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lavoro pubblicato lunedì 5 marzo 2018
ultima lettura lunedì 24 settembre 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Agguato al Mercato

di compagniadelcandelabro. Letto 546 volte. Dallo scaffale Generico

Mai essere cosi' stolti da voler attaccare il Rapax della Notte Quintus non è solo un Medicus, e presto qualcuno lo scoprira' a proprie spese.....

Siamo giunti ad Aquileia già da qualche giorno. Le legioni hanno montato il campo nella parte settentrionale della città. Il clima è abbastanza mite. Bisogna dire che Aquileia è davvero una bella città. Pulsa di vita essendo posta come snodo commerciale della via dell’ambra ed essendo un porto fluviale molto importante. Nei dintorni sorgono numerose ville di patrizi locali e vi è da dire che anche la vicinanza al Timavo e al suo alone sacro richiama nella zona una moltitudine di pellegrini. Già il Timavo. Quando siamo giunti presso il tempio di Diomede, la legione, su consiglio di Titus, ha fatto una sosta per offrire doni all’eroe acheo. Nella notte poi è scoppiato un violento temporale e Titus, come posseduto da qualche nume, si è diretto nel bosco dietro stante il tempio. Ho provato a fermarlo ma lui neanche mi ha dato ascolto. Per fortuna che ho incontrato Lucius e insieme siamo andati a cercarlo. L’abbiamo trovato che stava traendo gli auspici. Non sembrava lui ma, a dire il vero, quando esegue i riti sembra sempre un’altra persona. Fatto sta che, tratti gli auspici, come una furia e incurante di essere bagnato fradicio, si dirige dal legatus Tritius. Io e Lucius lo seguiamo ma lui ci fa intendere che vuole conferire da solo con Tritius. Non so cosa gli abbia detto, a volte Titus sa essere più ermetico e misterioso della sibilla cumana. Anche nei giorni seguenti non ne fa parola e io rispetto la sua volontà e non gli chiedo nulla. Ho visto tuttavia che Eilis, spesso parla con lui. Stando a quanto dice Valeria, pare che anche lei possieda il cosiddetto dono e quella notte anche lei sembra abbia avuto una rivelazione. Sia quel che sia! Che si tengano pure i loro segreti. Io del resto ho un po’ da fare. La pioggia e l’umidità hanno fatto in modo che molti legionari cadessero preda della febbre. Nulla di grave per fortuna, ma la situazione richiede la mia presenza costante al valetudinarium. Meno male che ho dei buoni collaboratori. Fulvius e Valeria, quando può ovviamente, mi danno una mano.

Ho parlato con Fulvius della mia intenzione di mandarlo ad Atene presso Claudio Agatemero. Il ragazzo, da tanto che era felice quasi stava per mettersi a piangere. Sono davvero contento per lui.

Riguardo Valeria, quando rimaniamo soli, parliamo della sua gravidanza. Lei è felice e preoccupata. Preoccupata per Flavius. Cerco di confortarla e non farla affaticare troppo. A dire il vero anch’io sono un po’ preoccupato. Non certo per Flavius. Lui è il degno erede di suo padre e ce ne vuole prima che qualcuno riesca a fregarlo. Lo dico spesso a Valeria

“Sorellina, Flavius è un demonio! Sono più propenso a credere che Nerone sia ancora vivo, come alcuni asseriscono, che a Flavius sia successo qualcosa! Stai tranquilla quando meno te l’aspetti ricomparirà!”

Valeria mi sorride ma vedo nei suoi occhi un velo di tristezza. Come posso dargli torto. Gli manca da morire come del resto a me manca la mia Lucilla. Proprio per questo sono preoccupato.

Non ho più sue notizie. L’ultima sua lettera l’ho ricevuta che eravamo a Poetovio. Neanche mia madre mi ha più scritto. Strano da lei. A volte mi sovvengono strani pensieri ma cerco di scacciarli. Dovrebbero essere al sicuro in Etruria.

È una bella giornata così decido di fare un giro per Aquileia. Ne approfitterò anche per recarmi a comprare qualche erba. Chiedo a Valeria di accompagnarmi e lo chiedo anche a Titus.

Circondata da poderose mura, la vita in Aquileia scorre frenetica. Molte persone del contado, data la situazione instabile si sono ritirate qui in città. Prendiamo la via gemina e arriviamo al foro. È gremito di persone. Ai lati della piazza notiamo le due ali del portico colonnato sormontato da una balaustra i marmo con molte statue. Sotto i portici numerose sono le tabernae affollate di gente. Davanti a noi in fondo notiamo la grande basilica e vicino il tempio di Giove. Dalla parte opposta invece la curia, il comitium, e il mercato. E proprio al mercato ci dirigiamo io e Valeria. Titus coglie l’occasione per andare a fare un voto al Giove. Dico a Valeria di starmi accanto. Purtroppo i mercati non sono propriamente luoghi sicuri. Difatti noto che tre sconosciuti ci fissano. Due sembrano galli, l’altro probabilmente un numida. Faccio finta di nulla. Contratto col mercante su delle erbe. Ci allontaniamo verso la piazza. “raggiungiamo Titus al tempio” dico.

Come stiamo uscendo dal mercato i tre ci bloccano la strada.

“di qui non si passa” dice uno dei due Galli

“seguiteci se non volere rogne” dice il numida.

Valeria mi guarda. “Quintus che facciamo?” mi chiede.

Sorrido. Questi disgraziati non sanno con chi hanno a che fare. Feccia della peggior specie. Tuttavia non voglio attirare l’attenzione dei vigiles. Mi giro verso Valeria e gli strizzo l’occhio. Lei capisce di star al gioco. Così, simulando di essere impauriti li seguiamo. Ci portano in un vicolo. I due Galli cominciano a ridere, ma è il numida, che sembra essere il loro capo, a prendere parola. Noto che non parla molto bene il latino

“Tu dare tutti soldi che hai a noi, se no noi divertirci con tua donna e tagliare gola a te”

Vedo il più robusto dei galli toccarsi le parti basse e indicare Valeria. Li osservo un attimo. L’altro sguaina il pugio. I galli sono armati solo di pugio mentre il numida possiede un gladio. Portano solo una tunica, logora tra l’altro.

Valeria è dietro di me. Capendo al volo le mie intenzioni – e qui Flavius è stato un ottimo maestro - facciamo finta di essere presi dal panico e ci accostiamo verso il muro in modo da averli tutti e tre davanti.

“Donna vuoi sentire il mio uccello? Se vuoi ce né anche un po’ per te stronzetto” dice il gallo tirandoselo fuori e sfottendo.

Un attimo. Uno spruzzo di sangue schizza sporcando la faccia del gallo. Rivolge gli occhi a terra e vede il suo pene insieme alle sue dita tagliate di netto. Grida dal dolore. Si accascia a terra. L’altro gallo, sorpreso, cerca di attaccare ma sono più veloce e gli lancio il mio pugio, il quale gli si conficca direttamente tra gli occhi.

Il numida sguaina la spada e si mette in posizione di attacco. Valeria è saldamente con le spalle al muro dietro di me.

“Sai amico – dico al capo dei ladruncoli – io di gole ne ho tagliate tantissime nella mia vita, più di quante tu non possa immaginare!”

“bastardo!” dice il umida che mi attacca con un fendente. Evito il colpo, gli prendo il braccio che regge la spada e con una torsione, sfruttando anche la forza che egli ha immesso nel colpo, gli spezzo l’articolazione del gomito e lo colpisco con un calcio sul legamento posteriore del ginocchio facendolo rovinare per terra.

“pensavi che anche disarmato non fossi i grado di abbattere una feccia come te?”

Ad un certo punto sento la voce di Valeria “Quintus!”. Mi volto e vedo il gallo evirato che punta il suo pugio verso di lei.

“La tua donna morirà!” dice

Faccio un sorriso diabolico. “non conosci mia sorella” gli rispondo voltandomi nuovamente verso il numida.

Un grido. E il gallo stramazza al suolo con la gola tagliata. Valeria, grazie a Flavius ha imparato a difendersi da sola e si porta sempre dietro un pugio nascosto tra le pieghe del suo vestito.

Il numida comincia ad implorare pietà. Ma lo so. Fanno tutti così. Come gli do il fianco cercherà di accoltellarmi con un pugnale nascosto. E difatti come da teatro, cerca di farmi secco come gliela accordo. Schivo l’attacco e blocco la sua mano e reindirizzo il colpo verso il suo cuore trafiggendolo a morte.

“Tutto bene Valeria?”

“Si Quintus” mi risponde lei pulendo il suo pugio con le vesti di uno dei ladri.

“Gita movimentata è? Beh, mettila così, fin da bambina volevi condividere le avventure con me, senza farlo apposta quel giorno è arrivato!” gli rispondo

“Già! Per fortuna che mi sono allenata con Flavius, comunque non nego che un po’ di fifa l’avevo”

“Sei stata velocissima con quel pugnale, brava!” gli dico

“Sai ti ho osservato in tutto questo tempo, nel combattimento con Cato e via e credo di aver capito perché sei così letale, nei tuoi colpi non c’è potenza! Sfrutti quella avversaria. Schivate e affondi fulminei” mi dice

Sgrano gli occhi. In effetti quella è la quintessenza del mio stile. Gli sorrido. “Il padre di Flavius la chiamava tecnica riflettente, saper cogliere l’impeto, defluirlo e controllarlo per i propri scopi” gli rispondo.

E’ incredibile!” dice Valeria

Annuisco. “direi di raggiungere Titus e tornare al castrum, tra un po’ arriveranno i vigiles, meglio non farsi notare” gli dico

“concordo” risponde

Così, passando per vie traverse come se nulla fosse successo, ritorniamo nel foro e ci dirigiamo verso il tempio di Giove dove Titus ci aspetta e poi in fretta e furia al castrum.



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pubblicato il lunedì 5 marzo 2018
compagniadelcandelabro, ha scritto: Made by Giovanni Puie'

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