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lavoro pubblicato martedì 13 febbraio 2018
ultima lettura venerdì 23 febbraio 2018

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Nubi di vapore

di Mariotancredi. Letto 83 volte. Dallo scaffale Storia

Cap 3Costruire le armi sembrava più difficile del previsto, avevo già completato l'automa da ricarica e stavo aiutando Jason con la revo...

Cap 3

Costruire le armi sembrava più difficile del previsto, avevo già completato l'automa da ricarica e stavo aiutando Jason con la revolver. Ogni volta che credevamo di essere a buon punto dovevamo ricominciare.
“Non riusciremo mai a finire la pistola, è troppo difficile. È già la seconda volta che esplode! ”, disse Jason, “Dobbiamo farcela, altrimenti perderemo la guerra. A Kernstown avemmo fortuna, ma non sarà sempre così, quindi riproviamoci.” risposi io. Mentre lavoravamo alla revolver, iniziai a presentare agli ufficiali l'automa da ricarica, che approvarono.
A riprodurre le copie del mio automa furono ovviamente i dipendenti dell'azienda di mio fratello, che avevo ereditato.
Quella fu la nostra prima creazione. Per riprodurre i primi cento replicanti impiegammo tre giorni, furono poi consegnati agli ufficiali. Io e Jason spiegammo ai possessori degli automi la loro funzione e come bisognava azionarli “Per utilizzare i robot per le vostre carabine e revolver, bisogna inserire nel meccanismo incorporato il codice 17853, ideato per negarne l'utilizzo ai nemici, nel caso cadessero nelle loro mani. La modalità d'uso è molto semplice, infatti l'automa vi seguirà ovunque e ricaricherà le vostre armi in poco più di un secondo, mentre a mani nude ne impieghereste più di tre.”
Dopo avergli mostrato come utilizzare gli automi, tornammo a lavorare alla revolver. Dopo l'ennesimo fallimento arrivammo alla conclusione che non eravamo ancora pronti per costruire le armi di mio fratello, dovevamo proseguire gli studi. Tutto sembrava perduto, infatti quelle armi erano indispensabili per vincere la guerra. Gli studi che dovevamo effettuate erano quelli dell'industria bellica, fortunatamente a casa avevo tanti libri, erano di Samuel.
Purtroppo quello che c'era scritto sui libri lo sapevamo già, erano inutili. Stavamo prendendo in considerazione l'idea di rinunciarci, non eravamo all'altezza. Ormai si era fatto tardi ed eravamo veramente stanchi, decidemmo di riposarci un po'. Quella fu una notte pensierosa, dovevo trovare un modo. Ad un tratto sorse nella mente un ricordo, sembrava un sogno, ma ero sicuro che non lo fosse.
C'eravamo io e mio fratello alla mostra dei dirigibili da combattimento, era il giorno del mio compleanno, l' 8 luglio del 1851.
Ricordai mio fratello dirmi queste parole “Ho intenzione di migliorare la mia revolver, la voglio rendere automatica grazie all'uso del vapore.”
“Come automatica? Spiegati meglio fratello” non riuscivo a comprenderlo. “Tra il grilletto e il caricatore ci starà un motore a vapore. Però non dovrà essere un motore comune, quelli non vanno bene per le armi, sono troppo potenti. Il mio motore sarà diverso.”
“Adesso Ricordo!” Sobbalzai e corsi a svegliare Jason, avevamo la soluzione.
Bisognava creare un motore meno potente, ecco spiegato perché la pistola esplodeva ad ogni tentativo. Jason non era d'accordo con la mia affermazione, ma io ero convinto di avere ragione, anzi, mio fratello aveva ragione. Corsi allora a preparare l'occorrente, sapevo come poter costruire il motore, lo avevo letto in un libro. Doveva essere piccolissimo, ancora più piccolo di quello che avevo già costruito, fortunatamente la mia vista era più acuta di un mirino ottico. Speravo veramente che il piccolo motore sarebbe stato la soluzione al problema, quelle armi erano necessarie per la vittoria
dell' Unione. Finito di costruire il piccolo motore, lo inserimmo nella pistola, dopodiché azionammo gli ingranaggi, alimentammo il forno e provammo a sparare, ce l'avevamo fatta.
La pistola sparò tre proiettili che viaggiavano ad una velocità inaudita, lasciava un po'desiderare la precisione.
Decidemmo subito di sfruttare tutte le potenzialità della pistola, così lasciammo la mia stanza per recarci al forte di Hartford, dove mostrammo la revolver a vapore al colonnello Chopper.
L'ufficiale ci diede il permesso di utilizzare il forte per testare l'arma, tutti i soldati corsero a monitorare la potenza della pistola. Grazie all' automa da ricarica, era veramente in grado di sparare cinquantasette proiettili al minuto, ce l'avevamo fatta, avevamo superato il record. Continuammo ad allenarci per tutta la giornata, dopo poi presentammo la creazione agli ufficiali unionisti.
