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lavoro pubblicato domenica 4 febbraio 2018
ultima lettura sabato 19 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Lupo Solitario

di slaykristian. Letto 307 volte. Dallo scaffale Amicizia

Lo trovai, il vecchio Bruce, al solito umido e buio bar, seduto solo al bancone. Corredato di una rossa da mezzo litro e dalle cronache locali che s...

Lo trovai, il vecchio Bruce, al solito umido e buio bar, seduto solo al bancone. Corredato di una rossa da mezzo litro e dalle cronache locali che sfogliava forse perdendosi via tra un pensiero e l'altro che gli balenava nella mente, deconcentrandolo un poco.



Erano passati quattro lunghi anni dall'ultima volta che ci parlammo. Non che avessimo un rapporto profondo, sia chiaro, ma da quando David, dopo aver perso per sempre ciò che più amava e desiderava, mi raccontò come Bruce con lui si fosse comportato, non feci altro che schierarmici contro e provare ripudio, disinteresse finendo per modificare la reputazione che di questo vecchio conoscente avevo. David, mi raccontò di come Bruce lo accantonò, come a non volerne più sapere né di lui, né della sua disgrazia. Un amico scappato nel momento del bisogno. Mica come gli altri, invece, dei quali io facevo fortunatamente parte. Fu proprio questo mesto evento la pietra miliare che segnó profondamente la fine del loro percorso insieme... Ricordo lo descrisse quindi, come un vero e proprio stronzo, egoista e senza cuore, tale da non comprendere la tragicità di quei momento. Ah sí... Non risparmiava assolutamente mezzi termini e a fare lo stesso, nemmeno la sua compagna. E ti credo...



Ancora non mi ha avvistato, lui è seduto in un angolo piuttosto lontano del bancone, ne approfitto per squadrarlo, usando la sua inconsapevolezza d'essere osservato. Cerco di capire i lineamenti di quella spregevole persona che mi avevano designato. Lo vedo riflessivo, perso nel suo mondo. O meglio: totalmente assorbito.



All'apparenza lo vedo calmo. Mi raccontò David del fatto che dopo aver chiuso con lui, dopo un loro incontro faccia a faccia proposto da Bruce, lo stesso si rifugiò nel bosco, vivendo appartato ed isolato da qualsiasi voce di paese. Non si videro più, loro, i quali, fin dall'adolescenza erano molto amici, forse anche troppo amici. Sapevano tutto l'uno dell'altro. Anche ed ovviamente retroscena sconosciuti ad uno come me. Bruce ad un certo punto, impose un "basta... non vediamoci piu'" a David il quale, evidentemente, a mio giudizio, non la prese bene. Era altrettanto evidente che non avesse capito (o non avesse voluto capire) da dove nascesse in realtà la decisione drastica dell'amico. Un “basta” completamente non chiaro. Ma questa è solo una mia impressione.

Non ho mai indagato a fondo sui motivi che fecero degenerare il loro rapporto, ma Bruce, da quel momento cadde veramente in basso per me. Del resto, mi facevo bastare le descrizioni che il mio amico David mi forniva "alla bisogna" dell'accaduto. Povero David, non se l'era passata bene, nè lui, nè tantomeno la consorte.

Come poteva, il vecchio Bruce, non provare voglia di avvicinarsi al suo amico di sempre? Anche se nei mesi precedenti ricordo bene, si erano già allontanati. Così mi pareva, ma non ci ho mai riflettuto su molto... Avevo altro di più importante a cui pensare. Loro erano molto amici, molto legati, io, invece, c'ero e non c'ero. Andavo... Venivo...



Passo avanti, varcando la soglia d'ingresso dal bar che porta a lato del bancone, lo guardo meglio... Caspita quanti capelli bianchi, perfino la sua barba è diventata bianca... e le sue occhiaie... I suoi piccoli lo fanno dormire poco, probabilmente.



Non mi ha ancora visto, nemmeno di striscio... Proseguo quindi verso il maxi schermo che in questo mercoledi' di primavera trasmette le semifinali di champions league. Mi vede o no? Che faccio? Dai... mi sembra brutto non salutarlo...



Vado, mi butto.



"Bruce!"



"Mah, ehi Sid! Quanto tempo!"



"Passavo di qua... Davvero… un cifro di tempo!"



"Già! Per me è praticamente una sorpresa..." Noto subito del sarcasmo.



"E' un po' che non ci si vede..." rispondo.



Cambia espressione. Adesso il sarcasmo si fa rabbia. Ho come l'impressione che fosse una pentola a pressione ed io la sua valvola di sfiato. Mi sembra come se avesse un fiume di cose da dire, da raccontare e che aspettava solo un qualcuno il quale rompesse la diga che aveva ridotto quei pensieri puri ed energici ad essere un piccolissimo e costretto ruscello.



Penso proprio di non sbagliarmi. Da stupore (che mi sembrava sarcasmo), ora vedo serietà. E' passato tanto tempo ed ora quasi non ci siamo salutati per cadere come piombo ad affrontare invece questo abbandonato, almeno, cosi' era per me, scomodo argomento. Io che volevo solo vedere una partita e bere una birra al bar... Non ho proprio voglia di storie.



