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lavoro pubblicato domenica 18 marzo 2018
ultima lettura domenica 17 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Regina di Sangue

di Tisse. Letto 406 volte. Dallo scaffale Fantasia

Damara è una regina che regna da più di vent'anni e che non ha ancora raggiunto la mezza età. Sotto il suo potere le leggi sono dure e non ammettono accezioni. Chiunque osi disubbidirle rischia di essere giustiziato o, peggio, di vivere con i reietti..

Conclusa la lettura, la Regina alzò gli occhi dal manoscritto di pergamena che teneva tra le mani, il quale venne poi con ben poca grazia gettato ai piedi del borger pochi metri dinanzi a lei. «Con che coraggio ti aspetti che io approvi un testo simile?» Autoritaria nel tono di voce, la donna si alzò dal trono cristallino sul quale sedeva per muovere qualche passo verso il borger di mezza età intento a raccogliere il proprio lavoro da terra. Senza mai distogliere lo sguardo severo dalla figura dell'uomo brizzolato e robusto, il quale teneva stretto al petto il proprio manoscritto malandato, la regina Damara proseguì con il suo rimprovero. «Sei un borger come tutti noi. Eppure stai palesemente dalla parte loro.» Uno sbuffo scocciato fuoriuscì dalle narici della donna, mentre le dita rugose della mano destra accarezzarono la tempia dolorante.

L'uomo continuò a tenere le labbra serrate, limitandosi ad alternare lo sguardo dal viso della regina al pavimento, in attesa di poter prendere parola. Nonostante la Regina non fosse particolarmente alta o avesse un fisico particolarmente possente, i suoi modi di fare crudeli e discutibili ed il suo atteggiamento perennemente scostante nei confronti dei "selvaggi" e chiunque osasse sporcarsi la bocca con il loro nome, la rendevano tutt'altro che piacevole o una persona facile con la quale relazionarsi senza dire qualcosa di troppo con il rischio di innervosirla. Aveva lunghi e lisci capelli bruni, dalle punte leggermente mosse che le superavano di poco le spalle, ed un paio di occhi perennemente scavati che sembravano arrivare direttamente da un ghiacciaio tanto erano chiari e freddi. Molte voci giravano su di lei tra i sudditi, ma il soprannome che negli ultimi decenni, fin dall'istante in cui era salita al trono, si era ormai diffuso tra tutto il regno e che ormai la definiva, era "la Regina di sangue".

«Sei fortunato ad essere un vecchio amico di mio marito, Byro. Se non fosse per la vostra conoscenza e la sua richiesta di lasciarti in vita, i tuoi velati insulti alla famiglia reale non passerebbero inosservati.»
«Vostra maestà-» La voce roca dell'uomo venne subito interrotta da quella autoritaria della regina.
«Non ho voglia di sentire le tue giustificazioni. Avrò anche promesso di non farti giustiziare, per il momento, ma posso tranquillamente recluderti assieme agli altri reietti del Regno.» La mano destra venne sventolata in un gesto scocciato in direzione delle grandi porte che collegavano la sala reale ai corridoi principali. I due protettori che fino a quel momento stavano ritti al proprio posto ai due lati del trono lasciarono la loro posizione per avvicinarsi allo scrittore, il quale deglutì con leggera preoccupazione.

«Non voglio veder girare questo testo nel mio regno. E non presentarti più al mio cospetto senza una buona ragione. A meno che tu non voglia unirti agli utsider.»

«Come desiderate, Vostra Maestà» L'uomo si chinò un'ultima volta davanti la Regina, venendo poi scortato fuori dalle grandi porte da uno dei due livvakt, il quale le richiuse alle proprie spalle ed accompagnò il borger fuori le mura del sontuoso palazzo reale. Il Livvakt rimasto nella sala si avvicinò alla donna, la quale nel frattempo era tornata a sedersi sul trono cristallino, accarezzandosi nuovamente la tempia con fare stanco e spossato.

