ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 3 marzo 2018
ultima lettura martedì 12 giugno 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'Ombra che cammina

di compagniadelcandelabro. Letto 662 volte. Dallo scaffale Umoristici

Il centurione prior pilus Lucius Maior Laurus Lupus della XIII Gemina ha un problema: come liberarsi della presenza sempre più imbarazzante della sua guardia del corpo Iazigi Kuydzi? A chi rivolgersi se non al suo fidato Tesserarius Publius...

Fuori le mura di Aquileia, Castrum della XIII Legio Gemina, tenda del Prior Pilus Lucius Maior Laurus Lupus Teresa. Piena notte. La sentinella riesce finalmente a farsi sentire dal Centurione. Lucius mette la testa fuori "Dimmi che i vitelliani ci stanno attaccando, per giustificare il risveglio. In caso contrario sei destinato alle latrine da domani in secula seculorum... " Il giovane comincia a balbettare " No centurio. Sono solo due vigili del municipio. Hanno un messaggio per te da parte del tesserarius Statius, che è trattenuto alla loro caserma presso il porto fluviale. " " E quale sarebbe questo messaggio?" " E' un po' strano Signore: L'anatra ha cagato fuori dal nido" *Come al solito Publius è finito nei guai ed ha bisogno delle scorta d'oro. E' il messaggio convenuto fra di noi per dire che uno dei due ha bisogno d'aiuto* mi dico. "Che faccio Centurio? I due vigili t'aspettano per accompagnarti" " Me ne occupo domattina, ora torno a dormire, a Publius un paio d'ore di gattabuia non faranno male." " BENE SIGNORE." "E fa piano con sto casino. C'è gente che dorme qui!!!" "Mi scusi signore" e se ne va cercando di fare meno rumore possibile. "Che succede?" La voce assonnata di sua moglie Lorelei lo richiama dentro la tenda. "Nulla, dormi tranquilla. Una bazzeccola che risolvo domattina" e poi " Anzi no, già che sei sveglia dove eravamo rimasti con il discorso di ieri sera" " Ancora??? Ma sei insaziabile. Dormi che svegli i bambini piuttosto" *Me la pagherà anche questo quel bastardone di Publius* è il pensiero di Lucius prima di tornare a dormire.
Publius Minicius Statius - Mi guardo la tunica color sacco di tela che uno dei vigili mi ha venduto. Saranno mesi che non la lavava, puzza come il sedere di un roxololano con problemi di stomaco. Mi rivolgo a Lucius. " Lo hai fatto apposta a venire cosi' tardi a tirarci fuori da quella gabbia. Conosco quel sorriso da stronzo che hai" " Cosa vuoi? Stavo dormendo, la sentinella non mi voleva svegliare, i due vigili se ne erano andati. Piuttosto, non ho ancora capito come sei finito in questo casino e che c'entrano tutti loro." Dal cavallo mi volto a guardare la comitiva. Il mio <segretario> Macron, il mio <contabile> Sarkos, il legionario Caius Sextus <Ferox> ed il lontano cugino della mia prima ex moglie Marius Sfinterux Valens per gli amici <Apertus>. "E poi che ci fa Ferox con sta banda di froci greci?" E comincio a raccontare. "Qui' ad Aquileia il nostro amico Aim possiede diverse attività, fra cui una avviata taberna nella zona del porto fluviale con annesso servizio di lupae, tutte delle province africane. Con le due puellae ci sono andato, cosi' loro controllavano i conti ed io controllavo la merce. Mentre ero impegnato con tutto me stesso con una numida dai capelli neri come l'ala del nostro amico Tribuno Corvus sono stato interrotto dal gestore che senza riuguardo mi è entrato nel cubicolo, mi ha strattonato fuori dal talamo e ciancolando nel suo dialetto incomprensibile mi porta dentro la sala.Ho appena fatto in tempo a mettermi un paio di brache di qualcuno che le aveva dimenticate. Nella sala c'era il finimondo, una rissa in piena regola. Tavoli