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lavoro pubblicato sabato 17 febbraio 2018
ultima lettura giovedì 23 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

AoD - 1 - I Gendarmi dei Re [cap 17]

di GhostWriterTNCS. Letto 248 volte. Dallo scaffale Fantasia

Raémia è un mondo ricco di magia, e i numerosi Reami, popolati da altrettante specie diverse, sono posti sotto il controllo di sei Re: persone illuminate che garantiscono pace e prosperità al mondo intero. O almeno così era un tempo.....

17. Sotto scacco

«Come sta?» chiese Artemis senza tanti giri parole.

Lei e Dianthe avevano fatto atterrare i grifoni in una radura a ridosso di un fiume così da poter riordinare le idee. Non erano molto distanti dal battaglione ribelle, ma tanto non pensavano di fermarsi lì per più di qualche minuto.

«Non bene» fu la triste risposta della canidiana. «Le frecce che l'hanno colpita erano avvelenate, e purtroppo non ho nessun antidoto qui con me. Sto cercando di trattenere la diffusione del veleno, ma se non agiamo in fretta sarà tutto inutile.» Dianthe era una Gendarme Blu, il colore tipico delle persone generose e altruiste. Le abilità del suo pendente erano per lo più curative, ma la sua magia non era abbastanza potente da neutralizzare la tossina.

Artemis lanciò uno sguardo a Lisette, ancora in sella al grifone. I myketis erano abbastanza resistenti ai veleni e la loro compagna si stava sforzando di celare il proprio malessere, ma era visibilmente debilitata.

«La città più vicina è Horville, pensi di poter trovare quello che ti serve lì?»

Dianthe annuì. «È molto probabile.»

«Bene, allora andate e fa' in modo che si riprenda. Poi tornate a casa.»

«E voi?» domandò la canidiana. «Cosa farete?»

«Io e Persephone ci uniremo al gruppo di Rossweisse. Un paio di guerriere in più saranno utili per arrestare il Governatore di Grandeforêt. Prima però avviserò la Regina di quanto abbiamo visto.» Le mise una mano sulla spalla. «Ora andate, non c'è tempo da perdere.»

«D'accordo. Buona fortuna.»

«Anche a voi.»

Dianthe salì in sella dietro Lisette e fece spiccare il volo al suo grifone. Artemis osservò l'animale che si allontanava verso sud, sperando con tutto il cuore che la myketis riuscisse a salvarsi. Non voleva perdere un'altra compagna.

Trasse un profondo respiro e andò a prendere lo specchio magico che si erano portate dietro. Per fortuna la Regina Blu si presentò quasi subito e lei poté informarla del battaglione di ribelli nella foresta.

Il viso della sovrana tradì la sua preoccupazione. «Non pensavo che disponessero di tanti uomini. Pensi che potrebbero esserci altri gruppi armati nei paraggi?»

«Purtroppo non glielo so dire con certezza» ammise Artemis. «Le chiome degli alberi rendono impossibile verificarlo dall'alto, in ogni caso temo proprio che quella non sia la loro forza principale. Quello che mi preoccupa, oltre a non sapere di quanti uomini dispongono, è che non sappiamo dove sia il loro quartier generale. Se davvero i ribelli vogliono muovere guerra contro di noi, devono per forza avere alle spalle una solida organizzazione e molte risorse.» Attese un attimo prima di proseguire, quasi temendo che, dando voce ai suoi timori, questi sarebbero divenuti reali. «Il battaglione veniva da est, questo vuol dire che alcuni Reami Gialli potrebbero già essere nelle mani dei ribelli.»

Pentesilea rimase in silenzio. Anche lei stava considerando la stessa ipotesi avanzata dell'amazzone, tuttavia c'era qualcosa che non quadrava. «Se davvero i ribelli fossero riusciti a conquistare alcuni Reami Gialli, sono sicura che il loro Re me l'avrebbe comunicato.» Dopo un attimo però si corresse: «Anche se, ad essere sincera, in realtà non mi stupirebbe scoprire che non l'ha fatto. Nei Reami Gialli i ribelli sono sempre stati più forti che da noi, eppure anche il precedente Re Giallo non ha mai voluto farne parola. Proverò a mettermi in contatto con lui, magari riesco a scoprire qualcosa.»

Artemis annuì.

«Voi adesso cosa farete?» domandò la Regina.

«Trovare il nuovo laboratorio ormai sarebbe impossibile per noi, quindi vorrei raggiungere il gruppo di Rossweisse per aiutarla ad arrestare il Governatore. Se lei è d'accordo, ovviamente.»

«Sì, penso sia una buona idea. In ogni caso contattate Rossweisse e valutate insieme come procedere.»

«Certo, come desidera.»

Dopo essersi congedata dalla Regina Blu, Artemis dissolse l'incantesimo e Pentesilea tornò a guardare il suo silenzioso riflesso. Rimase così per alcuni lunghi secondi: voleva schiarirsi le idee, ma soprattutto doveva trovare le parole giuste per convincere il Re Giallo a collaborare con lei. Da quando era salito al trono, il nuovo sovrano non si era mai dimostrato particolarmente incline alla collaborazione. Forse non accettava il fatto che una donna ricoprisse un ruolo pari al suo. O forse non gli andava a genio che il suo governo sarebbe stato temporaneo, mentre la Regina Blu sembrava destinata a regnare per sempre: lei e il Re Nero infatti erano i due Re Immortali, avevano assunto la carica nel momento in cui le sei monarchie erano state istituite, e nessuna regola imponeva loro di rinunciarvi, né ora né mai. Il loro compito principale era di preservare la pace: i Reami Blu si trovavano tra i Reami Verdi e quelli Gialli nel continente meridionale, mentre i Reami Neri erano nel continente settentrionale e dividevano i Reami Rossi da quelli Bianchi.

La Regina Blu prese un profondo respiro ed evocò l'incantesimo di comunicazione. Era stata lei stessa a chiedere a Shamiram di elaborare quella magia e poi le aveva commissionato la produzione di diversi specchi. Alcuni li aveva consegnati ad alcuni dei suoi collaboratori più leali, altri invece li aveva fatti recapitare agli altri Re, così da avere la possibilità di contattarli rapidamente in caso di necessità.

Quando la superficie si stabilizzò, nello specchio non apparve la stanza elegante e sfarzosa che ricordava. All'inizio ebbe il timore che qualcosa non avesse funzionato, poi capì che c'era qualcosa che copriva lo specchio dall'altra parte, probabilmente un telo.

«C'è nessuno?» provò a chiamare. «Sono la Regina Blu, devo parlare immediatamente con il Re Giallo.» Attese qualche secondo, poi provò nuovamente. Questa volta udì dei rumori: dei passi, e poi delle voci. Un incantesimo le permetteva di comprendere qualsiasi lingua, tuttavia il brusio era troppo debole e non riuscì a capire cosa stessero dicendo dall'altra parte.

«Sono la Regina Blu, devo parlare immediatamente con il Re Giallo» ribadì.

Dovette attenere alcuni minuti, ma alla fine la sua perseveranza venne premiata: il telo bianco che copriva lo specchio venne rimosso e lei si trovò davanti il viso affusolato del Re Giallo. Si trattava di un elfo, aveva i capelli biondo platino e gli occhi verdi. Sembrava piuttosto contrariato.

«Buongiorno, vostra maestà. A cosa devo il piacere?» esordì, cercando almeno a parole di dimostrarsi cordiale.

«Buongiorno, vostra maestà. Vi ho contattato per discutere di una faccenda molto urgente, quindi andrò subito al punto. Alcune mie amazzoni hanno avvistato un battaglione di ribelli vicino al confine con i Reami Gialli diretto verso ovest. Temo che alcuni vostri Reami potrebbero essere in pericolo. Avete per caso ricevuto rapporti a tal proposito ultimamente?»

«Vostra maestà, vi assicuro che tutti i miei Reami sono assolutamente sotto il mio controllo: i miei Governatori mi informano costantemente di tutto ciò che accade. Se vostra maestà ha un problema con i ribelli, temo che la cosa non mi riguardi. Ultimamente sono molto impegnato, quindi devo chiedervi di non contattarmi più per informarmi dei vostri problemi di stabilità interna. Ora, se non vi dispiace, il consiglio mi aspetta.»

Pentesilea non ebbe il tempo di ribattere perché il Re Giallo si alzò e qualcuno coprì nuovamente lo specchio con il telo. Poco dopo l'incantesimo venne annullato, e a niente servirono i tentativi della faunomorfa di ripristinare il contatto.

