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lavoro pubblicato domenica 14 gennaio 2018
ultima lettura sabato 2 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La bolla

di cristina08. Letto 233 volte. Dallo scaffale Pensieri

Lo sguardo oltrepassava tutto quello che aveva davanti e continuava a vagare oltre senza fermarsi come se tutto fosse trasparente e ci fosse ancora e ancora spazio da osservare.Voleva solo altro spazio e perdersi ancora lontano per riuscire a dimentica...

Lo sguardo oltrepassava tutto quello che aveva davanti e continuava a vagare oltre senza fermarsi come se tutto fosse trasparente e ci fosse ancora e ancora spazio da osservare.
Voleva solo altro spazio e perdersi ancora lontano per riuscire a dimenticare di aver visto tutto quello che aveva visto.
C’era una vita diversa su una strada diversa e un momento quella vita era sua e il momento dopo non c’era più.
Cercava due ali voleva due ali per poter andare oltre quel momento e oltre tutti gli altri che in successione sarebbero arrivati.
Aveva memoria di tutti i suoi momenti e tutto il vissuto lo sentiva dentro e lo vedeva attraverso le ferite che vivevano ancora come crepe nell’anima che si facevano più scure ogni volta che i ricordi tornavano su quelle ferite.
Non c’era niente di migliore nel passato di questo presente che si presentava ad occhi chiusi ma nel futuro niente poteva essere visto perché non c’erano lenti speciali.
E allora dov’era la visione reale?
Dalla sua bolla percepiva molto ma quello che lo lasciava senza parole erano i sospiri e quei sorrisi leggeri che sentiva nascere da una direzione diversa ogni volta.
La sua bolla lo proteggeva da tutto e al tempo stesso lo isolava da quel tutto perché ci voleva del tempo c’era bisogno di tempo e tutto il resto doveva restare fuori mentre l’adesso doveva rimanere dentro.
A momenti i sospiri diventavano respiri e i sorrisi presenze prima sfocate poi con i contorni via via più definiti e poi ogni cosa diventava reale perché ne faceva parte.
Quale parte?
La migliore quella della sua essenza pura e semplice senza vestiti senza pelle senza peso e senza volume solo contorno reale ma denso.
Tutto intorno ogni cosa continuava a girare al suo ritmo nel verso naturale delle cose e della vita ma nella bolla ogni cosa assumeva contorni luminosi e distesi.
Nelle pieghe colorate nelle pagine preziose di questi momenti già scritti c’erano versi morbidi su cui atterrare e desideri e sogni che aveva davanti a se come obiettivo e che era in grado di vivere solo a parole.
Ma non era questo ora che gli stava davanti e non era questo quello che gli si chiedeva di abbracciare perchè dentro la bolla all’improvviso la vita lo sorprese e una nuova occasione brillò davanti ai suoi occhi.
Le presenze lo circondarono mentre ascoltava i sospiri diventare parole e i sorrisi manifestarsi su volti che non aveva mai visto distesi e rilassati come appena svegli da un lungo momento di riposo.
Sentì l’abbraccio della vita una leggerezza senza forma che gli forniva una strana energia e che lo faceva sentire a casa la sua casa e mentre aspettava di sapere una voce iniziò a parlare.
“Svegliati quando penserai di voler uscire da questo sogno e vorrai sentirti libero di credere che sia tutto vero quello che hai visto e sentito.
Fino ad allora però ascoltami e seguimi perchè soltanto scendendo dentro di te e salendo a conoscere altro potrai seguire i percorsi che rappresentano tutto quello che esiste.
Fuori da questa storia ci sei tu dentro questa storia ci sei tu e attorno a questa storia ci sei tu e non è che rallentando o fermandoti potresti vedere con più calma altri aspetti di quello che già esiste semplicemente perchè tu sei la storia.
Nessun passo è semplice e nessuna scelta è più leggera se nel farla valuti ogni aspetto con la mente lucida e lo sguardo razionale rivolto alle possibilità.
Puoi soltanto tentare un approccio più confidenziale con la scelta quando si accende una piccola luce dentro di te e all’improvviso puoi sentire come compiere il passo e questo può aiutarti ad essere la scelta che compirai.
Anche ora stai scegliendo e lo stai facendo senza guardare perché nella realtà non vedi ma senti e tutto quello che senti ti ha portato a scegliere di ascoltare.
E quello che voglio dirti è che se immagini di essere su una scala hai la possibilità salendo di vedere e conoscere tutto quello che c’è fuori di te e scendendo di imparare a riconoscere l’essere che vive in te.
Ecco la scelta ora è qui e io ti chiedo cosa desideri conoscere?”.
Era senza parole mentre continuava a guardare lo spazio intorno a lui popolato di sorrisi e e occhi pieni di amore che lo incoraggiavano a scegliere.
In un angolo nella sua bolla si materializzò una piccola scala senza appoggi sospesa nell’aria che iniziava e terminava con due aperture simili a finestre.
Si domandò cosa fare e mentre pensava a cosa fare una lucina si accese in un punto preciso del suo essere e in un istante sentì di sapere cosa scegliere.
Si ritrovò sulla scala esattamente al centro iniziò a scendere gli scalini ed eccolo affacciarsi sull’apertura pronto per guardare dentro e scoprire che…..
…..“Non è la bottiglia a contenere l’acqua ma è l’acqua che si lascia contenere dalla bottiglia.
Quello che vedi è tutto quello che vive in te e c’è così tanta sostanza in te che quello che il tuo contorno cerca di fare è arginare piuttosto che contenere.
Ci sono zone di nebbia e zone di sereno e il tormento in molti casi disegna percorsi tortuosi dai quali è difficile uscire perché non riesci ad orientarti.
Il tormento trova i suoi spazi ogni volta in cui perdi l’equilibrio e ogni volta in cui i tuoi passi cambiano direzione senza che tu senta veramente che quella sia la rotta giusta da seguire.
Nel tormento confondi la destinazione con il punto di partenza e a volte ti sembra di essere arrivato in un punto e ti fermi ma non ti accorgi che in realtà non sei mai partito perché sei immobile pietrificato da quello che provi.
Il tormento spegne lo sguardo piega la volontà al tempo e trasforma le possibilità ìn difficoltà.
Sei un soldato in guerra con te stesso innalzi muri e ridisegni ogni giorno il tuo spazio senza sosta senza tregua perché il tormento si alimenta nel silenzio e nell’assenza di presenza.
E sopravvivi senza risposte perché le tue domande sono più in là più giù nell’abisso che esiste dentro di te e non hanno voce.
Ma il tuo tormento non è nelle scelte fatte.
E’ in tutto quello che non hai scelto in tutto quello che hai lasciato andare in ogni luce che hai lasciato spegnersi e in ogni momento in cui hai guardato altrove.
Era tutto davanti a te dentro di te se soltanto ti fossi permesso di crederci e se avessi lasciato entrare l’aria la nebbia si sarebbe diradata e tu avresti visto.
Definisci te stesso attraverso il tormento e non ti accorgi che sempre più spesso dal posto del ricordo che esiste in te qualcosa si muove e ti attraversa.
E’ come un soffio leggero e fresco che cerca di spazzare via la nebbia e ti mostra porzioni di sereno che vorresti fossero più estese e che durassero di più e che ti fermi ad osservare perché riconosci di cosa sono fatte e da dove nascono.
Il tormento è il tuo tempo che scorre è una clessidra che si svuota è la convinzione che è impossibile tornare indietro senza sofferenza e senza dolore.
Trovi sollievo dal tormento solo nel male fisico perché ti costringe ad osservare altro e perché focalizza la tua attenzione sul corpo e su ogni aspetto pratico che risponde alla sofferenza.
Eppure sai che il corpo non ti fornisce risposte e neanche alibi perché quando il dolore finisce il tormento torna a confondere e fa più male di ogni altra ferita.
Qui ora in questo momento tutti noi ti chiediamo di fermarti e di dare pace all’essere mentre il corpo trova il suo riposo in una attesa inserita in un tempo già previsto e di accettare ciò che sei e ciò che senti per poter risalire.
Non devi superare il tuo limite perché in un punto un solo punto non esiste ritorno e nessuno oltre quel punto può esserti accanto.
Se accetti quello che esiste e che sai essere già nel tuo percorso sai guardare attraverso la nebbia perché non esiste più tormento e non esiste fuga dal presente.
La tua urgenza sa di voler rallentare e di volerti concedere un fermo che non è una tregua ma una resa perché tu possa risalire e andare oltre.
Questo non è un gioco e se lo fosse per te è giunto il momento di smettere di giocare.
Guardati sentiti e ogni cosa avrà il senso che già possiede in se”.
Nella bolla ogni presenza scomparve e iniziarono a scorrere immagini di ricordi di momenti di gesti di luoghi di sentimenti ed era come essere immersi in ogni dettaglio circondati assorbiti.
Era assediato ma non provava tormento non era confuso e in ogni ricordo ritrovava il lato che lo avrebbe accompagnato verso l’uscita per risalire e così scalino dopo scalino si ritrovò di nuovo nel centro della scala.
Era tornato nel presente e le presenze avevano ripreso il posto attorno a lui discrete e silenziose attendendo soltanto un cenno un movimento che indicasse la sua presenza di nuovo lì con loro.
Nel presente non c’era contatto con la materia c’era solo essenza e la possibilità di un rifugio e di un abbandono completo.
“In una sequenza di parole tutto quello che serve e che conta davvero sono gli spazi fra le parole e non il loro senso compiuto.
Lo spazio è un tempo che separa tutto il dolore e tutte le paure dalla gioia e dal coraggio che ogni parola rappresenta.
La tua vita di ora è uno spazio sospeso che separa il te stesso di ora dal te stesso di prima e dal te stesso di dopo.
Ma le parole non definiscono chi sei perché è agli spazi che è affidato questo compito.
Gli spazi sono la possibilità di scegliere di cambiare di osare e di tentare di salire gli scalini che da qui portano ancora più su e di sperimentare altro.
In questo momento non riesci a vedere ma senti e sai di essere alla metà del tuo percorso quando ritornando ti accorgi di avere ancora possibilità e capacità e volontà di cambiare ed evolvere.
Ma ora c’è un solo modo per poter proseguire e se ti lascerai guidare ti spiegheremo qual’è.
Non aprirai gli occhi non ora e non parlerai perché le parole non sono un tuo strumento ma ascolterai e potrai sentire un flusso di energia che è in movimento e che circolando trasferisce se stessa.
Poi più avanti ci saranno ancora per te parole da un cuore speciale”.
La bolla era ancora attorno a lui e lui dentro di lei quando all’improvviso tutto lo spazio fu attraversato da una corrente che riuscì a scuotere come un vento leggero la sua essenza.
La corrente conteneva diverse frequenze che riuscivano a risuonare in modo diverso nel suo essere andando a toccare ogni volta un punto diverso.
Ogni punto toccato ritrovava energia attraverso il conforto di quella corrente che lo raggiungeva quasi per risvergliarlo.
Risaliva lentamente la scala per arrivare fino in cima all’ultimo scalino e mentre metteva un piede avanti all’altro si rendeva conto che non conosceva tutto quello che lo aspettava ma sentiva di farne parte.
Alla sommità della scala si trovava una apertura uguale a quella da cui aveva guardato dentro se stesso ma il panorama da lassù era completamente diverso e quando arrivò vicino si rese conto che guardare dentro non era solo guardare fuori ma oltre.
La realtà oltre la finestra era un grande quadro colorato immerso in una luce diversa da tutto quello che fino ad ora aveva mai visto in tutta la sua vita.
I contorni sfumavano l’uno nell’altro e non avrebbe saputo dire dove iniziasse uno e finisse l’altro ma la cosa più soprendente era vederli fondersi fra loro e rimanere al tempo stesso ben distinti e separati.
Sembrava di assistere ad uno spettacolo di magia e tutto quello che si riusciva a vedere era soltanto una piccola parte di quello che esisteva.
Si percepiva uno spazio più ampio ma era difficile vedere tutto da lì sopra perché l’ultimo scalino era comunque troppo lontano dal punto in cui tutto prendeva forma e ci sarebbe stato bisogno di andare oltre.
Avrebbe voluto ma c’era un ma.
Passare oltre era esattamente quello e non sarebbe più stato possibile per lui tornare indietro in questa realtà che ancora abitava.
Passare oltre era tornare a casa ma non era il suo momento e qualcuno glielo disse spiegandolo molto dettagliatamente perché lui comprendesse bene e perché tutto fosse chiaro.
C’era comunque altro da vedere e seguendo la voce avrebbe potuto guardare oltre rimanendo al di qua al sicuro ancora in grado di esistere in maniera completa.
“In un altro momento salirai l’ultimo scalino e oltrepasserai questo confine che separa la tua esperienza fisica da quella dello spirito.
Il perché è semplice perché quando sarai passato oltre tutto quello che appartiene a questa realtà in cui ancora ti muovi non ti apparterrà più.