sedie piatti che volavano, una decina di baldi giovani si scazzottavano allegramente. In particolare Ferox che ho riconosciuto essendo della nostra Cohorte stava cercando il collo del mio segretario, che a sua volta si difendeva cercando di graffiarlo. Per non saper ne si ne ma, sono intervenuto, e conoscendo il punto debole del miles gli ho dato un pestone sui calli. Questo ha funzionato. il collo era salvo. E tutto sarebbe andato liscio se non fossero intervenuti i vigili che per non disturbarsi hanno cominciato a manganellare tutto e tutti. Ne è andato di mezzo Sarkos, ed a quel punto abbiamo dovuto intervenire io e Ferox per la XIII" "Intervenire?? Ne avete spediti dal medicus dodici di vigiles, di cui almeno un paio con ossa rotte e tutti col naso ed occhi pesti. Ma come mai la rissa?" "Tutta colpa di Sarkos, quell'idiota non è andato a fare gli occhi dolci ad un nerboruto miles." "A FEROX??? E' ancora vivo?" "Per ora, come vedi ho messo dei ceppi al nostro legionario, perché gli ha promesso che gli romperà il culo al mio contabile. A ripensarci, non è poi una terribile minaccia per quel greco, anzi!" Sghignazzo. "Va bene, ma quanto ti è costata sta storia, dimmelo Lucius?" "Cinque aurei" "Un po' caro, ma va bene." "A testa per vigiles, piu' dieci per il centurione, piu' il rimborso dei danni alla taberna, piu' la mia parte per avermi svegliato nel cuore della notte." "Cinque a vigiles,? Ma erano almeno venti, fa cento più i dieci per quel frocio del centurione, piu' i danni" "Si in totale mi devi 200 aurei" Quasi casco da cavallo. "Duecento aurei????? PER MERCURIO dio dei ladri di cui tu sei sicuramente un fedele." Mi volto a guardare i tre "La prossima volta gli indico davvero la tua tenda a Sarkos. Si me l'ha chiesta ma mi ero rifiutato, la tenda del centurio con ciuffetti biondi" "Sei un bastardo Publius, ti farò uno sconto" mi sorride mentre entriamo nel Castrum.
Le primi luci dell'alba fanno breccia tra il buio della notte quando mi sveglio. Sono di pessimo umore mentre guardo il volto sereno di Lorelei e scivolo dalle sua braccia *demone di un Tesserarius con tutte le notti che ha per mettersi nei guai, quando gli riesce bene? Proprio nella notte in cui riesco a stare un po' con la mia donna e inebriarmi di lei, dopo tante trascorse fra interminabili vigilie alle porte del campo. Mi sentirà e come se mi sentirà* mi dico seccato mentre mi vesto con tanto di lorica hamata e un po' ' di falere che fanno mostra di se sul mio petto *tanto per incutere un po' di rispetto da parte di questi soldati di città e chiudere in fretta il caso Publius Luigi A. Cologni*. Saluto con lo sguardo Lorelei e i miei bambini e mi dirigo verso la porta pretoria dove dovrebbero esserci i due vigiles venuti la notte prima. Li trovo nella guardiola che dormono. Con dei calci ben assestati ai piedi delle brande li sveglio facendoli mettere dritti davanti a me "voi due datevi una rinfrescata e portatemi dal vostro comandante" e mentre aspetto che tornino ordino di fare portare tre cavalli tra cui il mio Astro che sicuramente gradirà la passeggiata fino in città.
Dopo circa un'ora arriviamo presso la zona del porto fluviale. Ci sono molto costruzioni in legno inframmezzate da baracche in pietra che fungono da uffici e depositi per merci più preziose. Superato il porto e continuando verso meridione sulla strada che costeggia il fiume entriamo da un varco delle mura e subito a destra troviamo la caserma dei vigiles. I due militari mi conducono dal loro centurione, un tipo anziano e con l'addome così prominente da noscondere il cinturone che non vede sicuramente una lucidata da immemore tempo.
"Sono il prior pilus della II Coorte della Legio XIII Gemina, accampata fuori dalle mura di questa città. Se due dei tuoi uomini mi hanno fatto chiamare devo dedurre che stai gentilmente ospitando dei miei uomini" dico fissando freddamente l'ufficiale della polizia cittadina. "La legione non perde un istante per venire a prendersi i propri soldati. Bene, meno abbiamo a che fare con voi veri militari, meglio è. Questo è il rapporto stilato dai miei sottoposti con i fatti successi. Troverai pure l'elenco dei danni arrecati e relativi costi" mi risponde, tentando di mostrare un atteggiamento marziale davanti ai miei modi formali e rigidi. Leggo in silenzio mentre mi ritrovo a pensare come punire Publius e i suoi amici greci.
Mi faccio accompagnare alla cella e una volta dentro vorrei subito uscire, tanto è il fetore di sudore, umore e escrementi che impregna l'aria di quella umida e quasi buia stanza. Alla luce di una lampada ad olio intravedo in un angolo il legionario Caius Sextus <Ferox> con i pugni chiusi e una espressione inferocita scolpita sul volto, nell'angolo opposto Publius, i suoi due attendenti Macron e Sarkos e una quarta persona che mi sembra essere un civile. "Branco di femmine in calore, che vi è saltato in mente stanotte? Volevate fare vedere ai cittadini del posto come distruggere e ricostruire in breve tempo un quartiere dalle fondamenta?" Publius mi guarda come un bambino pescato a fare l'ennesima monellata della sua vita. Gli altri tre vicino a lui mi fissano come se fossi lì per il loro personale divertimento. *che ai due greci, specie Sarkos, io abbia fatto colpo lo avevo capito da tempo, tanto da aver obbligato Publius a tenermeli lontano, pena la degradazione, ma anche quell'altro effeminato di un civile che mi fissa sbavoso no eh* penso mentre mi accorgo di essermi istintivamente addossato al muro dietro di me. "Aspettatemi qua, vado a trattare la vostra miserabile vita." "E chi si sposta centurio" sento rispondermi da parte di Publius che subito zittisco con sguardo truce.
Esco da quel l'ambiente malsano per tornare dal centurione dei vigiles. Slego dal mio cingulum un sacchetto con un centinaio di aurei e glielo butto distrattamente sul tavolo che funge da scrivania. "Questo per i danni e il resto per il disturbo arrecato a te e ai tuoi vigiles. Dimmi dove devo firmare per farli uscire e non sentirai più parlare di noi. In caso contrario non sarò qui a farli liberare, ma li ucciderò direttamente dove si trovano." L'altro si limita ad annuire non proferendo parola, porgendomi un rotolo.
Torno alla cella "voi quattro fuori e alla svelta prima di pentirmene."
"Centurio anche lui deve venire con noi, è un mio parente" ribatte Publius. Sospiro fissando il soffitto scuro. Faccio segno con la testa. Passando davanti al centurione, intento a contare gli aurei tutto soddisfatto, gli lancio altri tre aurei "per il civile, pare non riesca a stare lontano dai miei uomini" gli dico strizzandogli un occhio.
Una volta fuori monto sul mio cavallo, mentre Publius e Ferox salgono sugli altri due. Gli attendenti del tesserarius e il suo presunto parente ci seguono a piedi.
Mi faccio raccontare tutto l'accaduto alla taverna. Avrei voglia di metter loro una grossa pietra attaccata ai loro genitali e buttarli nel fiume, tornandomene al campo.
Quel casinista del mio Tesserarius riesce a farmi strappare pure lo sconto sulla somma che ho dichiarato di aver pagato per la sua libertà e quella degli altri, dietro la minaccia di mandarmi Sarkos alla mia tenda.
"Sei un bastardo Publius, ti farò uno sconto" gli sorrido mentre attraversiamo l'entrata settentrionale del campo *anche con la riduzione ci ho guadagnato lo stesso, oltre quaranta sonanti aurei. Comprerò delle stoffe per Lorelei, dei libri per Lene e dei giochi.*
"Publius, penserò come farti trastullare per i prossimi giorni. Quanto al tuo parente come vedi l'ho lasciato al posto di guardia, fanne quel che vuoi, ma non voglio vederlo nel campo, di greci col vizietto te ne bastano due e riguardo questi ultimi ricorda quello che ti ho detto" gli dico minacciosamente.
