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lavoro pubblicato martedì 13 febbraio 2018
ultima lettura venerdì 23 febbraio 2018

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Nubi di vapore

di Mariotancredi. Letto 77 volte. Dallo scaffale Storia

Cap 2Sapevo che per terminare il primo progetto ci sarebbero volute delle settimane, ero alle prime armi, decisi allora di arruolarmi subito.Mi recai al forte di Hartford, dove mi addestrarono. Il responsabile dell'addestramento era il colonnello Chopp...

Cap 2

Sapevo che per terminare il primo progetto ci sarebbero volute delle settimane, ero alle prime armi, decisi allora di arruolarmi subito.
Mi recai al forte di Hartford, dove mi addestrarono. Il responsabile dell'addestramento era il colonnello Chopper, vecchio amico di mio fratello, che mi riservò un addestramento speciale che mi avrebbe subito reso sergente.
“Dylan, caro amico mio, è un vero onore averla al forte. Farò in modo che non le manchi niente.”
Harold Chopper aveva il tipico aspetto da ufficiale americano, era in sovrappeso ed aveva una folta barba grigia, dalla quale fuoriusciva una pipa.
Come tutti i soldati dell' Unione indossava una divisa blu, inoltre aveva una protesi al posto del braccio destro, che perse nel 1841 durante una battaglia della guerra Seminole. La protesi fu costruita da Samuel, ed aveva l'estremità intercambiabile, la mano poteva diventare quindi una pistola o una sciabola.
Iniziammo subito l'addestramento che durò due mesi, visto che già ne avevo seguiti altri sette quattro anni prima.
Durante i due mesi fui affiancato da un altro ragazzo, al quale era stato proposto lo stesso allenamento, era anche lui un esperto di ingegneria.
Pensai che il suo aiuto mi sarebbe servito per terminare la costruzione della Colt a vapore.
Il suo nome era Jason Clinton e discendeva dalla famiglia del generale in capo delle forze britanniche in America durante la guerra d'indipendenza, molti dei nostri compagni lo trattavano con disprezzo, per le sue discendenze, ma a me non importava.
Nonostante fossimo perennemente impegnati, riuscii a parlare con Jason.
“ Mio fratello Samuel mi ha lasciato i progetti di alcune armi a vapore che dovrei costruire. So che anche a te piace la meccanica allora volevo chiederti se ti farebbe piacere di aiutarmi.”
Il ragazzo mi rispose che sarebbe stato onorato di lavorare ai progetti di Samuel Colt, però intendeva prima finire l'addestramento. Mentre stavamo parlando, si avvicinò il colonnello Chopper che ci comunicò di un attacco alla città di Kernstown in virginia, al quale dovevamo partecipare da sergenti, nonostante non avessimo terminato l'addestramento. Quella di Kernstown era la prima battaglia della Campagna della valle, un disastro.
“Ragazzi preparatevi, state per partecipare alla vostra prima battaglia, ci recheremo a Kernstown. Il generale Jackson e i suoi soldati sono convinti del fatto che riusciranno a prendere la città, dimostriamogli che si sbagliano! Buona fortuna compagni.”
“Non si preoccupi colonnello, gli daremo parecchio filo da torcere.”
A capo del nostro esercito c'era il generale Nathan Kimball, non era un grande uomo e nemmeno un gran soldato, ma non ci era permesso obiettare. Aspettammo l'arrivo dei confederati all'interno della città, erano in pochi. Il loro comandante, Jackson aveva avuto informazioni sbagliate sulla grandezza del nostro esercito, non erano preparati.
Mentre i nostri nemici si avvicinavano, Kimball ordinò alla cavalleria di assaltare i loro fanti, al suo posto avrei bombardato le linee nemiche con l'artiglieria per poi mandare le truppe a cavallo, infatti l'esercito sudista si sbarazzò della brigata della cavalleria leggera subendo lievi perdite.
