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lavoro pubblicato martedì 13 marzo 2018
ultima lettura martedì 25 settembre 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il sogno è naufragato

di Edmea. Letto 159 volte. Dallo scaffale Pensieri

Il viso sorridente di Davide Astori dovrebbe essere lo spirito guida del Cagliari nella partita casalinga contro la Lazio. È stata una settimana dura. Sostiene Diego Lopez, sempre restio ad esternare  sentimenti ed emozioni. La partita co...

Il viso sorridente di Davide Astori dovrebbe essere lo spirito guida del Cagliari nella partita casalinga contro la Lazio. È stata una settimana dura. Sostiene Diego Lopez, sempre restio ad esternare sentimenti ed emozioni. La partita contro il Genoa non si è disputata, perché poco più di trenta minuti prima di scendere in campo i rossoblu sono stati investiti dalla notizia sconvolgente. Davide Astori, capitano della Fiorentina, nonché ex difensore del Cagliari, ha salutato la vita. Morto nel sonno. Il massaggiatore l'ha trovato così, quando è andato a sincerarsi del motivo della sua assenza a colazione. Il tam tam del calcio ha diffuso la notizia drammatica. Il Cagliari è sotto shock. Marco Sau, intimo amico del capitano viola, urla il suo dolore. Il Patron Giulini chiede che la partita non venga disputata e si ferma tutta la serie A. Il dolore schiacciante si espande, ma arriva anche il momento di tornare in campo e bisogna entrare in partita, dopo la sconfitta inaccettabile contro il Chievo e l'umiliazione subita dal Napoli. Insomma, se n'è andato un grande calciatore, ma la serie A si è rimessa in moto. Alla Sardegna Arena c'è la Lazio, quarta in classifica, solidale e partecipe per la dipartita di un calciatore, ma prima di tutto, un uomo. Il minuto di silenzio avvicina tutti gli stadi d'Italia, in memoria di Davide Astori, uomo di grandi valori. È iniziata la partita e adesso bisogna fare sul serio. Giocare davvero, perché il dolore non può paralizzare mente e piedi. Insomma, bisogna giocare con i piedi collegati alla testa. Leonardo Pavoletti segna il gol del vantaggio, su assist di Han. Dobbiamo stare in partita fino al fischio finale. Lo dobbiamo a noi stessi e alla lealtà e affetto verso un ex compagno di squadra. Insieme a noi da un'altra dimensione. È bello pensare questo, ma la concentrazione dev'essere tutta per la partita. Immobile ha attentato invano alla porta rossoblu, ma il Cagliari appare carico quanto basta. Purchè si mantenga così fino al novantesimo. Il vantaggio del Cagliari però dura poco, ahimè. Al trentacinquesimo la Lazio sigla il gol del pareggio. Mannaggia. Siamo punto e a capo. Coraggio Cagliari. Giochiamo contro la Lazio, d'accordo, ma niente paura. In realtà, è stato l'autogol di Ceppitelli a consentire il pareggio della squadra ospite. Doppio ahimè. E adesso? Ripeto. Niente paura. Sbagliando si impara, come si dice. Lo stesso Ceppitelli stavolta è stato bravo a chiudere l'accesso dell'avversario. Bisogna pur rimediare e ricordiamoci che siamo a casa nostra. Va bene l'ospitalità, ma farci mettere alla porta proprio no. La partita comunque non è scandalosa. Il Cagliari sta giocando con la consapevolezza di trovarsi davanti una grande. Il centoventi per cento tristemente dimenticato nella partita contro il Napoli, bisogna darlo questa volta. Il Cagliari ce la può fare. Ce la possiamo fare, purchè ce ne convinciamo. Si distribuiscono i cartellini gialli. E si. È una partita molto movimentata e i giocatori della Lazio si stanno scoprendo parecchio fallosi. Un fallo contro Pavoletti non porta però al fischio del rigore. Nettissimo. Dice Vittorio Sanna. L'intervento della Var però impedisce di chiudere gli occhi. L'arbitro Guida non riesce a decidersi. In radiocronaca si dice che il rigore era nettissimo, ma il direttore di gara ha esitato prima di fischiare il rigore. Incrociamo le dita. E daiii!!!! Barella infila la palla del 2 a 1. Va ad abbracciare Cragno. È un momento speciale. Resistere. Resistere si può. Forza Cagliari. Forza Casteddu. La tifoseria si scatena. Facciamo il conto alla rovescia. Come si dice? Il countdown? Ma noi parliamo italiano e il credo è uno solo. Forza Cagliari. Forza e coraggio. Dodici minuti e mezzo alla fine. Sembrano un'eternità. Farias scalpita per entrare in campo. A questo punto si tratta anche di prendere tempo per conservare il risultato. La Lazio sta assediando la porta rossoblu. La parata di Cragno salva il risultato, ma la difesa deve stare in campana. Han esce e lascia il posto a Farias. Ha giocato un'ottima partita il nordocoreano, contribuendo anche al gol messo a segno da Pavoletti. La Lazio contesta la lentezza con cui il Cagliari recupera i palloni, ma come si dice, ognuno difende i suoi interessi. Ai rossoblu interessa che il tempo scorra, perché arrivi il fischio finale. Cartellino giallo anche per Deiola. Ricorderemo questa partita anche per le ammonizioni. Un altro giallo per la Lazio, dopo un fallo su Barella. Non ci si annoia in questa partita. Lo dobbiamo ammettere. Barella è costretto a uscire. Entra Dessena. Farias poteva fare il colpaccio del 3 a 1, ma non gli riesce. Sarebbe stato clamoroso, se fosse accaduto, ma troppo bello per essere vero. Cragno è davvero messo alla prova. La Lazio sembra indiavolata. Nanì sbaglia il tiro. Dobbiamo soffrire fino alla fine e il diavolo sembra esaudire la Lazio. Ciro Immobile segna di tacco. Il sogno è naufragato. La vittoria ci è sfuggita di mano, anzi di piede. Ce la stavamo mettendo tutta, consci della superiorità dell'avversario, ma stavamo dimostrando di essere all'altezza. Stavamo per vincere. Invece no e la partita finisce 2 a 2.



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