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lavoro pubblicato giovedì 25 gennaio 2018
ultima lettura giovedì 22 febbraio 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Malum Sensum

di Rorypattaro. Letto 606 volte. Dallo scaffale Horror

Guardo fissa la mia immagine riflessa ma sembra non essere quella che conosco. Qualcosa di orribile nascondono quei tratti così familiari..

Un gesto quotidiano guardarsi allo specchio. Talmente usuale da sembrare indifferente. Senza preoccuparcene troppo, osserviamo la nostra immagine riflessa in questo agglomerato di vetro e argento. Questa volta però non é come le altre. Lo sento.

Guardo fissa la mia immagine riflessa ma sembra non essere quella che conosco. Qualcosa di orribile nascondono quei tratti così familiari, qualcosa che non saprei nemmeno descrivere. Sono qui, davanti allo specchio, incorniciato da rifiniture impreziosite da dettagli in stile barocco. Il solito specchio dove era mia abitudine spazzolarmi i capelli lunghi fin da quando ero una bambina. Ora sono corti e non mi sto spazzolando i capelli, niente di ciò che sto facendo ora riecheggia di abitudine. Guardo dentro ai miei occhi in mondo insistente, come se stessi chiedendo alla mia stessa anima di rispondere. Cosa c'è che non va? Neanche io saprei darmi una risposta. Un presentimento innaturale mi porta a pensare che le pupille che sto fissando non sono le mie. Ne riconosco mnemonicamente la forma, ma una sensazione alla bocca dello stomaco mi dice che non sono loro, come potrebbero esserlo. I miei occhi non hanno mai disturbato, impaurito. Ora sì. Riesco a percepire il pericolo, come un condannato a morte che fissa il suo boia.

Sono paralizzata, le rifiniture dello specchio non sono nemmeno più visibili, le focalizzo in testa, senza poterle vedere. Lo sguardo è immobile sul mio viso riflesso. Il resto è oscuro, fuori fuoco. Sono seduta? Non lo so. I miei arti sembrano essere staccati dal corpo. L'immagine che vedo non sembra mostrare il terrore che dovrebbe palesarsi nella mia espressione.

Poi qualcosa. Un lato delle labbra carnose che sto insistentemente scrutando si alza, lentamente. Un sorriso.

No.

Un ghigno. Non sono io, non sto sorridendo. Sono immobile. L'immagine riflessa sembra essere compiaciuta. Di cosa? La mia mente continua ad affollarsi di domande. Si alza dalla mia sedia e con quel ghigno se ne va, abbandonandomi.

Riesco finalmente a muovermi.

Ora c'è solo la mia stanza muta e illuminata. La guardo come chi scruta qualcosa dalla finestra. Percepisco il buio intorno a me. Non sono nella mia stanza, sono dentro allo specchio.



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