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lavoro pubblicato lunedì 12 marzo 2018
ultima lettura lunedì 18 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Lasciare il marito in bianco

di maddalena1980. Letto 930 volte. Dallo scaffale Eros

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Finalmente la primavera. Dopo giornate di freddo umido e pungente, finalmente in quel week-end era uscito un bel sole.

Maddalena ed Enzo avevano deciso di uscire a fare una passeggiata: una cosa tranquilla, nel centro città giusto per vedere qualche vetrina e gustarsi il primo sole dell’anno.

Parlavano del più e del meno quando incrociarono una ragazza mora sulla trentina che, senza fermarsi salutò Enzo con slancio.

Maddalena scherzando chiese a Enzo chi fosse, più che altro curiosa di quel saluto vivace. Enzo le raccontò, perdendosi un poco nel mondo dei ricorsi, che era una sua vecchia conoscenza dell’università con cui aveva avuto una storia di solo sesso.

Maddalena lo guardò stranita: la ragazza non era brutta ma non gli sembrava neanche una bellezza. Enzo allora le confermò che, in realtà, aveva molte doti nascoste. Si perse nel raccontarle quanto le piacesse il buon sesso e come non si tirasse mai indietro davanti ad ogni proposta o situazione.

Maddalena lo ascoltava con una punta di invidia: prima di Enzo non aveva avuto molte avventure e sentiva, in qualche modo, che le mancava qualcosa. Certo, dopo il matrimonio con Enzo si era rifatta: il sesso non mancava e neanche le situazioni particolari. Ma sentiva comunque una mancanza, un invidia per le donne che Enzo aveva avuto nella sua vita.

Suo marito mal interpretò il cambio di umore di Maddalena: ipotizzava una strana gelosia nata dal suo racconto e provò a cambiare discorso.

Maddalena capì a sua volta i pensieri di Enzo e, per evitare incomprensioni, decise di confessare spiegando che quella che provava non era gelosia bensì invidia.

Enzo rimase stupito e, dopo averci rimurginato su un attimo, propose a Maddalena di sistemare le cose a modo suo. Maddalena non capiva bene il senso della proposta di suo marito ma, visto che lui insisteva per dargli fiducia, alla fine si arrese e gli diede il suo benestare.

Non tornarono più sul discorso per diverso tempo e, dopo un po’, Maddalena smise di pensarci. Nei fatti non successe niente finchè un sabato sera Enzo, con un sorriso baldanzoso, consigliò a Maddalena di farsi bella per la serata.

Lei, spinta dalla curiosità, continuava a fare domande ma non riuscì ad ottenere nessun elemento da suo marito.

Alla fine si preparò e salì sulla macchina di Enzo. Viaggiarono per quasi un ora su stradine isolate di periferie finche non arrivarono nel cortile di un vecchio edificio.

Maddalena si sentiva un po’ agitata da tutto quel mistero ma la curiosità era forte e, in verità, voleva vedere cosa aveva organizzato suo marito.

Entrarono insieme, mano nella mano, all’interno dell’ edificio. Maddalena restò a bocca aperta. Nella prima grande sale trovo una dozzina di giovani uomini completamente nudi che parlottavano fra loro. Al suo ingresso si zittirono tutti contemporaneamente e la fissarono. Lei a sua volta guardò Enzo con uno sguardo che pretendeva delle spiegazioni. Così lui le spiegò la sua idea: per compensare le sue scarse esperienze passate, le aveva creato un corso di recupero lungo una notte. Avrebbe potuto scegliere qualsiasi uomo presente nella stanza, portarlo nella camera attigua e darsi da fare con lui. Non c’era nessun altra regola: Maddalena avrebbe scelto, gestito la situazione e alla fine avrebbe deciso se fermarsi o scegliere un altro partner. Enzo dal canto suo sarebbe stato lì a controllare la situazione e a chiamare i prescelti.

Maddalena rimase senza parole: non avrebbe mai immaginato niente di tutto questo e, se da un lato ne aveva timore, dall’altro la eccitava oltre ogni previsione.

Osservò gli uomini presenti nel salone: alcuni muscolosi altri più minuti. Alcuni decisamente belli altri invece non particolarmente sexy. Eppure la vista di quei dodici uomini nudi tra cui poteva scegliere a piacere le fece annebbiare la vista mentre sentiva un brivido di piacere ed eccitazione che si irradiava lungo la schiena.

Alla fine guardò Enzo, annuì e si fece accompagnare nel camera da letto.

La camera era arredata con un grande letto e nient’altro. Era essenziale come se Maddalena fosse il centro di ogni pensiero e niente potesse distogliere l’attenzione dal suo corpo e dal desiderio di darle piacere. Maddalena si sfilò il vestito e rimase in mutande e reggiseno davanti a suo marito, poi guardandolo dritto negli occhi gli disse che avrebbe iniziato con il ragazzo moro con i capelli lunghi. Enzo capì subito a chi si riferiva ed uscì per chiamarlo.

Entrò questo ragazzo: una trentina d’anni, occhi azzurri, muscoloso e ben piazzato. I suoi occhi furono subito calamitati da Maddalena seminuda sul letto. Si avvicinò a lei che lo accolse stringendolo a sé avvolgendolo in un bacio appassionato. Enzo li vedeva contorcersi in quel caldo bacio, le lingue che si contorcevano e le mani che frugavano ogni centimetro del corpo dell’altro. Sentiva uno strano sentimento di gelosia ed eccitazione nel vedere Maddalena così coinvolta da questo aitante sconosciuto. Il reggiseno di Maddalena venne lanciato ai suoi piedi mentre il ragazzo iniziava a leccare il suo seno, mordicchiando i capezzoli e strappandogli gemiti di puro piacere. Maddalena dal canto suo facevo onore alla sua erezione accarezzando lentamente il suo membro e il suo sedere. La mano del ragazzo scese lentamente, scivolò sotto le mutandine di Maddalena e iniziò a penetrarla in profondità. Maddalena gemeva eccitata mentre sentiva le dita dell’uomo penetrarla in profondità, le sentiva scavare dentro di lei e il suo cervello era solo concentrato nello spasmodico desiderio di godere e di sentire il membro di quello sconosciuto penetrare dentro di lei.

Il ragazzo, quasi le leggesse nel pensiero, le sfilò le mutandine e, dopo aver indossato un preservativo, la penetrò deciso. Maddalena si sentì completamente riempita e gemeva appassionata avvinghiandosi a quel corpo. Enzo guardava la scena stranito: quei corpi eccitati che si muovevano e godevano davanti a lui gli rendevano difficile contenere il desiderio e l’eccitazione che gli gonfiavano un erezione incontenibile. Li senti venire quasi insieme in un groviglio di urla e gemiti di piacere.

Giusto il tempo di riprendere fiato e Maddalena cercò con lo sguardo Enzo. Evidentemente non si sentiva ancora sazia. Gli disse che ora avrebbe voluto provare un ragazzo biondo che aveva visto prima seduto da solo su un divanetto.

Enzo, da buon guardiano della situazione, scortò fuori il primo ragazzo e andò alla ricerca del ragazzo biondo. Tornò dopo poco con Riccardo, un ventisettenne biondo esile ma molto dotato. Appena vide Maddalena nuda sul letto, ancora sconquassata dal precedente orgasmo, ebbe un sorriso fulmineo seguito da un eccitazione evidente tra le gambe. Si avvicinò a lei e prese ad accarezzarla con dolcezza. Passava le mani sulle gambe con un tocco sempre più deciso, arrivava alla pancia e infine saliva a blandire il seno. Anche il desiderio di Maddalena si risvegliò: prese a baciarlo sul collo, scese sul torace, poi l’ombelico. Enzo era immobile a guardare la scena chiedendosi se sarebbe arrivata all’enorme membro di Riccardo. Lei si fermo un attimo, con il volto a pochi centimetri dal suo cazzo. Ne studiò le dimensioni, come se fosse una sfida con sé stessa. Poi si convinse e prese a baciarlo e leccarlo finchè non sparì completamente nella sua bocca. Riccardo gemeva, soddisfatto delle doti di Maddalena. Resistette qualche minuto poi si staccò, lo butto sul letto e salì a cavalcioni sopra di lui. Lo fecero così: con Maddalena sopra come un amazzone che lo cavalcava gemendo ad ogni affondo. In quella posizione Enzo vedeva tutto il piacere di Maddalena e le mani di Riccardo che si aggrappavano al suo seno. Gli sembrava di impazzire di desiderio e dovette concentrarsi per resistere dal toccarsi: voleva aspettare la fine per il gran finale con sua moglie.

Maddalena venne travolta dal piacere e si staccò da Riccardo rimanendo immobile e soddisfatta stesa sul letto. Restò così a lungo, al punto che Enzo iniziò a sospettare che ne avesse abbastanza invece Maddalena descrisse il prossimo.

Enzo lo andò a cercare. Si chiamava Nicola. Carnagione olivastra, una trentina d'anni, alto e spallato, aveva un non so che di esotico ed orientale. Fu felicissimo quando venne chiamato da Enzo e quasi corse dentro la camera da letto. Trovò Maddalena seduta sul letto che lo aspettava. Stavolta si alzò e gli andò incontro. Iniziò a baciarlo in piedi mettendogli subito le mani sul sedere e stringendogli forte le natiche. Lui sembrava titubante all’inizio, quasi intimidito. Poi anche le sue mani scesero verso il sedere di Maddalena, lo palparono e lo strinsero. Da quella posizione riuscì a sollevarla mentre lei si avvinghiava a lui col le gambe. La spinse contro il muro e senza ulteriori manovre la penetrò deciso e determinato. Un primo colpo deciso poi altri sempre più profondi e decisi. Maddalena parse quasi sorpresa da quel primo assalto ma poi si lasciò andare al piacere. Non lo aveva mai fatto in piedi e stentava a tenere le gambe dritte sentendole sciogliersi dal piacere. Si staccarono per un attivo e lei cercò appoggio mettendo le mani sul letto e piegandosi a novanta. Lui la prese allora da dietro. La penetrava mentre una mano scorreva sul seno e l’altra tintinnava il clitoride. Maddalena gemeva e, in quella posizione, guardava direttamente Enzo che muto era colmo di sentimenti contrapposti.

Ebbe un orgasmo lungo, quasi interminabile. Così forte che senti che si sconquassava dentro. Urlò sino a crollare sul letto. Di nuovo immobile, di nuovo soddisfatta. Nicola uscì automaticamente dalla stanza mentre Enzo fissava il corpo nudo di Maddalena per capire se ne avesse abbastanza.

Stavolta era la fine. Maddalena disse di mandare gli altri a casa e Enzo uscì per dare l’annuncio ai sette od otto uomini insoddisfatti. Quando tornò nella stanza Maddalena era ancora stesa sul letto, nuda e perfettamente immobile. Pensò che finalmente era arrivato il suo turno per sfogare tutta l’eccitazione che aveva accumulato nel vedere sua moglie protagonista di tutti quegli orgasmi.

Si spogliò lentamente continuando a fissare Maddalena stesa sul letto nuda con gli occhi chiusi e un sorriso soddisfatto stampato sul volto. Lei alla fine aprì gli occhi e trovò Enzo con un erezione pulsante e tutte le intenzioni di sfogare la sua eccitazione. Ma proprio non ce la faceva: si sentiva la figa in fiamme da tutte quei rapporti e l’animo svuotato da un senso di totale appagamento. Glielo disse senza troppe esitazioni. Enzo rimase scioccato: provò a supplicarla in tutti i modi per ottenere una soddisfazione che oramai bramava sin dal primo orgasmo di Maddalena. Ma lei fu irremovibile: proprio non ce la faceva e, a dire il vero, un poco godeva all’idea di lasciare il marito in bianco.

Disse ad Enzo di sfogarsi da solo. Lui rimase sorpreso: non pensava di certo che la serata sarebbe finita così. Ma d’altro canto non avrebbe potuto resistere nemmeno un minuto in più. Afferrò il suo membro pulsante e dolorante con una mano e prese a toccarsi fissando il seno di sua moglie. Non gli era consentito toccarlo, solo guardarlo. Scese con lo sguardo sulla sua figa, arrossata e ancora aperta. La desiderava adesso più di quanto l’avesse mai desiderata in tutta la sua vita. Ma stavolta non era sua.



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