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lavoro pubblicato venerdì 2 febbraio 2018
ultima lettura giovedì 24 maggio 2018

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Il film a luci rosse

di Hiroshi84. Letto 340 volte. Dallo scaffale Generico

Enrico Castaldi: età 45 anni, professione necroforo, precisamente addetto e proprietario di un’agenzia di onoranze funebri. Mariella Savarese: età 40 anni, professione disoccupata, o meglio casalinga in calore! Sposati da 10 anni....

Enrico Castaldi: età 45 anni, professione necroforo, precisamente addetto e proprietario di un’agenzia di onoranze funebri.

Mariella Savarese: età 40 anni, professione disoccupata, o meglio casalinga in calore!

Sposati da 10 anni. Niente figli.

Un giorno i due coniugi sia per noia, sia per provare una nuova esperienza e sia per raggranellare soldi, decisero tramite internet di contattare una casa di produzione di film hard. In verità fu il marito a proporre l’idea e dopo una iniziale titubanza della moglie, alla fin fine si convinse.

Neanche a farlo apposta nella loro stessa città, precisamente a Pozzese, ce n’era una molto affermata, la Redlight Productions, nata anni prima, dalle ceneri della Co(o)k Productions per via del fatto che quest’ultima si spostò nel Nord Italia ed alcuni restanti elementi fondarono la già citata impresa.

La coppia dopo aver mandato due e-mail con relative foto esplicite ed un piccolo filmato girato con una fotocamera, vennero chiamati per sostenere un colloquio con il produttore, inoltre si fecero fornire l’indirizzo e vennero pregati di non divulgarlo.

Si presentarono la mattina dopo, in un grande appartamento. Presto scoprirono che rappresentava la location in cui spesso venivano girati i film e una delle stanze fungeva come stanza per i colloqui.

Fin dal primo momento, fecero una buona impressione all’attempato Saverio Solmi e spiegò ad entrambi che il regista Walter Roman (dall’evidente nome d’arte) li avrebbe in primis provinati per poi indottrinarli a dovere e consigliò a loro che nel set sarebbero dovuti rimanere sé stessi in modo da superare “il complesso della telecamera”.

«Il fatto di essere ripresi tramite una telecamera durante l’atto non rappresenta nessun problema per noi!» disse Mariella con convinzione e di cui Enrico fece eco, d’altro canto vennero lì di proposito e furono invitati a ritornare la sera dopo per fare un provino con il regista.

Marito e moglie non presentavano caratteristiche degne di note: Enrico alto, magrissimo, brizzolato e dalla pelle pallida, mentre Mariella molto più bassa ed in carne, dai capelli castano chiari e dalla carnagione abbronzata, una donna che comunque in base al vestito e al trucco sapeva a suo modo come mostrare le proprie grazie.

Il regista restò abbastanza colpito dalle loro prime performance di prova, in particolar modo Enrico stesso.

Difatti l’uomo pensava che l’imbranataggine li avrebbe traditi e difatti inizialmente ciò avvenne ma solo per lui, a differenza della moglie che già fin da subito si era dimostrata sciolta e spiccata.

«Siete molto portati, soprattutto la signora!» disse entusiasticamente il signor Roman.

Il regista parlò con il produttore per esporre a quest’ultimo che quando lo riteneva opportuno si potevano benissimo iniziare le riprese e che gli aspiranti attori andavano più che bene. In due settimane tutto fu pronto, e si stabilì che il prodotto cinematografico non doveva superare i sessanta minuti.

Nel corso dei quattordici giorni, vennero innanzitutto istruiti su cosa dovevano esattamente fare, tra cui la questione del montaggio, che dovevano attenersi alle inquadrature e che dovevano studiare a memoria un piccolo copione, in quanto l’esile trama era solo un pretesto per rendere il film più interessante. Fu inserita persino una qualche venatura comedy/ horror, il regista ci teneva a girare qualcosa di diverso dal solito porno tutto carne e niente arrosto.

In sostanza dovevano rappresentare ciò che erano nella vita reale:

lui si sarebbe vestito da becchino, mentre lei da casalinga e con un grembiule da cucina.

Nella prima mezz’ora la trama prevedeva che Enrico dopo tante ore passate al lavoro, una volta ritornato a casa, si sarebbe buttato a letto stanco “morto” con la moglie che aveva il chiaro compito di ”resuscitarlo”.

Mentre per i restanti trenta minuti, le scene di sesso dovevano essere girate in una cassa da morto aperta, dal momento che scenograficamente una delle stanze del grande appartamento avrebbe riprodotto in maniera verosimile un’agenzia funebre.

L’unico limite era l’obbligo di indossare delle mascherine, poiché una volta avvenuta la distribuzione in formato DVD, per una questione di privacy non sarebbero stati riconosciuti ed evitare così uno scandalo, specie per Enrico che per via del suo lavoro, in città era molto conosciuto.

Il lungometraggio andò a buon fine, il materiale girato fu etichettato molto valido e di ottima fattura ma c’era un problema:

Il titolo.

Si pensò a ‘Pozzese bollente’ o ‘Il beccafiga’ oppure ‘Il beccamorto e sua moglie’… nessun titolo suonava bene e si decise di accantonare in attesa di una soluzione.

