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lavoro pubblicato venerdì 2 marzo 2018
ultima lettura lunedì 18 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

L'amore, L'amore vero e... quello sincero. - CAPITOLO 1 (TERZA PARTE)

di luke676. Letto 174 volte. Dallo scaffale Amore

Il mattino dopo, Luca si recò alla Posta di Marcallo Con Casone. Nonostante quella di Magenta si trovasse a pochi passi da casa, preferì non avere a che fare con impiegati scortesi e fannulloni. Grazie all’orario favorevole, termin&...

Il mattino dopo, Luca si recò alla Posta di Marcallo Con Casone. Nonostante quella di Magenta si trovasse a pochi passi da casa, preferì non avere a che fare con impiegati scortesi e fannulloni. Grazie all’orario favorevole, terminò in fretta di pagare le bollette.

“Luca!”. Una voce di donna giunse alle spalle mentre all’esterno controllò le ricevute.

“Oh, salve”. Una piccola fitta allo stomaco.

“Sei tu?”. Non vedendolo da anni, Marinella si stupì del suo dimagrimento.

“Sì, proprio io”. La baciò sulle guance come ai vecchi tempi.

“Cosa mi racconti?”. La signora portò gli stessi occhiali a montatura bianca, come l’ultima volta che lasciò quella casa.

“Niente. Lavoro, convivo…”.

“Caspita! E lo chiami niente? Complimenti!”.

Mentre sintetizzò gli ultimi periodi della sua vita vide la donna assumere sorrisi sforzati.

“Ho rivisto Nicole…”. Riuscì a dirle. “Stavo facendo una consegna in una ditta di Cisliano e…”.

“Oh, quel postaccio! Le hanno promesso mari e monti ma poi l’hanno lasciata a casa”.

“Ah! Ora cosa fa?”.

“Si è trasferita da poco a Magenta, ha preso un appartamento in affitto. Per adesso aiuta una amica in un parrucchiere”.

Rimasto senza parole le fissò gli occhi bruni e profondi come quelli della figlia.

“Le ho detto: prova anche questa figlia mia, che devi fare?”. Estraendo un bollettino dalla borsa la donna si avvicinò all’ingresso. “Beh, mi ha fatto piacere rivederti. Buona giornata!”.

“Grazie, anche a lei!”.

Quando riprese a camminare, Luca a momenti scordò dove aveva parcheggiato la macchina. Ritrovandola alzò lo sguardo sulle abitazioni in rovina, dietro di esse sorse quella che fu la sua seconda casa per due anni e mezzo. Passandovi accanto i dolori all’addome non peggiorarono anzi, osservando il fertile giardino e il balconcino dove con Nicole fumò incontabili sigarette, si alleviarono.

Sceso il buio, una Megan bianca si arrestò davanti alla villa. Dopo aver chiuso il cancelletto, una donna si incamminò verso la strada in discesa e una volta davanti alla porta della veranda, iniziò a bussare.

“Chi è?”. Una voce rispose dall’interno.

“Sono io mamma, apri”.

“Oh Nicky! Ti stavo per chiamare!”. Marinella aprì la porta facendola entrare al fresco. “Come mai così tardi?”.

“Abbiamo avuto una cliente all’ultimo”. Sfinita, Nicole appoggiò la borsa sul divano marrone. “Lasciami togliere le scarpe”. Disse sedendosi. “Ho un male ai piedi… ecco, ora va meglio”. Rilassandosi allungò le gambe sopra una sedia del tavolo di fronte.

“E’ così tesoro… porta pazienza”.

“Uhm… tu tutto bene?”. Chiese alla madre sbloccando la schermata del telefono.

“Sì, la pasta è quasi pronta…Ah! Indovina chi ho visto oggi?”.

“Chi?”.

“Il tuo grande ex amore… Luca…”.

Le dita della bruna smisero di toccare lo schermo.

“Ma quale ex amore?? E’ ancora vivo?”.

“Certo, un po’ dimagrito ma vivo. Mi ha detto che convive…”.

“Con una bionda?”. Nicole balzò improvvisamente in piedi.

“Non lo so”. Marinella scolò la pasta. “Come faccio a saperlo? Mi ha detto che ti ha visto dove lavoravi prima”.

“Ah sì, purtroppo”. Nel lavandino accanto ai fornelli Nicole iniziò a lavare le mani.

“E’ pronto gioia!”. La madre depositò sul tavolo due piatti fumanti di carbonara.

“Non chiamarmi gioia…”. Disse infastidita mettendosi a sedere.

“Perché? Anche se sei cresciuta sei sempre la mia gioia…”.

“Sì, lo so…”. Inespressiva la mora mise in bocca la prima forchettata.

“Non ti senti bene?”. Marinella le strinse il braccio destro dove figurarono alcuni tatuaggi.

“No, solo un po’ di mal di testa”.

“Mangia che ti passa…”.

“Poi cosa ti ha detto?”.

“Chi?”.

“Luca…”.

“Mah, niente. Avevo fretta, il tempo di due parole. E’ ancora un bel ragazzo, è un peccato sia finita tra voi due”.

“A me non spiace nemmeno un po’!”. L’espressione cinica. “Lo sai anche tu che è stato meglio così”.

Vedendo l’umore della figlia, Marinella preferì non toccare più l’argomento; quando le chiese cosa avrebbe fatto durante la serata le rispose che si sarebbe fermata a dormire.

“Ti preparo il letto?”.

“No, faccio da me”.

“Va bene, le lenzuola sono nell’armadio”.

Nella camera al piano superiore Nicole aprì le lenzuola annusandole da cima a fondo, il caro profumo di mirtilli riaprì il decadente cassetto dei ricordi. Sopportando un fastidioso nodo in gola finì di comporre il letto silenziosamente.

Completamente nuda si distese abbracciando l’enorme cuscino, non passò molto da quando iniziò a sentirlo umido sotto la guancia destra.



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