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lavoro pubblicato martedì 13 febbraio 2018
ultima lettura mercoledì 21 febbraio 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Nubi di vapore

di Mariotancredi. Letto 79 volte. Dallo scaffale Storia

Romanzo steampunk ambientato durante la guerra di secessione americana. Il protagonista Dylan Colt ha il compito di costruire alcune armi, progettate da suo fratello Samuel, per aiutare i Nordisti a vincere la guerra

Cap 1
Era il 10 gennaio del 1862.
In quel tragico giorno morì mio fratello, Samuel Colt, inventore del revolver e di numerose carabine oggi diffuse in tutto il mondo.
Quello era il periodo della guerra civile. Parteggiavo per le forze dell'Unione del presidente Lincoln che essendo in numero inferiore stavano perdendo; sappiamo tutti che gli Stati del nord sono in vantaggio, ma non ci sarebbero riusciti senza il mio aiuto e quello di mio fratello, che mi lasciò numerosi progetti di armi a vapore che volevo portare a termine per vincere la guerra.
Tutto iniziò il giorno prima della morte di mio fratello, l'ultima volta che lo vidi.
“Ho nascosto un piccolo scrigno nel mio armadio, contenente i progetti di alcune armi e dei prototipi ridotti in scala di vari automi da combattimento; ti chiedo di terminare il mio lavoro” Queste furono le sue parole.
“Ci proverò, per il bene del paese!”
Inoltre decise di regalarmi la sua prima rivoltella, dalla quale furono riprodotte le altre. La conservo ancora, ha i dettagli in oro e il calcio in bronzo, spara che è una meraviglia. È probabilmente la pistola più efficace, sulla canna è inciso il nostro cognome, Colt. Infine mi diede alcune rotelle meccaniche, avevano una strana forma, non riuscivo ad immaginare a cosa potessero servire.
Mio fratello era un uomo d'altri tempi, come non se ne trovano più oggi. Amava vestire con gli abiti di nostro padre, anche se consumati. Aveva gli occhi castani, come i suoi capelli ricci e una cicatrice sul collo, se la procurò durante un viaggio verso l' ovest, dove il suo convoglio fu attaccato da un branco di coyote.
Dopo averlo salutato sapevo che non l' avrei più rivisto, andai a cercare lo scrigno. Il suo armadio non era in casa sua, ma nel suo negozio, era il più grande di tutti quelli della sua catena di armi: la "Colt's Manufacturing Company". Il negozio era poco lontano da lì, arrivatoci iniziai a cercare.
“È nascosto bene, non lo troverò mai!”
Intravidi finalmente un buco sulla base dell'armadio, aveva un doppio fondo. Per prendere lo scrigno dovetti distruggere completamente l'armadio.
Il baule era chiuso e al posto della serratura c'era un marchingegno al quale mancavano delle rotelle, capii che avrei dovuto posizionare quelle che mi aveva regalato Samuel. Provai ad inserirle, poi azionai il marchingegno. Immediatamente lo scrigno si aprì, al suo interno c'erano numerosi progetti di alcune armi, come pistole, carabine, esplosivi e automi. Trovai poi alcune cartucce, una tuta da lavoro e i prototipi di cui mi aveva parlato mio fratello, tra questi c'era quello di un mortaio, però purtroppo era rotto e non riuscii a capire come funzionasse.
Tra i progetti mancava quello dell' obice, allora continuai a cercare. Trovai un foglio scritto a matita.
?Sarà alto 80cm e largo 25, sarà fatto funzionare dalla combustione del vapore che azionerà gli ingranaggi. Sarà in grado di sparare proiettili esplosivi calibro 800 alla velocità di 30 km/h ...?
Sembrava incompleto, riuscii però a capire che apparteneva al mortaio. Per ricostruire il cannone, avrei dovuto continuare il disegno del progetto, ma dovevo ancora finire gli studi
dell' ingegneria meccanica, decisi quindi di rimandare la costruzione del cannone a vapore e di iniziare a riprodurre le altre armi. Il giorno dopo, tornando a casa, notai che qualcuno mi stava seguendo. Mio fratello aveva molti nemici, allora iniziai ad intimorirmi, ma ricordai che avevo la sua pistola e che quindi sarei riuscito a difendermi. Ero un ottimo tiratore, avevo seguito sette mesi di addestramento per diventare tiratore scelto dieci anni prima. Quando l'uomo mi si avvicinò, portai la mano alla fondina e mi girai di scatto.
Fui sollevato quando vidi che l'uomo che mi stava seguendo era il cugino di mio padre che stava a casa di Samuel per tenergli compagnia.
“Tuo fratello è morto poco fa, mi dispiace”.
Quelle parole mi trafissero il cuore come una spina, erano passate poche ore da quando lo avevo lasciato la sera prima, ma lo avevo previsto quando lo vidi, aveva proprio una brutta cera.
Il suo sogno era quello di vedere abolita la schiavitù, allora decisi di arruolarmi nell'esercito continentale e di fornire agli uomini le migliori armi, quelle ideate da Samuel e che avrei dovuto riprodurre.
Dopo il funerale di mio fratello iniziai a lavorare ad uno dei suoi progetti, erano tutti azionati dal vapore. Decisi di partire da quello della sua pistola, resa automatica e a doppia canna.
Sul foglio del progetto stava scritto che era in grado di sparare sessantacinque proiettili al minuto, avrei stabilito un record.
Siccome il caricatore supportava solo otto colpi, a quel progetto ne era affiancato un altro, un automa da ricarica, che ricaricava l'arma in poco più di un secondo, i proiettili al minuto sarebbero però diventati cinquantasette, era comunque un record.
Mi misi subito all' opera, avevo tutto l'occorrente.






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