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lavoro pubblicato giovedì 1 marzo 2018
ultima lettura domenica 17 giugno 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Fiamme E Magia [Parte 4]

di Sher. Letto 407 volte. Dallo scaffale Fantasia

non vide altro che sangue, non sentì altro che urla... mentre le fiamme del passato riavvolgevano il suo corpo....uccidendola ancora una volta....

[Juren]

"Svegliati...forza!" una voce tonica maschile riporta nel mondo reale il piccolo Juren perso nel giardino dei sogni, il piccolo senza dire una parola si issò in piedi, i suoi polsi erano strettamente legati da una corda che nonostante fradicia riusciva a essere resistente.

"Vieni con me..." Wers fece cenno al ragazzo di seguirlo che in silenzio eseguì il comando...
"D-Dove stiamo andando?" chiese ancora intontito dal sonno il piccolo continuamente spintonato per mantenere il passo da due individui alle sue spalle, "Lo vedrai presto..." rispose in tono freddo Wers che di colpo si ferma davanti a una porta in legno dall'aspetto malandato, dalle sue crepature filtravano lievi raggi solari che si posavano sul pavimento illuminandone la pietra con cui era stato costruito.

"Mettetegli il sacco" ordinò Wers facendo cenno con la mano ai due individui dietro Juren, che subito coprirono il volto del ragazzo con un sacco per le patate.

D'un tratto la porta venne spalancata, dall'esterno arrivò tanta luce da infastidire gli occhi di Juren anche se coperti, "andiamo" disse Wers, i due individui presero per le braccia il ragazzo scortandolo verso l'esterno.

"Da che parte?","Destra","Ricordatevi qualunque cosa accada non devono vedere i suoi capelli argentei", privato della vista Juren non poteva far altro che ascoltare quello che i suoi accompagnatori avevano da dire, il vociferare della gente quel giorno così allegro sembravano quasi circondarlo, "Guarda mamma!", "così lo stesi per terra con un solo pugno!", nonostante non sapesse il perché, il vociferare della gente, per quanto fastidioso lo rilassava provocando in lui una sensazione nostalgica, quasi di tristezza, poi di colpo i due che gli tenevano le braccia si arrestarono di colpo...

"Alto là" urlò qualcuno in lontananza davanti a Juren, "Identificatevi!" proseguì la stessa voce maschile, "Wers Lersia, Garles Jiesra, Kisio Jorhse dei cacciatori di sangue, stiamo scortando un prigioniero dall'altro lato del confine verso nord a Voron" a parlare fu Wers, era impossibile non riconoscere la sua voce tonica, "Mostratemi il medaglione", dopo quella domanda vi fu un attimo di silenzio, "Bene...passate pure...", i quattro ripresero a camminare, "aspetta un attimo..." la voce sta volta era più vicina di prima ciò fece intuire a Juren che dovevano essere letteralmente sulla linea di confine fra Hilvard il regno in cui stanziavano prima e il Regno di Voron, "per quale motivo dei cacciatori di sangue dovrebbero scortare un prigioniero a Voron, dovrebbe essere bruciato al rogo qui a Hilvard, in nome della Dea Hilika", vi fu un attimo di silenzio, prima che Wers cominciò a parlare..."come ti chiami soldato...", "Silvan Viren", "ok, ascoltami bene Hilvan Shiren, noi quattro siamo in missione per conto del re e la regina di Voron, sono stati loro ad avermi chiesto di portare questo prigioniero al loro cospetto...adesso dimmi una cosa..Se il re e la regina mi vedessero arrivare con il corpo carbonizzato del prigioniero, sicuramente mi chiederanno il motivo, e allora io rispondero...è stato il soldato Silvan Viren del confine a bruciare il corpo... secondo te quanto tempo da vivere ti rimarrebbe?" non ci fu altra parola, semplicemente passarono il confine di Hilvard....

"Ok siamo abbastanza distanti dal confine, togli quel sacco al ragazzo!", mentre il sacco di patate veniva sfilato dalla sua testa Juren venne accecato per qualche secondo dal sole quel giorno luminoso come non mai, "Ti senti bene?" domando Wers al ragazzo che in risposta annuì con la testa, guardandosi intorno, Juren si ritrovò circondato da alberi alti a primo achito quattro metri ricoperti di foglie color smeraldo che cadevano come neve sul terreno, un ruscello in lontananza suonava la sua melodia accompagnata dai volatili nascosti nel verde.

"Gli altri dovrebbero essere qui vicino" disse Wers agli altri, grazie alla luce Juren riuscì a guardare meglio i due individui, uno dei due era privo di capelli, i suoi occhi sottili erano scuri di colore, la folta barba completa era l'unica cosa a decorare il suo volto dalla forma squadrata, vestiva in cotta di maglia, armatura che sapeva essere leggera e resistente allo stesso tempo, sulla schiena teneva foderata una spada in ferro dalla lama spessa e l'impugnatura ricoperta di cuoio, il suo nome era Kisio... Garles invece portava una lunga chioma castana, i suoi occhi avevano un colore violaceo, la loro forma ricordava molto quella di una sfera, a primo achito sembrava quasi avesse gli occhi al di fuori delle orbite, era uno dei pochi uomini a non avere barba sul viso, era completamente bardato in cuoio, sulle spalle portava un arco mentre legato al cinturone anch'esso in cuoio, aveva un coltello dalla lama affilata di lunghezza media, le sue mani prive di copertura erano decorate da diversi anelli in argento..

"Cleira diceva che avremmo capito subito dov'erano, diceva...guardate il cielo..." in sincronia i quattro alzarono lo sguardo verso il cielo, "non vedo nulla a parte un gran numero di nuvole..." rispose Wers, "li...." disse in un soffio Juren porgendo le braccia verso il fumo che si innalzava nel cielo all'orizzonte, "forse sono loro..."disse Kisio grattandosi la barba, "non abbiamo altre alternative..." così i quattro si incamminarono all'interno della foresta...

[Hilika]

"Va bene accampiamoci qui!" disse Cleira fermandosi al centro di una chierica circondata dagli alberi, "voi occupatevi delle tende, io accendo il fuoco..." proseguì poi, "Andiamo Hilika?" domandò la donna porgendo la mano alla piccola che subito annuisce felice per poi afferrargli la mano.

Cleira era l'unica donna del gruppo dopo Hilika, ella aveva lunghi capelli mori raccolti in una coda di cavallo, i suoi grandi occhi celesti posseggono un aspetto gentile, il suo volto è decorato dalle labbra carnose e dalle ciocche di capelli che cadono sulla fronte, Cleira è bardata completamente in un armatura di cuoio che aderisce in parte alle forme prosperose del suo corpo. Sulla schiena porta una spadina dalla lama sottile.

"Hilika vedi se riesci a raccogliere qualche cosa per alimentare il fuoco" chiese Cleira mentre si chinava alla ricerca di rami o fogliami in grado di essere utilizzati come combustibile, Hilika accettò l'incarico allontanandosi in una danza giocosa...
"Questi vanno bene?" poco dopo Hilika si presenta con in braccio diversi rami accatastati fra loro, "Si, anche io ne ho trovati alcuni, credo che riusciremo a fare un bel falò contro questo freddo..."disse sorridendo Cleira e facendo strada verso l'accampamento.

"senti...Hilika...", la piccola girò il suo sguardo verso Cleira che dopo un attimo di silenzio sospirò pesantemente "niente..lascia stare!" aggiunse infine, "No adesso voglio sapere!" disse con un sorriso bambinesco la piccola, "tanto me lo sono già dimenticato!" disse ridendo Cleira, "non è vero cosa volevi dirmi!", Cleira cominciò a correre verso l'accampamento inseguita da Hilika che ad ogni passo faceva cadere involontariamente uno o più dei rametti che teneva in braccio, "Ti ho presa adesso dimmi cosa stavi-", "Hilika..." , "cosa.?" di colpo Cleira si volta verso la piccola afferrandogli il volto fra le mani, corri più veloce che puoi verso il confine incontrerai Wers e gli altri", "non capisco...Cleira cosa sta succedendo?".

Oltre Cleira, Hilika intravedeva un braccio coperto di sangue disteso sul terreno, "Cleira che sta succedendo.." disse con voce tremante la piccola che cominciò a indietreggiare pian piano, "Hilika! Ehi riprenditi!" Urlava Cleira, "No....Papà....Mamma...Aiuto....Aiuto..." Hilika si accovacciò per terra mettendosi le mani fra i capelli, il suo respiro si fece pesante e il cuore cominciò a battergli velocemente, "Hilika non adesso potrebbero essere ancora qui intorno"...

"AIUTO....Mamma, Mamma AIUTAMI!" Hilika cominciò a urlare e piangere violentemente, nella sua mente, frammenti del passato si manifestavano di fronte a lei.

"aiutami mamma... aiutami... brucia...sto bruciando....aiutami mamma!" continuò a ripetere quelle parole fin quando qualcuno non la afferrò dal collo, "guardate cosa ho trovato qui ragazzi!" , "lasciatela subito andare...", "non uccidetela... sarà la nostra preda.."...

Da li in poi, Hilika non vide altro che sangue, non sentì altro che urla... mentre le fiamme del passato riavvolgevano il suo corpo....uccidendola ancora una volta....



Commenti

pubblicato il venerdì 2 marzo 2018
CanoviAlfredo, ha scritto: Devo dirti che i tempi e i modi verbali non sono sempre coerenti con il filo del racconto, ma questo, a mio avviso, può essere colpa unicamente della fretta. Per il resto scorri sempre fluido e leggibile, bravo e ben tornato! Al
pubblicato il venerdì 2 marzo 2018
Sher, ha scritto: Effettivamente sono stato troppo frettoloso nella scrittura! Tenterò di prendermi più tempo! Grazie della lettura e del ben tornato Al!

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