ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 2 marzo 2018
ultima lettura sabato 10 agosto 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

L'amore, L'amore vero e... quello sincero. - CAPITOLO 7 (SECONDA PARTE)

di luke676. Letto 269 volte. Dallo scaffale Amore

Una sera, dopo la solita interminabile giornata di lavoro, Anastasia desiderò togliersi un sassolino dalla scarpa:  “Che stress, ogni giorno è sempre peggio… non voglio fare la magazziniera tutta la vita…mi piacer...

Una sera, dopo la solita interminabile giornata di lavoro, Anastasia desiderò togliersi un sassolino dalla scarpa: “Che stress, ogni giorno è sempre peggio… non voglio fare la magazziniera tutta la vita…mi piacerebbe riprendere gli studi di lingue che avevo interrotto, una volta diplomata hai grandi possibilità”.

“Sì”. Luca sorrise amaramente. “Come quel mio amico laureato che è finito a fare il lavapiatti in un ristorante di Milano”.

“Perché non ci riprovi?”. Parlandone a zia Caterina, unica parente vivente rimastale, fu felice di non trovare un muro invalicabile. “Nella vita bisogna osare”.

“Hai ragione zia, ma non posso lasciare il lavoro!”.

“Chi ha detto che devi lasciare? Studi e lavori!”.

Ormai ottenuto anche il consenso di Luca, Anastasia iniziò a valutare di iscriversi ad un breve corso linguistico. Senza obbligo di frequenza e la possibilità di seguire le lezioni online, un giorno la donna sarebbe diventata corrispondente in lingue estere.

La prima lezione si svolse nell’aula polifunzionale dell’università Prevost di Milano. Dalla cattedra il prof. Gioele Ardisson invitò gli studenti ad acquistare alcuni volumi, altra spesa che fece storcere il naso a Luca.

Dopo circa due mesi dall’inizio del corso, il docente decise di organizzare un apericena in compagnia di tutti gli studenti. L’invito arrivò via mail anche ad Anastasia.

“Accompagnami, non conosco nessuno”. Disse a Luca.

“Ma non è solo per… oddio, non pronuncio questa frase da secoli… per gli studenti?”.

“No, nella mail c'è scritto che può venire chiunque”.

“Dove lo fanno?”.

“All’Old Fashion di Milano”.

Il silenzio di Luca bastò come risposta.

“Non fare quella faccia! E’ solo un apericena!”.

Il venerdì successivo la coppia si diresse verso la discoteca. Dopo aver parcheggiato la macchina all’interno di un garage, Luca sentì il bisogno di urinare.

“Non riesci a tenerla fino al locale? Ormai siamo arrivati”.

“No”. Secca la risposta e rapida la pisciata contro un tronco degli alberi che costeggiarono la strada in discesa.

Chiusa la cerniera dei pantaloni, vide Anastasia raggiungere un gruppo di persone. Radunate alle porte della discoteca, parvero pendere dalle labbra di un uomo alto e barbuto. Gesticolando allegramente, lo spilungone fece ridere uomini e donne.

Quando Luca raggiunse la compagnia tutti quanti si girarono verso di lui, in particolare il barbuto smise di parlare osservandolo rassegnato dietro gli occhiali da vista.

“Lui invece è il prof Ardisson”. La mano dell’insegnante parve viscida e sudata, come la prima impressione riguardo la sua persona.

Per l’apericena venne riservata la “sala eventi” dove spiccò un ricco buffet formato da pizzette salate e paste ed insalate degne del peggior chef del pianeta.

“Cosa prendi?”. Chiese allegramente Anastasia reggendo le due consumazioni in omaggio.

“Uno spritz”.

“Non ti piace?”.

“Cosa?”.

“Il posto, tutto questo… dai, sono simpatici!”.

“Oh, sì beh…”.

Un attimo dopo Cinzia Marsi comparve alle loro spalle, il vestito azzurro legato con un nodo intorno al collo le donò un aria da sultana. “Vi aspettiamo al tavolo!”. Disse succhiando il Martini Royale con la cannuccia verde e indicando la tavolata nel piano rialzato.

Mettendo nel piatto due fette di rostbeaf sopra le quali mise due pizzette, Luca sentì l’appetito scemare. Sedendosi accanto alla compagna desiderò diventare sordo per non udire i discorsi. Ivano Ascione, napoletano stufo di lavorare nel forno del cugino, sembrò voler attaccare bottone con Cinzia. Quando partì la musica, la invitò in una bachata al centro della pista.

“Balliamo anche noi?”. Alla domanda della compagna Luca smise di incrociare le braccia.

“Cos’hai bevuto?”. Le chiese serio.

“Ma sì, facciamo qualcosa di diverso!”.

“No senti, tutto ma non questo. Vado fuori a fumare, scusami amore…”.

“Va bene…”.

All’imbrunire l’uomo accese una sigaretta all’esterno del locale. Poco distante una mora “poco vestita” maneggiò lo smartphone nervosamente; qualche minuto dopo venne raggiunta da una amica bionda che parve appena uscita da una beauty farm.

“Che figaccione questo!”. Disse la mora spegnendo la sigaretta vicino all’entrata.

“Mmmm! Sì dai, ma vai!”. Rispose la bionda girandosi verso di lui per qualche secondo.

Rientrando, vide mani viscide e sudate appoggiarsi alla schiena di Anastasia. La sintonia tra lei e il prof Ardisson fu paragonabile a quella di due ballerini professionisti. Al termine della canzone tutti gli applaudirono per lo spettacolo concesso. Un poco imbarazzata, la compagna lo raggiunse abbracciandolo dolcemente.

“Scusa”. Un bacio sulla punta del naso. “Ha insistito, poi era tanto che non ballavo”.

“Non devi giustificarti amore, non hai fatto nulla di male”.

In quel momento Luca si rivide uscire dal Midnight Pub di Milano. Buttando l’occhio dall’altra parte della strada sentì la birra cadere lentamente sull’asfalto. Il tanto simpatico e cortese Vincenzo, detto Vinne, abbracciò Nicole per troppo tempo. Consegnando la birra, non rispose al grazie della bruna che la bevette godendo le note di “Zombie Ritual” dalla macchina di Spirit, il “maestro della compagnia”.

“Cosa c’è?”. Chiese Nicole quando furono di ritorno verso il Magentino.

“E Me lo chiedi pure? Sei sbronza, hai abbracciato, sbaciucchiato tutti”.

“Cazzo dici? Non ricominciare per favore!”.

“Hai anche il coraggio di parlare?”.

“Io parlo quanto mi pare e piace, stai dicendo cazzate!”.

“Ok!”. Superato l’incrocio di Bareggio, Luca inchiodò improvvisamente accostandosi a destra della strada.

“E adesso che fai?”.

“Se pensi dica cazzate, scendi e torna a piedi”.

“Tu sei fuori, andiamo!”.

“Scendi!”. Nicole resistette alle spinte di Luca lottando con le unghie e con le mani.

“Sei uno stronzo!”. Durante la zuffa riuscì a sferragli uno schiaffo.

“Brutta stronza schifosa!”. Le mani di Luca afferrarono i capelli legati facendola urlare. Muovendo le braccia, la donna riuscì ad aprire la portiera e a correre verso le luci delle case all’estremità del campo.

“Fermati!”. Raggiungendola Luca le strinse il braccio.

“Lasciami bastardo!”. Con una forza non comune, la donna tentò di liberarsi.

Tra urla isteriche, caddero uno sopra l’altra sull’erba del campo. La furia di Nicole venne placata quando l’uomo riuscì a bloccarle entrambi i polsi.

“Mi fai male! Lasciami andare!”. Il volto iracondo ma allo stesso tempo sognante e fanciullesco.

“Nicole..”. Sospirò Luca avvicinandosi alle labbra bagnate.

Lasciandole il polso destro, iniziò a togliere il sudore dalla soffice guancia. Il corpo di Nicole si rilassò lentamente, fino a quando smise di stringerle anche l’altro polso.

“Sei uno schifoso! Un violento! Un infame!”. Lo insultò socchiudendo gli occhi e tentando di respingere le carezze.

“Non lo pensi nemmeno tu”. Rispose Luca sottovoce. “Sei troppo dolce per pensarlo e poi sai anche tu che non è vero…”.

L’uomo sentì il respiro della mora riacquistare normalità e le piccole labbra aprirsi di fronte alle sue. Con un sottofondo di suoni naturali, lontana fu l’intenzione di interrompere i lenti e sensuali baci.

Ripulendo i vestiti si alzarono da terra guardandosi negli occhi; le loro mani giocarono a riprendersi in una amorevole danza.

“Andiamo pazzerella?”.

“Yes… torniamo a casa mio geloso stronzetto”.

“Perché rallenti?”. Anastasia si accorse che dopo l’incrocio di Bareggio l’uomo diminuì la velocità.

“C-C’è l’autovelox”.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: