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lavoro pubblicato domenica 25 marzo 2018
ultima lettura martedì 19 novembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

DETTO IN CONFIDENZA - 3

di LiciaTavanzi. Letto 839 volte. Dallo scaffale Eros

LA MANCANZA No, fratellone. È vero che quando vieni in licenza non faccio che chiederti questo e quello, ma tu non me l'hai racconta...

LA MANCANZA

No, fratellone. È vero che quando vieni in licenza non faccio che chiederti questo e quello, ma tu non me l'hai raccontata proprio completa la cosa: oltre alla navigazione costiera e alla stimata c'è anche la navigazione in rete, vedi? qui, sul PC, si clicca qui, vedi? si aspetta, così ... si legge, si riclicca e si legge, clicca e legge, clicca e legge. Si aspetta e si prova ... finchè pure questa navigazione ti porta ... in porto, caro fratello guardiamarina a Taranto.
Beato te, uomo, col coso da uomo, con un lavoro da uomo. Maschio.
Io no. Io femmina.
Chissà perchè pendo sempre dalle sue labbra. Potrei mai fare l'Accademia o il marinaio io?
Ecco qua sul monitor qualcosa di interessante:
'...Florinda, 19 anni, Napoli...'
L'età forse è quella ma il nome è fasullo, di sicuro.
'...cerco un uomo che mi accontenti...'
Con me sei capitata male, bellina; io non ce l'ho quello che vuoi; mi manca proprio, purtroppo.
'...con delicatezza. Ho gusti da ninfomane, ma non credo di esserlo...'
Beh, mettiti d'accordo, carina; lo pigli spesso, sì o no?
'...non desidero un rapporto continuativo...'
Io a questa le rispondo, sì, sì:
'Anch'io diciannove e Napoli, mi chiamo Franco'; ecco un bel nome virile, con un affare tanto e col nome stiamo pace, bella mia, così impari. 'Se mi dici nei dettagli cosa ti aspetti che ti faccia, vedrò se ti posso soddisfare'.
Leggiamo, leggiamo:
'Se sei uno di quei zozzi che fa perdere solo tempo vaffanculo; ti ho detto con delicatezza!'
Hai capito la Peppa? Battiamo:
'Scusami'.
'Incontriamoci, vuoi?'
'Piazza Màrtiri, imbocco Calabritto? ore 17 domani che è festa, con rivista arrotolata?'
Ma che caxxo faccio? Mi manca l'attrezzatura. Che stronza. Ho inviato il mio richiamo standard, quello che uso sempre con le amiche L-WEB e questa ha già risposto e chiuso:
'OK'.
Ci vado, tanto per guardarla.
Eccola là, Florinda. Bella, bella, troppo bella. La rivista arrotolata... Quant'è bella.
Che le dico? Io ci provo. Mi ha vista: ce l'ho anch'io il giornale arrotolato. Eccola qua:
"Non dirmi che sei Franco..."
Le faccio un sorrisone imbarazzato. Mi sento come il topino Tom che cerca di ingraziarsi Jerry.
"Lo sapevo che non me ne andava bene una" continua lei col muso lungo e graziosissimo. "Gay pure tu?"
"Sì" sospiro, speranzosa. Una bella così e chi l'ha mai avuta?
"Volevo tornare nella normalità. Sentire che si prova a prenderlo dentro."
"Ti capisco" partecipo, facendo spallucce, "ma non ce l'ho. Io non ce l'ho, mi dispiace."
"Scommetto che di caxxo non ne sai niente."
"No, mai provato."
"Allora che ne dici se la festa ce la facciamo fare un'altra volta? Noi intanto ci conosciamo, eh?"
Come sono contenta. So solo scuotere la testa su e giù, come una bimba scema.
Ce ne andiamo abbracciate, io e ... Florinda?

Licia Tavanzi

LA RIPICCA

Nelle barzellette una situazione simile era tutta da ridere non l'incubo che sto vivendo. Era qualcosa che capitava sempre ad un altro o da augurare al peggior nemico e sulla quale, a immaginarla, godere tanto.
La temevo da sempre ma ero convinto che non l'avrei mai vissuta. Eppure sta tutta, nella massima evidenza, sotto i miei occhi: mia moglie a letto che mi guarda sfacciatamente e dietro di lei, nascosto dal suo corpo nudo, l'altro.
"Ehm" mi schiarisco la voce; ma pure prendendo tempo le cose non cambiano: lui mi osserva senza spostarsi di un filo stretto alle terga della donna mia con i seni che gli traboccano dalle dita.
"Credo che vado a fare due passi" mi decido a dire.
"Per me puoi pure andare a fare in culo" ribatte lei ostentando un mugolìo.
"Vuoi dire quello che fai tu adesso?" e dentro di me: ‘Ti prego fammi capire che non è così'.
"Non ti aspetterai certo che te lo diciamo." Si gira verso di lui, lo sbaciucchia con la lingua che bene in vista va un po' dentro e un po' fuori e con la mano gli tiene la testa.
Dove ho visto un'immagine altrettanto bella nella sua drammaticità? Francesca Da Rimini fra le braccia del suo Paolo in una illustrazione della Divina Commedia?
"Tesoro" supplico tutto intenerito quasi mi avesse fatto un complimento, "ho capito. Ben mi sta."
Lui la brancica sempre da dietro e si baciano; però lei, mi sembra, ha ritirato la lingua.
"In effetti" aggiungo, "non ha importanza se fai questo o quello. Anzi mi auguro che tu mi abbia ripagato con gli interessi.
Quello che vedo è insopportabile, come tante pugnalate. Avevi ragione tu."
Giorni prima ero io in quello stesso letto che brancicavo un'altra; e lei ci aveva scoperto. Poi com'era andata?: io cercavo di rivestirmi in tutta fretta, quell'altra pure, e la mia adorata mogliettina distrutta, raggomitolata su sè stessa. Io chiedevo:
"E adesso?" e lei si struggeva:
"Non lo so, non lo so quel che farò. È insopportabile."
Ora quello stesso spettacolo me lo devo subire io per quanto insopportabile sia. Pietisco:
"Dimmelo tu quando basta."
"Beh" interviene l'altro parlando a lei sentendola inerte, "che ti succede?"
Stanno azzeccati, ma pare che qualcosa si sia interrotto: lei non gli dà più retta.
"Tesoro" mormoro, "ti amo tantissimo."
"O-ho" fa quello. La scuote ma lei non gli risponde. "Io me ne vado" e la fissa, interrogativo. Poi scende dal letto tutto scuro.
Io, senza guardare che lei, gli dico:
"Per noi puoi pure andare a fare in culo; è vero, tesoro?"

Licia Tavanzi


Il TRIO

Guglielmo non avrebbe mai sospettato la moglie di tradimento e non poteva credere al proprio sguardo nel trovarla a letto in quella posizione e con una tale persona.
La mogliettina non era solo molto erotica, e questo la rendeva desiderabilissima agli occhi suoi, ma era anche lesbica.
Le due si accorsero della sua presenza e, oltre a porsi entrambe dalla stessa parte del letto, cercarono di coprirsi col lenzuolo.
"Gina..." bisbigliò lui senza riuscire ad aggiungere altro.
La moglie lasciò l'amica fra le coltri e in silenzio scese dal letto e si avviò verso il bagno impettita e fiera della sua nudità.
"Io sono Flora" si presentò l'altra al sopraggiunto e ridacchiò vedendolo così impacciato. "Noi giocavamo, non siamo proprio del tutto sull'altra sponda. Ho un marito anch'io, cosa credi?"
"Occhèi, Flora. Non ne faccio certamente un dramma. Questo tipo di corna posso sopportarlo bene."
"Elmo, tu dovevi trovarti in giro dai clienti. È colpa tua se ci hai rovinato la festa."
"Io, Flo', se non ci fossi stata tu adesso, mi sarei messa sotto la mia Gina. È con questo pensiero che ho interrotto le visite.
Se mi spoglio anch'io tu che ne dici?"
"Speravo lo proponessi. Io e lei abbiamo sempre pensato di tirare dentro o te o mio marito.
Spogliati pure e vieni qua. Però aspettiamo la moglie prima di fare qualche cosa."
"Certo" consentì lui, dandosi da fare a sbottonarsi. "Sarebbe una cosa poco fine, quasi un tradimento."
E per tutto il proprio spogliarello non riusciva a staccare lo sguardo da Flora e neanche a evitare di complimentarsi con sé stesso per avere tanto culo.

Licia Tavanzi


SENSI DI COLPA

No. Non mi sento affatto colpevole, che ci posso fare?
Eppure lo tradisco perché le mie cose le faccio di nascosto. Lui invece me lo ha detto lealmente:
"Tesoro bello, sono tre mesi che vado con un'altra. Però amo anche te, lo sai, e tu non ti sei mai sentita trascurata, è vero?
Vedi tu se vuoi separarti. Figli non ne abbiamo e quindi i danni saranno limitati. Ma, almeno, te l'ho detto e così non mi sento più tanto in colpa."
E, quindi, avendomelo detto non si sente in colpa ma si sente in diritto di ricevere telefonate da quella là, di andarsene a passare la notte fuori facendo impunemente di tutto e di più. Tanto me l'ha detto ... e che altro posso volere?
Io ho abbozzato, come suol dirsi, da moglie brava e comprensiva.
Però alle sue spalle mi vendico alla grande ed esco quando voglio senza sentirmi in dovere di rendere conto. E il mio caro marito non ha più alcun diritto di impedirmelo. Giusto per dargli la possibilità di chiudere entrambi gli occhi, a volte dico di andare a passeggio, o per vetrine, o dalle amiche. Se vuole indaghi lui e venga pure a sapere che non uno ma due amanti riempiono più che soddisfacentemente la mia vita intima. Oltre lui, ovviamente.
Io non passo mai fuori la notte è vero, ma sono abbastanza accorta da fare le mie cose senza dire a nessuno dei miei uomini degli altri e da divertirmi tanto in questo ruolo losco e trasgessivo.
Ovviamente, sensi di colpa zero. Mettiamola così.

Licia Tavanzi

(Vi do appuntamento alla prossima domenica, 1 apr, con altre storie)



Commenti

pubblicato il venerdì 30 marzo 2018
AnnaCostanzo, ha scritto: Bravissima Licia
pubblicato il venerdì 30 marzo 2018
ValeGiusti, ha scritto: Woww
pubblicato il venerdì 30 marzo 2018
PeterGardini, ha scritto: Che mancanza Licia

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