Il campo ormai è in piena attività quando lascio Publius e decido di riunire i miei centurioni, impartendo loro tutta una serie di ordini, dalla manutenzione delle tende e delle armi a sessioni di addestramento. Personalmente decido di seguire le esercitazioni della VI centuria che si trova a sopportare il mio celato malumore. Di proposito non do retta neanche a Kuydzi, la mia guardia Iazigi che non molla dal suo intento di seguirmi in ogni dove. Guardo quell'uomo e avverto una sensazione quasi spiacevole di oppressione per la sua continua e incombente presenza.
Quando cammino con lui dietro non posso non notare gli sguardi curiosi e divertiti e i mezzi sorrisi mal celati dei soldati che incrocio, tanto da avere spedito due buontemponi a spalare letame alle stalle. "Ave Lucius, ho saputo della piccola spedizione di soccorso in città per trarre in salvo Publius e i suoi amichetti greci. Non perde tempo a lasciare il segno in ogni posto dove va non trovi?" mi dice Quintus incrociandomi, mentre guarda Kuydzi, non nascondendo una smorfia divertita. "Già, tu non invidi certamente me che me lo trovo come sottoposto e di continuo dovrei metterlo a rapporto, io non invidio te ad averlo come suocero e se sua figlia sapesse di lui e delle sue larghe vedute" rispondo senza però continuare il discorso.*Sarà stato un bravo frumentario, capace di uccidere e mentire a sangue freddo, ma non riesce a tradire il suo sguardo sarcastico nel guardare alternativamente me e il sarmata, volendo carpire l'esistenza di qualcosa tra noi due. I dementi e con loro anche Quintus cominciano a pensare che me la intenda con il Iazigi? Povero me. Devo trovare il modo di distrarlo dai suoi doveri verso di me. Per liberarmi ogni tanto di lui, la classica soluzione è trovargli una donna da far frequentare stabilmente, quindi qualcuna al seguito dei nostri ausiliari. Considerato come è uscito dal lupanare di Emona, direi che non disdegna la figa. È per farlo glielo devo imporre come un mio ordine. Bene, potrebbe funzionare. Per quanto mi riguarda è meglio stare lontano dalle donne, specie quelle germane, per il mio innato fascino magnogreco. Si vede mille miglia che si struggono nel provare invidia e gelosia verso Lorelei su cui ho messo gli occhi e direi le mani, ormai da tempo, sposandola pure. Molte di loro non lo hanno digerito e sospirano immaginandosi con me. Lorelei è riuscita dove le altre hanno fallito: aprire il mio cuore nuovamente all'amore. Tutte le altre non hanno importanza per me se non nella misura in cui sono e saranno amiche di Lorelei. Né parlerò con quel puttaniere di Publius che sicuramente accetterà di aiutarmi dietro cancellazione di qualche punizione dal lungo dell'elenco che ho in mente di propinargli per le prossime due settimane* penso e con una scusa lascio il medicus. Congedo pure la mia guardia, ordinandogli di tornare dai compagni della sua turma in cui formalmente sarebbe inquadrato.
Decido di cercare Publius e subito pure. Mi viene indicata una delle tende dei Principia. Entro, trovando il mio tesserarius discutere animatamente con i tribuni Priscus e Svetonio. Quest'ultimo solo a vederlo mi mette agitazione per quella sua conoscenza maniacale di tutte le leggi, codici, regolamenti che farebbero impazzire il più paziente dei bibliotecari di Alessandria. Discutono di derrate e relativa documentazione di trasporto. Non posso fare altro che aspettare che i tre finiscano, fingendo una espressione paziente e rassegnata. Ma Publius
mi conosce bene e sa che quando adotto la posizione di braccia incrociate e piede in avanti che ogni tante batte sul suolo, significa che non ho voglia di perdere tempo e ho qualche urgenza per le mani.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: