti rubano il portafoglio e non sai nemmeno come sia successo, ricevi una multa dal controllore del treno, anche se per la prima volta, dopo anni di civile comportamento, non hai fatto il biglietto. Arrivi alla stazione centrale, un tizio si sta scopando una donna nei bagni, un altro con il braccio scoperto, si infila una spada in vena, lo vedi felice, lo vedi davvero contento.
Dallo specchio lo guardi e pensi: "Se va tutto bene per lui, andrà meglio anche per me".
Recuperi i pochi risparmi che hai in banca, dopo quattro ore di fila, mentre la signorina dello sportello, che non sa fare due commissioni, mi fa perdere altro tempo. Il suo supervisore perdona tutto, sopratutto con la scollatura che si ritrova. Forse se la scopa pure, guardando gli sguardi languidi che gli lancia.Anche loro, nello squallore di quella ipocrisia, sono felici e ripeto a me stesso: "Oggi andrà meglio".
Torno a casa, con un pacco, un regalo per me. La poggio sul tavolo. Con difficoltà la riesco a ricaricare. Vado in bagno e mentre i miei occhi piangono, il mio viso sorride. Mi guardo allo specchio puntando la pistola alla testa e dico: "Oggi finalmente, andrà tutto bene...."


Commenti

pubblicato il lunedì 26 marzo 2018
V1n5, ha scritto: Per quanto sia ben raccontata, questa storia sembra nichilista per il semplice gusto di esserlo. Premerà quel grilletto - e poi? Bé, poi non sarà più una persona, ma solo un altro numero in una statistica. Un codardo, che non si è reso conto che se si vuole che le cose vadano meglio, deve ribellarsi - urlare, combattere, scalciare fino all'ultimo respiro. Per molti codardi come lui, è troppo facile dimenticare, che c'è chi vorrebbe vivere e non può farlo. E' facile scrivere una storia che susciti tristezza - è difficile crearne una che dia speranza.
pubblicato il lunedì 26 marzo 2018
Drakuma, ha scritto: Prima di tutto ti ringrazio per il commento, che si evince che è sentito. Per quanto riguarda il concetto di speranza potrei dissentire, non solo per un fattore logico. In quanto la speranza è la percezione personale, di un pensiero che non si raffronta alla realtà, ma che cerca di modificarla. Molti uomini, vivono con la speranza nel cuore e muiono con essa, perchè danno un valore alla loro esistenza. Ed è una scelta. Sinceramente, non mi sento di giudicare un atto simile codardia, perchè noi non siamo quelle persone, ne abbiamo vissuto le loro vite e nemmeno portiamo il loro stesso fardello, ed spesso per esperienza personale, nemmeno comprendere la realtà. Non sempre le ferite interiori posso essere rimarginate e non sempre vivere con la rabbia, copre il dolore. Anzi, spesso lo fomenta. Ed ad essere il solo ad autodistruggersi, si finisce, per distruggere anche persone innocenti, che non avevano nessuna colpa. La tristezza è un concetto individuale anch'essa. Ed come ogni concetto individuale, può essere o non essere accettato. Come la speranza. Dato che per molti, la speranza è un sollievo, anche se nella società occidentale è diventato un tabù, anche il solo pensarlo.
pubblicato il lunedì 26 marzo 2018
V1n5, ha scritto: Il non essere d'accordo su tutto, è il bello del discutere. Sinceramente, sarei rimasto deluso, se mi avessi dato ragione da subito. D'altro canto in parte hai ragione: la tristezza, cosi come la paura e la gioia è un emozione molto intima e personale - è fatta di punti di vista, scaturita da cose diverse da persona a persona. Ma la tristezza è anche positiva: se sei triste è perché fino a qualche momento fa, tu sei stato felice. Puoi esserlo di nuovo. Leggerò sicuramente altre tue storie in futuro: tristi o "speranzose" che siano.
pubblicato il lunedì 26 marzo 2018
Drakuma, ha scritto: "Leggerò sicuramente altre tue storie in futuro: tristi o "speranzose" che siano." Grazie mille ^^
pubblicato il lunedì 26 marzo 2018
Calamaro, ha scritto: « Lo specchio di un motel »... Ho letto centinaia di storie simili. È un manierismo, inquinato tanto dalla letterattura americana. Potrei citarti degli esempi ma non lo faccio, visto che immagino tu li conosca. Perché scrivere allora? Un soggetto rivisto milioni e milioni di volte. Non mi insegna nulla di più sulla vita, nulla di più sul suicidio. « Insegnare » in questo caso, ovviamente, non ha nessun valore psicologico, ma estetico. Spero soltanto tu l'abbia scritto per necessità, se no tanto meglio starsene zitti. Abbiamo già libri pieni di spazzatura autofaga somigliante.
pubblicato il lunedì 26 marzo 2018
Drakuma, ha scritto: Non capisco prima di tutto il disturbo che ti abbia dato leggerlo, in quanto l'avevo precisato fin dall'inizio. In secondo luogo, no, non ho preso spunto da nessun altro testo, ma essendo un argomento quasi "naturale" per l'umanità è innevitabile che si ripropoga nuovamente, anche se in modi e stili completamente diversi. In ultimo, non ho mai voluto insegnare nulla a nessuno, anche perchè credo che sia inutile, farlo in questa forma e su questo tipo di argomento, molto personale e discutibile. Per quanto rigaurda il "stare zitti" è una tua opinione legittima, come lo è per me e per tanti altri scrivere di questi testi, senza doversi stare a giustificare delle proprie azioni.
pubblicato il lunedì 26 marzo 2018
Calamaro, ha scritto: Non mi ha disturbato il contenuto. E ripeto, non mi ha disturbato affatto; perché l'ho già letto. Poi, bho non ti ho accusato di plagio o di non so cos'altro, ma quello che hai scritto provoca la sensazione di un déjà-vu (vd. palahniuk) e ne ho letto molti simili, perciò non capisco davvero quale sia il motivo per scriverli e trovo l'avvertenza un po' pretenziosa, come è comune in questo genere di racconti, romanzi etc etc. Non eri dovuto a dare nessun insegnamento e ho specificato che « insegnamento » non aveva alcun significato pedagogico ma estetico: far vedere le stesse cose da un'altra prospettiva, sotto una luce originale. Per questo, ti ho detto: spero tu l'abbia scritto per necessità. Altrimenti cerca uno stile che sia veramente tuo. Ho letto un'altra cosa che hai scritto (di cui scusami ma non ricordo il titolo) e l'ho trovata bella: non sono un hater, non ti critico tanto per farlo, trovo che tu non sia affatto male e appunto per questo dovresti prendere seriamente questa critica, per quanto valga. Quello che hai scritto è banale.
pubblicato il lunedì 26 marzo 2018
Drakuma, ha scritto: Tranquillo, la mia non era una critica nei tuoi confronti e nemmeno un attacco. Ho solo espresso il mio pensiero in relazione alle tue parole. Nulla di più ^^ Per il resto ti ringrazio vivamente

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