Ma ci sono molte cose di cui ti devi occupare fino a quel momento e ancora c’è altro che devi vedere qui e ora prima del tuo ritorno nella tua realtà.
Quando uscirai dalla tua bolla troverai ad attenderti una realtà diversa e non perchè in tua assenza è cambiata ma perché nel tempo che tu hai trascorso così sei tu ad essere cambiato e al tuo ritorno tutto ciò che sei sarà un uomo nuovo.
Uscirai dalla porta e rientrerai nella tua realtà e tutto quello che sentirai sarà la tua trasformazione e la tua capacità di ascoltare il tuo cuore e di vivere seguendolo.
Ora siediti sullo scalino e allunga le gambe nel vuoto davanti a te e osserva tutto quello che ti illustrerò.
Ogni uomo possiede una sua personale visione di quello che accade di solito nel momento del passaggio dalla sua dimensione a quella dove il suo corpo smette di essere ciò che lo rappresenta e come un involucro rimane esattamente dove sei tu ora.
La visione è personale perché è fondata sulle convinzioni che ognuno si crea e alimentata nel corso dell’esperienza dai racconti e dal confronto con con le altre visioni.
Una volta superato il confine però ogni visione è esattamente quello che è cioè reale ed universale perché non esiste un posto diverso per ognuno.
Il dolore accompagna soltanto l’arrivo sulla soglia e non segue in nessun modo l’essere nel momento in cui avvenuto il passaggio l’essere si ritrova.
E dove si ritrova?
Esattamente dove è sempre stato.
Potrà sembrare strano ma quando tutti nel momento immaginano viaggi lunghissimi e scenari complessi in realtà il risveglio è esattamente nella realtà di sempre.
Cambiano gli strumenti a disposizione cambiano le sembianze cambia lo spazio occupato e il tempo che si percepisce ma la realtà rimane la stessa sempre e ogni possibilità è sempre nello stesso campo legata alla propria esperienza e alla crescita fatta e ancora da fare.
Si perché non c’è niente che finisce e quando tutto cambia si continua a conoscere e crescere e l’evoluzione è proprio come una scuola dove si superano i livelli e si continua a sperimentare.
Nel momento è come chiudere gli occhi e riaprirli l’attimo seguente in una dimensione ignota all’uomo ma conosciuta perfettamente dallo spirito che ne ricorda tutte le caratteristiche essendo partito da qui per il suo viaggio all’inizio della sua esperienza.
Cosa cambia e cosa accoglie allora l’essere spogliato della materia in questo posto diverso ma uguale?
Energia un particolare tipo di energia che non ha eguali con niente altro conosciuto prima.
L’energia nel momento è un circuito in grado di circondarlo e rendere il suo risveglio meno traumatico e più confortevole.
E’ un’energia delicata e vigorosa al tempo stesso che fornisce riposo e forza perché c’è bisogno di calma ma anche di riprendere il cammino perché niente è fermo e tutto continua il suo movimento.
L’energia è come un soffio che tranquillizza dopo il distacco ma che al tempo stesso alimenta l’essere e gli consente di continuare il viaggio.
All’impatto quello che cambia è il solo aspetto perché la parte esterna del corpo fisico non esiste più ma tutto quello di cui l’essere è composto continua a vivere prendendo coscienza di tutto quello che è e che lo circonda.
Quello che vedi oltre è la vita come estensione dello spirito come esperimento come evoluzione in un processo che non ha una fine ma è in avanzamento costante.
Nel tempo in cui vivi contenuto nella materia ogni passo e ogni espressione di te stesso cercano di riportarti su un tragitto che è parte di un itinerario stabilito e mentre vivi tutto quello che fai e che sperimenti ti proietta al di fuori di te.
Quando credi che tutto quello che ti aspetta è un momento diverso e una pena o un nuovo tormento ricordati sempre che il passaggio non è verso il nulla e che tutto quello che trovi ad attenderti è una realtà che ti conosce e ti accoglie dove puoi continuare il tuo percorso ricominciando una vita diversa che è sempre una vita.
Nei colori che vedi davanti a te ci sono percorsi ed energia e c’è la possibilità di ampliare ancora e ancora la conoscenza la comprensione e la sensazione di essere amati e di appartenere ad altro che non è in un posto oltre il resto ma è un tutto che ti comprende e che comprende tutto il resto.
La tua visione è una visione limitata al momento e alla situazione ma questo serve per aiutarti a tirare fuori da te tutte le tue potenzialità per avvicinarti a ciò che senti di essere veramente dentro di te e poterti sentire non una parte del tutto ma il tutto in ogni sua parte.
Quando la visione che stai osservando ti sembrerà abbia riempito appieno i tuoi occhi il tuo cuore i tuoi sensi e sarai in grado di ricordarla nello sguardo nell’odore nel gusto nel tatto e nell’udito sarai pronto per ritornare nella tua realtà fisica.
Non potrai dimenticare e non smetterai di ricreare tutto quello che hai visto qui nella tua vita pratica perché è sempre a questo che l’essere umano tende senza ovviamente ricordarlo.
Troverai nel farlo che la strada sarà lievemente in salita perché dovrai credere maggiormente in te stesso e in quello che senti e perché solo ricreare te stesso e la visione di te stesso ogni volta sarà tutto quello che ti farà sentire di nuovo come ti senti qui.
Ora sei tu a scegliere quando tornare nel tuo presente e cosa portare con te di tutto questo e quando sei pronto puoi iniziare a scendere di nuovo la scala”.
La verità? Al momento non sapeva bene cosa fare e tutto quello che voleva era restare lì per sempre ad ammirare confortato quello scenario che ogni essere umano avrebbe voluto osservare e continuare ad osservare per tutta la vita e anche oltre.
Cosa c’era in tutto quello che stava guardando che lo portava a voler restare lì?
Un’unica immagine poteva raccontare un frammento di quella realtà ed era quella che avrebbe portato con se.
Un esplosione immensa di colori nello spazio luminoso e infinito e l’assenza del colore nero dalla gamma dei colori in un soffio delicato leggero delizioso profumato avvolgente e morbido.
Ecco avrebbe portato con se questa immagine e avrebbe sempre ricordato quel soffio dentro di lui per sapere di essere sempre lì in ogni momento del suo percorso.
Si alzò lentamente e senza guardare si voltò e iniziò a ridiscendere la scala mentre fissava dentro se stesso tutte le sensazioni di quel frammento di visione che lo avrebbe accompagnato ogni giorno fino al suo ritorno lì.
A metà della scala si ritrovò di nuovo nel suo presente nella sua bolla che era tornata a circondarlo e si rese conto che la realtà in cui era immerso accoglieva da fuori il passaggio di una energia diversa attraverso un canale umano che fino a quel momento non era intervenuto.
Non vedeva e non aveva percezione dello spazio e della luce ma tutto quello che avvertiva con altri sensi era un richiamo particolare che proveniva da un punto diverso e da quel punto avrebbe detto che c’era un altro tipo di energia.
Una richiesta diversa non verbale si spostava da un punto esterno alla bolla e con forza e precisione penetrava nell’interno della bolla ed arrivava in un punto del suo essere dove aumentava poco per volta irradiando energia ovunque.
La donna era lì da un po' e anche se non poteva vederla sapeva perfettamente dove fosse perché da quel punto sentiva provenire quel calore che riusciva a raggiungerlo e scaldarlo come per riportarlo indietro nel suo adesso.
Immobile nella stessa posizione mentre il tempo scorreva lo osservava e lo chiamava in silenzio senza che nessun suono uscisse dalle sue labbra e senza che nessun movimento potesse tradire il tormento che stava vivendo.
Erano giorni che la stessa scena si ripeteva sempre uguale e nessuno osava parlare o commentare o cercare di fermare o cambiare il rituale che si compiva ogni volta sempre nello stesso modo.
La donna arrivava e dopo averlo salutato rimaneva a guardarlo senza avvicinarsi o toccarlo e solo il suo sguardo lo raggiungeva avvolgendolo in un abbraccio che riusciva a dare un senso profondo al suo essere lì solo per lui.
Comunicava con lui in silenzio soltanto attraverso il suo essere e lui riusciva a sentirla e sentiva tutto l’amore ma anche tutto il dolore che viveva dentro di lei.
Fino al giorno in cui mentre tutto in apparenza sembrava restare sempre uguale qualcosa cambiò nel suo piccolo mondo dentro la sua bolla.
La donna arrivò come ogni giorno e come ogni giorno iniziò la sua comunicazione silenziosa ma all’improvviso come se si fosse sollevato un velo lui riuscì per la prima volta ad ascoltare chiaramente la sua voce.
“Voglio spiegarti perchè sono qui.
Sono qui perchè ti voglio accanto e voglio compiere il mio cammino con la tua presenza.
