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lavoro pubblicato giovedì 22 febbraio 2018
ultima lettura sabato 18 maggio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

La “Festa” di Compleanno

di agente11. Letto 872 volte. Dallo scaffale Eros

L'altra mano scivola sui tuoi seni velati dal vestito, li stropiccio, mi diletto nella consistenza di quei capezzoli duri e ritti al solo sfiorarli; ..

Era passata una settimana da che non ci vedevamo.

Il mio lavoro m’impediva di starti accanto tutti i giorni della nostra vacanza.

Tu lì da sola ad aspettarmi ansiosa del mio arrivo…

Una settimana senza guardarci, sfiorarci, baciarci... molti giorni, lunghissimi,interminabili...

Una settimana fatta di sporadici ma caldi messaggi tramite cellulare.

Ci stuzzicavamo di continuo, ci amavamo spesso con la fantasia.

Così, tanto per farci un po' male, visto la lontananza, la nostra passione aumentava terribilmente.

Non vedevo l'ora di riaverti tra le mie braccia, di rivederti, di sentire di nuovo il tuo odore di donna innamorata, il tuo profumo o la stretta e il calore del tuo corpo su di me.

I nostri messaggi la sera diventavano sempre più bollenti…e spesso erano accompagnati da qualche fotografia istantanea di noi che sfioravamo i nostri corpi, ma avevamo promesso di non toccarci... di mantenere la voglia alta senza soddisfarla.

Ecco è giunto il momento del nostro ritrovarci, un forte abbraccio e bacino decoroso se pur sulle labbra senza avere neanche il tempo per stare un poco in intimità, c’è la festa di compleanno della vicina e collega, è già tardi cavolo!

Ci spostiamo in fretta di casa vista l’ora, avrei voluto abbracciarti, baciarti e farti mia, ma bisognava contenersi perché non eravamo soli e poi no…i nostri amici che ci prendevano in giro...mai insieme, sempre separati… che stress…

No, tutta la sera in mezzo ad amici a ridere ed a scherzare, non sarebbe passata mai.

Eccoci qui nella sala hobby dei nostri vicini, che scambiamo chiacchiere con tutti i nostri amici. Tu da quando ci siamo ritrovati mi guardi in modo anormale, senza voglia né gioia e non ne capisco il perché…

Tutti ti guardano, ti osservano, ti scrutano come a volerti divorare e non solo con le loro bocche.

Si avvicina a te un tuo collega, che ha sempre avuto un debole per te, e tu lo sai..

Io vi osservo da lontano, quando lui si avvicina a dirti qualcosa all'orecchio, scatto in piedi e mi avvicino, mi presento con la solita faccia tosta, gli stringo la mano, e ti cingo con il mio braccio.

Ecco in questo modo dimostro al mondo intero che tu mi appartieni. Mi è bastato quel tocco a voler dire "giù le mani, è MIA" che subito un brivido ti ha percorso la schiena.

Ormai ti conosco, ho imparato a percepire i tuoi stati d’animo e hai cominciato a sentire del calore tra le tue gambe, in quel momento ho posato su di te il mio sguardo voglioso… penetrante.

Con i miei occhi verdi cerco di trafiggere il tuo vestito ovunque vada: ogni volta che ti giri percepisci lo sguardo di ammirazione al tuo fondoschiena..

Poi comincio a stuzzicarti, ti passo dietro e lo sfioro con la mano.

Così contraccambi, mi passi vicino e sfiori la cerniera dei miei pantaloni e senti subito qualcosa di duro.

"Sorniona e sorridente mi chiedi:<< Hai una pistola nei pantaloni o sei solo felice di vedermi?">> Sorrido e ti sussurro all'orecchio che ti voglio ora ..li davanti a tutti, facendoti venire i brividi sul collo e poi << Sono felice di vederti >>.

La voglia sale, sto impazzendo e anche tu. Inizio a sentirmi molto teso da quelle parti e comincio ad essere irrequieto.

Il momento della torta, c'è sempre una gran confusione, tutti intorno a guardarla, scattare foto ed accalcarsi.

Io ti cerco, ti trovo, sono dietro te, ti proteggo dalla calca, il tuo vestitino di seta non ti protegge dalla mia eccitazione, la senti tutta.

Muovi il bacino come a sistemarti, mi afferri i lombi e mi attiri maggiormente a te, a farmi capire la tua disponibilità…

Ci stacchiamo e ci divincoliamo tra gli invitati, ora ti cerco, ma non ti vedo, scruto con gli occhi ma non ti trovo, cammino, salgo al piano di sopra verso il bagno, intravedo la luce da sotto la porta, busso: << Sei tu? >>

Apri di soppiatto la porta e mi prendi per la cravatta e mi trascini dentro con uno scatto.

Mi vuoi da impazzire lo vedo nei tuoi occhi.

Io ti volto, sono alle tue spalle, adoro il tuo profumo, ucciderei per il tuo corpo.

