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lavoro pubblicato giovedì 22 febbraio 2018
ultima lettura domenica 14 aprile 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

L'ultimo Whisky (prima parte)

di Sguardoasud. Letto 278 volte. Dallo scaffale Pulp

Ho il cuore altrove questa notte, dal tavolo di questo bar notturno, con il whisky ancora da finire nel bicchiere e il barista con il giacchino bianco, che mi guarda infastidito.A quest'ora della notte, con il mio giubbino in pelle nera ed un occhio pe.....

Ho il cuore altrove questa notte, dal tavolo di questo bar notturno, con il whisky ancora da finire nel bicchiere e il barista con il giacchino bianco, che mi guarda infastidito.

A quest'ora della notte, con il mio giubbino in pelle nera ed un occhio pesto, sembro uno di quei pezzi di merda dei film noir, ma in questo caso non ho la pistola..
Ho con me solo due pugni, due mani con le nocche graffiate che neanche riesco ad aprire dal dolore...senza guantoni i pugni fanno male, soprattutto se colpisci la mandibola di un uomo alto per un quarto piu di te.

Vaffanculo l'ho steso però, ha barcollato e si è appoggiato alla sua auto senza dire nulla.
E' l'una di notte e fuori inizia a piovere, dal mio tavolo riesco a vedere la mia moto, nera, vecchia come mia nonna, con la scritta Triumph cromata stampata sul serbatoio, che sembra farmi l'occhiolino..
Mi alzo e lascio gli spiccioli della consumazione, di quel whisky pessimo e quasi marcio sul tavolino, mi alzo il colletto ed esco dal locale, fuori il rumore della pioggia sulla Via Emilia e il suono delle mie scarpe sull'asfalto bagnato.
Mi allaccio il casco bianco, unica cosa chiara nel mio abbigliamento, quasi a voler spezzare la malinconia e la solitudine della mia vita e salgo a cavallo.


Parto, ma non so' dove andare, non so cosa pensare, mi bruciano le mani e l'occhio pesto mi pulsa come se ci fosse un batterista che porta il tempo dentro il mio cervello..apro il gas, prima, seconda, terza il contachilometri segna 170 chilometri all'ora, ma non mi va di mollare.
Tutto scorre veloce e le gocce di pioggia arrivano come proiettili sul mio viso, la strada è bagnata e fa riflessi arancioni sotto i lampioni..quarta, quinta...ducentoventi all'ora..è un attimo, un secondo ma non mi rendo conto della velocita'..
Ascolto il motore che urla..il calore degli scarichi che mi bruciano le gambe, i muscoli delle braccia tesi sul manubrio, ed il piede sinistro pronto sulla frizione.

Non so dove andare, non ho una cazzo di casa..ed anche se l'avessi non avrei nessuno ad aspettarmi..non avrei nessuno a chi dire pensami..almeno pensami, non c'è bisogno di amarmi, ma forse il pensiero di aver qualcuno che ti pensa mi porterebbe a cambiare direzione, in questa vita di merda che faccio..
Ho le mani sporche, i guanti di pelle scamosciata sono zuppi dalla pioggia e sono stretti e serrati alle manopole del manubrio, ogni tanto mi giro con la testa per vedere se almeno una pattuglia di sbirri mi pensa..
Fanculo...neanche loro lo fanno..

Ho lei , la mia piccola sotto il culo che con il suo cuore mi spinge verso la follia di questa notte..di una di queste tante notti..
Non finisce qui...mi rivedrete..

( in cuffia " La rivincita di Natale" Riz Ortolani)



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