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lavoro pubblicato sabato 10 marzo 2018
ultima lettura domenica 1 settembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Impiccagione

di Manuellunadei. Letto 199 volte. Dallo scaffale Pulp

Ricordo il giorno della mia morte. Non riuscivo a smettere di pisciarmi addosso. Urina, e pioggia, incessante. Il freddo e l’umidità mi ricordavano quanto miserabile fosse stata la mia vita. Passai la mia ultima notte su un letto di paglia...

Ricordo il giorno della mia morte.

Non riuscivo a smettere di pisciarmi addosso.

Urina, e pioggia, incessante.

Il freddo e l’umidità mi ricordavano quanto miserabile fosse stata la mia vita.

Passai la mia ultima notte su un letto di paglia, scomodo e pungente, pensavo al nulla che avrei lasciato.

Meritavo di stare lì, quello era il mio posto.

La benda nera intorno ai miei occhi mi impediva di vedere la folla intorno a me.

Sguardi ipocriti su di me, affamati di morte.

Il rumore metallico delle forche.

Solo, sul patibolo, in attesa dell’inevitabile, vessato da parole infami.

Riconobbi il mio boia da quel suo odore violento, sapevo che sarebbe toccato a lui.

Le notti passate insieme ad amarci.

Forse sarei mancato a qualcuno.

Il tempo di gustarmi il mio ultimo respiro, poi più niente.



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