Passo le mani sotto il tuo vestito, non è molto lungo, un palmo sopra le tue ginocchia. Prima gioco un po’ e poi lascio scivolare a terra il tuo delicato perizoma fiorato.

Rimangono le autoreggenti, che adoro e ti rendono terribilmente sexy e attraente.

A fasciare il tutto rimane solo il tuo vestitino di seta color vinaccio...

Con una mano, afferro le tue e le porto sopra la tua testa, sorrido, senti i polsi bruciare sotto la mia forte presa.

Vorresti divincolarti, ma non puoi o non vuoi, non ne hai le forze o l’intenzione, attendi passiva il mio dolce supplizio.

L'altra mano scivola sui tuoi seni velati dal vestito, li stropiccio, mi diletto nella consistenza di quei capezzoli duri e ritti al solo sfiorarli; ora lascio scivolare le mie grandi mani sui tuoi fianchi e scendo sul tuo piccolo e sodo sedere, la parte che preferisco, lo adoro, mi ci perdo. Ti accarezzo, lo stringo violentemente fino a farti quasi male, tu sospiri…ma…ti piace, mi implori di continuare.

Scivolo giù, all'interno e stuzzico ad arte il tuo buchino, ci gioco un po', tu gemi, ansimi...

Passo davanti, guardandoti dritto negli occhi e tenendo stretti nella mia mano i tuoi polsi, passo l’altra mano sul tuo volto, delicatamente questa volta, ti sfioro un po' facendoti mugolare.

Lambisco dolcemente le tue labbra e comincio a giocarci... ora indietreggio quel poco che serve ad allontanarti un po’.

Ti sfilo un autoreggente e lo uso per legarti le braccia, ad un gancio per abiti della porta, così da avere entrambe le mani disponibili.

Scendo verso il basso e ti allargo le gambe, infilo di soppiatto la testa sotto il vestito, ed inizio un dolce tormento con la lingua, con le mani allargo bene le grandi e le piccole labbra e…con la lingua lecco avidamente il tuo nettare sgorgato copioso e gioco nello stesso tempo con il tuo clitoride sempre molto attento e sensibile ad ogni mia sollecitudine.

Impazzisci, cerchi impavida di divincolarti ma non ci riesci...

Continuo nel mio dolce sadismo, finché in un turbine di spasmi e di laceranti scosse lungo la tua schiena esplodi e vieni…in un vortice di sensazioni, vorresti urlare ma non puoi, vorresti fuggire ma non vuoi.

Consapevole del tuo stress, ti giro giù le braccia ancora legate, ti faccio voltare e faccio scendere giù la tua schiena, fino a godermi per qualche secondo lo spettacolo del tuo sedere all’aria e di prepotenza entro nella tua dolce, succosa dilatata fessura... facendoti gemere, inizio ad assestare colpi forti, tirandoti per i fianchi con le mani, così come avevi fatto tu qualche minuto prima nel salone principale, ed inizio di li a poco a gemere anch’io... la paura di essere scoperti non ci tocca lontanamente, c’è il nostro piacere da soddisfare.

Rispondi ai miei affondi, uno dopo l’altro, percepisci chiaramente tutta la potenza del mio membro e sul momento del mio massimo piacere….Ti fermi e ti sfili da me…noooo
A quel punto vuoi guidare tu il resto del gioco, ti guardo stupito e non capisco.

Ti inginocchi e con le mani sempre legate, afferri il mio membro umido dei tuoi umori e lo fai entrare nella tua piccola bocca, facendomi letteralmente impazzare: su, giù, dentro, fuori, mi guardi e mi sorridi più eccitata che mai.

Il tuo potere dura poco, voglio renderti la pariglia e in preda alla voglia ed alla passione, ti tiro su per i capelli, ti giro di nuovo e ti metto giù carponi, appoggi le tue mani alla porta, mentre io con le mie apro quel tuo piccolo sedere deliziandomi nella vita del tuo fiorellino che pulsa per il terrore di essere violato, non ci penso due volte, mi appoggio a lui e delicatamente ma inesorabilmente entro dentro fino ai testicoli. Ti sento tremare per il dolore e per il piacere, le tue contrazioni si spalmano sul mio sesso nerbuto e duro come non mai.

Emetti un urlo, che non ha presa su di me e non mi ferma, continuo a possederti con forza, sorreggendomi ai tuoi capelli e guidando i colpi fino a sentirmi tutto dentro di te, mentre con una mano ti stuzzico il clitoride ormai allo spasmo totale, finché infine colpo dopo colpo vengo anch’io con un fiume di seme, fino ad inondarti tutta.

I miei spasmi mi abbandonano, esco da dentro di te ancora grondante e passandoti un clinex, ti guardo per un attimo spaventato dal fatto di essermi fatto travolgere così tanto dalla voglia.

Tu mi guardi, mentre riprendi il tuo equilibrio e ti ricomponi, mi fai l'occhietto e dolcemente mi baci, appassionata e dolce, bentornato amore…

A



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