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lavoro pubblicato domenica 11 febbraio 2018
ultima lettura domenica 19 agosto 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La talpa

di Coldbrock. Letto 541 volte. Dallo scaffale Sogni

Credo che dietro ogni uomo ci sia sempre un'entità che lo accompagna per tutta la vita, c'è chi ha qualche mostro strano che lo perseguita, chi qualche fatina  che porta fortuna e felicità, io mi considero un uomo quasi fortun.....

Credo che dietro ogni uomo ci sia sempre un'entità che lo accompagna per tutta la vita, c'è chi ha qualche mostro strano che lo perseguita, chi qualche fatina che porta fortuna e felicità, io mi considero un uomo quasi fortunato, il mio è una talpa. Ho letto su internet, uno di quegli articoli che trovi su Facebook che non sai mai se sono veri ma sei troppo pigro per verificarlo, che quando si è felici la temperatura del corpo umano aumenta, quindi non mi stupisco se il mio amico ha preso residenza sulla mia pancia. Non mi dispiace la sua presenza il più delle volte, dopotutto è un coinquilino tranquillo, se ne sta lì a ciondolare, godendosi il calduccio steso sulla mia morbida ciccia che emana calore dall'interno, leggendo qualche rivista geologica per passare il tempo. Non è una presenza maligna o casinista come Tyler Durden, Brad Pitt in "fight club" per intenderci, non mi spinge a rivoluzionare il mondo e distruggere tutto, non è cattiva, ma ingenua, come me. Quando quel calore inizia ad affievolirsi fino a farmi diventare un pezzo di ghiaccio non capisce più nulla, inizia a vagare sulla mia pancia alla ricerca di un punto caldo dove tornare a riposare, il più delle volte trova rimedio e me la cavo con un po' agitazione e ansia random, ma ci sono quelle volte in cui vorrei non essere così gentile da ospitarla sul mio stomaco. Come ho detto prima, è un animaletto ingenuo, ed essendo una talpa non ci vede granché (come la capisco) quindi non riesce a cercare un termosifone dove spostarsi e riposare, quindi cosa fa? Fa l'unica cosa che le talpe sanno fare, inizia a scavare. Si ricorda da dove proveniva il calore, chiamala scema, e inizia a scavarmi dentro, si china in avanti e inizia la sua opera, è tanto brava che a volte dei vecchietti si fermano a guardare e a criticare il suo operato agitando i loro consumati bastoni, mentre quel piccolo esserino continua la sua disperata ricerca di calore. A volte mi unisco al gruppetto di vecchietti per vedere che sta combinando, e mi stupisco ogni volta a vedere quanta merda quella piccola talpa riesce a tirar fuori dal mio corpo:Big Mac mangiucchiati, mazzi di fiori appassiti, pezzi di calcare e qualche scatola ammuffita di cioccolatini, credo che se si mettesse realmente d'impegno potrebbe trovarci anche il sacro Graal, dovrebbe essere fra intestino e milza, ma mi farò una tac per controllare prossima volta. Il più delle volte sta qualche ora a scavare e poi torna tranquilla, giusto il tempo di non farmi dormire la notte, ma è capitata una volta nella quale è stata a scavare per mesi, sei per l'esattezza. In quei mesi ero troppo impegnato a pensare ad altro per bestemmiarle contro, ha scavato così tanto che n'altro poco sbucava in Cina, e adagio adagio quella talpa mi stava togliendo tutto quello che avevo dentro finché non giunse l'estate. Al telegiornale ogni anno dicono che l'estate in arrivo sarà quella più calda del secolo, grazie al cazzo che le temperature aumentano se c'è il riscaldamento globale, ma per una volta sono stato felice di quella notizia, e anche la talpa, vedessi com'era felice quando le ho detto che saremmo andati in questo posto in Calabria a prenderci il sole, tanto felice che si è fermata ed è tornata in superfice abbandonando il buco che in quei mesi aveva creato, godendosi insieme a me il mare, i falò, le mappe di D&D e le heineken. Certo, né io né lui ci siamo dimenticati di quel buco che aveva creato, ci limitavamo a fissarlo per qualche minuto per poi tentare di ignorarlo, nessuno dei due era fiero di quella cava, tanto che dopo quella vacanza avevamo sempre di più la necessità di riempirla. Le talpe sono brave solo a scavare e non a riempire i buchi che creano, e da solo non riuscivo a colmare un fosso di tali dimensioni, quindi mi serviva una mano, i miei amici ogni tanto ci gettavano qualcosa dentro per riparare ma avevano le loro faccende e i loro buchi di cui occuparsi, a me serviva qualcuno che a tempo pieno mi aiutasse a riempire quella mancanza, e per fortuna l'ho trovata. Era un baco da seta, una piccola larvetta bianca tanto dolce e carina, devo ammettere che in un primo momento non mi aspettavo molto da lei, dopotutto cosa potrebbe mai fare un baco da seta con una buca del genere, non hanno mica le mani per spalare la terra, eppure fece qualcosa che mi stupì profondamente. Piuttosto che riempire quel buco, inizio a decorarlo pian piano, tessendo bianchi fili lungo tutta quella galleria, partendo dal fondo, disegnando alberi di natale quando venne il periodo, guardando insieme a me i fuochi d'artificio quando arrivò il 2018, fino ad arrivare in superficie, dove iniziò a tessere una splendida tela sopra quel buco, coprendolo totalmente di uno strato bianco sul quale pian piano scriveva parole stupende, guardandolo ogni tanto mi scendono ancora le lacrime, non solo per le parole incise su quella tela, ma soprattutto perché quell'opera, purtroppo, è rimasta inconclusa. Mi svegliai una mattina notando che il baco non c'era più, o meglio c'era ma non nelle sembianze in cui l'avevo lasciata la sera prima, si era circondata degli stessi fili con i quali stava creando tanta bellezza, ma che ora rappresentavano un muro fra me e lei, più cercavo di parlarle più lei non sentiva, non voleva spiegarmi cosa succedesse all'interno di quel bozzolo nel quale si chiuse per due settimane, non sono rimasto da solo perché con me c'era comunque la talpa che agitata quanto me vagava sulla mia pancia in attesa di notizie da quel bozzolo, che un pomeriggio di febbraio, finalmente si aprì. Nonostante da piccolo mi fossi interessato di insetti e farfalle, ed era piuttosto scontato cosa potesse uscire da quel bozzolo, rimasi comunque senza fiato quando la vidi. Era mutata, come mi aspettavo, ma del tutto diversa a prima, era diventata una falena dal colorito scuro, nera come la più buia delle notti con maestose ali che progressivamente si spalancavano dietro di lei e decorate con quelle stesse scritte che c'erano sulla tela, rosse e trasparenti, scritte con una calligrafia confusa che non era di certo quella del baco, mentre dalle sue mandibole uscivano altre parole che non credo fossero totalmente sue, ma bensì nate da quella situazione scomoda. Sia io che la talpa le sentimmo, in un primo momento non riuscimmo a dire nulla di sensato e giusto, mentre quella falena si girava e volava via, maestosa e regale, poi iniziammo ad urlare contro sperando che si rendesse conto di quello che stava facendo, ora sono sicuro che ne fosse consapevole, ma in quel momento non sapevo che fare, io almeno. La talpa era tesa quanto me, e per la tensione prese a scavare un nuovo buco di fianco a quello precedente mentre io lo riempivo con acqua, circondandomi di quella calda seta che un tempo aveva fatto per noi, ma che ora è solo un ricordo che tappezzerà la prossima galleria.


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