In ufficio si parlò della retribuzione, il produttore disse a Enrico e Mariella, che avrebbero intascato 2000 euro a testa però dovevano pazientare.

Per una questione di pignoleria e scaramanzia da parte di Solmi, una volta trovato un titolo adatto per il film, i soldi sarebbero stati immancabilmente elargiti.

Stessa cosa anche per lo staff tecnico, compreso il regista.

Mentre si stava discutendo di altri dettagli, la segretaria, annunciò che un certo Gaetano Rocchi voleva conferire con il signor Solmi. Si trattava di un ex attore della Co(o)k Productions che dopo anni in cui se n’era uscito dal giro, per questioni economiche desiderava reinserirsi.

«Lucrezia fallo entrare pure!» tuonò Solmi.

Entrò un uomo sui quarant’anni di bell’aspetto, con dei baffetti e con una folta capigliatura castana e salutò gli astanti seduti.

«Buongiorno! Mi scusi per l’intrusione, siccome mi è stato detto di passare per discutere su un prossimo film e…» non terminò la frase per via del fatto che riconobbe uno dei presenti.

«Mariella anche tu qui? Quanto tempo!!!» disse l’uomo strabuzzando dapprima gli occhi per poi sorridere piacevolmente. Le diede anche un bacio sulla guancia.

La moglie del necroforo, divenne tutta rossa in viso, e gli rispose con un impercettibile “Ciao!” mentre Enrico cominciò a inarcare il sopracciglio sospettoso.

«Mariella, Chi è stavolta il tuo partner? Quest’uomo? Ah, spero di no! Sarebbe bello girare di nuovo con te, come ai vecchi tempi!» seguitò a dire raggiante.

Enrico fece due più due, e immaginò che evidentemente Mariella aveva già avuto altre esperienze sul campo.

«Ecco perché era perfettamente a suo agio durante le riprese!» pensò Enrico e anche se gli fu molto difficile, cercò di mantenere la calma.

«Scusami, ma in che senso Mariella ha girato con te?» gli domandò a Rocchi facendo il finto tonto.

«Io e questa birbacciona qua, avevamo fatto tre film con la Co(o)k Productions, poi la casa di produzione si spostò al nord e io mi dedicai ad altro» fece una pausa e continuò con le spiegazioni «Ovviamente abbiamo fatto diversi altri film e con altri partner, ma come scopa lei… non scopa nessuno!!!»

Enrico divenne infuocato, mentre Mariella sempre più mortificata.

Il produttore avendo intuito di un imminente litigio tra marito e moglie, per prevenire che tutto ciò non avvenisse nel suo ufficio, invitò la coppia a congedarsi e che sarebbero stati contattati al più presto per la questione dei soldi.

Enrico avrebbe voluto gridare nonché imprecare ma grazie ad con sforzo sovraumano, in qualche modo mantenne un incredibile autocontrollo.

Si salutarono tutti con una stretta di mano non prima di aver chiarito che Rocchi era stato chiamato per un altro progetto e per discutere su alcuni ragguagli tra cui un probabile “triangolo” ed alcune scene all’aperto.

Marito e moglie uscirono dall’appartamento, salirono velocemente in macchina e nessuno dei due proferì parola. Il disagio e la paura da parte della moglie era alle stelle.

Una volta a casa si scatenò l’inferno.

Partirono urla sovraumane, bestemmie e parolacce a non finire, Enrico offese Mariella nei modi più terribili, distruggendo inoltre parte dell’arredamento e per poco non picchiò la povera malcapitata.

Tra un urlo e l’altro Mariella fu costretta a vuotare il sacco.

Enrico scoprì tra le tante cose che la moglie girò con la Co(o)k Productions, quattro anni dopo il matrimonio, approfittando delle assenze del marito e per non rischiare, in casa non c’erano copie dei film.

L’uomo uscì di casa sbattendo violentemente la porta per realizzare che il fatto di essere stato “tradito” non avrebbe mai potuto digerirlo.

Una volta in strada, gli venne un lampo di genio e con il cellulare contattò il produttore.

«Signor Solmi, mi scusi, credo di aver trovato io stesso un titolo adatto per il film che abbiamo girato!» comunicò con piena convinzione.

«Me lo dica signor Castaldi, me lo dica subito cosi ci leviamo da questo impiccio!» gli rispose una voce dall’altra parte del telefonino.

«Morte & Puttana! Le piace?»

Ci furono interminabili secondi di silenzio.

«Mi piace? È PERFETTO!!! Bravissimo! Tra una settimana esatta, passi a prendere gli assegni!» concluse festosamente e contemporaneamente ebbe un’idea geniale.

Difatti all’insaputa del “cornuto”, contattò immediatamente e segretamente la Savarese, per proporgli dietro compenso di un assegno a parte, altri trenta minuti aggiuntivi di film da girare con Rocchi, cosicché tutto ciò sarebbe servito a mettere ancora più in risalto il titolo scelto.

A Castaldi gli fu appioppata la copia di sessanta minuti e di quella ufficiale non ne seppe mai nulla.

‘Morte & Puttana’ ebbe successo.



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