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lavoro pubblicato domenica 25 marzo 2018
ultima lettura domenica 20 gennaio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Ed è questo il motivo per cui distruggerò tutto ciò che ami - Capitolo 1

di Kayman89. Letto 220 volte. Dallo scaffale Pulp

CAPITOLO 1 PRESENTAZIONI Una sedia bianca. Tutto inizia con questa scomoda, bellissima e perlacea sedia bianca. Non manca molto al mio colloquio...

CAPITOLO 1

PRESENTAZIONI

Una sedia bianca. Tutto inizia con questa scomoda, bellissima e perlacea sedia bianca. Non manca molto al mio colloquio, sento il battere del cuore diritto nelle tempie, la mia giacca non l’ho mai sentita così stretta intorno alle mie spalle. Forse sto sudando freddo.

andrà tutto bene, vedrai” sento il rincuorarmi del mio amico Lucius, che ha voluto a tutti i costi accompagnarmi in questa avventura.

ci sono almeno un milione di cose che potrebbero andare storte, amico mio” riesco a stento a trattenere il mio istintivo cinismo “ma con il tuo supporto, credo di avere una possibilità”.

Accenno un sorriso. Devo sforzarmi di apparire come sempre.

signor Turuln, è pregato di accomodarsi

Provvidenziale e fatale allo stesso tempo. Seguono i miei 5 respiri in rapida sequenza, rito ormai sacro prima di ogni mia grande impresa, imparato e assimilato da un vecchio libro di Couseling della mia lontana infanzia. La mia infanzia, la mia lontana terribile infanzia. Mi sforzo di stringere un’ultima volta il pugno del mio compagno come segno di viva complicità e determinazione, e con un misto di sollievo e timore mi dirigo verso la porta che mi vedrà uscire come fallito o come nuovo co-direttore della società Dailymeet.

La stanza è alquanto grande, un tappeto variopinto persiano è steso sul pavimento di grandi mattonelle color bianco Titano. Le tre pareti, all’infuori di quella che mi ha visto entrare, sono completamente composte da grandi finestre che danno sulla fantastica riserva di di Pearson-Arastradero. Avrei voluto con più minuziosa calma compiacermi ed assaporare quel fantastico panorama, ma l’ansia e l’impegno cognitivo per quello che mi aspettava erano troppo ingombranti per lasciarmi libero di agire o pensare. Chiusi la porta dietro di me e mi incamminai verso una poltroncina al centro della stanza. A circa un metro e mezzo da me, sedevano due persone appresso ad un tavolo alquanto costoso artisticamente costruito con vetro e metallo.

Signor Etnad Turuln, abbiamo con cura letto il suo curriculum e le vostre lettere di presentazione; Troviamo interessante la vostra precedente esperienza presso la Novistar e la FutureNick, tuttavia c’è qualcosa che ancora vorremmo chiedervi

Il mio interlocutore è un uomo non anziano, sulla 50tina, ma fisicamente trascurato. Indossa un paio di originali bretelle marroni scuro su di una elegante camicia azzurra. Porta degli occhiali alquanto spessi e consumati, una montatura color ottone e plastica. Chiaramente è un uomo che ha dato tutto per il proprio lavoro, quello che ha sempre desiderato essere riconosciuto come lo stakanovista dell’azienda, senza capire che tale suo impegno ha solo portato a trasformarlo nel cagnolino tuttofare del suo presidente. Una ignara vecchia incubatrice di pensieri ed obiettivi altrui.

Mi sforzo di non osservare troppo il presidente, il signor Unbedingt. Siede dietro il nostro pupazzo rattoppato, come un abile marionettista che cerca di nascondere abilmente la sua presenza mentre muove le fila di tutto ciò che gli accade intorno, con le sue abili quattro paia di zampe. Cerco di farglielo credere, è importante che il Re della scacchiera si senta sempre al sicuro.

Ha ereditato l’azienda dal padre, ed anche parte del suo carattere.

Tuttavia, a differenza di quest’ultimo, avendone la possibilità, ha intelligentemente sostituito il cieco autoritarismo del genitore con un più comodo e finto senso di fraternizzazione e buonismo. Ho sempre ammirato questa sua personale e geniale intuizione; le persone tendono sempre ad ubbidire più facilmente a chi venerano, piuttosto che a chi temono. Il signor Ryan Unbedingt, il proprietario del più grande e influente social network del pianeta. Apparentemente, un magnanimo buontempone, la persona perfetta alla quale concedere ogni chiave della propria riservatezza.

certamente, sono qui per questo” sorrido. Imposto la mia voce calma e suadente. Sguardo e concentrazione puntati sul naso del mio interlocutore.

“innanzitutto, siamo rimasti piuttosto sorpresi che l’attuale presidente dell’azienda per la quale sta lavorando, la FutureNick, l’abbia raccomandata così fortemente per questo lavoro. La cosa può apparire alquanto bizzarra, per quale motivo vuole lavorare per noi?”

“Io ed il signor Nick abbiamo sempre mantenuto un rapporto di massima trasparenza, credo sia indispensabile per il benessere di una azienda che vuole essere produttiva e prosperosa. Per questo ho ritenuto necessario confidarmi con lui, per i futuri sviluppi miei personali, ma soprattutto pensando anche al bene della sua società, mesi fa. All’inizio non è stato certo facile lasciarmi andare, ma il signor Nick è un uomo riconoscente e mi ha voluto fare questo favore”

Sorriso di circostanza.

Ho sempre nutrito un grande interesse per i social network e quello che possono rappresentare, e sarebbe un onore e la realizzazione di uno dei miei più grandi desideri il poter lavorare qui e diventare parte integrante della vostra azienda

Il signor Nick è stato più che lieto di sbarazzarsi di me, in verità, o almeno così crede. Non sarebbe stato così facile ottenere una lettera di presentazione, se non avesse incautamente lasciato che scoprissi il suo piccolo segreto, la sua eccessiva ed oggigiorno alquanto disgustosa premura nei riguardi dei bambini. Come presidente di una società che si ripromette la massima sicurezza nei riguardi dei sistemi informatici, ha trascurato troppo il lato prettamente umano della cosa. Che cosa può servire avere mail, pagine web e messaggi criptati e sicuri, se poi non ci si preoccupa di essere al sicuro anche nella realtà? Più ci penso, più mi diverte l’ironica grottesca pena per contrappasso. Son bastati pochi mesi, uno sguardo ad un quanto sospetto viaggio di lavoro verso le Filippine, ed un lauto versamento nel conto corrente di un fotografo autoctono, per averlo fra le mie mani. Povero sciocco. Si è meritato un po’ di illusoria libertà, ma non lascerò che si liberi così facilmente dalle mie spire. A proposito di questo devo ricordarmi in qualche modo di tutelarmi da eventuali sue ripercussioni. Forse domani potrei far arrivare da fonti a me estranee qualche informazione compromettente alla moglie, così da tenerlo sempre in uno stato di allerta, è bene non farlo rilassare troppo.

capisco, è senz’altro un’ottima qualità, il riuscire ad ottenere un così bel rapporto con il proprio superiore

Il tono del mio esaminatore mi sorprende un attimo. Avverto una qualche forma di gelosia repressa, evidentemente devo aver parlato di un qualcosa che il nostro povero servo sente di non aver mai avuto, forse sono stato troppo idilliaco ed enfatizzante nel mio rispondere. Devo stare più attento, devo stare più attento “Visto che ha tirato in ballo l’argomento, vorremmo che ci esplicasse meglio il rapporto fra il suo lavoro ed i nostri obiettivi. Fino a che punto sarebbe disposto a rischiare, per il bene della nostra societa?

Faccio un respiro profondo. Riprendo il controllo. Una domanda altamente specifica, riferita chiaramente a qualche azzardo del passato di cui loro devono essere a conoscenza. Il mio rapporto con la Sayong, una piccola e sconosciuta ditta di cellulari. Uno dei miei primi impieghi, un cellulare nuovo, ma con scarse possibilità di successo. Non sapendo dove appellarmi, sembrava una missione suicida, ma io avevo bisogno di farmi un nome e non potevo in nessun modo fallire. Contro ogni previsione, fu Lucius a salvarmi.

Lucius di Elisi, mio compagno di università, attualmente famoso Star Manager californiano, inseparabile, limpido e mio più profondo amico. O almeno è quello che crede. Non sa nulla di me, all’infuori di quello che io voglio fargli credere di sapere. E quando mi ha visto disperato, in lacrime in preda ai dubbi più atroci sul mio futuro, è stato lui stesso a propormi di contattare Thomas J Kurvis, un famoso attore molto amato dal pubblico e soprattutto dalle giovani adolescenti, per fare uno spot pubblicitario del mio prodotto.

Andava ben al di là dei miei compiti e delle mie potenzialità, ma presi in mano la situazione e ignorando l’eventuale consenso della azienda incontrai Thomas.

Un completo idiota, come mi aspettavo. Non lesse niente del prodotto o di quello che rappresentava, non si è nemmeno voluto togliere il disturbo di informarsi sull’indice vertiginosamente alto di radiazioni emesse dal dispositivo. Son bastati soldi, una raccomandazione da parte del mio amico, tante parole vuote sulla sua immagine e sulle sue capacità, e non ha avuto alcun tipo di sospetto. Quello che Thomas e la gente comune tutt’ora ignora, e che gli attori che tanto osannano, questo sono: solamente attori. Maschere. Professionisti allenati nel campo del simulare, dell’apparire, anatroccoli che al prezzo della loro personalità ubbidiscono a quello che mamma Merchandising gli suggerisce di fare. Prima o poi mi toglierò lo sfizio, di rivelare a Thomas quanti ignari giovani ha condannato, ma ora come allora non posso rischiare. Troppi soldi erano stati investiti per alterare i risultati sui margini di sicurezza di quel nuovo cellulare, sulle sue radiazioni emesse per permettere una durata della batteria incredibilmente spropositata rispetto agli altri cellulari. Ma alla fine, fu un vero successo. Salvai la ditta. Resi Thomas ancora più ricco. E resi felice e soddisfatta un’intera generazione di futuri malati terminali di cancro. Ma questo non interesserà a nessuno, finchè non sarà troppo tardi.

Ovviamente metterei l’intero mio potenziale a disposizione per il successo e la riuscita dei vostri e dei nostri obiettivi, purché rispettino le leggi ed ancor di più, i nostri clienti. Nulla è più importante dei nostri clienti.”

Era una risposta facile, ed i miei interrogatori sembravano soddisfatti. Il colloquio era ormai al termine. I colloqui presso la Dailymeet durano sempre pochissimo. Al massimo una ultima domanda mi separava dalla fine, ed io sentivo l’adrenalina aumentare, nella buia ignoranza dell’esito di quell’incontro. Sarò apparso abbastanza bravo per i loro standard? Riuscirò a realizzare il mio progetto? Nell’incessante battere delle mie dita sulla gamba, per un attimo, la mia attenzione venne distolta dal volto del signor Unbedingt, che prima non avevo notato. In particolare, trovai curiosa la mano con cui si strofinava macchinosamente il mento, guarnita di 3 o 4 anelli pacchiani presumibilmente d’oro sulle dita. Quanto peso diamo, all’opinione altrui. Sappiamo che dovremmo sempre agire secondo le nostre convinzioni, eppure, per quanto intelligenti tendiamo a definirci, consideriamo l’approvazione o il dissenso dei nostri superiori come valori assoluti. Basi su cui fondare la propria personale fiducia in se stessi. Superiori in che cosa poi? Nell’avere più fortuna? Nell’essere nati prima? Nell’avere più soldi? O più Fama?

“…signor Turuln, mi sta scoltando?”

Cazzo.

“chiedo scusa, ero un attimo rimasto confuso dalla domanda, non so come interpretarla. Che cosa intende…?” cercai di recuperare.

Il mio più grande nemico, i miei pensieri. I miei maledetti pensieri, che come una trappola invitante catturano la mia percezione del mondo esterno e la rinchiudono in una gabbia di inutile filosofia.

