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lavoro pubblicato sabato 20 gennaio 2018
ultima lettura giovedì 22 febbraio 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Compagnia del Candelabro - Il Grande Furto al Tempio - PARTE PRIMA

di compagniadelcandelabro. Letto 186 volte. Dallo scaffale Gialli

Giudea 67 dC. La Legione XIII Gemina è impegnata a sedare la rivolta giudaica contro Roma. Il Medicus Castrensis Quintus già "frumentario" viene contattato da Flavio Giuseppe per un'azione temeraria: entrare nel Grande Tempio di Gerusalemme e rubar..

I due uomini si separarono uscendo dalla taberna puzzolente di cipolla, di fritto unto e di fumo. Il Medicus Castrensis Quintus Valerius Orca si strinse nel vecchio mantello e si alzò il cappuccio nonostante la notte fosse tutt’altro che fredda, si diresse verso l’entrata del castrum della XIII Gemina, cercando di non pensare alla brodaglia ed alle frattaglie che aveva ingurgitato. Era ben altro ciò che gli stava bloccando la digestione, ma perché, si maledisse, aveva accettato di soddisfare il desiderio di quel giudeo, non certamente perché era diventato talmente inseparabile con i grandi capi da cambiare il nome in FLAVIO, era per quella voglia, quella malattia nera che covava dentro, la voglia di rischiare sempre, ma anche il desiderio di fare qualcosa di buono, di positivo, di qualcosa che sarebbe rimasto nella Storia, la sua Storia comunque. Le sentinelle lo fermarono ma subito riconoscendolo lo salutarono sorprese dal fatto che il loro medicus se ne andasse a gozzovigliare di notte, sapendolo un uomo ligio e rispettoso, ma si sa’ l’uomo non è di legno. Quintus Valerius Orca si fermò un attimo e poi si diresse verso la tenda del suo carissimo amico il centurione Lucius Laurus Lupus. Lui avrebbe scelto gli uomini giusti per l’impresa che aveva accettato di compiere, entrare in Gerusalemme, nel Beit A-donai e trafugare la grande Menorah, sostituendola con una copia, per salvare l’originale dal saccheggio che i romani sicuramente avrebbero attuato, una volta conquistata la città.

Lucius Laurus Lupus - “Ave a te, amico Quintus Valerius Orca, che ci fai in giro a quest’ora cosi vestito, sembra che volevi nasconderti da qualcosa o qualcuno. Hai una faccia poi di chi si sta mettendo nei guai sembra. Forza siediti e bevi un goccio di buon vino, ti aiuterà a scioglierti.”

Quintus Valerius Orca - “Lascia perdere frater!!” - disse il medicus bevendo avidamente il vino. - “hai ragione a dire che mi sto buttando nei guai. Ma quel giudeo, Giuseppe che ora si fa chiamare Flavio, mi ha chiesto un favore e data la sua amicizia con Vespasiano e Tito credo che non possa esimersi dall’accontentarlo. Ma ho bisogno d’aiuto.” continuò guardando fisso negli occhi Lucius Laurus Lupus.

Lucius Laurus Lupus - “Uhmm, Flavio, Vespasiano e Tito ... roba pericolosa. Non mi guardare così, temo tu voglia il mio di aiuto e quindi anche io mi dovrò ficcare nei guai. Sentiamo medicus Quintus Valerius.

Quintus Valerius Orca - “In breve , Flavio Giuseppe vuole che recuperiamo la Menorah, il che significa intrufolarci a Gerusalemme, arrivare al tempio, trafugarla e sostituirla con un falso”.

Lucius Laurus Lupus - “Robetta da poco non trovi? Per Dite andremo a ficcarci in un covo di vipere pronte a farci la pelle in nome del loro Dio. Addirittura il Tempio, va beh, per quando?”

Flavius Papirius Corvus - All’improvviso compaio appoggiandomi alla porta: “Beh credo che il ‘per quando’ sarà determinato dal per quando avremo pronta la copia esatta, fatta in assoluta segretezza e portata con noi altrettanto segretamente, prima è inutile pensare di muoverci. O la copia esiste già?” Lucius Laurus Lupus - “Ottima domanda frater Flavius Papirius Corvus e qui solo il nostro medicus può darci una risposta. Amico mio va bene che il rischio è il nostro lavoro ma qui superiamo ogni limite ragionevole, ma come si dice per quando arriverà il momento armiamoci e partiamo”.

Quintus Valerius Orca - “Giuseppe Flavio mi ha assicurato che entro pochi giorni avremo il falso. Dobbiamo mettere su una squadra. La presenza di Flavius Papirius Corvus è indispensabile. Sotto il profilo tattico, spionistico nessuno meglio di lui incarna il modello del frumentario. Degno erede di suo padre! La sua intelligenza e saggezza saranno davvero preziosi, amici miei! Lucius Laurus ti voglio nella squadra. Le tue indubbie doti militari e la tua esperienza sono una sicurezza. Non ci rimane da scegliere altri due o tre. In una missione del genere meglio muoverci in pochi. Chi proponete?”

Publius Minicius Statius - “Non penserai di lasciarmi fuori?” entro nella tenda “Le sentinelle all’entrata principalis mi hanno riferito della tua escursione notturna, caro genero. Ho sentito quanto basta, la Menorah è un candelabro d’ oro puro, ma è il simbolo d’ Israele e dovremmo scontrarci con 1020000 pazzoidi che vogliono solo il sangue romano. Se non altro preferisco scontrarmi con loro piuttosto che con Lucilla resa vedova.”

Flavius Papirius Corvus - “Allora siamo Quintus Valerius, Lucius Laurus, Publius Minicius, io, e proporrei Alfraedus De Benedictis, se siete d’accordo. Suggerisco di essere non meno di sei, alcuni per portare l’oggetto, altri pronti a combattere. La Menorah potrebbe pesare moltissimo e ci vogliono almeno due o tre uomini per portarla. A questo punto vorrei vedere la pianta del Tempio, se Giuseppe Flavio te ne ha fatta una, cosa che mi auguro”.

Publius Minicius Statius - Mi accomodo su uno sgabello prendo il boccale dalla mano di Quintus Valerius: “Non esagerare, per reggere il vino ci vuole esperienza.” poi guardo lui e Flavius Papirius Corvus.”Prefetto, sinceramente non mi sei mai troppo piaciuto con i tuoi germani, sarà la mia parte mesica che mi fa sospettare di ogni cosa oltre renana, ma se c’è qualcuno che possa portare a compimento l’impresa sei tu, e il mio caro genero con l’aiuto del qui presente centurione Lucius Laurus, ma una domanda sola operazione approvata dal sempre caro legato Trittius??”

Flavius Papirius Corvus - Ghignando: “Non temere i miei cavalieri celti, germani e traci. Spero che il tuo cuore mesico si tranquillizzi, i miei uomini ancora decorano i finimenti con le teste mozze del nemico, ma per questa operazione ci sarò io, un cittadino romano, e lasciamo i biondi, fulvi cavalieri del nord rilassarsi nel castrum in pace per un po’. Allora ‘sta pianta del tempio dov’è?”

Publius Minicius Statius - “Cazzo figliolo,” svuoto il boccale con una sorsata, schiocco la lingua.” ti sei impigliato in un bel covo di vipere”.

Flavius Papirius Corvus - “Celti e germani sono cazzuti, Publius Minicius, ma giurano fedeltà al prefetto più che a Roma, basta saperlo e si diventa ammaestratore di serpenti. Vipere, aspidi o cobra tutti scattano al fischio del domatore.”

Quintus Valerius Orca - “Allora Flavius, Giuseppe entro domani mi farà avere una dettagliata mappa della città di Gerusalemme e del Tempio. A quanto mi ha detto dovremo arrivare fino al sancta sactorum. È li che si trova la Menorah. Per quanto riguarda Alfraedus Aurelius Gallicus, concordo con te.” E voltandomi verso mio suocero aggiungo: “Giuseppe ha detto che penserà ad informarlo, ma temo che mi abbia mentito. Conoscendo il Legatus mai acconsentirebbe, ma a quanto ho capito questo è un intrigo di Tito. Ci scommetterei le palle che dietro c’è Berenice oltre che lo stesso Giuseppe.”

Flavius Papirius Corvus - “E tu tieniti stretti i tuoi gioielli di famiglia, Quintus Valerius, a me poco importa chi tra gli alti gradi ne trarrà beneficio, l’idea è buona, ed è da parecchio che spero in una azione sotto copertura dietro le linee nemiche, perché questo è il Tempio.”

Quintus Valerius Orca - “Ve l’avevo detto, conosco Berenice da molto tempo e la cosa mi è parsa troppo strana quando Giuseppe ha voluto incontrarmi. Flavius, beh, nessuno meglio di noi due può capire il fascino di certe missioni!!!”

Flavius Papirius Corvus - “Un’altra cosa dobbiamo decidere, consegneremo davvero la Menorah a Tito e Berenice? Io non credo proprio, non mi paiono i soggetti giusti per un sacra. Io propongo di nasconderla in un luogo sicuro e consegnarla a chi se lo merita se ne troveremo uno”.

Quintus Valerius Orca - Improvvisamente nella tenda entra Fulvio, l’assistente di Giovanni, che gli consegna una pergamena. Marcus la srotola. Con sua grande sorpresa vi è disegnata la mappa del tempio. “Per Minerva! Giuseppe F. non ha perso tempo!”

Publius Minicius Statius - “Voi due insieme avete la capacità di farmi andare di traverso il nettare di Bacco, mi fate venire in mente visioni non molto allegre. ma ripeto vi seguirei all’Ade.” Lo negavo a me stesso, ma ero terrorizzato, mai avevo incontrato due signori della guerra come Quintus Valerius Orca e Flavius Papirius Corvus. Erano come il garum, assolutamente non salutare, ma irresistibile

Quintus Valerius Orca - “La Menorah dobbiamo consegnarla direttamente a Giuseppe, ma forse, come è possibile crearne uno di falso ... perché non crearne due? Bisogna capire chi è l’orafo a cui Giuseppe si è affidato. Ma credo che non sarà un grande problema per te scoprirlo, vero, Flavius?”

Flavius Papirius Corvus - “Vedo che siamo nelle stesse corde Quintus! Facciamo un’altra copia della Menorah! Una più veloce da dare a Tito da portare a Roma. La copia esatta la diamo a Giuseppe F. e quella sacra la teniamo noi. Entro domani avremo l’orafo al lavoro sulla nuova copia.”

Quintus Valerius Orca - “Perfetto!! Dobbiamo solo allungare un po’ i tempi prima di agire. Giusto per far in modo che la seconda copia sia pronta. Nel frattempo io cercherò di tenere tranquillo Giuseppe F. e di estorcergli informazioni. Per il momento la guerra è in stallo. Da Roma non provengono buone notizie. Pare che siamo sull’orlo di una guerra civile. E il nostro Giuseppe F. si è guadagnato la liberta profetizzando a Vespasiano il soglio imperiale.”

Lucius Laurus Lupus - “Voi due, tu Quintus Valerius e tu, Flavius Papirius Corvus , siete due vulcani pronti ad esplodere. Imprese così vi esaltano al massimo grado, io e il mio tesserarius Publius Minicius qui vicino rabbrividiamo a cotanta voglia di lanciarvi in questa missione. Mi sa che vi seguiremo senza neanche renderci conto a cosa andiamo incontro. Per il sesto uomo e tanto per dare un po’ di gloria anche alla I coorte potremmo coinvolgere il loro optio Iulius Furius Romanus detto Aquila. È abbastanza folle e temerario pure lui.”

Flavius Papirius Corvus - “D’accordo, Iulius Furius Romanus Aquila allora. Ognuno di noi si copi la pianta del Tempio, io vado a fare conoscenza col nostro orafo, se non ci sono altri punti da discutere. Ritroviamoci domani sera qui per fare il piano tattico dell’azione”.

Publius Minicius Statius - “Centurione Lucius Laurus Lupus.” cerco dell’ altro vino, lo trovo in una botticella attaccata ad un montante della tenda.”Tu lo sai vero che loro” indico con la testa i due frumentari,”ci stanno invitando ad un banchetto avvelenato?”... burp …”Non ci guadagneremo un sesterzio bacato se tutto va bene e con una grande possibilità di stringere la mano ai nostri avi, ma per Tutanis “ do fondo al vino “sono stufo di macellare contadini, andare a Gerusalemme e spedire all’Ade un po’ di zeloti veri e fare qualcosa di sacro”. Do una pacca sulla spalla al centurione, proprio dove ha ancora una ferita semiaperta, la smorfia di dolore è la sua risposta.

Lucius Laurus Lupus - “Gran figlio di una meretrice vuoi farmi riaprire la ferita e farmi sputare l’anima? Quantomeno hai ragione sul fatto che non beccheremo un soldo ne gloria e se ci ammazzano per la legione saremo dei dispersi se non addirittura dei disertori. Torniamo ai nostri compiti prima che qualcuno faccia domande su questa nostra riunioncina. Tesserarius Publius Minicius ti sei meritato il disbrigo di un po’ di rapporti e consegne, io mi metto a riposare, ahia che dolore, il tuo affetto per me è davvero esemplare”.

Publius Minicius Statius - “Eh nooo, altri rapporti! l’esercito sarà sconfitto non dai barbari, ma da montagne di rotoli di papiro.” Lucius Laurus Lupus - “È sempre stato così. Forza al lavoro, quando mi sveglio voglio vedere tutto a posto.”

Flavius Papirius Corvus -Mi giro sulla porta della tenda: “Publius Minicius Statius, per tirarti su il morale, domani porto io il vino.”

Publius Minicius Statius - Sorrido, dandogli una sonora pacca sulla spalla “Ecco vedi? E’ così semplice trasformare una missione impossibile in una passeggiata di salute, caro Prefetto, non te l’ho mai detto che mi sei sempre rimasto simpatico??? D’altra parte la mia famiglia viene da Brixia, coloni e cittadini romani ma in salsa celta. Esco dalla tenda del centurione Lucius Laurus Lupus, carico di nuove incombenze, rapporti e di dubbi. L’accenno alla diserzione mi aveva colpito e mi aveva fatto sorgere mille fantasmi. Mi reco alla tenda del mio aiutante non ufficiale, un immunes di nome Macron, un greco secco e ruvido di Trimontium, lo sveglio e per due sicli d’argento lo incarico di curare tutte le pratiche e le incombenze. “T’aspetto domani, non nel castrum, ma fuori alla solita taberna, all’ora sesta, e fai in modo che tutto sia perfetto”. Mi reco nel mio alloggio, una costruzione di legno, fresca e asciutta che aveva sostituito la solita tenda, troppo spartana per le mie ossa, entro, accendo una lucerna, mi tolgo il gladio e lo depongo sul letto, guardo la candela oraria, mi metto al tavolo, tiro fuori dei vecchi papiri che avevo comprato ad Alessandria, delle scartoffie inutili piene di disegnini di animali, puah! 3000 anni di storia e ‘sti egiziani non hanno impostato un alfabeto civile! Raschio via l’inutile scrittura e comincio a scrivere. Dopo un’ora ripongo un piccolo contenitore 7 rotoli di papiro chiusi con il mio sigillo, guardo la candela, stanotte non si dorme, mi avvio verso le stalle, prendo in prestito il cavallo sellato di una sentinella ed esco dal castrum, le sentinelle che stavano aspettando il cambio mormorarono fra loro “Medicus che entra, Tesserarius che esce! Questo non è un campo militare è un lupanare.” Al buio devo stare molto attento, ma erano poche le miglia che dovevo fare,busso alla porta della villa di Aim Ben Ami, il mio socio giudeo, ne esco dopo circa un’ora alleggerito dei papiri, e di 10 denari, rientro al campo, finalmente riesco a buttarmi sul letto che già albeggiava, “Hmm, devo imboscarmi oggi se voglio dormire un po’.” E mi addormento di colpo...

Lucius Laurus Lupus - Il tesserarius Publius Minicius Statius è appena uscito dalla tenda del suo ufficiale superiore. “Questa storia neanche lui la sta mandando granché giù e come non dargli torto. Per un desiderio di un giudeo, ci siamo messi in testa di andare a recuperare la sua preziosa Menorah. Meglio non pensarci e provare a riposare. Caspita se non fa male la ferita, ma come gli è venuto in mente di darmi una delle sue poderose pacche. Dovrei riposare ma mi sento inquieto, forse se scrivo mi calmo quel tanto da chiudere gli occhi.” penso.

Flavius Papirius Corvus - All’alba, appoggiato al montante della porta della casetta abusiva che il tesserarius Publius Minicius Statius si è fatto costruire - “Lascia fare ai tesserari.” penso tra me e lascio entrare nella stanza il profumo degli spiedini di agnello arrosto che avevo appena tolto dalla brace dopo aver appoggiato alcuni otri di vino a terra proprio sul limite in onore al dio Ianus e alla dea Cardea, per chi ci credeva. Sullo scriptorium ancora si vedono le tracce dei colori grattati via da alcuni papiri egizi che il nostro tesserarius aveva riciclato e consegnato al suo amico Aim Ben Ami. Ammetto che sono divertito dalla situazione, ma è il mio mestiere tracciare tutti quelli con cui lavoro sotto copertura, un’abitudine che mi ha spesso salvato la vita. Avevo concesso al tesserarius alcune, oserei dire parecchie, ore di sonno, ma ora il sole è alto. “Tesserarius - grido con voce stentorea - ecco la colazione!” e gli agito gli spiedini sotto il naso, mentre il profumo di una pagnotta fresca di forno ingentilisce l’aria spessa. “In realtà dovrei sgridarti e denunciarti al legatus per aver grattato via quella che era l’unica e solo copia della formula sacra egiziana per far crescere il fallum di due digiti e solo per scribacchiare chissà che al tuo amico Aim!” La reazione del soggetto delle mie attenzioni è sempre interessante, perciò attendo con un sorriso serafico la reazione, mentre verso del vino Caesanum.

Publius Minicius Statius - “ ....fallum....agnello...Aim....ma che cazz...ohhh Zeus...se sono nei Campi Elisi, l’agnello lo vorrei ben cotto” impiego qualche istante per rendermi conto che una figura, alta e ben slanciata, si stava mangiando i miei arrosticini d’agnello. Mi metto a sedere sul letto, mi arruffo i capelli, prendo la fiasca del vino. “Prefetto,” bevo un sorso, sbocconcello la pagnotta (“puro pane bianco, ma dove lo trova.”), addento un bel pezzo di carne, “come ti ho detto ieri sera, non mi sei molto simpatico.” mi do una lavata con acqua, avevo un’anfora di acqua pura corretta con degli aromi, gentile omaggio dell’ancella di Berenice. “ma soprattutto quando entri nella mia tenda alle prime luci dell’alba.” Mi stropiccio le mani, mi verso un abbondante sorso, (“ottimo, ma dove lo prende?”), lo guardo sorridendo: “Comunque ogni ospite con un dono cosi speciale, merita il mio rispetto, amicizia ed attenzione. Cosa posso fare per te?” mi accorgo che la mia mano sinistra scivolava sotto una coperta dove nascondevo il pugio.

Flavius Papirius Corvus - “Cerchi questo?” sorrido mostrando il pugio. “Ma dai, è troppo facile! dormivi talmente beato che ho dovuto passarti per ben tre volte lo spiedo sotto il naso per svegliarti! e poi non è un’ora antelucana, è appena passato mezzogiorno, ma poiché anche il centurione Lucius Laurus Lupus era nelle morbide braccia di Morfeo, non ho osato svegliarvi, tu soprattutto dopo le tue imprese notturne. Ah, a proposito il secondo candelabro è pronto fra tre giorni e ho deciso di strafare facendolo prezioso come l’originale grazie all’inconsapevole contributo del tesoriere della deliziosa Berenice!”

Lucius Laurus Lupus - Proprio mentre il prefetto Flavius Papirius Corvus finiva la frase entra il centurione Lucius Laurus Lupus il quale è alquanto sorpreso della scena davanti a lui. “Prefetto che ci fai con un pugio in mano? non mi sembra che il qui presente tesserarius Publius Minicius Statius abbia bisogno di farsi la barba. Che state combinando voi due?”

Publius Minicius Statius - Hmmm, riprendo il pugio maledicendomi “Una volta sarebbe bastato un tuo sbadiglio per svegliarmi, con il gladio in mano” Bene, mi alzo, mi sistemo il cingulum, “Quindi fra tre giorni, ci sarà luna nuova.” mi metto il dalmatico sulla testa, mi do un’occhiata nello specchio di bronzo, lo sposto sulla destra. “Certamente tu e quel bel tomo di mio genero avete già pensato a come portare tutti quei cubiti d’oro.” Il centurione Lucius Laurus Lupus entra nella ‘tenda’. “La barba me la sono fatta ieri signore...”

Flavius Papirius Corvus - “Carissimo centurione, è un piacere vederti qui, ma ti suggerisco di stare alla larga dalle zampe d’orso del tuo tesserarius, non sia mai, mi capisci! In ogni caso sono qui perché ho una pianta del tempio vero e proprio, l’ho buttata giù stanotte in base ai miei ricordi di quando servivo presso Eleazar ben Yair che mi mandò per un po’ a pulire le stalle di Salomone al Tempio sotto il comando di Eleazar ben Hanania che ora è il comandante della Guardia del Tempio, uno zelota tutto d’un pezzo, o un fanatico a piacer tuo. In ogni caso col tuo tesserarius dobbiamo preparare l’attrezzatura prendendola in prestito, ovviamente. Ho una mezza idea di come agire, ma aspetto stasera quando c’è il nostro Medicus per sentire anche il suo parere.”

Publius Minicius Statius - Bene, quando si tratta di prendere ‘in prestito’ le cose io sono quello giusto.”Centurione, se mi vuoi scusare, io dovrei controllare se tutte le incombenze che mi hai lasciato sono state eseguite. Prefetto, sono a tua completa disposizione.” Tengo aperta la porta, mi viene un dubbio di controllare il mio deposito segreto, se quel maledetto frumentario aveva scorrazzato per il mio alloggio, non lo avrebbe trovato comunque, sorrido a me stesso, non troppo tranquillo. “Per Zeus, come fanno ‘sti zeloti a guerreggiarci? solo a cercare di ricordare i loro nomi, dovrebbe tenerli impegnati abbastanza.” diventando serio,”Ho saputo che a Gerusalemme si stanno massacrando fra di loro, entrarne ed uscirne, non sarà semplice.”

Lucius Laurus Lupus - “Si, si, è meglio che non mi intrometta nei vostri sdolcinati confronti. Ti attende un pomeriggio impegnativo tesserarius vedi di muoverti se non vuoi assaggiare qualcosa d’altro che non sia un pugio”.

Flavius Papirius Corvus - Fermo il tesserarius che sta uscendo prendendolo per un braccio e lo fisso dritto negli occhi. “So la fama che ci precede, ma se siamo nella stessa squadra, sappi che avrò cura della tua vita più che della mia. A stasera, dunque, anch’io ho obblighi con le mie truppe, porterò una lista della spesa di quello che ci serve per entrare e sì, c’è un po’ di maretta a Gerusalemme, ma la confusione favorisce chi agisce sotto una falsa insegna”.

Publius Minicius Statius – Esco e finalmente mi rilasso “Per Marte Ultore, meglio dover discutere con la banda di Roxolani che bazzica a Dinum, nudo e con le mani legate piuttosto che trovarmi contro uno di questi frumentari ed uno è pure mio genero. Ci vorrebbe Lucilla per badarne uno almeno. “Mi dirigo verso la taberna. “Vediamo se quel bastardo di Macron mi ha fatto spendere bene i due sicli. Com’era quella canzone? l’anno prossimo a Gerusalemme? la settimana prossima ai campi elisi? speriamo che abbiano un buon vino!”MACRON!!!! DOVE SEI BASTARDO DI UN GRECO???”

Lucius Laurus Lupus - “Prefetto Flavius Papirius ti vedo guardingo come se non ti fidassi del tutto del mio sottufficiale. Questa storia ci sta tenendo sul filo del rasoio. Tu e Quintus Valerius siete molto più avvezzi a trattare tradimenti, doppi giochi, menzogne, io sono un semplice soldato e come tale il nemico lo affronto a volto scoperto. Questa missione mi porta a pensare che non solo gli zeloti subiranno un bel scherzetto da noi ma anche Flavio, Tito e Berenice non saranno da meno. Che ne sarà della vera menorah mi chiedo.”

Flavius Papirius Corvus - “Caro centurione Lucius Laurus, non fraintendermi ho la massima fiducia in voi perché vi ho visto in battaglia e senza alcuna remora vi affiderei la mia vita, ma vedo che voi siete a disagio con noi e vorrei che capiste che nulla di oscuro vi verrà da noi. Per esperienza so che una delle chiavi del successo è che tutta la squadra sia al corrente dei piani dell’azione, e nessuno, dico nessuno, e in questo comprendo anche me stesso e Quintus Valerius Orca, deve tenere qualcosa nascosto agli altri. Finché lavoreremo insieme, tutto tra noi deve essere limpido, niente amori segreti, amicizie ambigue e pericolose, niente affarucci privati, nulla insomma che possa mettere a rischio l’azione e il gruppo. Il massimo di privato che concedo è una lettera alla famiglia da lasciare se non si dovesse tornare. Tutto qui. spero che tu capisca. Se ami combattere a viso aperto, allora tanto più devi aprire il tuo cuore a chi combatte al tuo fianco, vale per te e vale per me. Se hai domande, falle, ora o stasera di fronte a tutti, io ti risponderò in modo veritiero perché non ho azioni segrete al momento a parte questa che è per il bene di tutti, spero. La Menorah, decideremo poi cosa farne e dove nasconderla, per ora accontentiamoci di prenderla e di uscirne vivi.”

Lucius Laurus Lupus - “Prefetto hai ragione, di fondo c’è un certo disagio almeno da parte mia, è solo un mio problema. Ciò non toglie che la mia fiducia in te e in Quintus Valerius è massima, non sarei qui in caso contrario. Grazie della tua stima e sappi che non esiterei a dare la vita per te amico mio. Mi limiterò a una lettera alla famiglia, anche se una famiglia non la ho. Solo ti chiedo già da ora che, se non dovessi tornare, fai in modo che la mia coorte abbia un degno comandante. Ora vado a stasera,torno a riposare.”

Flavius Papirius Corvus - “Conta su di me, frater”.

Publius Minicius Statius - L’immunes aveva fatto un ottimo lavoro, potevo stare certo che gli ordini trasmessi dal centurione Lucius Laurus Lupus erano stati eseguiti. Rifilo la guida di una marcia ad un entusiasta tribuno appena arrivato da Roma e mi dedico per gran parte del pomeriggio a prendere informazioni sulla situazione in Gerusalemme. Mi bado le spalle e un paio di volte mi sembra di intravedere il Prefetto Flavius Papirius Corvus, evito di incontrarmi con il mio socio ebreo, il suo amministratore mi manda un paio di messaggi con cui mi venivano garantiti due carri chiusi, leggeri e veloci, ma assolutamente anonimi, immaginavo che sarebbero serviti, nel frattempo per il legatus era un continuo incontro di alti ufficiali, di nobili locali, di un paio di senatori venuti direttamente da Roma.

Lucius Laurus Lupus - “I Pezzi grossi che si vedono in questo campo, è peggio che essere in attesa nelle lussuose sale della corte imperiale. Amico mio, Publius Minicius, ne bisogna approfittare e dare uno sguardo al loro seguito, diciamo materiale, che ne dici?

Publius Minicius Statius - Do di gomito al centurione “Amico mio, tu mi sopravvaluti, non penserai mica che io possa avere a che fare con questi senatori.”- sorrido - “Spediti presso il nostro legato dal vecchio per accertarsi della sua lealtà.” – continuo – “Ho già provveduto a sostituire il loro pessimo falerno con dell’ottimo vino locale”.

Lucius Laurus Lupus - “Spero una sostituzione vantaggiosa per noi comuni soldati spediti in questo posto di topi zeloti per cercare di farli ragionare. Il vecchio farebbe bene a controllare se stesso invece che mandare questi leccapiedi a gironzolare indisturbati per il campo della XIII, con chi pensano di avere a che fare? Non hanno capito che teste siamo a cominciare dal legatus fino a arrivare all’ultimo dei nostri inservienti. In via confidenziale, procurami qualche tunica di quelle di lino leggero di un bel rosso porpora. quei damerini non si accorgeranno della mancanza. Devo pure fare bella figura con la mia futura sposa no?”

Publius Minicius Statius - “Ne ho viste di un bel rosso vivo con dei bellissimi ricami e delle greche ricamate a fili d’oro. Sprecate per quei grassi politicanti.” sorrido “Ottime per festeggiare il giorno del tuo matrimonio, o del tuo congedo”

Lucius Laurus Lupus – “Bravo mi hai capito al volo, sono di gusti semplici, ma ogni tanto bisogna pure uscire dalle sane abitudini e lasciarsi andare ai piaceri della vita, Congedo? Naaa più lontano possibile, son giovane, sano e bello”.

Publius Minicius Statius - E' tornando alla mia tenda che vengo fermato dal mio genero Quintus Valerius Orca. “Pater, devo parlarti prima d’ incontrare gli altri.” - ci spostiamo in un angolo tranquillo - “In questa faccenda ci sono interessi complessi, io ci sono nato in quest’ambiente, ho bisogno, abbiamo bisogno tutti della fiducia uno dell’altro.” lo fermo. “Fiducia vuol dire seguirmi mentre esco dal castrum??? Publius quello che andremo a fare è una pazzia, ma io ci sarò e niente mi fermerà. Aspetto di sentire il vostro piano e quello che faccio con Aim - lo guardo fisso negli occhi - non ha nulla a che fare con tutto questo”.

Quintus Valerius Orca - Guardo cupo il tesserarius. I miei occhi sono gelidi, ma non vi è alcun segno di odio al contrario. Vi è preoccupazione. So in quali guai si sta cacciando mio suocero. “Della tua vita privata non m’importa. Ma stai attento. Non si scherza con Berenice! Pensavi che non lo sapessi? Quella donna, per quanto bella sia, è velenosa ma sopratutto scaltra! Vuole qualcosa. E non solamente il tuo membro! Pensi veramente che si conceda a te o ti conceda le sue servette senza ottenere nulla in cambio? Ma lo sai chi è? La pronipote di Erode e la famiglia degli Erodi fin dai tempi di Augusto è al vertice della spirale degli intrighi in queste zone!! E lei assomma tutte le più pessime abitudini della sua famiglia. Una famiglia dedita ai più segreti intrighi e alle più inconfessabili perversioni!” esclamo con tono terribile senza mostrare alcuna emozione.

Publius Minicius Statius - “Tu conosci la situazione meglio di chiunque altro.” - continuo entrando nella mia tenda - “Berenice è sicuramente pericolosa quanto seducente, io ho imparato a non intromettermi in fatti troppo complicati, ci si rischia la testa e tu me lo insegni.” - mi siedo allo scriptorium - “ma qui c’è il fatto che ti hanno rifilato una bella grana e tu sei parte della mia famiglia e nessuno della famiglia viene lasciato solo.” - mi massaggio le tempie - “Quintus, laggiù in quel Tempio io ci sarò e farò quello per cui sono stato addestrato: guardarti le spalle e liberarti la strada”.

Quintus Valerius Orca - “So che lo farai e te ne sono grato, ed io farò la stessa cosa. Prima di arrivare al Tempio dovremo attraversare Gerusalemme in mano agli zeloti. So che vi spadroneggia Giovanni di Giscala in aperto conflitto con gli altri due capi: Eleazar e Simone Bar Giora. Non sarà facile. Lo schieramento più debole è proprio quello di Eleazar, ma è anche quello che controlla la zona del Tempio ed è legato al Sinedrio mmmhhh..” Chiudo gli occhi e mi metto a pensare un momento. Dopo qualche attimo sorrido. Un piano diabolico mi frulla per la mente. “Forse, con un po’ di fortuna, riusciremo a portare un vantaggio alle legioni.” sussurro.

Flavius Papirius Corvus - “Buona sera, ragazzi, - dico entrando nella tenda del centurione Lucius Laurus Lupus, dove sono radunati gli altri e mettendo per terra tre otri di vino Falerno, e poi, alzando la tenda, faccio entrare due robusti germani con carne e pesce pronti per essere grigliati. Congedo i miei germani con un cenno, guardo negli occhi Quintus Valerius Orca per un attimo e annuisco. “Bene, so che qualcuno ha due bei carri anonimi pronti per l’uso. Noi ci travestiremo da mercanti di porpora blu. Ho dovuto farmi il culo per trovarla, ma ne abbiamo a sufficienza. Come sapete i giudei tingono le frange del loro mantello di preghiera solo con la porpora blu e sono disposti a pagarla a prezzi esosi pur di averla. Ora la porpora blu ci permetterà di arrivare fino al Tempio al Cortile dei Gentili dove c’è il mercato. Poi avremo colombe da offerta di preghiera, teli di lana bianca e di lino egiziano. Ricordatevi che si baratta o in altre merci o in oro e argento, ma non toccate mai, e ripeto mai, monete romane o erodiache, neppure gli sheqel di Tiro. Sono impuri e gli zeloti staranno attenti a ciò. Se un romano della fortezza Antonia vuole qualcosa, rifiutatevi di venderla e non toccate le monete, ma offritevi di scambiarle con oro o monili. Meglio un romano offeso che noi morti”.

Quintus Valerius Orca - Sorrido “Impeccabile come sempre, Flavius Papirius Corvus. Ottima idea quella di travestirci da mercanti di porpora blu”. Flavius Papirius Corvus - Chino il capo in cenno di ringraziamento.

Publius Minicius Statius “Beh, tanto meglio allora” - mi alzo e giro intorno al tavolo e mi siedo fronte l prefetto Flavius Papirius Corvus che mi ha lasciato una sua ‘lista della spesa’. “Ho già provveduto ai due carri, corde, sacchi di lino ed anche un paio di agnelli e capre. Fammi sapere di cosa altro puoi aver bisogno anche il Centurione Lucius Laurus mi ha chiesto qualcosa”. Tiro fuori un paio di tuniche riccamente decorate di un bel colore rosso scuro.

Lucius Laurus Lupus - “Sarei curioso di sapere quale nobile fallo hai spennato. Grazie amico, le lascerò per quando tornerò e torneremo tutti” dico fissando a uno a uno i suoi compagni.

Publius Minicius Statius - “Un nobile senatore amico di Vespasiano, se la prenderà con il suo schiavo.” “Demonio di un Prefetto,” - penso addentando un pesce appena tolto dalla brace - “dove l’ha trovata la Porpora Blu??? Per una infima quantità mi hanno chiesto una esosità.” poi dico ad alta voce “Prefetto, come entreremo nel Tempio portandoci dietro il falso candelabro?? e poi abbiamo un problema, il mio aramaico fa schifo, quello del centurione è anche peggio e quello degli optio è inesistente. Potremo spacciarci per alessandrini o per ebrei di Rodi.”

Flavius Papirius Corvus - “Voglio uno scorpio. Ci toccherà scalare qualche muro. Non preoccuparti Publius Minicius Statius per la lingua, voi sarete muti perché i romani vi hanno tagliato la lingua, parleremo io e Quintus Valerius Orca”.

Publius Minicius Statius - “Uno scorpio .. .nessun problema, ce ne sono diversi nel deposito della V; per domani lo avrò.” do una manata al centurione Lucius Laurus che stava allungando sulla carne “Muti, taglio dalla lingua ehh?, speriamo che nessuno voglia guardarci in bocca, comincio a capire il vostro piano.” Passo del pesce al centurione che mi lancia un paio d’occhiatacce.” preferivi la carne? vedo una tenue speranza di portare a casa la pellaccia. “Simpatico il Prefetto, se ad ogni incontro porta il pranzo, ne dovremo fare più spesso.”

Flavius Papirius Corvus - “Entreremo tranquillamente come ho detto e commerceremo. Ho visto che i banchi delle merci possono restare più giorni, se si paga il tributo al Tempio, che noi pagheremo. Potremo così sapere turni di guardia delle sentinelle e il loro percorso. Dormiremo dentro ai nostri carri nella spianata sul lato Ovest. Ci sono dei tunnel che portano l’acqua fino al tempio e noi fermeremo i carri presso uno di essi dove ci sono le vasche dell’acqua. Il giorno, o meglio la notte prescelta, alla fine dello shabat, entreremo gettando oltre gli spalti con lo scorpio degli uncini con corde. Passeremo da un cortile all’altro lanciando corde con lo scorpio finché salteremo nel tetto del tempio sacro. Cosa ne pensate finora? suggerimenti?”

Publius Minicius Statius - Hm, mi gratto il mento. “Se ho ben capito vuoi entrare dall’alto ed uscire da sotto.” guardo la piantina “L’idea mi piace. Alcuni dubbi, Prefetto, ci dovremo muovere portandoci appresso il falso candelabro, lo dovremo issare con delle corde, questo ci rallenterà facendoci correre il rischio di incappare nelle guardie.” - indicai il sancta sanctorum del Tempio - “La Menorah per quello che vedo è di fronte, se l’hanno fissata al pavimento bisognerà lavorare di braccia, in silenzio, c’è abbastanza luce dentro?” do un morso al pane ed uno alla carne, briciole cadono sui fogli, il centurione Lucius Laurus le pulisce stizzito.”E poi, i canali sono percorribili a piedi? quanto è profonda l’acqua? ed ultimo appunto,” sorsata di vino per schiarirmi la voce “dovremo salire e scendere dai muri. Fra di noi qualcuno è ancora reduce da una brutta ferita.” - guardo Lucius - “Potrebbe avere qualche problema”. Alzo la schiena,il piano era maledettamente geniale: avremmo dovuto trasformarci in devoti giudei per giorni, commerciare, avere contatti continui con gente che non vedeva l’ora di tagliare gole romane, per i due frumentari un gioco da ragazzi, ma noi siamo legionari abituati ad azioni rapide, faccia a faccia.. avremmo retto la tensione?

Quintus Valerius Orca - “Per le guardie non è un problema. Vi precederò e mi assicurerò che Plutone gli accolga tranquillamente nell’Ade, non se ne renderanno neanche conto!” sottolinea il medicus castrensis con una strana luce negli occhi.

Flavius Papirius Corvus - “Non ne ho dubbio, Quintus, ma niente sangue, lascia troppe tracce; strangolali, perché non dovremo lasciare cadaveri che ci possano far rintracciare con scie di sangue. Ecco il mio piano e, spero, le risposte alle tue domande Publius Minicius Statius. Tieniti forte, noi porteremo con noi tutte e due le false Menorah, insieme a molte altre menorah di tutte le fogge e grandezze perché il Tempio è famoso per la vendita di ricordini e cianfrusaglie religiose succhia soldi, come ogni santuario che si rispetti. Dunque un carro sarà pieno di Menorah e nulla è meglio nascosto di ciò che è in piena vista. Se qualcuno ci chiede delle due copie, diremo che sono in oricalco e che erano state fatte proprio per Erode che voleva regalarle a Cesare, ma poi non ci siamo accordati sul prezzo e sul fatto che voleva pagarci in empie monete romane. Se qualcuno chiede, diremo un prezzo inabbordabile per una copia per chiunque. Quando saremo accampati fuori per la notte porteremo una zattera di legno sotto il pozzo del tempio e sì, ci può passare un uomo in piedi nei cunicoli, e sì, non sono pieni d’acqua per cui non ci dobbiamo portare dietro otri d’aria per respirare. So dei problemi del centurione Lucius Laurus e lui è il miglior giudice di se stesso, io pensavo che potrebbe aspettarci coi carri presso l’uscita del tunnel a ovest. Qualcuno di fidato deve restare e lui mi pare la scelta migliore. Se invece vuole essere della partita interna non c’è problema: possiamo tirare su cavalli con le pulegge e imbragature, e la Menorah, non vedo perché non il centurione, ma qualcuno dovrà restare con i carri e i cavalli. - ghigno e riprendo - Se nulla è cambiato le sentinelle sono solo all’esterno del recinto sacro interno e sugli spalti sopra ai portici. Ci sono alcune guardie nel Cortile delle Donne e sui tetti degli edifici che lo circondano, ma se noi ci muoveremo di sabbath è probabile che non ci siano sentinelle colà in ottemperanza al precetto dello shabbat, mentre quelle sugli spalti dei portici sono mercenari siriaci non vincolati al precetto. Dunque Giovanni salirà e ci sgombererà la strada. Io lo seguirò e calerò le corde per tirare su lo scorpio e la Menorah finta avvolta in molte coperte. Saliremo vicino alla Porta di Susa e dal portico di Salomone, là dove è più vicino al Tempio, lanceremo una corda con lo scorpio. Quintus ed io camminando sulla corda arriveremo sui tetto della Camera dei Nazariti, ci libereremo delle sentinelle, se ce ne sono, e poi vi trasporteremo con il sedile per cavalli voi e la Menorah. Seguendo i tetti arriveremo alla Camera della Legna e di lì con lo scorpio manderemo le funi in cima al tetto del Sanctum. Entreremo dal tetto. Anni fa quando ero ancora un fanciullo di guardia ai cavalli un certo Giuseppe di Arimatea, che seguiva Gesù il Nazareno mi disse che una volta i Nazareni avevano rubato il tesoro del tempio che si trovava nel Sanctum. Egli mi disse questo - ricordo le parole come fosse ieri: ‘Ed egli mise la mano per rubare la moltitudine degli Ebrei e rubò la legge stessa a Gerusalemme … E per Caifa e per la moltitudine degli Ebrei non era Pasqua, ma c’era un gran lutto a causa del saccheggio del santuario da parte dei ladri … Giuda disse agli Ebrei: ‘Venite teniamo consiglio; perché forse non è stato un ladro che ha rubato la legge ovvero il deposito segreto di Salomone dal Santo dei Santi, ma Gesù stesso, e io lo accuso.’ Ora mi disse che il furto lo fecero Simone Bariona, che poi prese il nome di Pietro, e altri due e che allentarono una pietra del tetto e si calarono giù. Simone Bariona che amava il buon vino, gli disse il luogo esatto della pietra, e lui grazie a un po’ di aiuto lo raccontò a me. Perciò noi prenderemo la Menorah calandoci dal tetto, la tireremo su e la caleremo nel pozzo che è a fianco dell’altare subito fuori dal tempio, ma anche al riparo dal Cortile delle Donne dove ci possono essere delle guardie. Nel contempo posizioneremo il falso. Il nostro centurione Lucius Laurus aiuterà la Menorah a posizionarsi bene sulla zattera. Noi poi ci caleremo a nostra volta dopo aver cancellato ogni traccia. Io sarò l’ultimo a uscire, se a voi sta bene. Poi porteremo la Menorah nel carro con l’altro falso e i souvenir e all’alba, quando il precetto dello shabbat è passato da tempo, ci metteremo in moto verso il nostro nascondiglio. Io ho in mente un bel posticino sul Sinai, ma sono aperto ad ogni opzione. Adesso fuori critiche, dubbi, proposte e rospi

Publius Minicius Statius - Cerco di seguire le parole del Prefetto ed il suo dito che passava velocemente da un punto all’altro della mappa, mastico lentamente un pezzo di squisito agnello, rallento la masticazione, piano, piano che faccio mente locale, poi mi strozzo del tutto, tossisco, sputando briciole direttamente sul viso del centurione Lucius. “Scusa centurione, Prefetto, ci hai preso per novelli Icaro o Dedalo.” - punto il dito su un punto della mappa - “Se ho ben capito da questo punto.” - leggo con fatica l’annotazione - “Camera dei Naza-cosi dovremmo passare da un tetto all’altro seduti su una sella, volando ad un’altezza di almeno cento piedi e facendo ‘volare’ un candelabro di 3 o 4 cubiti e dal peso di quanto = mille libbre???” - Mi tiro indietro, traggo un sospiro, bevo un mezzo concio di vino - “e tutto nell’assoluto silenzio”concludo. “Bene fratres, tanto vale offrirci in sacrificio a Ba’al, perché da qui, vivi, difficilmente torniamo.”

Flavius Papirius Corvus - “Dal Portico di Salomone sono solo 10 pertiche, una distanza che con uno scorpio si raggiunge benissimo. Come diceva il Nazareno ... ah, sì ‘Ascoltami uomo di poca fede...’ Noi lanciamo il dardo con due uncini ben ricoperti di stoffa per non fare rumore. Io vado dall’altra parte, non è difficile camminare sulla fune, vero Quintus, - sapevo che Quintus era anche meglio di me in quell’esercizio e il richiamo alla parentela era sempre un asset - Quando sono di là aggancio alla corda una serie di pulegge e voi fate girare le corde attorno a uno dei merli del bastione in modo da avere uno scorrimento tra i due punti. Alle funi agganciamo l’imbragatura per cavalli, che porterà sia il candelabro che voi. Quando tutti saremo passati, si sganciamo le pulegge e si tira la fune a casa. L’importante è essere silenziosi e rapidi. Per far scorrere la Menorah useremo delle assi con dei cuscinetti a rulli. Li ha usati Caligola per le sue navi, non vedo perché non possiamo usarli noi. Li ho pronti e anche il grasso per ungerli così faremo poca fatica per portare la reliquia da una parte all’altra e per tirare il tutto su e giù utilizzeremo un pentaspastos che si monta e smonta facilmente come lo scorpio. In genere nessuno guarda in alto, di notte, di luna nuova specie se piove e sembra che pioverà.” Ghigno. “Soddisfatto tesserarius Publius Minicius Statius? Adoro avere compagni come te in queste azioni: sei un rompicoglioni, ma costringi tutti noi a controllare il piano cento volte. Ora se tutto va come deve andare la cosa filerà liscia come il culetto di un neonato, - poi mi giro verso Quintus Valerius Orca e tutti e due ridiamo insieme - ma nulla fila mai liscio come il culetto di un bambino.”

Publius Minicius Statius - Mi sono un attimo risentito per essere stato definito un rompicoglioni, ma poi mi rilasso.”Dato che si tratta anche dei miei coglioni, meglio studiarlo bene il piano, sinceramente mi sembra l’unico fattibile. “ Cerco di mostrarmi il più tranquillo possibile. “Sarà difficile, ma fattibile. Siamo o non siamo i migliori gladi della legione??” Sto per dare un’altra pacca sulla spalla di Lucius, ma lui mi ferma il braccio. “EH NOOO! una freccia giudea mi basta e avanza, non voglio dover difendermi anche dall’affetto del mio sottoposto.” E preghiamo Giove Pluvio che faccia cadere questa pioggia, le sentinelle, quando piove, se ne stanno al coperto.” Tolgo lentamente la mano dalla spalla del centurione, guardo i due frumentari... “Da quale inferno sono stati sputati questi due demoni???” rifletto dando fondo al restante concio.” Devo recuperare anche il pentaspastos, ce n’è uno giusto, giusto presso le decima.

Flavius Papirius Corvus - Mi verso un po’ di vino e addento una costoletta rosolata al punto giusto. Meglio dare il tempo a tutti di pensare. Poi sbotto: “Su una cosa voglio essere chiaro: niente azioni personali, decisioni personali, ricami. Ci si attiene al piano, altrimenti si manda tutto e soprattutto tutti a puttaneggiare nell’Ade. La nostra priorità è la Menorah, salvo decisione contraria. Tanto per essere chiari: se ci capitano a tiro Eleazar, Simone Bar Giora o Giovanni da Giscala, non si piantano gli altri in asso senza avvertire per quanto l’occasione ci titilli, si avvertono gli altri e possiamo decidere che Eleazar o Bar Giora sono più prioritari e farli fuori mollando il candelabro. O magari li facciamo fuori e ci teniamo il candelabro. La mia idea è che nessuno deve accorgersi dei morti e capire che il Tempio è stato forzato, se qualcuno sospetta, e sospetteranno, diremo che è un trucco per far credere a Giovanni da Giscala che noi sicari stiamo portando via un finto candelabro per ingannare Giovanni da Giscala e per permettere di mettere al sicuro il vero dalle sue mani empie. Lo stesso girato ad hoc lo diremo ai seguaci di Giovanni da Giscala.” Bevo del vino e mi accorgo che l’eccitazione e l’adrenalina cominciano a fluire dentro di me. ‘Cazzo, è peggio di una droga’. “Ah tesserarius so già che hai trovato il pentaspastos. - e poi dico a Lucius Laurus Lupus – Centurione, mi sa che te lo frego questo tesserarius!”

Publius Minicius Statius - “Centurione Lucius Laurus”. guardo il mio amico, pulendomi le mani su una sua tunica non c’era altro!!! “Conoscendoti penso che sarai incazzato come un druido appena evirato, devi fare il nostro palo, ma credimi, sarai i nostri occhi ed orecchie, dovrai essere pronto, se ho ben capito la nostra vita ed il successo dell’impresa sono nelle tue mani e l’ultimo avvertimento del nostro Prefetto è diretto a te soprattutto:non devi far prevalere la tua indole da soldato.” - il Centurione è silenzioso e questo mi preoccupa. So che si sente quasi umiliato ad essere considerato non idoneo al cento per cento, ma per il fallo dello stesso druido di cui sopra, solo a lui affiderei in fondo la mia vita, poi appoggiandomi al suo orecchio - “ e non mi fido totalmente del caro prefetto, del mio genero ancora, ancora, ma non vorrei trovarmi ad essere in fondo un buonissimo capro espiatorio, morto, ma sempre utile, ci siamo capiti???” “Ahhh quasi dimenticavo, ho già provveduto ad una soluzione per la nostra gita fuori castrum, evitando qualsiasi pericolo di accuse di diserzione. Domani avrò sistemato questa faccenda, ma vi avverto, dovremo essere molto credibili di fronte al nostro legato.” sorrido a me stesso.

Lucius Laurus Lupus - Me ne sto seduto tra i miei compagni senza proferire parola...So benissimo che, pur aderendo al piano, sono l’anello debole, avrei ceduto a neanche metà impresa, dannata ferita e non capisco perché, a differenza delle altre volte, la ripresa è più lenta. Odio dover rimanere a sorvegliare i carri e fare da palo mentre gli altri ‘si divertono’, ma non si può fare altrimenti. Mi fa male la testa ad ascoltare tutti i particolari del piano d’azione, ma non dico nulla. Mi decido a parlare. “Prefetto Flavius Papirius Corvus, il piano mi convince. Mio malgrado sarò il palo proteggendo le vostre spalle. Lasciatemi tutto l’occorrente e farò il mio dovere. L’importante è che torniate tutti indietro e vivi. Flavius, potrai farmi una corte sfrenata e potrai provare ad offrirmi di tutto e di più, ma il mio tesserarius Publius Minicius Statius non lo cedo, è la mia garanzia per arrivare alla vecchiaia, se mi capisci.”

Flavius Papirius Corvus - “Temevo questa risposta Lucius Laurus e prevedo una lunga vecchiaia dove andrete all’Ade abbracciati, dopo aver lasciato in offerta il fegato a Bacco. Me ne farò una ragione, ma ormai so che non riuscirà a trattenersi, se lo tenterò con imprese illegali, truffaldine e ricche di potenziale di far fessi i polli e i potenti, se poi sono polli potenti tanto meglio, allora la tentazione sarà irresistibile e il tuo uomo sarà mio, per un po’! Sarà bene però che ci dica cosa ha tramato per non suscitare le ire del legato, io nel caso, ho un piano B, che coinvolge Nerone e le notizie che arrivano da Roma. Tanto perché lo sappiate, Nerone è in crociera per la Grecia e parteciperà alle Olimpiadi. Lo so perché i cavalli della sua quadriga li ha forniti la mia famiglia. Perciò, poiché ho un invito dello stesso imperatore ad assistere ai giochi portando quanti amici voglio, possiamo sempre sfruttare la cosa o regalare l’invito a chi ci possa essere utile. Ma vediamo cosa ha imbastito il tuo tesserarius”.

Lucius Laurus Lupus – “Posso solo confidare nella fedeltà del mio tesserarius Publius Minicius Statius.”

Publius Minicius Statius - Mi è sempre piaciuto essere conteso, non per nulla ho avuto tre mogli, ma qui sono due omaccioni e mi sento, a volte, come una vestale contesa.”Lasciamo stare per ora i polli ed i potenti (comunque dopo ne potremo parlare, Prefetto), essere ospiti del pazzoide non sarebbe male, ma mi sembra un’esagerazione prendersi una vacanza in tempo di guerra?? Al povero legato verrebbero i capelli ritti, perdere in un colpo il suo medicus, il prefetto degli ausiliari e i migliori sottufficiali. (“Migliori, che paraculo”.- sogghigna il centurione Lucius) “ma se arrivasse un ordine del Quartier Generale di Tito in persona che comanda ad un ristretto numero di ben selezionati ufficiali e sottufficiali di prendersi cura di un principe possibile alleato per un certo periodo?” al mio genero Quintus Valerius Orca va di traverso l’ultimo boccone.”Volevo completarlo domani, ma mi avete anticipato.” estraggo dal mio sacco di servizio 8 rotoli di papiro, ne srotolo uno, era in bianco a parte un sigillo in fondo. Il sigillo con la firma del nostro beneamato Generale Tito. “Domani su questi papiri sarà indicato per ognuno di noi l’ordine perentorio di recarci ad Edessa per incontrare il Principe Putinin, re della tribù degli Iagizeri del Tanaus, che intende fornire truppe alla causa di Roma. Nostro sarà il compito di scortarlo al meglio per il mese che si fermerà in zona, ordine firmato e sigillato da Tito in persona, onore al Legato e privilegio unico alla legione; domani all’ora quinta un messaggero di Erode II li consegnerà direttamente al legato. Preparatevi per un rapporto.” - bevo in altro sorso, sto esagerando, rutto rumorosamente .”Tutto questo è dono del mio amico Pallante, il tribuno del quartier generale a cui avevo requisito le cibande per il banchetto, mi è costato un paio di aurei scusarmi, ma ora siamo soci. “sgranchisco le gambe. “Noi siamo sei.” mi fa notare il Prefetto Flavius Papirius Corvus con un sorrisetto.”Qui ce ne sono otto”. “Felice di apprendere che il tuo spirito d’ osservazione è degno della tua fama, Prefetto. Diciamo che due sono la percentuale, le mie commissioni.” strizzo l’occhio a Quintus che sta cercando di riprendere fiato.

Flavius Papirius Corvus - “Mi pare un prezzo equo per le tue commissioni - rido di cuore - ed ecco un aureo che ho trovato per caso come contributo per le tue fatiche, tesserarius Publius Minicius Statius. Terremo il divino Cantore tragico per il prossimo... falò per una grigliata, se ne avremo bisogno. E tu centurione Lucius Laurus non ti crucciare di non poter fare carne da taglio col gladio a piacimento. Il pensiero che tu ci aspetterai, saldo come un muro incrollabile, malgrado i colpi e le ferite, mi tranquillizza notevolmente. A volte ci vuole più fegato ad aspettare struggendosi per i compagni che a gettarsi nella mischia senza cervello”.

Lucius Laurus Lupus - Amico mio, Flavius Papirius Corvus, è quello che temo più di tutto. Contate su di me e se per caso io venissi scoperto non vi tradirò, sappiatelo tutti. Publius Minicius Statius appena torniamo da questa allegra missione, ricordami di mandarti a prendere minimo un’altra tunica, questa qui al tuo fianco sulla cassapanca me la hai ridotta uno schifo, scemo io che non la ho messa dentro. Naturalmente poi sarai consegnato per sbrigare le solite questioni amministrative della coorte, io devo pensare a riposare.”

Publius Minicius Statius - Mi alzo un po’ barcollante. “Meglio che vada, domani avrò molto da fare.” metto l’aureo nel borsello.” Prefetto, il tuo e quello di Quintus è un piano folle, due falsi candelabri, volare come pegaso, sei un tipo in gamba. Se sopravvivremo un giro nelle terme di Cesarea e poi un giro nei migliori lupanari, ecco quello che farò o la mia, la nostra testa infilate a delle picche. Bahhh come si dice in Gallia?? Sono pazzi questi romani.” esco nella notte stellata del castrum della XIII INVICTA

Lucius Laurus Lupus - “Altro che terme, lupanari, mangiate e bevute da bagordi, ho già un certo pragrammino per te Tesserarius Publius Minicius Statius”.

Publius Minicius Statius - Mi fermo un attimo sulla soglia, sto per rispondere con una delle mie solite battute, Iulius Furius Romanus Aquila mi scivola accanto distraendomi, meglio così, basta, ritorniamo ad essere un soldato, mi metto sull’attenti. “Agli ordini signore, Semper fidelis. centurione.” e me ne vado.



Commenti

pubblicato il domenica 21 gennaio 2018
compagniadelcandelabro, ha scritto: made by Flavia Busatta, Teresa Logozzo, Giuliano Chigorno, Luigi A. Cologni
pubblicato il sabato 10 febbraio 2018
compagniadelcandelabro, ha scritto: E senza dimenticare Giovanni Puiè

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