Mi risponde lui... ora si'... mi sta per rispondere...



"E' un po' che non ci si vede, Sid? No... è un po' che non mi avete voluto vedere... è diverso"



Cavoli, che gelo. Non me lo aspettavo. Probabilmente sbianco in volto o arrossisco che è peggio. Mi aspettavo un "eh già... è tanto tempo che non ci si vede...come stai?" e via di facili sorrisi, come ero sempre stato abituato, come, ad esempio con David o con gli altri amici ero consono fare.



Poi, mette da parte le cronache locali e continua...



"Da quattro anni, quattro, sono diventato padre due volte, ho cambiato tre lavori, ho stravolto completamente la mia vita, vivo nel bosco lontano da tutti, ho preso una decisione con un amico che avevamo in comune e... l'ho, capito sai...? Non mi interessa cosa sapete o no, ma è paradossale e assurdo che gente intelligente, o almeno, così pensavo foste, con le quali ho condiviso pasti, vacanze, bei momenti, non mi abbia piu' nemmeno detto "sei uno stronzo" se lo pensava veramente o salutato chiedendomi "come stai", nemmeno sapete il nome dei miei figli... Ed il tutto perchè?"



Vengo inondato dalle sue focose ragioni. Le ascolto bene, me le incide con uno scalpello nella testa.



Del resto comincio a pensare... non resisto alla tentazione di pensare... penso che mi sono accontentato troppo di discorsi lasciati galleggiare, verità confezionate, raccontate, ma non troppo e nemmeno troppo bene... perchè ho sempre pensato fosse giusto che rimanessero al loro posto, per non scontentar nessuno... per non sapere cose magari brutte.



E questo mio non voler sapere mi ha permesso di non sapere. Non sapere quello che Bruce con rabbia sta per dirmi in questo istante, rabbia forse, ma forse è piu' "fermezza" la sua, che rabbia. E' consapevolezza, sicuro.



Ho permesso a me stesso ed alle chiacchiere che mi raccontavano su di lui, di debilitarlo dalla lista di amici o buoni conoscenti. Sono ancora una volta, rimasto quello che "c'era e non c'era", che "andava e veniva". Cosi' come ho fatto io, hanno fatto anche gli altri... Del resto, c'è un particolare, adesso che ho cominciato a pensare ed a farlo con la mia testa, che mi continua a lampeggiare nella mente. Già... E' che i due erano amici-amici. Ma proprio amici...



E che forse, il contesto nel quale io vedevo la loro unione, non era proprio quello che pensavo fosse realmente. Forse non erano proprio cosi' legati. Forse avevano vissuto esperienze tali da ricredersi l'uno sull'altro ed io di questo nulla potevo immaginare. Ecco perchè non mi sono mai saputo spiegare il motivo di tal distacco e della decisione quasi fantascientifica di Bruce che David mi aveva narrato.



Ma si', certo! E' cosi'... c'è sicuramente qualche tassello che mi manca.



Non posso credere Bruce come gelido e frigido nei rapporti, non è mai stato cosi', è contro la sua natura, sicuro...



Pensa che ti ripensa, mi perdo, e mi ricordo che i miei pensieri devono rispondere alla sua domanda, al suo "perchè?"...



Quindi rispondo a lui "Non so, il perchè, Bruce... forse... Temo proprio di non saperlo."



"Perchè? Ehhhehhhehhh..." Annuisce e mi dice "hai tempo di ascoltarmi o devi andare? Magari non ti interessa stare a sentire le lagne patetiche di un lupo solitario al bar... a proposito... bevi qualcosa?"



"una birra, volentieri, ma mi devi raccontare il perchè, non dimenticarti."



"non mi dimentico, come non dimentico che dovresti avere delle sigarette... giusto?"



"Giusto, ricordi bene."



"Ecco, me ne offriresti una?"



"Ma Bruce, mi risulta che tu non fumi."



"Esatto... ma ricomincio. Questa è un'occasione che la merita tutta una sigaretta... era da 4 anni che aspettavo qualcuno di voi il quale mi rivolgesse anche solo una parola, ed era piu' di un sogno il fatto che qualcuno volesse sapere i "perché" imboscati dietro ad una scelta come la mia, presa in un momento, il suo, di dolore del quale ero e sono piu' che consapevole. E forse anche troppo consapevole. Tanto che so' come questo dolore sia stato un suo scudo atto a mantenere buona la sua stessa reputazione al mondo. E gli abbia permesso, distogliendo l'attenzione, di mantenere nascosti agli occhi di tutti, ma soprattutto ai suoi, i veri motivi che mi hanno portato a prendere la radicale scelta."



Arriva la birra ordinata, mi guarda negli occhi e gli offro la sigaretta... "Prosit!"



"Usciamo, dai... ti racconto come a volte, si puo' scegliere di dire basta ad un amico e non vederlo piu', con tutto il male che questo fa e che ne consegue ad entrambi. Dire "BASTA!" perchè gli si vuole bene e non si riesce a fingere come lui, abituato a mentirsi e mentirmi, vorrebbe continuare a fare."


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