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lavoro pubblicato sabato 3 febbraio 2018
ultima lettura venerdì 11 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Inbetweeners-Prologo

di MissRead. Letto 402 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Max ed Alice sono una l'opposto dell'altra, ma, quando a Newberry cominceranno a verificarsi strani eventi, si renderanno presto conto che l’unione delle loro forze è l’unica speranza di salvezza per il loro mondo.......

Prologo


Camminava sul freddo pavimento di pietra, scavalcando i cadaveri e facendo attenzione a non calpestare le pozze di sangue. Raggiunse il fondo della stanza, dove una grossa finestra proiettava uno spettrale raggio di luce all'interno. Lasciò che la luna accarezzasse il suo volto, i boccoli ramati, il graffio insanguinato che le scalfiva la guancia. Trasse un profondo respiro, cercando di fermare il tremito alle mani.
"Sarà meglio muoversi, prima che arrivino le Sentinelle". La voce di Byron risuonò alle sue spalle, producendo un leggero eco nella stanza vuota. Lei la ignorò, restando rivolta verso la finestra, gli occhi serrati.
"Non farne un affare di stato, come al solito: erano Ribelli, era necessario che morissero".
A quel punto, spalancò i freddi occhi verdi, fissando Byron dritto in volto. "Allora, forse, faremo meglio ad andare", disse semplicemente, calma, mascherando le emozioni che le si ribellavano nel petto.
Attraversarono una porta, sul lato della sala, entrando in un lungo corridoio. Camminarono in silenzio, finché Byron non parlò di nuovo. "Dai troppa importanza a questo genere di cose", brontolò.
"Alla vita? Vuoi dire che do troppa importanza alla vita?", rispose lei, a denti stretti, le mani che iniziarono nuovamente a tremare, mentre si apprestavano ad attraversare il passaggio. Byron non lo notò, nel buio. "Alla loro vita, sì", rispose, indifferente "alcuni esseri nascono per essere sacrificati, altri sono semplicemente inutili, altri ancora meritano la morte...". "Era mio amico". Si voltò, premendo il pulsante che chiudeva il muro di sicurezza, che scese velocemente dall'alto, schiantandosi su Byron ed immobilizzandolo a terra. "ERA MIO AMICO!".
Byron emise un gemito strozzato, senza fiato, metà del corpo incastrato oltre al muro di contenimento. "CHE DIAMINE FAI?" ansimò, dolorante. Lei trasse un respiro profondo, chiudendo gli occhi, e, finalmente, riuscì a calmarsi. Quando riaprì le palpebre, la sua espressione era pacata, calma, ma un fuoco sembrava animare le sue pupille. "Che diavolo stai facendo?", Byron tossì. "Apri questa roba, prima che arrivino...". "Perché dovrei aprire?", chiese lei, candidamente. "Tu sei pazza", ansimò lui. "Non dovrebbe esserti concesso di prendere parte a questo genere di missioni. Sei completamente pazza. Apri questa porta! Mi uccideranno, per Dio!". "Ti uccideranno?" il volto della ragazza si illuminò di un sorriso, un sorriso freddo, che non raggiunse gli occhi. "E dov'è il problema? Non stai dando troppa importanza alla tua vita, Byron?". "Non è la stessa cosa...!" disse lui. "Non lo è? Perché la tua vita è degna di essere preservata, e quella altrui no? Chi lo decide, Byron, il criterio? Tu?". Si accovacciò di fianco a lui, che si contorceva come un verme, tentando inutilmente di liberarsi.
"Senti, mi spiace, okay? Mi spiace. Ma è così che funziona. Noi li uccidiamo perché siamo dalla parte del giusto, e loro tentano di contrastarci. Ora, per favore, tirami fuori, prima che arrivino quei mostri". La voce di Byron si spezzò sull''ultima frase, tradendo la paura. "Chi uccide non è mai dalla parte del giusto, Byron". Fece per voltarsi ed andarsene, quando lui la trattenne, afferrandola per una caviglia. "ASPETTA! DOVE STAI ANDANDO? NON PUOI LASCIARMI QUA!". "Posso, a dire il vero. Lo sto facendo". "E CHE COSA DIRAI AL QUARTIER GENERALE? COME GIUSTIFICHERAI IL FATTO CHE SONO- CHE SONO MORTO!". Ora la voce di Byron tremava incontrollabilmente. "Dirò loro che le sentinelle ci hanno sorpreso durante l'attacco. Stavano per sfondare il muro, e tu sei rimasto indietro per combatterle. Ti farò sembrare molto più eroico di quanto tu non sia: dovresti ringraziarmi, ti ricorderanno tutti con orgoglio". Lo guardò dall'alto al basso, con disprezzo. Poi calciò via la sua mano, e si allontanò. "ASPETTA! TI PREGO! TI PREGO, NON LASCIARMI QUI!". In lontananza, si udirono ruggiti e versi bestiali. "STANNO ARRIVANDO! TI PREGO, MAX, MI UCCIDERANNO! NON VOGLIO MORIRE! TIRAMI FUORI DI QUI!".
Max lo guardò ancora una volta, compassionevole. "Ma guarda: il prode Byron che implora per aver salva la sua stessa vita. Che spettacolo imbarazzante". "MAX, MAX TI PREGO...". "Hai ragione: alcuni esseri sono nati per essere sacrificati, altri sono inutili, altri ancora meritano la morte...". Si udirono centinaia di zampe battere sul pavimento di pietra del corridoio. Un attimo dopo, Byron iniziò ad urlare, mentre veniva strattonato all'indietro. Iniziò a vomitare sangue, emettendo gorgoglii soffocati. "Addio, James". Max si voltò, mentre, con un ultimo strattone, Byron veniva trascinato oltre il muro, che si richiuse alle sue spalle.



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