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lavoro pubblicato venerdì 2 febbraio 2018
ultima lettura sabato 16 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

La Signora a bordo "Piscina"

di agente11. Letto 627 volte. Dallo scaffale Eros

Seno li lì per sbordare fuori ad ogni movimento brusco,seno che prontamente riponeva al suo posto ogni due minuti poichè sorretto da un umile pezzo di stoffa che fungeva da reggiseno.

Estate 2005 Roma la bella città eterna,una delle più torridi e calde degli ultimi 40 anni,gli architetti fecero istallare delle reti per fare ombra, sul terrazzo dove lavoravo come muratore,ottavo piano di un lussuoso e famoso palazzo della Roma bene.

Stavo piastrellando un piscina ,con un marmo pregiato,il Biancone di Verona.

Marmo tenero e venoso,cosi come era venoso e muscoloso il mio corpo abituato ormai a lavori pesanti.

L’afa la faceva da padrona,il tubo dell’acqua sempre aperto per dissetarmi e avere così un pò di refrigerio.

La dolce signora era sovente venire più e più volte al giorno ,sia in compagnia del famoso compagno,cantautore Romano, che di architetti per decidere il proseguo e il da farsi.

Verso le quattro del pomeriggio però era sovente venire da sola,dopo aver riposato e incipriata il naso mi faceva visita per vedere il progresso del mio lavoro..

Se la tirava molto la signora svestita di tutto punto,pantaloncini attillati che le fasciavano un culetto di tutto rispetto,minimo due taglie più piccolo di lei per sembrare meno grassa,quel perizoma che tutti noi operai immagginavamo,ma riuscivavo ad intravederlo solo nei suoi movimenti su succinti,perizoma o filo interdentale,perchè tale era,un sottile filo di raso che divideva due glutei paradisiaci,scollatura vertiginosa che facevo sudare ulteriormente i miei operai spesso giovani stranieri,lasciando aperti i bottoni sull’ombellico oltre a quelli sul seno.

Seno li lì per sbordare fuori ad ogni movimento brusco,seno che prontamente riponeva al suo posto ogni due minuti poichè sorretto da un umile pezzo di stoffa che fungeva da reggiseno.

Poi quel profumo che copriva i nostri odori di sudore e odori di birra bevuta per dissetarsi,i ragazzi lontani da casa e dalle loro ragazze sbavavano letteralmente alla sua vista,e di tanto in tanto sparivano per poi ritornare soddisfatti non so di che cosa,ma sono sicuro che voi cari lettori avete compreso bene.

Anch’io lavoravo in calzoncini corti,e a dorso nudo,bruciato e baciato dal sole,ero ormai nero come un marocchino,avendo origini sarde,e quindi facilitato ad assorbire il sole,ciò che spiccava,erano i miei occhi verdi,quelli colpivano veramente.

Spesso prendevo il tubo dell’acqua e lo posizionavo sulla mia testa per idratarmi un poco.

L’acqua scivolava via sul mio corpo statuario direi,asciutto e privo di peluria sul petto,lavando via il sudore ,ma lasciando una scia di perle d’acqua che rendevano il mio corpo ancora frizzante.

La bella signora era sovente intrattenersi in un angolo del terrazzo seduta su di una panchina,con un cappellino di paglia intrecciata e occhiali scuri per proteggersi dal sole,rigorosamente firmati,il tutto mentre era intenta a sfogliare riviste di ristrutturazione di appartamenti e ville.

Quel mio gesto di idratarmi,non le passava inosservato,mi scrutava da cima a fondo volendo godere di ogni mio più piccolo movimento,specie quando mi alzavo in piedi e immancabilmente la mia erezione era evidente e spontanea,visto la sua presenza.

Anch’io comunque,non ero immune al fascino di quella creatura proibita, anche se non fosse proprio il mio tipo non disprezzavo la bella e prosperosa signora,che nel mio immaginario l’avevo scopata già più e più volte.

Le avrei fatto scorrere anche a lei l’acqua sul suo bel seno e vedere come quei capezzoli grandi e duri avrebbero bucato quell’esile camicetta che indossava,andando poi a lambire il resto del suo corpo statuario e palestrato.

Avrei fatto volentieri da personal trainer alla bella signora. Magari aiutandola a fare ginnastica aerobica a bordo piscina una volta ultimata,o magari farle provare l’ebbrezza di scoparsi un muratore….che brutta razza



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