Il loro stupore fu grandioso. “Sergente Colt, la sua bravura nella meccanica e nell'uso del vapore è eccellente, questa revolver rappresenta l'inizio di una nuova era dell' industria bellica americana, fino ad ora grandi ingegneri come lei hanno saputo sfruttare il vapore per volare, muoverci più velocemente attraverso le locomotive e i mezzi corazzati e per navigare, ma questa è la prima volta che vedo un'arma alimentata dal vapore, complimenti! Per il suo valore riceverà una promozione a tenente, lo stesso vale anche per lei Mr Clinton. Siete ufficialmente degli ufficiali dell’Union Army.” Con queste parole fui promosso dal comandante generale dell'esercito statunitense Ulysses Simpson Grant.
Mentre mostravamo l'arma agli ufficiali un corriere portò cattive notizie al forte, Front Royal era stata attaccata il giorno prima, il 23 maggio 1862.
“Le tigri della Louisiana, capitanate da Jackson, ci hanno assaltato di sorpresa. Eravamo in mille, loro erano molti di più. Costretti ad indietreggiare ci hanno spinto fino a Camp Hill, dove il generale Kimball si è arreso, gli altri si sono intanati a Winchester. Io ed altri due uomini abbiamo ricevuto l'ordine di avvisarla generale Grant. Purtroppo gli altri due sono morti in un’imboscata che ci è stata tesa dai cherokee, io fortunatamente sono riuscito a scappare. Sono qui per chiederle di inviare dei rinforzi nel Winchester, la città è assediata.”
Il generale Grant ordinò al colonnello Chopper di dirigersi sul posto con la metà degli uomini presenti al forte, ammontavano a circa seicento soldati.
In mancanza di ufficiali il comando della fortezza fu dato a me e a Jason, appena promossi. Mentre la battaglia del Winchester proseguiva iniziammo la produzione delle revolver a vapore. Nel frattempo quasi tutti i soldati degli stati della Virginia, Carolina e Washington avevano gli automi da ricarica, ne stavamo producendo davvero tanti.
Per l'occasione venne a trovarci al forte il presidente in persona!
“Mr Colt, conoscevo suo fratello, era un grande uomo. Sono felice nel vedere che la sua azienda sta rifiorendo, nel nostro paese abbiamo davvero bisogno di uomini come lei, la ringrazio a nome degli Stati Uniti d' America e dell' Unione.” mi disse Lincoln.
Mentre la mia conversazione con il presidente continuava, una sentinella avvistò una mongolfiera sorvolare il forte, grazie al cannocchiale aveva visto la bandiera confederata issata dalla gondola. Diedi l'ordine di abbattere il velivolo prima di conoscere le sue intenzioni, probabilmente eravamo in pericolo e dovevamo proteggere il presidente.
Tutti i soldati presenti nel forte spararono contro la mongolfiera, non ci volle molto a farla precipitare. Improvvisamente si avvicinò un intero stormo di mongolfiere, potevano essere venti o ancora di più. Era la prima volta che avevo il comando, non sapevo cosa fare. Dalle mongolfiere si paracadutarono dei soldati confederati, come se non bastasse dalle gondole ci sparavano contro con dei cannoni.
Ordinai ad un gruppo di soldati di scortare il presidente nel tunnel segreto del forte, portava in una campagna della Virginia non molto lontano da Hartford. Decisi di unirmi alle guardie di Lincoln e lasciai la difesa del forte a Jason.
“Signor presidente, ora la porteremo in salvo. Dall' altra parte del forte c'è un passaggio che porta in campagna, dobbiamo arrivare la e saremo al sicuro”
Ai soldati non interessava distruggere il forte, il loro obbiettivo era Lincoln quindi ci ritrovammo tutti i nemici contro, la situazione stava diventando pericolosa. Era l'occasione di mettere alla prova la mia creazione, essendo automatica ne riuscii a uccidere un numero impressionante in poco tempo.
Nella confusione uno dei miei soldati sparò al presidente, era un traditore. Fortunatamente lo colpì ad un braccio, ma non avevamo gli strumenti adatti per fermargli il sangue e i medici erano partiti per la battaglia del Winchester, avrebbe potuto morire dissanguato.
La vita di Lincoln era più importante della mia, allora decisi di fermarmi per cercare di mettere a posto la situazione, i miei uomini ci dovevano proteggere.
Fermai il sangue stringendo il braccio con una fune e continuammo ad incamminarci verso il tunnel ormai vicino. Dissi ai miei uomini di non uccidere il traditore, dovevo parlargli. Scortato il presidente fino all' uscita dissi ai soldati di proteggerlo con ogni mezzo, mentre io restai al forte con Jason e gli altri soldati, non potevamo lasciare la città nelle mani del nemico.














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