“…le avevo chiesto, dove pensa di trovarsi fra 5 anni. In ambito lavorativo, ma anche personale. Mi rendo conto che è una domanda piuttosto particolare secondo i consueti standard, ma a noi piace fare anche questo tipo di domande”

“Fra 5 anni? Io voglio solo dare la mia parte per rendere grande il campo dei social media, affinché possano contribuire ad aiutare, nella vita di tutti i giorni, i nostri consumatori. Spero fra 5 anni, grazie ai nostri risultati, di trovarmi qui, ma in un mondo migliore.”

Fra 5 anni, lei dice? Signor Marionetta, Io voglio solo distruggere tutto quello che lei ama. Ed anche quello che ama il signor Unbedingt, ed anche quello che ama Lucius. Voglio distruggermi io stesso, e portare tutto con me, uomini, donne e bambini. Sono stanco di vivere in un mondo fatto di ipocrisia, egocentrismo e leggera pesantissima superficialità. Io vi odio. Mi odio e mi disgusto. E farò in modo che anche voi possiate odiarvi, possiate aprire finalmente i vostri occhi chiusi da divertimenti e ingordigia. Noi umani siamo una malattia, al di là di ogni possibile redenzione o compromesso, ed in quanto tale, ho ripromesso di utilizzare ogni mia risorsa per cancellare dalla faccia della terra la nostra esistenza, branco di scimmie arroganti. E’ il mio voto solenne. Ci siamo autoproclamati signori e custodi di tutto quello che ci circonda, ci crediamo superiori, ma siamo solamente locuste di un mondo che non meritiamo, con un paio di occhiali che di poco ci permettono di vedere più in là rispetto alle altre creature terrestri. Ed è per questo che io, signor Marionetta, farò in modo che in 5 anni non ve ne sia più traccia, nè di lei, nè di nessun altro, prima che la nostra stirpe possa diventare un male insanabile di questo universo.

la ringrazio signor Turuln, ci ha fatto una ottima impressione. La faremo sapere a breve

Attesi 4 settimane, prima di ricevere una mail dalla Dailymeet; 4 lunghe interminabili settimane, che misero a dura prova la mia pazienza e la mia capacità di sopportazione allo stress. Ogni momento era incentrato sull’osservare il cellulare, il computer, il tablet, alla ricerca di un messaggio, una chiamata, un segno, che avrebbe potuto per sempre cambiare la mia vita ed il mio destino. Più di una volta resistetti all’irrefrenabile impulso di scrivere, forzare la mano e spremere le segretarie pur di ottenere risposte, ma sapevo in cuor mio che anche quella poteva essere una prova del mio colloquio. Infima, machiavellica ed interminabile tortura.

Ma alla fine, il mio patire fu ben ricompensato:

Grazie ai grandi successi lavorativi e l’umanità dimostrata in poche semplici parole, sono felice di darle personalmente il benvenuto a bordo della nostra azienda. Al fine di rendere questo mondo un mondo migliore, la aspetto calorosamente

Ryan Unbedingt

Poche righe, ma sufficienti. il posto di co-direttore delle risorse era stato assegnato a me, fra più di 1200 candidati.

Chiamai i miei genitori quel giorno, uscii ed offrii una cena a Lucius nel miglior ristorante che Palo Alto potesse offrire. Non credo di essermi mai sentito così felice come in quel momento, così pieno di voglia di fare e potenziale totale voglia di annichilire tutti. Lucius era ancora più galvanizzato di me, brindava continuamente, ordinava i pensieri, era sinceramente commosso nel vedermi ottenere qualcosa di importante. Lucius, mio ignaro, ingenuo ed inseparabile compagno. Ma io non lo potevo ascoltare, in quel momento: nelle mie labbra quella sera, sotto forma di un piatto di lasagne vegetariane con spinaci e crema di zucchine, assaporavo il sapore dei sogni che finalmente si iniziavano ad avverare; Dentro di me, sentivo il ripetersi della mia personalissima preghiera, che momento dopo momento, diventava più tangibile.

Io vi distruggerò tutti.



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