Ne era sicura, qualcosa non andava. Il Re Giallo era spaventato, e questo non poté che accentuare la sua preoccupazione. Quanto erano diventati potenti i ribelli nei Reami a est?

***

«Ottimo lavoro, maestà» affermò l'umano. Portava una spada al fianco e tutto di lui faceva pensare ad un veterano di guerra. Aveva i capelli scuri, dello stesso colore della barba incolta. Gli occhi al contrario erano di due colori diversi: il destro era nero, il sinistro invece era verde. Questo dettaglio, unito al suo carisma, gli dava un'aura quasi mistica. «Scortate il Re nelle sue stanze.»

Un paio di soldati affiancarono il sovrano, che con fare solenne si diresse verso la porta, lo sguardo alto e fiero. Solo uno dei Sei Re poteva permettersi un portamento così orgoglioso senza sembrare altezzoso.

«Voi due, fate sparire quello specchio» proseguì l'umano, «non voglio che la Regina Blu torni a ficcare il naso.»

«Sissignore!»

L'umano seguì con lo sguardo l'operato dei suoi subordinati, dopodiché si concesse qualche momento per osservare le minuziose decorazioni di quella stanza. Vi avevano lavorato i più grandi artisti elfi e umani, e la competizione tra loro li aveva spinti ad un livello altrimenti inarrivabile. Eppure si trattava solo di decorazioni: un artificio vuoto, atto ad appagare lo sguardo, ma privo di una reale utilità.

Gli parve ironico pensare che anche lo stesso Re Giallo ormai era solo "decorativo". Certo, poteva anche sembrare un monarca saggio, nobile e degno di ogni lode, ma in realtà era solo un fantoccio che aveva perso tutto il suo potere: gli era scivolato tra le dita a causa della sua stessa incapacità.

L'umano non ebbe il tempo di concludere la sua riflessione che un soldato gli andò incontro. «Cezarovic, signore, è arrivato un nuovo rapporto da Sterrenhemel: anche lì i demoni hanno distrutto diversi villaggi.»

Sebbene irritato, Alexandr Cezarovic non si scompose. Erano mesi che massacravano demoni per trasformarli in spade magiche, quindi aveva previsto che prima o poi sarebbero cominciate le rappresaglie.

«Trovateli» ordinò. «Catturateli, se ci riuscite, e portateli qui, altrimenti uccideteli ed esponeteli sulle strade più trafficate: la punizione per i fuorilegge deve essere esemplare.»

Il soldato chinò il capo. «Sissignore.»

Alexandr sapeva di avere le mani lorde di sangue, tuttavia non si pentiva di ciò che aveva fatto: quelle armi erano state il cardine del suo successo. Sotto la sua guida, i ribelli avevano finalmente spodestato il patetico Re Giallo, conquistando la maggior parte dei suoi Reami. Avevano messo fine alla tirannia, e l'autogoverno era finalmente diventato una realtà: nessuno sarebbe più stato oppresso. Ma non potevano ancora rilassarsi: dovevano portare la libertà in tutti i Reami, e allo stesso tempo dovevano arrestare sul nascere le rivolte dei demoni.

Non poteva permettere che i Reami cadessero nel caos proprio ora che il sogno dei ribelli stava diventando realtà.


Note dell'autore

Ciao a tutti!

Per restare in ambito scacchistico, direi che pian piano cominciano a mostrarsi i vari pezzi. In particolare è finalmente comparso il capo dei ribelli, ma avrò modo di approfondirlo meglio nei prossimi capitoli (e nei prossimi racconti).

Tornando un po' più indietro, il gruppo di Artemis si è definitivamente sciolto. La felidiana e Persephone si uniranno alla squadra di Rossweisse e insieme tenteranno di catturare il Governatore di Grandeforêt.

Nel frattempo la Regina Blu si è messa in contatto con il Re Giallo, e ha intuito che qualcosa non va. Quale sia il problema, ormai è chiaro: il Re Giallo è stato spodestato dai ribelli e non ha più alcun potere.

Bene, direi che è tutto. Il prossimo capitolo sarà ancora incentrato su Artemis e le amazzoni, ma non preoccupatevi: non mi sono dimenticato di Giako e gli altri :P

A presto!

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