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lavoro pubblicato giovedì 18 gennaio 2018
ultima lettura sabato 16 febbraio 2019

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Orecchini color turchese - prima parte

di Celeste9418. Letto 191 volte. Dallo scaffale Generico

113 gigli rosa. Li abbiamo scelti con la mamma, ti sarebbero piaciuti. Dovresti vedere quanta gente c’è, ma forse la vedi, forse sei qui con noi.                          &nb.....


113 gigli rosa. Li abbiamo scelti con la mamma, ti sarebbero piaciuti. Dovresti vedere quanta gente c’è, ma forse la vedi, forse sei qui con noi. Non avresti approvato il mio trucco di stasera, ho cercato di fare qualcosa ma senza di te sono persa, ho provato a ricordare come applicavi il fondotinta ed il correttore e credo di aver fatto un casino. Poi ho delle occhiaie terribili, avrei tanto bisogno di una delle tue maschere. Mi sembra di vederti, lì, distesa sul divano con una fetta di cetriolo e una di patata sugli occhi, “non provare a mangiarle” mi dicevi sempre “mi servono per essere bella”, quante volte ti ho preso in giro. Credo comunque che nessuno le abbia notate le mie occhiaie, è più che naturale che io le abbia, dopo tutte le lacrime che mi hai fatto piangere. Abbiamo scelto il tuo vestito più bello, quello con il colletto grigio che abbiamo preso nella boutique davanti al Duomo; anche io ne indosso uno dei tuoi, saresti sorpresa nel vedermi così, ma sappiamo entrambe che nessuno dei miei abiti sarebbe andato bene. Prima di uscire mi sono fermata davanti allo specchio, ho coperto quel piccolo neo che ho sulla guancia, l’unica cosa che ci rendeva differenti. Adesso sono te, adesso sono Aurora Galanti, studentessa ventunenne di psicologia che è stata strappata alla vita troppo troppo presto. Sono seduta in prima fila, ho la tua foto davanti, il tuo viso, il mio viso; non riesco a sentire una parola di quello che viene detto. Devi scusarmi ma non sono riuscita a dire niente, avevo preparato un discorso, non l’ho scritto, c’è l’ho in testa, ma è da giovedì che non riesco a funzionare. È da giovedì che non mangio, è da giovedì che non penso. O meglio, è da giovedì che non penso altro che a te. E il mio corpo lo sente che non ci sei più, è la mente che ancora non l’ha capito, è il mio cervello che ancora non ha realizzato le conseguenze di quel “5 minuti e torno”.



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