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lavoro pubblicato martedì 20 marzo 2018
ultima lettura domenica 19 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cavaliere e Principessa

di Tisse. Letto 336 volte. Dallo scaffale Fantasia

Facciamo conoscenza con Ivy, Dìrren e Malia, rispettivamente principessa, cavaliere e "ospite". (Per il continuo e cap. precedenti guardate il mio profilo)....

Commenti come sempre ben apprezzati. Per vedere la versione completa, i capitoli precedenti e successivi potete dare un'occhiata al mio wattpad (nel mio profilo) o qua di seguito: wattpad.com/user/Tisseu
Nell'ala opposta del palazzo reale, quella principalmente dedicata agli alloggi della servitù e degli ospiti, una figura minuta stava bussando con forsennata forza ed impazienza alla porta di una delle prime stanze che si trovavano imboccando il primo corridoio sulla sinistra della zona degli alloggi. Una ragazza dalla chioma bionda scura e lunga, le cui punte le sfioravano abbondantemente la metà della schiena, con due ciocche pettinate e portate dietro le orecchie, e due pietre celesti e vispe incastonate come occhi. Un'altezza poco più bassa della media ed un corpo davvero magro e all'apparenza privo di alcun tipo di forza.
Insistette nel bussare qualche altro secondo e, non ricevendo alcun tipo di risposta dall'interno, decise di entrare senza aver ottenuto il permesso. Il pomello placcato in oro venne coperto dal palmo della mano e girato leggermente verso destra, socchiudendo la porta precedentemente chiusa. Ridacchiò tra sé e sé per poi spalancarla e fare un primo passo all'interno della grande camera da letto.

«É permesso?!» Pronunciò ad alta voce, squillante.

L'alloggio si presentava ampio circa una ventina di metri per trenta, con un letto matrimoniale a baldacchino di legno massiccio di ebano, adornato con un drappo di stoffa pregiata bianca che rivestiva le aste del letto ricadendo dall'alto fino a sfiorare il pavimento. La stoffa era legata da una stringa, in tessuto dorato, alle aste in legno di cui era composto il letto, così da rendere i drappi dei semplici contorni con cui adornare lo sfarzoso e sontuoso letto e permettere a terzi di avere una vista perfetta sulla persona dormiente, piuttosto che utilizzarli per proteggere l'intimità del riposo come era di usanza fare. [...]
La proprietaria della camera da letto, visibilmente ancora mezza addormentata ed infastidita dall'improvviso arrivo della giovane ragazza bionda, si limitò solo a dare il benvenuto con un grugnito soffocato sul cuscino.

[....]

«É il tuo... complea-» Una folata di vento improvvisa le impedì di concludere la propria frase. Venne costretta ad arretrare di un paio di passi da quella forza fredda e improvvisa, il minimo necessario per non trovarsi più all'interno della stanza, e la stessa porta le venne richiusa in faccia con forza. Accadde tutto in così pochi e veloci secondi che si rese conto di quello appena successo solo quando si ritrovò al punto di partenza, con il naso a due centimetri di distanza dalla porta dell'alloggio. Sospirò infastidita, arricciando il nasetto e portando le braccia conserte al petto. Ma non si arrese.
[...]

Solo dopo un paio di minuti, quando il silenzio era tornato a regnare sovrano, da sotto le coperte spuntò una chioma castana scura, arruffata e spettinata. Le coperte vennero spostate con poca grazia, mentre le mani chiuse a pugno strofinarono gli occhi stanchi e ancora chiusi. Si mise seduta sul letto, poggiando i palmi delle mani sul bordo ed osservando la porta della propria stanza. Sospirò scuotendo il capo, poi sbadigliò ed alzò le braccia verso il soffitto, stiracchiandosi. Indossava un paio di pantaloncini chiari da uomo ed una canotta del medesimo colore di un paio di taglie più grandi della propria. Si alzò e si diresse a piedi scalzi verso il bagno, dandosi velocemente una sistemata e svegliandosi una volta per tutte. Aveva una chioma piuttosto folta e disordinata, per nulla simile a quella ordinata dell'altra ragazza, che le terminava poco più sotto le spalle, caratterizzata da una frangetta corta e spettinata che le solleticava la fronte e le incorniciava il viso dai lineamenti morbidi. Due grandi occhi color smeraldo davano un po' di luce e di vita a quella sua carnagione particolarmente chiara e pallida.

Quando la porta della stanza venne finalmente aperta, la ragazza all'esterno saltò subito al collo dell'altra, poco più alta. «Buoon compleanno, Mal!» Esordì sorridente, compiaciuta di essere stata la prima a farle gli auguri. Malia sospirò, alzò gli occhi al cielo e si limito a circondarla a sua volta in un abbraccio.

«Grazie... ma lo sai che non è davvero il mio compleanno, Ivy...» La ragazza dal biondo crine sbuffò, lasciando la presa dal collo altrui e mostrandole la lingua.

«Bè, almeno una volta all'anno dobbiamo festeggiarti, no?» Fece spallucce, mentre dietro di lei qualche livvakt si stava preparando per il suo turno di ronda, procedendo verso il portone d'entrata di palazzo.

Ogni singolo protettore di corte, chiamato anche volgarmente cavaliere, indossava una uniforme comune a tutti, composta da una camicia su misura bianca, un paio di pantaloni lunghi e multitasche color terra, degli stivali in pelle nera ed un berretto del medesimo colore dei pantaloni. I livvakt che avevano più potere decisionale rispetto ad altri e nei quali i Reali riponevano più fiducia, avevano anche una stringa scarlatta di cuoio legata al braccio sinistro, precisamente all'altezza del bicipite. I livvakt erano forti guerrieri dediti alla protezione della famiglia reale, del palazzo e del regno, che si dedicarono per anni a duri addestramenti e venivano personalmente scelti dal Re di Kongerike per far parte del suo squadrone, una volta ritenuti affidabili e meritevoli. Specializzati principalmente nel combattimento corpo a corpo, alcuni erano anche muniti di piccole armi che consentivano loro di aver maggior potenziale offensivo.

«Hai già pensato a che regalo chiedere a mia madre?» Continuò Ivy, rendendosi conto che l'amica non la stava più ascoltando, distratta dai livvakt nel corridoio che le stavano passando dietro, seguendoli con lo sguardo. [...]

«Guarda che D non è di turno, stamattina.» Sghignazzò sottovoce, riportando con i piedi per terra Malia.
«Ma che stai dicendo? Comunque anche volessi tua madre non mi regalerà nulla.»
«Allora mi stavi ascoltando.» Appurò Ivy, continuando a ridersela sotto i baffi, mentre Malia sospirò sconsolata.

Una mano venne appoggiata sulla chioma castana della giovane, cogliendo di sorpresa lei e l'amica e facendole voltare non appena una voce familiare giunse alle loro orecchie. Era una voce profonda e leggermente roca, ma che aveva anche una sfumatura dolce.
«Mi stavi cercando?» Piegato con il busto leggermente in avanti per abbassarsi e raggiungere l'altezza della giovane, il ragazzo in uniforme si presentò con un furbo sorriso stampato in volto. Il protettore aveva capelli scuri color del carbone, un taglio corto e spettinato ed un leggero accenno di barba sul viso. Un paio di occhi ambrati caratterizzavano quel volto dai lineamenti non troppo marcati e ancora giovanili, sebbene risultasse di qualche anno più vecchio rispetto alle altre due ragazze. Le superava anche in altezza di almeno una quindicina di centimetri, mentre il fisico appariva allenato e atletico ma non particolarmente grosso.

«D!» Esclamò sorpresa la festeggiata nel vedere il giovane livvakt alle sue spalle.
«Auguri, Malia.» Proseguì poi il giovane, spettinando i capelli della ragazza e sorridendole gentile. Solo poi rivolse la propria attenzione verso l'altra ragazza lì di fianco, tornando ad assumere una posizione retta e riportando le braccia lungo i fianchi. «Principessa Ivy...» Pronunciò un po' più freddo e con maggior distacco, mantenendo un rispetto di circostanza e senza esporsi troppo. Si limitò a compiere un piccolo inchino con il capo.

«Livvakt...» Ricambiò Ivy, squadrando il giovane da capo a piedi con superbia, distogliendo poi lo sguardo. Il giovane cavaliere trattenne uno sbuffo, tornando infine a rivolgere la propria attenzione verso la castana.

«Dammi tempo che finisca delle faccende per il Re e ti mostrerò il mio regalo.»
«Regalo? Non ce n'era bisogno, lo sai...» Il ragazzo si limitò a farle l'occhiolino.
«Tra un'ora aspettami fuori dal palazzo.» Pronunciò con un certo entusiasmo nel tono di voce, mentre Malia annuì abbozzando un leggero sorriso.

«Che genere di faccende devi sbrigare per mio padre?» Si intromise puntigliosa la principessa, arricciando il nasetto con fare spocchioso.
«Faccende da livvakt, principessa.» Si limitò a rispondere il ragazzo mostrando un sorrisetto di circostanza, e facendo ridacchiare sotto i baffi Malia. Quindi si allontanò, lasciando nuovamente sole le due giovani ragazze.
[...]



Commenti

pubblicato il mercoledì 21 marzo 2018
Tisse, ha scritto: Vi ricordo che se volete leggere il proseguo e volete rimanere aggiornati potete seguirmi sulla mia pagina wattpad, ve ne sarei molto grata! https://www.wattpad.com/user/Tisseu Mi piacerebbe poter instaurare un rapporto di comunicazione con chi legge i miei scritti e decide di darmi la propria opinione man mano che pubblicherò i capitoli<3

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