“Signore, per l' amor di Dio, ordini l'attacco dell'artiglieria! Abbiamo già perso tutte le truppe a cavallo, non vorrà fare lo stesso con la fanteria?”
“Signor Colt, stia al suo posto! Non ho bisogno di alcuna lezione su come fare la guerra. Piuttosto si metta in riga e dica agli altri di mantenere le posizioni, non cederò questa città ai confederati.”
I cannoni nemici bombardarono la città, stavamo perdendo troppi uomini, non ce l'avremmo fatta.
Si leggeva chiaramente il terrore negli occhi dei soldati più giovani e inesperti. Uno di loro, poteva avere circa vent’ anni, posò il fucile e iniziò a pregare, implorando di essere risparmiato dalla morte. Mentre pregava fu colpito da un colpo di cannone, pensai quindi che il Signore si fosse dimenticato di noi poveri uomini intrappolati dall’inabilità del nostro generale.
Era la prima volta che partecipavo ad una battaglia, vedere tutti quei morti mi scosse, l'aria era ricca di strani odori: la polvere da sparo, il vapore, il sangue.
All'inizio della battaglia la sorte sembrava volgere a nostro favore, visto che eravamo in netta superiorità numerica, ma
l' incompetenza strategica del generale Kimball ci avrebbe uccisi tutti. Quando tutto sembrava perduto, uscirono da una casa alcuni automi che presero parte alla battaglia, la popolazione stava sacrificando i propri schiavi metallici per salvare quelli in carne ed ossa per i quali combattevano i sudisti.
Quegli automi non erano in grado di fare la guerra, visto che erano stati programmati per essere contadini, ma riempendoli di esplosivo avrebbero causato molte perdite al nemico.
Il generale accettò di seguire i miei consigli e ordinò di far esplodere gli ordigni contro l'esercito confederato. Le vittime furono moltissime. Oltre all' esplosione, a causare la morte dei nemici fu anche la dispersione di materiali tossici utilizzati per costruire le rotelle meccaniche degli automi contadini.
Subito dopo i nostri uomini assaltarono le ultime truppe nemiche.
L' ultima parte della battaglia fu la più violenta, la nostra fanteria era in netto vantaggio, i nemici erano ormai in pochi.
Chiesi il permesso si salire sul campanile della città, la pistola di mio fratello era abbastanza potente da poter essere usata come un fucile di precisione, inoltre avevo con me il mio mirino ottico. Mi fu concesso di ucciderne qualcuno, ne erano rimasti in pochi.
Arrivato in cima al campanile vidi il campo di battaglia da un’altra prospettiva, dall’alto si riusciva ad avere una visione più ampia sulle atrocità della guerra. Nonostante fossi sconvolto rimasi impassibile e con molta freddezza impugnai la pistola e sparai ai nemici con una precisione tale da causare ad ogni colpo sparato la morte di un soldato nemico.
Alla fine Jackson dovette ritirarsi per non perdere anche gli ultimi soldati rimasti, la battaglia era vinta.
Chopper si congratulò, “Dylan, lei è un genio!”.
Il generale ci ordinò invece di non dire a nessuno come avevamo vinto la battaglia, per salvare l'onore.
Dopo la vittoria tornammo al forte, dove il colonnello ci riferì che avevamo ufficialmente terminato l'addestramento, eravamo diventati sergenti.
Al generale fu consegnata una medaglia al valore militare che non meritava affatto. Io e Clinton decidemmo di restare al forte, dove ci fu assegnata una stanza per lavorare alla creazione delle armi di mio fratello. Con l'aiuto di Jason avevamo quasi terminato la costruzione della prima pistola a vapore, che le fabbriche avrebbero riprodotto per tutti i soldati dell' Unione.
Lasciai la costruzione della rivoltella a Clinton e mi dedicai a quella dell' automa da ricarica, dovevamo terminare in fretta.





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