«Regina Damara...» Pronunciò il protettore con fare preoccupato, accortosi delle condizioni della donna.
«É tutto okay, Ronglier.» Un sospiro di stanchezza. «Non penserai che abbia sbagliato nei confronti di Byro, spero.» Il protettore scosse la testa, consapevole che anche fosse stato contrario agli atteggiamenti della donna, non avrebbe mai potuto contestare i modi di fare della sua Regina, se ci teneva alla pelle e al suo lavoro. Ronglier si presentava come un uomo piuttosto alto e piuttosto grosso, dalla robustezza ben definita e dallo sguardo truce e cattivo, con una corta chioma bruna e degli occhi del medesimo colore.

«Già una volta ho accolto un Fremmed nella mia corte. Dovrebbero essere tutti grati che non abbia già preso provvedimenti nei confronti di coloro che anche solo osano parlare di loro.» Scosse il capo, decisamente infastidita dal comportamento dei suoi sudditi. Si sistemò il lungo vestito bordeaux ed attillato che le lasciava scoperti i polpacci e gli avambracci, mantenendo la fronte corrugata.

«Pensavo che quella Fremmed ormai le stesse simpatica...» Osò pronunciare Ronglier, mantenendo sempre un atteggiamento cortese e rispettoso nei riguardi della Regina, ma un poco dubbioso.

«Sì, sì. Certo. Solo perché mio marito pensava di farmi un piacere quella volta. Le ho permesso di restare a corte e l'ho fatta crescere qui solo per lui. E perché era una bambina.» Rispose la donna, prima di alzarsi dal trono e dirigersi verso le grandi porte che davano sul corridoio principale. Il protettore sospirò in seguito a quelle parole, seguendo a sua volta i passi della Regina, standole dietro di un paio di metri e diventando così la sua ombra.

Ho una mia pagina su wattpad in cui cercherò di aggiornare più spesso il racconto e nella quale mi piacerebbe comunicare con chi deciderà di seguirmi e sostenere la mia storia. Per ascoltare pareri e soprattutto per tenersi in contatto. Chiunque desideri può seguire la storia qua: https://www.wattpad.com/user/Tisseu



Commenti

pubblicato il domenica 18 marzo 2018
CanoviAlfredo, ha scritto: Va bene. Qui c'è un muro di parole che ho faticato a leggere, nonostante un inizio trama interessante. Forse andare a capo più spesso alleggerirebbe il testo, così come qualche virgola in più. Ti voglio fare un esempio: " ...Senza mai distogliere lo sguardo severo dalla figura dell'uomo brizzolato e robusto, il quale teneva stretto al petto il proprio manoscritto malandato..." Io qui avrei alleggerito il tutto così: "... Senza mai distogliere lo sguardo severo dalla figura dell'uomo brizzolato e robusto che teneva stretto al petto il proprio manoscritto malandato... Più veloce; inoltre appesantisci troppo aggettivando ogni cosa, vuoi descrivere troppo e non dai spazio alla fantasia del lettore di sbizzarrire. In un racconto che sto scrivendo adesso io descrivo il mio personaggio principale così: ". Il suo carnefice aveva il volto tondo con un incarnato scuro incorniciato da capelli crespi.", più in là, nel descrivere altre situazioni poi darò ulteriori, semplici, dettagli per definirlo maglio ma per ora va bene così! A parte questo e alcuni, banalissimi, refusi la trama, come ho già detto, mi pare intrigante. Brava Al
pubblicato il lunedì 19 marzo 2018
Tisse, ha scritto: Effettivamente non posso darti torto che ho aggiunto molti particolari per provare a descrivere meglio le situazioni. Ma il troppo stroppia in effeti. É ancora in fase "costruzione" comunque, tant'è che ogni volta che ci rimetto mano modifico qualcosa. Grazie quindi per questo consiglio!
pubblicato il mercoledì 21 marzo 2018
Tisse, ha scritto: Vi ricordo che se volete leggere il proseguo e volete rimanere aggiornati potete seguirmi sulla mia pagina wattpad, ve ne sarei molto grata! https://www.wattpad.com/user/Tisseu Mi piacerebbe poter instaurare un rapporto di comunicazione con chi legge i miei scritti e decide di darmi la propria opinione man mano che pubblicherò i capitoli<3

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