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lavoro pubblicato domenica 21 gennaio 2018
ultima lettura mercoledì 16 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL PRIMO ATTACCO CONTRO CAMELOT

di jackpeenses. Letto 286 volte. Dallo scaffale Teatro

    ATTO I Durante il suo vagare Jack si ritrova ad essere interrogato alla centrale di polizia per un presunto evento criminale successo in città. Così  ha inizio la prima avventura nel regno di camelot. “Misteri...

ATTO I

Durante il suo vagare Jack si ritrova ad essere interrogato alla centrale di polizia per un presunto evento criminale successo in città. Così ha inizio la prima avventura nel regno di camelot.

“Misteriosa è la sua rendita” disse l’ispettore di polizia, ma Jack non sembrava preoccupato e rispose a tono: “Niente avere per niente dare, dicevano i poveri che altro non avevano se non la povertà.”

Inspettore: “Cosa vuol dire?”

“Non mi dica che è povero?”

“Come fa a sopravvivere in giro per il mondo, senza lavoro, senza denaro e senza nome?”

“La vediamo qui ben vestito, curato e di certo non è normale per un vagabondo che dice di essere.”

Jack: “Vivo delle mie storie, questa è la risposta, semplice e banale.”

Inspettore: Capisco, mi dica quale storie vive che voglio viverle anche io.

Lo sta già facendo, lei fa già parte di una mia storia.

Inspettore: “Tutto questo è molto bello, ma dove stanno i soldi?

Non tutto si fa per i soldi”.

Inspettore: “Sono d’accordo, ma come sopravvive?”

Jack: “Io sono il Re, e tu sei un mio suddito!

Non hai ancora Compreso?

Ancora non la smetti di fare domande idiote?”

Inspettore: Re?

Qual è il suo regno Maestà?

La vita, ispettore Jim.

Inspettore: Bravissimo, e dire che ci avevo quasi creduto.

Non credere a quello che vedi, non credere a quello che senti

Credi solo a quello che le Genti dicono, ti troverai sempre bene, vedrai.

Tu chiedi al Re come fa a sopravvivere nel suo regno?

Inspettore: Va bene, per ora può andare, Re

Ci rivedremo presto, ci sono ancora molte cose da chiarire, per primo, chi è veramente.

Lei lo sa chi è veramente?

Il colloquio con Jack non è andato come sperava, l’ispettore Jim con il suo collega discutono sul da farsi.

James: Non puoi dirgli nulla, Jim:

Cosa sta facendo di male?

Non ha ucciso, ne rubato ne fatto del male

Per cosa vuoi incriminarlo?

Inspettore: “Hai quasi ragione ma ancora non capisco

E quando non capisco c’è sempre sotto qualcosa di losco”.

James: “E alla fine se ne andato tranquillo per la sua strada”.

Inspettore: “Smettila! Ho capito, James”.

Non è che forse ti ha abbindolato con le sue chiacchiere?

Non è la verità, la realtà, lui è solo un vagabondo che nasconde qualcosa di losco

Te lo dico io”.

James: “Come dici tu papà”.

Jack si era fermato nel suo natio paese dopo l’incoronazione, era tornato dopo così tanto tempo che nessuno lo riconosceva più, non sapevano chi era veramente, sapevano che era il Re di camelot, ma non che un tempo era stato un loro concittadino.

Il Re non cercava più storie, non ne aveva bisogno, gli bastava stare tranquillo nella sua Camelot.

Poi un giorno venne ucciso un uomo tagliandogli la testa con una spada e il regno di Camelot fu in pericolo, il Re dovette uscire dal suo regno per combattere i dormienti, Camelot doveva rimanere un segreto per questa folla gregge.

“Per ordine del Re

Per la sopravvivenza del suo regno

Per il perdurare della libertà assoluta”.

Queste sono le uniche tracce che aveva in mano l’ispettore, un foglietto lasciato sul corpo.

L’ispettore non ci mise molto a scoprire chi era questo fantomatico Re, bastò chiedere ai propri concittadini per scoprire che il Re era Jack. Tutto il Paese gli indicò un solo nome: Jack.

“Tutti gli mostravano riverenza, lo trattavano come fosse veramente il loro Re, eppure era venuto da molto lontano, non aveva nome, ne denaro, ne posto dove stare ma gente che si riteneva la più inospitale lo accolse nella propria casa senza che lui stesso dicesse una parola. Così dicevano le poche testimonianze che era riuscito a raccogliere su di lui.” Pensava e si torturava l’ispettore.

così che il Re venne convocato dall’ispettore ma con niente in mano non poteva trattenerlo: un solo foglio di carta su un cadavere non voleva dire nulla, nessuno poteva dimostrare che fosse stato lui o per suo ordine.

Nel cortile della centrale di polizia Jack viene fermato dal vice ispettore James.

James:“Buona sera Re”

Jack: “Buona sera James,

Vedo che hai fatto molta strada!!!!!!”

James:Si è vero, non sono diventato un Dio da marciapiede

Figuriamoci un ……………………………

Jack: “Ti sei nuovamente perso

Cosa ci fai qui?

Qui dovevi tornare solo alla fine

Allora si che forse……………….”

James: “Come faccio?”

Jack: “Tu sai già cosa fare

Non dare le tue colpe agli altri

Ci vuole coraggio per Essere

Si deve sempre combattere

Si deve prima morire per rinascere”.

“In tanto dammi una mano con questa storia

Per il tuo cammino pensaci bene dopo”.

Il vice ispettore aveva capito chi era a prima vista ma come dirlo a suo padre?

“Il Re è sempre il Re”, gli aveva recitato una volta, tanto tempo fa. Sembrava che fosse passato un secolo da quando il “piccolo James” aveva incontrato per la prima volta Jack, era un ufficialetto della Marina e già Jack era il Re, il suo mentore e il suo superiore.

Adesso era, lui un vice ispettore di polizia e Jack il Re della Nuova Camelot nel suo natio paese.

ATTO II

Il regno delle tenebre era calato sulla natia città, il Re era pronto per fare la sua apparizione a Camelot, aveva in mente di scoprire chi era quell’uomo che spacciava per suoi ordini la morte di dormienti che non conosceva. Anche se il Modus operandi era lo stesso dei suoi cavalieri, non potevano essere stati loro, nessuno mai avrebbe tradito Camelot.

Questa notte avrebbe riunito la tavola rotonda per decidere cosa fare e come trovare questo essere, se non era un cavaliere era comunque un cittadino di Camelot, qualcuno che vuol farsi notare o farsi giustizia nel nome del Re o vuol fare crollare il regno di Camelot.

Jack arrivò alle porte della città a cavallo del suo destriero, ogni volta che entrava da quelle porte pensava alla prima volta che arrivò a Camelot con accanto il fedele amico e saggio consigliere Merlino, a tutto il tempo trascorso e sul volto un sorriso di gioia e felicitsià si disegnava.

Ad un tratto un fugace e terribile pensiero lo invase: “Il giorno in cui entrerò da queste porte e ricorderò il mio trascorso con tristezza e nostalgia avrò perso il mio regno.”

Jack: “Buona sera nobili cavalieri.

Siamo qui questa sera, per un grave problema, come qualcuno di voi sa, stamani sono stato convocato dalla polizia, cosa da ridere, ma molto pericolosa per Camelot.

Qualcuno non ha mantenuto segreto il regno di Camelot, è stato ucciso un uomo nel regno dei dormienti, non so chi sia, ma hanno usato la firma di noi cavalieri.

Sono sicuro di ognuno di voi, quindi cercate fra chi conoscete o con chi avete parlato, non so, qualche vostro discepolo troppo audace. Il Regno deve rimanere segreto ai dormienti, è la prima regola, la più importante.”

“Adesso andate, Camelot è un rifugio anche per voi”.

Cavalieri: “Salute Sire”.

Salute cavalieri.

Jack: Miky aspetta, devo parlarti”

Miky: “Si, sire”.

Jack: “Sai benissimo che sono contento di voi,

Non potrei avere una tavola rotonda migliore di questa,

Ma la situazione non mi piace: avere qualche disappunto con gli altri regni è una cosa ma lottare contro gli umani, folla gregge, dormienti, è un’altra cosa.

La lotta è sempre sbagliata, specialmente contro l’altra metà del mondo.

Noi siamo in minoranza netta, il regno notturno è diviso, invece il diurno regno è unito e compatto, come d’altronde deve essere, se no non sarebbero la folla gregge.

Possiamo avere l’appoggio di tutti i viaggiatori, di tutti i Dei da marciapiede ma unire tutti i regni notturni è molto difficile, anche se avendo un nemico in comune ed essendo a rischio la sopravvivenza dei regni, forse ci potremmo unire nella lotta ma saremmo comunque molto inferiori ai dormienti.

Sono troppo forti per noi.

Dobbiamo usare tutte le strategie possibili per far perdurare la pace tra le due metà del mondo.

Dobbiamo sbrigare questa faccenda il più presto possibile, senza clamore e prima che i dormienti comprendano, far sparire le tracce.

Miky: Che devo fare ? Sire.

Jack: Ti ricordi di un certo James?

Era un mio discepolo in marina.

Miky: Si, sire

Jack: Ci starà accanto per uscirne fuori puliti.

Miky: Puliti! Noi non abbiamo fatto niente!

Quello che è successo non è opera di un cittadino di Camelot!

Non è possibile, Camelot è un rifugio sicuro per i viaggiatori di tutto il mondo.

Dobbiamo scoprire chi è.

Jack: E secondo me, ci può essere d’aiuto un discepolo perso: conosce meglio i dormienti

E poi potremmo sempre recuperarlo, un discepolo è sempre un discepolo.

Miky: Si Sire, comprendo.

Jack: Mi raccomando a te, si sempre un cavaliere di Camelot.

Non tradire quello che sei. Sii invisibile.

Miky: Sarò la sua ombra.

Jack: Va bene, adesso vai.

Miky: Salute sire.

Jack: Salute cavaliere.

Jack: Buona sera Harry.

Harry: Buona sera Sire.

Jack: Devo assegnarti un compito delicato

Harry: Sempre ai suoi comandi Sire.

Jack: Dobbiamo sapere chi era l’uomo ucciso, quale era il suo legame con noi.

Harry: Sempre al suo servizio Sire.

Jack: Non attiriamo l’attenzione più del dovuto, intesi?

Harry: Si Sire.

Jack: Salute cavaliere.

Harry: Salute sire.

Re Jack si svegliò a Camelot, era diventata una abitudine pericolosa, anche tanti cittadini rimanevano, la città non era più una illusione o forse era divenuta un miraggio fugace perenne.

Non era più un rifugio dal mondo dei dormienti ma un luogo dove vivere perennemente, il posteggio degli dèi tanto sognato. Forse era proprio questo il problema, non si poteva vivere in due mondi contemporaneamente, nella stessa vita.

Tanti erano arrivati come profughi che cercano asilo e hanno trovato il luogo che avevano sempre cercato, altri invece, più consapevoli, sono stati banditi perché non adatti. Alla fine come in tutto e nel tutto c’è sempre una selezione.

Il Re ha dovuto mantenere leggi severe per il perdurare dell’ordine, anche se non si poteva arrivare a Camelot senza essere almeno un viaggiatore, meglio se un dio da marciapiede.

Eppure tante volte ha dovuto usare la spada per amministrare la legge, ne era dispiaciuto e affranto ma la sopravvivenza, il modo di essere e quello che rappresentava Camelot, non poteva essere messo a repentaglio dai dormienti, miseri umani.

Poi, in un attimo, come per magia, appare Merlino a destare Jack dai suoi pensieri mattutini.

Merlino: Buon giorno Jack

Jack: Buon giorno Merlino

Dove sei stato?

Questa notte ho chiamato tutti i cavalieri, abbiamo un problema da risolvere.

Merlino: Ho visto la lettera, stavo lavorando per te, non preoccuparti.

Perché sei così agitato, devi stare calmo lo sai.

Jack: Sai cosa sta succedendo?

Merlino: Certo.

Non è niente di grave, sai benissimo che la legge a camelot viene amministrata con il fiore e la spada, so che ritieni la spada l’ultima risorsa e fino ad oggi non si può dire che tu l’abbia usata tanto.

Sai che a camelot ci si arriva dopo un lungo cammino, il problema risulta essere la difesa dall’esterno.

Jack: Questo lo so anche io, ma come tu ben sai, il diurno regno, i dormienti sono più forti.

Merlino: Non ti sembra di esagerare? Non sottovalutare il nemico è da saggi e grandi condottieri ma sono pur sempre dei dormienti, anche se più numerosi.

Se non vuoi lottare apertamente distogli la loro attenzione dai tuoi affari, o non farli pensare, cosa che fanno molto raramente.

Jack: Hai ragione, come sempre.

La via mi hai indicato, mi sai anche dire come percorrerla?

Merlino: Sei tu il Re, Sai quello che devi fare.

Fino ad ora hai fatto le scelte giuste, non preoccuparti.

Jack: Grazie Merlino.

Merlino: Poi perché sei rimasto al palazzo?

Sai che il Re deve proteggere il suo regno anche fuori.

Jack: È molto il tempo che non vado in giro tra i dormienti, lo sai.

Merlino: E quindi mi sembra proprio il momento, ci vediamo nella tua umile dimora.

Jack: Va bene .

Jack: Buon giorno Buon uomo

Merlino: Buon giorno Jack

Jack: Dove andiamo?

Merlino: C’è quel tuo discepolo che ti aspetta.

Jack: C’è Miky con lui.

Merlino: Sir Miky non è il Re.

Jack: Andiamo a vedere.

Jack e il buon uomo arrivarono al commissariato, entrarono tranquilli e si diressero direttamente all’ufficio di James; nessuno li aveva notati, tutti erano indaffarati a fare qualcosa.

Arrivati davanti l’ufficio del vice i due bussarono ed entrarono.

James: Buon giorno nobili signori

Merlino: Buon giorno James, Sir Miky.

Sir Miky: Buona giorno Sire, Merlino.

James: Ma sei veramente il Re!

Jack: Certo James.

Adesso che abbiamo chiarito i nostri ruoli possiamo andare avanti:

L’avvocato Michele D. è qui per aiutarci, inoltre il buon uomo qui, è un ottimo alibi.

Ora, non voglio tanto scalpore , vorrei che si distogliesse l’attenzione da quel fatto, se era possibile.

In seguito potrebbe servirci un altro Sir, anche se non sarebbe male togliere quella scritta Vice.

James: Quello è mio Padre, Jack.

Jack: Cosa posso fare per te allora?

James: Niente, sono io in debito con te, e di molto anche.

Jack: Allora organizza qualcosa tu.

James: Va bene.

Arrivederci nobili signori

Arrivederci Sire.

Jack e Merlino escono fuori dal commissariato senza scambiare una parola, ognuno era immerso nei propri pensieri. Appena fuori però, Merlino cominciò.

Merlino: Hai visto che ci voleva il Re?

Jack: Hai sempre ragione tu Merlino.

Ho vissuto tanti anni eppure ancora pongo troppa fiducia negli altri, Amo ancora gli umani.

Merlino: Non è sempre un male Jack.

Jack: Quanto vorrei starmene sempre a Camelot.

Merlino: Dovresti rinunciare a tutto lo sai.

Sei già Re, aspetta ancora un po’, devi ancora trovare la pace con i dormienti

E mandare ancora tanti messaggi importanti, e per finire devi attendere l’altro Re di Camelot.

Jack: Ogni volta che parlo con te, non sono mai pronto, devo fare sempre tante cose prima

Mai una volta a dire: va bene così.

Merlino: Quando sarà il momento lo dirò e con molto piacere, non preoccuparti.

Con il tuo ritiro avverrà anche il mio.

Jack: Cosa vuol dire?

Ci sarà un altro Merlino?

Merlino: Ognuno di noi merita il riposo, tutti abbiamo un sostituto, ricordalo.

Adesso devo andare, ci vediamo a Camelot, questa sera.

Jack: Arrivederci Merlino.

ATTO III

Jack era rimasto solo nel mondo dei dormienti, tra la folla gregge, quanto tempo era passato: stare a Camelot aveva ridotto ulteriormente il tempo che trascorreva con loro, e non ne era affatto dispiaciuto.

Mentre Jack Camminava pensieroso un uomo gli si avvicina, lo guarda avvicinarsi: Alto, possente, Capelli lunghi nero corvino, occhi celesti come il cielo, e un brivido gli percorse la schiena.

Sconosciuto: Buona pomeriggio Jack.

Jack: Buon pomeriggio.

Sconosciuto: Non mi ha riconosciuto, Sire?

A Camelot sono Sir Harry.

Jack:Scusami, ma assomigli ad una persona che conoscevo:

Una Regina di un luogo perduto nel tempo.

Sir Harry: Morgana, Sire. è mia madre.

Jack: Come mai non so niente di te?

Sei completamente diverso a Camelot, come mai questa totale trasformazione?

Sir Harry: Non saprei, ma è solo a Camelot che succede.

Jack: Sicuramente sarà opera di tua madre.

Ho come cavaliere mio figlio e non sapevo niente.

Sir Harry: Io non sono Suo figlio, Sire.

Jack: E chi lo dice?

Hai la bellezza di tua madre, ma alcuni lineamenti sono miei.

Ed ora che ti guardo meglio, anche il tuo portamento assomiglia molto al mio.

Sir Harry: Se lo dice lei Sire.

Jack: Va bene, ne parleremo più tardi a Camelot, adesso abbiamo altro da fare.

Hai delle novità per me?

Sir Harry: Si sire.

Ho scoperto chi era l’uomo ucciso, e non era un uomo.

Jack: Chi era?

Sir Harry: Era un suo Discepolo.

Jack: Impossibile, i miei discepoli sono tutti miei cavalieri, e tutti erano presenti ieri sera.

In caso contrario non sarei il Re.

Sir Harry: Sire, ha lasciato una lettera per lei, è indirizzata al Re di Camelot.

Jack: Ma non ha me personalmente.

Sir Harry: Tenga sire.

Jack apre la busta e ancora una sorpresa, amara questa volta:

Maestro Jack, so che non sono stato degno dei tuoi insegnamenti, ho sempre venerato la saggezza e la sapienza, ma alla fine sono stato sconfitto.

Se sta leggendo questa lettera vuol dire che non sono riuscito a tenerli lontano ne dal suo regno e ne dal mio. Non so chi siano realmente, di certo sono tanti, nascosti tra di noi, e vogliono annientarci.

Stia attento Maestro, scusatemi ancora una volta.

Re di Chimera

(Gabriel S.)

Jack era sconvolto, lacrime scendevano dal suo volto, la rabbia lo assalì, poi guardò Harry e si ricompose.

Jack: Gabriel S., da quanto tempo non pronunciavo più questo nome, fu il mio primo discepolo: quello a cui insegnai tutto e con chi imparai a fare il Re.

Come è possibile che non mi ricordassi più di lui?

Troppo Tempo speso a vagare tra paesi stranieri che il natio paese è divenuto un luogo da espugnare nuovamente.

Sir Harry: Sire.

Jack: Si Harry.

Sir Harry: Come mai non è un cavaliere della sua tavola rotonda?

Jack: Se lo fosse non sarebbe stato il Re di Chimera.

Ho avuto tanti maestri e pochi discepoli.

Tanti mi hanno considerato il loro maestro ma io ho sempre scelto i migliori.

Tanto ho insegnato e imparato per il mondo, ma non ho mai dato più di quanto meritassero.

Lui non era uno di quelli, certamente.

Purtroppo la sua precoce grandezza, lo fece divenire troppo egoista, volle subito la sua libertà e la ottenne nel modo più indisciplinato e scortese, tanto da separarci senza più parlarci.

Sir Harry: Sembra che avesse cambiato idea, forse troppo tardi, Sire.

Jack: Penso proprio di si, sir.

Sono profondamente addolorato, molto irritato.

Dobbiamo scoprire chi è stato!

E forse ho il vago sospetto di sapere chi può essere stato:

Adesso tutti i pezzi combaciano, ora ho compreso quella sensazione che avevo poco fa.

Sir Harry: Come intendete agire?

Jack: Sempre non agendo, Harry.

È stato un attacco rivolto a me, sapevano chi fosse e cosa rappresentasse.

Il loro modo di fare sembrava il nostro ma non era perfetto, ed è questo che lo ha fatto scoprire.

Ha peccato di presunzione: i dormienti ci hanno sempre spiato ma non sono mai riusciti ad entrare nel nostro mondo, solo un rifiuto di noi viaggiatori, re del notturno regno, ha potuto fare questo.

E forse è stata colpa mia.

Dobbiamo recuperare il Regno di Chimera e fermare quel bastardo.

Sir Harry: Come posso servirla Sire?

Jack: Andiamo a prendere sir Miky, i dormienti stessi ci aiuteranno a prenderlo.

Questa sera riuniremo nuovamente la tavola rotonda, dobbiamo avvisarli di stare attenti, portare sempre con loro la spada, giocano secondo le nostre regole, e questo è un vantaggio.

Jack Ad Harry si avviano verso il commissariato, i sospetti di Jack erano tutti indirizzati sul discepolo perso James. Arrivati davanti il commissariato Jack chiede a Harry di rimanere fuori, non dovevano sapere chi erano gli altri membri della tavola rotonda.

Jack arriva direttamente davanti la porta del vice, bussa ed entra.

James: Sire, nuovamente qui? Cosa posso fare per lei?

Jack: Stai già facendo abbastanza, James.

Sono venuto per parlare con sir Miky.

Sir Miky: Sire, mi dica.

Andiamo devo mostrarti qualcosa.

Ci vediamo presto, James.

Sir Miky: Arrivederci James.

James: Arrivederci.

I due escono dal commissariato velocemente ma senza mostrare nessun segno di turbamento ne di ansia.

Appena fuori, Re Jack insieme a i suoi due cavalieri si avviano verso il luogo più sicuro che conoscessero: Camelot.

ATTO IV

(LA VENDETTA)

Scende la sera sul mondo dei dormienti, la paura irrzionale del buio cresce, cominciano ad agitarsi in preda a isteria di massa. I più audaci cercano di rimanre in giro più del dovuto ma poi si arrendono e come gli altri si ritirano nelle loro tombe. Il momento migliore: il tramonto, quando i due mondi si toccano per brevi istanti e subito dopo si allontanano il più velocemente possibile. Jack,affacciato al balcone del suo castello, ne rimaneva sempre affascinato e sempre con tristezza e amarezza costatava di quanto erano diversi gli abitanti dei due mondi. Non sarebbe mai potuto esserci una convivenza pacifica ne comprensione, solo paura e guerra, come sempre nella storia dei dormienti. Jack ormai tristemente arreso all’evidenza voltò le spalle a quel ridicolo circo ed rientrò in casa.

Jack: Buona sera nobili Cavalieri.

Vi ho convocati questa sera, per aggiornarvi su i recenti sviluppi della faccenda di quell’uomo ucciso.

Bene, ora posso dirvi che era un mio discepolo e che era il Re di Chimera.

Siamo stati attaccati da i dormienti, dobbiamo stare attenti, vogliono annientarci, dobbiamo camminare sempre con le nostre spade.

Una particolare attenzione è rivolta ai cavalieri, miei discepoli, i primi voi cercate di non rimanere troppo tempo isolati.

I nostri obbiettivi adesso sono:

1) Salvaguardare Camelot

2) Prendere il colpevole

3) Riprenderci il regno di Chimera.

Sir Peter: Come intendete agire sire?

Jack:Voi tutti state attenti, avete già i vostri compiti, gurdatevi le spalle e salvaguardate il segreto di Camelot.

Per i dormienti ho già un piano, ci penserò io ha loro.

Sir Peter: Sempre servito Sire.

Jack:Salute nobili Cavalieri

Coro: Salute Sire.

Jack: Sir Harry, Sir Miky, Voi due aspettate.

Sir Harry: Sire?

Jack:Voi due siete in pericolo più degli altri, ci avranno visti sicuramente e poi James sa.

Sir Miky: Allora è lui il colpevole?

Si, sir Miky.

Sir Miky: Diamogli quello che si merita, la spada chiede sangue.

Jack: Non così Sir, astuzia e tecniche di guerra si useranno, almeno per ora.

Devi continuare a stargli vicino come se niente fosse, ma stai attento.

Al momento giusto riceverai istruzioni, lo dobbiamo punire con la legge dei dormienti e poi con la nostra.

Sir Miky: Come desidera Sire.

Jack: Adesso andate, ci vedremo nel regno dei dormienti.

Sir Miky: Sempre servito Sire.

Jack: Salute cavaliere.

Jack: Adesso tu mi dici dove si trova tua madre, anzi la porti qui a Camelot, ogni regno ha bisogno di una Regina. Se non volesse venire digli che sono io che la convoco!

Sir Harry: Sire, non posso, non vuole che la riveda da quando sono entrato a Camelot.

Jack: Tu vai, digli quello che ti ho detto, e se non vuole venire digli che andrò personalmente a prenderla.

Sir Harry: Sempre servito Sire

Jack: Salute cavaliere.

Sir Harry: Salute Sire.

Jack:Merlino!!!

Merlino: Sire mi cercava?

Jack:Come sempre tu sapevi, vero?

Merlino:Cosa Jack?

Jack:Il colpevole, chi era sir Harry e chi era l’uomo ucciso.

Merlino:Vedo che hai già scoperto tutto.

Come intendi agire?

Jack:Dobbiamo provare la sua colpevolezza, alla folla gregge.

Merlino:Cosa hai in mente?

Jack:Qualcosa che ho imparato tanto tempo fa: usare l’ipocrisia dei dormienti e la folla gregge farà il lavoro al nostro posto. Basta dare alla stampa gli indizi giusti e tutto sarà compiuto.

Il buon uomo deve consegnare una lettera al redattore del quotidiano Regionale, non voglio che tutta la nazione sappia , potrebbero scoprire Camelot.

Merlino:Ma potrebbe parlare James.

Jack:Per dire cosa?

Che esistono luoghi di cui molti ignorano l’esistenza, che sono il rifugio per tutti i dormienti divenuti viaggiatori o addirittura dei da marciapiede, chi gli crederebbe? E poi loro già sanno.

Sono solo una minima parte dei dormienti, la folla gregge si potrebbe rivoltare contro di loro se muoveremo le pedine nel modo giusto.

Jack:Poi, certamente sai dove si trova Morgana?

Merlino:Certamente.

Jack:Vai da lei, convincila a venire a Camelot, non sarà facile.

Merlino:Quanti anni sono che non vi vedete?

Jack:Direi parecchi.

Grazie Merlino.

Io aspetterò nella mia umile dimora da dormiente, lo svolgersi degli eventi.

Tieni la lettera, domattina sarà il tuo primo pensiero consegnarla.

Merlino:Ma c’è il timbro di Camelot, c’è il tuo stemma sopra.

Jack: Anche il redattore è un Sir, solo che non fa parte della tavola rotonda.

è un mio amico da molti anni ormai, ci aiuterà di certo.

Jack si svegliò nuovamente a Camelot, aveva la testa che gli scoppiava, la notte era passata festeggiando con Venere, Eros, Bacco e Dionisio.

Quando la sua mente non fu più offuscata dal penoso risveglio, Jack si precipitò fuori, nel regno dei dormienti. Sempre sospettoso e attento si diresse verso la sua umile dimora, ad attenderlo trovò il Buon uomo per informarlo dei recenti sviluppi.

Merlino:Jack, sei rimasto nuovamente a Camelot?

Jack:Si Merlino, non sono proprio riuscito ad andarmene.

Hai consegnato la lettera, vero?

Merlino:Si

Jack:Bene.

Ora bisogna attendere la pubblicazione dell’articolo.

Merlino:Ho trovato quelle foto che mi hai chiesto.

Jack:Bene, ottimo direi.

Merlino:L’articolo uscirà tra un paio di giorni, come tu volevi.

Jack:Le foto devono essere messe nel posto giusto e al momento giusto e a questo ci penserà sir Miky.

Hai fatto visita alla Regina?

Merlino:Sempre la bellezza dell’inganno, Jack

È molto irritata con te.

Jack: È stata lei ad andarsene, non voleva stare con un viaggiatore e futuro Re.

Merlino:Sono secoli che combatte, lo sai

Ora vorrebbe la sua pace e tranquillità.

Jack: E noi perché stiamo a Camelot allora?

Merlino:Forse alla fine di questa storia verrà.

Jack:Va bene, per ora sono troppo impegnato per lei.

Merlino:Devo andare Jack

Jack:Va bene, ci vediamo a camelot, e Grazie di tutto Merlino.

Merlino: Arrivederci Sire.

Jack:Arrivederci Merlino.

James organizzò un programma di spettacoli in piazza, con musica e giochi, aveva fatto quello che Jack gli aveva chiesto: aveva indirizzato l’attenzione della folla gregge su altri avvenimenti molto più lieti e spensierati, un ottimo lavoro.

Era proprio quello che il Re aveva previsto, sapeva bene che pochi dormienti, dotati di un intelletto superiore, governavano la folla gregge e a quanto sembrava James ne faceva parte.

Ma il Vice ispettore no sapeva che il Re aveva preparato tutto con cura, non comprese che il suo piano era proprio questo: incolparlo anche di aver manipolato l’attenzione della massa per non avere gli occhi puntati sui suoi loschi affari.

L’articolo uscì proprio al culmine della sua opera, sconvolse le menti della folla gregge incredula e la polizia con i gestori della legge dei dormienti, non poté fare a meno di indagare su di lui.

Con l’aiuto di Re Jack e Sir Miky, James venne incriminato per omicidio: la polizia perquisì il suo appartamento e trovarono le prove della sorveglianza e la spada che uccise il Re di Chimera.

Nel suo ufficio trovarono le foto che sir Miky aveva posto, quelle della sorveglianza fatta a Jack nella sua natia città.

Il tutto si svolse molto rapidamente, James venne deposto e condannato al carcere a vita per omicidio, tutte le accuse su Jack decaddero e Camelot fu salva.

La sera del suo arresto ci fu una grande festa a Camelot con tutti i Cavalieri presenti.

Jack:Buona sera nobili cavalieri.

Coro:Buona sera Sire.

Jack:Festeggiamo la vittoria di questa battaglia, la guerra è appena cominciata, rimane il problema di Chimera, ancora senza un Re, e dovremmo pensarci noi per ora.

Ma adesso divertiamoci, godiamoci i nostri meritati successi.

Coro:Sempre servito Sire

Jack:Alla salute cavalieri

Coro:Alla salute Sire.

Jack lasciò i cavalieri e i festeggiamenti e si diresse fuori, era intento a osservare il mantello di stelle che copriva il cielo sopra Camelot quando una voce conosciuta interruppe il silenzio:

Morgana: Bevi sempre da quel calice?

Jack: Sempre!

Come potrei non farlo?

È quello da cui mi facesti bere la prima volta.

Morgana:Vedo che dall’ultima volta che ti vidi hai fatto molti progressi:

Sei diventato il Re di Camelot e proprio nel tuo natio paese.

Jack:Sempre grazie a te, mia meravigliosa fata.

Re Jack e Fata Morgana si diedero un lungo bacio e la loro storia ricominciò a Camelot.



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