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lavoro pubblicato giovedì 18 gennaio 2018
ultima lettura giovedì 17 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il vento

di PiccolaNuvola. Letto 262 volte. Dallo scaffale Viaggi

Il vento mi denuda, senza esitare, da tutti quei stratti di cortecce indurite, morbidi scudi, annidati nelle mie antiche memorie, e mi percorre portandomi suo segreto da mondi sconosciuti e lontani. ..

Il vento mi denuda, senza esitare, da tutti quei strati di cortecce indurite, morbidi scudi, annidati nelle mie antiche memorie, e mi percorre portandomi suo segreto da mondi sconosciuti e lontani.

Di fronte alla sua irruenza
ogni mia lotta è inutile
lo lascio che sia
chino umilmente il capo
piegandomi senza spezzarmi
mi lascio avvolgere dal suo intreccio di stratti di aria, capelli e pensieri
e tutto il mio corpo si arrende alla sua danza
al suo soffiare.

Il mio respiro resta sospeso a quel sussurro che mi invade senza avermi chiesto il permesso
donadoni la stessa emozione di un bacio rubato in un gelido pomeriggio di novembre
la mia pelle si indurisce dal freddo sognando una carezza gentile
i capelli seguono il ballo impazzito mentre il vento spettina miei dubbi
e le mie mani tremano nel tentativo di tenere uniti quei vestiti stracciati che mi cullano.

Mi arrendo a te, oh grande vento!
tu che vieni da lontano portando via con te odori e antichi misteri, granelli di terra impressa di sudore e sangue, germogli e speranza, impronte cancellate, assordanti silenzi e frammenti di parole che custodisci timidamente.

Strappa via da me le croste e lasciale respirare, le ferite, mie Mestre; accarezza le pieghe del sguardo umido mentre provo inutilmente a trattenere nella gola un insieme di emozioni annodate con timore di lasciarle scorrere.

Porta via lontano con te
un pezzo di me
il profumo della mia pelle
un'impronta
un silenzioso grido
un sospiro.

Svuotami da tutto ciò che non mi serve più, dai ricordi ingialliti, dai legami troppo stretti che rallentano il fluire della vita, da ciò non posso più cambiare, e lascia solo l'essenziale per me, che io possa percepirlo con i polpastrelli delle dita a occhi socchiusi.

Lasciami solo un ricordo:
quel sorriso e sguardo rispettoso e semplice di chi ha creduto in me
nella mia autenticità
mio semplicemente essere
così imperfetta ed unica
quel ricordo non strapparmelo via! quello lo voglio!
me lo tengo serrato al mio cuore
mi fa emozionare
quando tocco la terra
accarezzo un coraggioso petalo
abbraccio di un lungo abbraccio un anima in viaggio
mentre ascolto te.

Mi fa comprendere che tutto non è stato inutile
il tempo
la distanza
l'attesa
il dolore
il tutto
non è stato invano.

È un messaggio per me, imprigionato in una pergamena, che custodisco.

È come la linfa vitale che si cela negli abissi dei tronchi dei alberi, i nostri giganti gentili Maestri, così spogli durante l'inverno da tutto ciò che non li servono più, per poter restare connessi con sé, abbracciando il tombale silenzio, e restando in ascolto.
In attesa di te.


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