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lavoro pubblicato giovedì 18 gennaio 2018
ultima lettura lunedì 18 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Giovanna Giorgio e il mondo

di Giorgio. Letto 214 volte. Dallo scaffale Amore

Giovanna Giorgio e il mondo   -         Giorgio, sveglia su apri gli occhi dormiglione. -         Giovanna, ma cosa succede. C’è qualche pericolo? ...

Giovanna Giorgio

e il mondo

- Giorgio, sveglia su apri gli occhi dormiglione.

- Giovanna, ma cosa succede. C’è qualche pericolo?

Ci sono i ladri? Si è forse rotto qualche tubo dell’acqua?

Perché mi svegli così bruscamente mentre sto dormendo così magnificamente?

- Giorgio, ma allora tu non vuoi renderti conto del pericolo che ci sovrasta. Se non ti sbrighi a fare subito qualcosa, per arginare il disastro, tra poco ci porteranno via in barella.

Alla parola barella mi sveglio di colpo, balzo dal letto e mi precipito a ispezionare tutti i locali dell’abitazione. Certo che dire “balzo” è un eufemismo in quanto, ad onor del vero, rotolo su un fianco e mi ritrovo in ginocchio sul pavimento per poi rialzarmi con le rotule ammaccate e le schiena a pezzi. In quanto, precipitarmi a ispezionare, la verità è che mi trascino barcollando da un locale all’altro senza vedere nulla, non avendo trovato subito gli occhiali, e urtando dappertutto. Però, dopo aver per così dire ispezionato la casa, mi rivolgo a Giovanna e la rassicuro che è tutto in ordine e non c’è alcun pericolo. Cerco così di tornare a letto.

- Giorgio, ma cosa fai? Torni a letto senza cercare di risolvere positivamente la situazione? Sei proprio un egoista e menefreghista. Ma come, il mondo sta andando a rotoli e tu cosa fai? Dormi, ti disinteressi di tutto e torni a letto. Forse perché stavi sognando bellezze al bagno e vuoi tornare a rivederle? Scordatelo e agisci subito per salvarci.

Io la guardo attonito e a bocca spalancata senza riuscire ad emettere alcun suono vocale.

Attonito è da anni che lo sono. A bocca spalancata è un ricordo lontano in quanto anche le mie mascelle ormai si aprono con difficoltà e chiamare suoni i versi gutturali che ormai emetto in caso di smarrimento, è un complimentarsi inutilmente.

- Giorgio, su non startene li imbambolato, fai qualcosa, muoviti, organizzati, datti una mossa, agisci, pensa a me, a Marco, a Anna, alle nipoti e all’umanità intera. Salvaci dal pericolo imminente.

Alla parola “pericolo imminente”, mi guardo attorno e noto che tutto è a posto. Apro le finestre e vedo che all’esterno è tutto tranquillo. Il cielo è sereno, non si sentono spari, urla o rombi di cannoni. Non si sentono nemmeno i tremolii di terremoto. Ma dove sta questo pericolo catastrofico?

- Giorgio, chiudi le finestre che entra il freddo. Vuoi farmi ammalare? Raffreddore o polmonite, è questo il bene che mi vuoi?

Al pensiero di dover aggiungere altri medicinali alla sua già lauta terapia, mi affretto ad ubbidire e a coprirla con un’altra coperta per tenerla al caldo.

- Allora Giorgio, hai deciso cosa devi fare per far tornare la serenità nel mondo intero?

Ma, penso io, sta parlando seriamente? Cosa crede, che io possa mettere in atto le sue disposizioni per far cessare le ingiustizie del mondo intero? Che poteri ho per poter soddisfare le sue seppur giuste richieste?

Non starà per caso perdendo la ragione?

- Giovanna, secondo te come posso appianare queste situazioni disastrose e fare in modo che tutto torni a procedere nell’armonia della pace e della serenità?

- Giorgio, vai in Parlamento, esponi le Mie ragioni e spiega il tuo modo di agire. Se tentano di fare orecchie da mercante, picchia i pugni sul tavolo, fai la voce grossa, convincili con argomentazioni serie ed efficaci. Sono sicura che ti ascolteranno e che sapranno agire di conseguenza.

- Brava, per prima cosa non è facile entrare in Parlamento se non sei stato eletto. E se comunque ci riuscissi, il picchiare i pugni sul tavolo comporterà solo la frattura dei miei ossicini delle mani. In quanto a fare la voce grossa bisogna innanzitutto avere il fiato per farla e a me, il fiato, è solo sufficiente per respirare. Se dovessi fare la voce grossa, rimarrei sicuramente ansimante col rischio di restarne senza facendo accorrere medici e infermieri. Poi se dovessi esporre le tue ragioni, sarei immediatamente arrestato, processato per direttissima e condannato per incitamento alla rivoluzione, sovvertimento dello Stato democratico e della Costituzione. Che bella prospettiva mi si para davanti.

- E allora? Il mio eroe si tira indietro? Vuoi che tutto rimanga com’è adesso? Tutte le tue iniziative e idee per il benessere comune, dove sono finite? Nel dimenticatoio?

- Giovanna, non ho più l’età. Ormai sono mezzo decrepito, invoco solo riposo e tranquillità.

- Ah è così, e allora vorresti che lo facessi io tutto il lavoro che aspetta a te. Cosa pensi che non sia capace? Ora mi alzo e vedrai come andrà a finire. Saranno costretti ad ascoltarmi e ad agire di conseguenza, mio bel vetusto, ingobbito, canuto e traballante eroe da barricate ormai lontane.

Ora, Giovanna ha tutto il diritto di alzarsi, rimboccarsi le maniche esporre le sue argomentazioni e incitare chi di dovere ad adoperarsi per il bene comune.

Ma provate voi ad immaginare una persona(Giovanna) in carrozzina con megafono e bandiera della pace sospinta da altra persona (Giorgio) traballante, quasi claudicante, anziano, ingobbito, con gli occhi socchiusi non per esternare uno sguardo cattivo, truce e risoluto ma per restringere il campo visivo onde evitare di andare a sbattere contro qualsiasi cosa e, dopo aver immaginato ciò che poi è la verità, che seguito potrebbero avere queste due persone se non un codazzo di mendicanti e di cani randagi che non sapendo dove andare, si unirebbero a noi solo per ridere e abbaiare in allegria?

- Giorgio, se non vuoi fare niente lo chiederò a Marco, a Anna, a Martina o a Alessia e vedrai che loro lo faranno, mio ormai rinunciatario vecchietto.

- Giovanna, Marco, Anna e Martina devono andare a lavorare per guadagnarsi la pagnotta e Alessia deve andare a scuola. Non possono fare i rivoluzionari per mettere in atto i tuoi desideri. Lasciali stare che hanno tutta una vita davanti a loro. Non le patrie galere.

- E allora dobbiamo lasciare che il mondo vada in rovina solo perché tu sei un po' decrepito?

Ecco, adesso la colpa è solo mia. Che colpa ne ho se la mia carta d’identità porta la data del 1942? E che colpa ne ho se ho dovuto iniziare a lavorare a dodici anni con mestieri anche pesanti che mi hanno massacrato il fisico? Se ciò è una colpa, chiedo perdono, ma a chi? Proprio non so a chi rivolgermi e anche questa è una colpa?

- Dai Giorgio, parliamone e vedrai che un modo per risolvere il quesito lo troveremo.

Noto che il suo tono di voce si è addolcito è il sorriso gli è tornato ad illuminarle il volto. Anche gli occhi hanno ripreso ad avere una luce diversa dalla minacciosità di pocanzi.

- Giovanna, aspettiamo ancora qualche giorno; vedremo gli sviluppi futuri e poi ne riparleremo. Sono quasi convinto che i potenti del mondo riusciranno a trovare gli opportuni accordi per appianare le loro divergenze. Se così sarà, anche i loro popoli ne trarranno inevitabili benefici.

- Ma quali potenti del mondo che sono loro che provocano la fame e le carestie pensando solo a loro stessi, alla loro casta e ai loro sostenitori per potere essere eletti e decidere solo per il loro benessere.

- Dai Giovanna, non tutti sono così nefandi. Qualcuno certamente si salverà. Ora mi informo e poi ti aggiorno. Ci vorrà del tempo per avere tutte le notizie ma poi avremo il quadro completo della situazione e così potremo valutare. Sei d’accordo?

- Va bene Giorgio, datti da fare però piuttosto velocemente perché questa attesa sarà molto snervante.

In che guaio mi sono messo. Come diavolo faccio ad informarmi su tutte le situazioni mondiali se non so nemmeno a chi rivolgermi? Farò finta di interessarmi e poi gli dirò qualcosa per rassicurarla.

- Giorgio, mi raccomando di informarti bene e non fare finta di avere notizie vere e verificate, perché mi accorgo se mi racconti bugie.

Oh Santa Cefalea protettrice dei pensanti, mi legge nel pensiero. Come avrà fatto. Devo ricordarmi di pensare sempre positivo, altrimenti me ne dirà quattro.

- Certo Giovanna, ma ora riposati che intanto io cerco di trovare il modo di attingere a notizie totalmente veritiere.

- Bene Giorgio, la tua decisione è presa e ora devi portarla positivamente a termine. Visto che starò ancora un po' a letto, passami quel libricino che inizierò a leggerlo. Che titolo ha?

- Giovanna, il suo titolo è: SOTTO IL VOLERE DEL CAPO.

- Giorgio, allora lo fai apposta. Dammene un altro. Quello rosa a fianco che titolo ha?

- IL PRINCIPE E I SUOI SUDDITI.

- Ancora? Ma mi stai prendendo per i fondelli? E quello con il bordo scuro?

- IL PADRONE DELLE FERRIERE.

- Giorgio, possibile che non ce né uno che prima parli delle genti e poi degli aguzzini?

- Si Giovanna, uno c’è e si intitola: IL POPOLO SCHIAVO.

Io vedo che diventa rosso fuoco e che le mani si serrano a pugno. I suoi occhi si incupiscono e il sorriso diventa una smorfia cattiva e tenta di alzarsi. Al che mi affretto a prendere un altro libretto e a leggergli il titolo.

- Giovanna, questo sì che va bene. Il titolo è: NEL MONDO DEI GIUSTI.

La vedo rilassarsi e i lineamenti tornano a essere quelli di sempre. Il suo meraviglioso sorriso è rispuntato.

- Finalmente Giorgio, però adesso mettimelo a fianco. Lo leggerò dopo perché mi è venuto sonno e ora dormo.

Giovanna chiude gli occhi e prima di addormentarsi mi sussurra: ora vai Giorgio che si sta facendo tardi. Torna domani che ti racconterò quello che avrò letto.

- Giovanna, domani non posso perché è lunedì ed è il giorno della chiusura del Camposanto.

- Allora Giorgio, non sempre il Mondo è dei Giusti. La chiusura di domani solo perché è lunedì, è una ingiustizia perché non possiamo né vederci e né sentirci. Trovami un libricino che abbia come titolo: il Mondo dei quasi Giusti. Ora vai amore mio e pensami nel modo giusto.

- Ciao Giovanna, a martedì. Dormi bene gioia mia.

- - - - - - - - -

Mi avvio verso casa pensando a dove troverò il titolo che mi ha indicato, quando nella mia mente sento: scherzavo Giorgio, scherzavo. Vieni pure da solo, per me è più che sufficiente. Ciao.

Ciao Giovanna e grazie di cuore.



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