ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 3 marzo 2018
ultima lettura lunedì 14 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Red Rain Capitolo 3

di touch. Letto 221 volte. Dallo scaffale Gialli

Capitolo 3Che strana sensazione quella di calpestare la ghiaia senza sentirne il rumore. La musica le martellava nelle orecchie fino ad annullare tutt...

Capitolo 3



Che strana sensazione quella di calpestare la ghiaia senza sentirne il rumore. La musica le martellava nelle orecchie fino ad annullare tutti i suoni che la circondavano, ma non i suoi pensieri.

Il cuore le batteva forte nel petto e le tempie erano già madide di sudore, era decisamente fuori forma. Non si era mai interessata particolarmente alla sua forma fisica, era magra di natura e questo le bastava, non si era mai iscritta in una palestra, non aveva mai fatto jogging al mattino, non aveva mai fatto niente di niente che potesse far bene al suo fisico. Quel giorno era un eccezione, l’unico modo per uscire dal piccolo appartamentino che aveva preso in affitto da poco, l’unica scusa per non terminare di mettere in ordine tutte le sue cose contenute negli scatoloni.

Si era ripromessa che, una volta messo in ordine il suo nuovo appartamento, avrebbe chiamato sua madre per dirle che era tornata a Roma, sapeva che avvertendola avrebbe azionato un concatenamento di eventi che l’avrebbe portata ad incontrare Daniele, e non si sentiva ancora pronta per questo. Si era resa conto che dall’ultima volta che l’aveva visto, quasi nove mesi prima, il coraggio di parlargli era diventato sempre più sottile fino quasi a sparire.

Dio santo, perché tutto era così complicato? Ma, in fin dei conti di cosa si lamentava? Lei stessa aveva ingarbugliato la situazione più di quanto già era.

Vide una panchina poco lontano, la raggiunse e ci si sedette. Si guardò intorno, quel grande parco pubblico sembrava essere popolato solo da mamme con i loro bimbi e da persone anziane.

Appoggiò la schiena contro la panchina e alzò la testa per guardare il cielo. Respirò a pieni polmoni, sembrava che parte del peso che aveva sull’anima, alla vista di quell’azzurro infinito solcato solo da qualche striatura bainca, si fosse volatilizzato. Sapeva cosa doveva fare e ne conosceva le conseguenze, proprio per questo le mancava il coraggio, ma doveva farlo.

Un uomo anziano le si sedette accanto, aprì con cura il giornale sfogliandolo fino alla pagina sportiva, lo guardò per un istante, poi di nuovo, concentrò la sua attenzione verso il cielo.

Da quando si era resa conto di quanto fosse grave la situazione che si era creata non aveva fatto altro che fuggire trovando sempre buone scuse con gli altri, ma soprattutto con se stessa. E il risultato non era stato certo dei migliori, si era trovata dopo tanti anni con il medesimo problema da risolvere aggravato dagli interessi maturati in un arco di tempo in cui le era sembrato di non vivere, di rimanere statica in una sorta di torpore.

Aveva deciso di risolvere il problema, di pensare a se stessa e alla sua felicità, ma non era detto che ci sarebbe riuscita, non poteva dare nulla per scontato, specialmente dopo essere praticamente sparita dalla circolazione per quasi nove mesi.

Quanto desiderava che tutto si risolvesse da se senza che lei facesse nulla, ma quella intricata massa di problemi necessitava della sua presenza per sciogliersi.

Sbuffò avvilita

Si rialzò, si era ricaricata abbastanza. Era arrivato il momento di tornare a casa e mettere a posto gli scatoloni, poi avrebbe telefonato a sua madre e avrebbe dato la spinta iniziale affinché si mettessero in moto gli eventi, non voleva più fuggire, solo di questo era certa.





Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: