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lavoro pubblicato lunedì 19 marzo 2018
ultima lettura domenica 17 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

La mia prima volta con la bocca.

di agente11. Letto 772 volte. Dallo scaffale Eros

Decido di giocare un po’, prendo tempo e confidenza, passo la punta della mia lingua in cima a quella cappella violacea, pulsante dove una goccia del suo piacere ha già fatto capolino…l’assaggio e subito un sapore mi stordisce, questo è il suo gusto, mi

E’ sempre stato il fascino del proibito ad ammaliare milioni di persone, io sono una di quelle.

Ora anche per me è arrivata la mia prima volta, ho paura ho terrore, come sarà? Che farò?

Non l’ho mai fatto godere con la bocca.

Solo l’idea mi assilla la mente e mi paralizza gli arti.

Ma voglio farlo contento.

Non mi importa, lo voglio, subito!

Siamo appena rientrati in casa, uno davanti all’altro.

I nostri occhi si incontrano e si incollano, sappiamo entrambi cosa vogliamo.

Allungo le mani e sbottono il suo cappotto di renna, glielo sfilo, lo lascio cadere ai suoi piedi, è eroticamente bello e morbido.

Stessa cosa per il maglione, lo sfilo e lo getto sul divano alle mie spalle.

Sotto ha una maglietta intima che fascia il suo torace come una seconda pelle.

L’accarezzo, la scorro in cerca di calore e scendendo verso il basso le mie dita incontrano la cintura dei pantaloni.

Mi siedo in punta al mio divano, lui è eretto davanti a me, non muove un muscolo. La fibbia è grossa. Cavolo com'è dura. Armeggio impaziente ma non riesco ad aprirla.

Lui lo capisce e mi viene in aiuto…è impaziente pure lui…vuole il mio regalo.

Le sue dita calde sono sulle mie e in un attimo la cintura si apre permettendomi di aprire il bottone dei pantaloni e far scivolare giù la cerniera. Ho paura, ho terrore di quello che sto per fare.

Tutte le mie amiche lo hanno già fatto e mi prendono in giro pensando a me come ad una scema…mi riarmo di coraggio, la mia eccitazione sale…

Non perdo tempo a toglierli e infilo ingordamente la mano dentro i suoi boxer neri.

E’ bollente e duro come l’acciaio. Cavolo fa impressione, ma cosa mi aspettavo di trovare…un rametto di palma? E il suo sapore? Come sarà?

Lui ha assaggiato il mio ed io provo il desiderio feroce di baciarlo.

Gli abbasso i boxer quel tanto che basta per farlo uscire e scivolo verso il basso, verso quella parte di lui che conosco ancora così poco…

Me lo guardo con occhi sbarrati come per chiedermi: e ora che faccio?

Allungo una mano, lo sfioro, ne percorro la lunghezza, ne sento pulsare il sangue nelle sue vene.

Lo avvolgo con una mia piccola mano, è bollente e freme, lo percorro dalla base alla cima, lo scappello delicatamente.

Intravedo la sua espressione ed mi accorgo che è in estasi, eccitazione al cardiopalma e un misto di aspettativa.

Con l’altra mano afferro delicatamente quelle due sacche che sorreggono l’intero sesso.

E giunta l’ora…mi avvicino con la bocca, lui sente il mio alito e ha contrazioni spasmodiche.

Allungo la lingua come per saggiare l’aria circostante e lo assaggio.

Lui emette un suono che non ho mai sentito e mi mette le mani sulla testa infilando le dita nei miei capelli attirandomi a se.

Decido di giocare un po’, prendo tempo e confidenza, passo la punta della mia lingua in cima a quella cappella violacea, pulsante dove una goccia del suo piacere ha già fatto capolino…l’assaggio e subito un sapore mi stordisce, questo è il suo gusto, mi piace…

Apro la bocca e lo accolgo, ma solo un po’, sono ancora terrorizzata, perché mi sembra troppo grosso, enorme.

Adesso sopra di me sento ansimare pesantemente.

Le sue mani avvolgono le mie guance, vorrebbe che continuassi a farlo entrare, ma si controlla e mi lascia fare.

Ma io…non so cosa fare, dovrebbero dare le istruzioni all’uso di questi cosi.

Come per incanto le istruzioni vengono ancora una volta dall’alto.

<< Succhialo, piano… sì così, con calma.>>

<< Mi fai impazzire, brava piccola, non sai il piacere che mi dai.>>

Mi piace sentire quel nerbo dentro la mia bocca, non è poi cosi male come mi credevo, inizio a succhiare e allo stesso tempo a pomparlo avanti e indietro seguendo passo passo le sue istruzioni.

Vorrei spingermi più in avanti, ma ho il timore di un conato e non voglio rovinare il momento.

Lui emette gemiti e contrae il suo corpo ogni volta che lo ricevo.

Lo percorro con la lingua dalla base alla cima, cosi ho modo di riprendere fiato.

Accarezzo con la lingua la sua cappella liscia, la avvolgo e mi ci diletto, fino a soffermarmi su quel frenulo da cui ancora un’altra goccia di piacere ha fatto capolino.

Avida e ingorda la ricerco subito con la punta della lingua e la faccio mia.

Lui non resiste più ed ad un tratto lo sento allontanarmi la testa e mi dice con voce sicura…

Fermati, basta, altrimenti ti vengo in bocca e non sei ancora preparata a questo…e poi voglio scoparti fino a sfinirti, così imparerai a desiderarmi in quella maniera! >>

Si stacca dalla bocca con violenza, incontrando la resistenza dei miei denti.

Caccia un urlo. Se lo guarda spaventato ma sembra che ci sia tutto.

<< Non lo devi mordere!>>

Sono avvilita, in un attimo è passato dal mugolare di piacere all’urlare di dolore e la colpa è mia, della mia inesperienza.

Abbasso la testa e gli occhi mi si riempiono di lacrime.

Due robuste mani mi rialzano ma non ho il coraggio di guardarlo negli occhi.

<< Hei piccola, guardami…ma tu stai piangendo! Non è colpa tua amore!

Tu non l’avevi mai fatto, ero così preso dal piacere che mi davi che ho perso la ragione.

Per essere una senza esperienza eri davvero brava…>>

A



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