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lavoro pubblicato venerdì 2 febbraio 2018
ultima lettura venerdì 18 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sei Il Mio Cuore

di Maura. Letto 296 volte. Dallo scaffale Amore

E' una mattina qualunque. Una ragazza se ne sta in piedi sul tetto della scuola, cercando di dimenticare tutto quello che è successo e che ora l'ha fatta diventare il bersaglio di feroci prese in giro, di battute spietate. In bilico a sette piani di altez

Eravamo come due onde. Fragili e disperate. Troppo deboli per poter vivere da sole e troppo forti per non riuscire a capire il bisogno che avevamo l'uno dell'altro.

Onde che avevano sempre vissuto da sole, lontane. Due anime che non sapevano di volersi finché non si sono incontrate. Due cuori persi, smarriti.

Onde innamorate che di nient'altro avevano bisogno per poter andare avanti, se non di un sorriso reciproco. Un sorriso che metteva a tacere gli incubi che avevano nel cuore. Onde che sapevano ascoltare le lacrime, che le guardavano scendere e le baciavano. Onde che diventavano musica, che si trasformavano in poesia.

Eravamo come due stelle cadute che da sole non riuscivano a scacciare l'oscurità, e insieme, mano nella mano, avevano raggiunto la luce, erano tornate a brillare. Ci eravamo riconsegnati a noi stessi. Avevamo ritrovato quella parte di noi perduta, lasciata morire. Insieme. Hai fatto rinascere la mia anima, l'hai accarezzata e l'hai fatta tornare a volare.

Tu.

Una volta mi dicesti... le cose belle andrebbero tenute strette, non bisognerebbe mai lasciarle andare via. Che il momento giusto era all'improvviso.

Perché lo hai fatto allora?

Onde. Imperscrutabili, indifferenti all'inizio, imprescindibili, indivisibili alla fine. Tu ed io. Noi. Tu.

Due onde maestose, chiare, che si gettavano distrutte l'una nell'abbraccio dell'altro. Capendo che solo quell'abbraccio avrebbe potuto salvarle. Salvarci. Dalla vita. Da noi stessi.

E quell'abbraccio ci salvò.

O almeno, salvò uno dei due.

Sono persa. Persa in questa oscurità, senza di te.

Ti guardo. Ti sento. Quasi ti respiro.

Ma tu dove sei?

Lampi di luce. Lampi, lampi, lampi. I tuoi occhi si aprono. Mi guardano. Lo so, lo capisco subito. Non mi vedono.

Non mi vedi.

Dove sei?

Ti stringo la mano. Lo senti? Sono qui, sono qui con te.

Andrew?

Il mio cervello si frantuma. Il dolore è troppo. E' davvero troppo.

E io sono qui, persa in questa sconfinata distesa di nero che mi sta avvolgendo. Senza di te, c'è solo più il nero. Il nostro arcobaleno si è spezzato. Tu non ci sei.

Eppure sei ancora qui.

E io? Io dove sono.

Una macchina, un sedile, un respiro, delle lacrime. Sono mie, è tutto mio. Compreso il dolore. Il mio. Il tuo. Urlo, urlo di svegliarti, ti urlo di non lasciarmi.

Ma tu dove sei? Tu non ci sei.

Andrew, Andrew, Andrew?

Torna da me.



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