Sono qui perchè voglio sapere che ci sei e non doverti cercare e voglio poterti dire ogni giorno che tu sei importante per me.
Sono qui perchè non voglio conservare i ricordi del passato con te ma creare nuovi ricordi ogni giorno per tutto il resto del cammino.
Sono qui perchè tu non sei un nome ma un cuore e perchè io amo e tengo a questo cuore da sempre.
Sono qui perchè voglio offrirti l'amore che sento e assicurarti che quell'amore è per te.
Voglio dirti come sto.
Sono spaventata da quello che provo per te.
Sono certa che quello che provo è reale e non scompare con il tempo.
Sono preoccupata per te e per quello che provi e che vivi ogni giorno.
Sento come concreta la possibilità di perderti ancora.
Sento di non riuscire a staccarmi più da te in questa esperienza.
Voglio dirti perchè ti amo.
Ti amo perchè ti conosco e so chi vive dentro di te.
Ti amo perchè quando penso a te sei un posto diverso ogni volta che mi fa venire voglia di essere esattamente lì dove sei.
Ti amo perchè mi sembra di conoscerti da sempre.
Ti amo perchè una parte di me ti appartiene e quella parte è la migliore di me.
Ti amo perchè sono la tua forza e tu sei l’obbiettivo a cui tendo costantemente.
Voglio dirti perchè ti voglio.
Ti voglio perchè sento il filo che ci unisce che si tende.
Ti voglio perchè so da sempre che vivi in un posto dentro di me che è solo tuo.
Ti voglio perchè ascolto l'energia che sale dentro di me e so che vuole raggiungerti.
Ti voglio perchè tu sei il completamento del mio corpo.
Ti voglio perchè sento di appartenerti.”
Ogni cellula del suo essere assorbì ogni singola parola e perfino lo spazio fra le parole gli sembrò riempirsi di energia che riusciva ad ascoltare.
Da qualche parte esisteva l’uscita e lui doveva solo trovarla e raggiungere quel cuore speciale che aveva parlato soltanto per lui.
Ma la donna non aveva ancora finito di parlare e dopo aver preso un respiro più profondo completò molto lentamente il suo discorso.
“Se tu fossi uno sbaglio saresti quello che rifarei e che accetterei ancora e ancora come prova su questa strada.
E tu non sei uno sbaglio e io ho bisogno di ricordare ogni cosa perchè se ricordo tutto trova il suo posto e anche tu e questa scelta quella che ho appena fatto mi apparirà reale e giusta e saprò che non avevo altra via se non quella di lasciarti andare.
Ma come si lascia andare chi si ama e si è amato per così tanti anni da sentirlo come una parte della propria storia del proprio cuore e del proprio corpo?
Non si può barare e non si può credere che non sia mai accaduto perchè i ricordi sono tutto quello che testimonia l'assoluta realtà di questa storia.
Ti amo ma non basta ti sento ma non basta conosco la storia ma non basta ho visto quello che c'è avanti ma non basta mi sento legata a te ma non basta ti conosco ma non basta.
Ci sono ma non basta neanche più questo.
C'è il mio mondo c'è il tuo mondo c'è il nostro mondo.
Il mondo chiama e vuole che noi viviamo lì ma io non posso più fare niente e mi domando quando hai smesso di credere che tutto potesse cambiare o se per caso non ci hai mai creduto.
Questo mondo non può vivere non riesce più ad avere un motivo per esistere e tu non hai interesse a viverci dentro perchè non vuoi vivere in questo mondo con me.
Troppo difficile condividere i sorrisi le lacrime le scelte i momenti forti e quelli leggeri e delicati di un sentimento che è enorme.
Non ne vedi i confini non ne vedi la consistenza non afferri il suo senso e non riesci con nessuno dei tuoi sensi a ricreare questo sentimento in te e per te in me e per me e per noi per decidere di voler essere in questo sentimento per sempre.
Troppo forte il tuo bisogno di libertà la tua indipendenza la tua necessità di seguire un percorso razionale.
Non ci provi neanche e mi osservi tentare ma non allunghi una mano e tutto resta fermo senza respiro in apnea.
Quanti ricordi e quanti momenti fanno la somma di questa storia?
Non riesco a contarli non riesco a metterli insieme li ricordo soltanto e basta e mi fanno sentire che ogni cosa ha un posto e che ogni posto ha un momento e che ogni momento è stato esattamente con te.
Non conosci il sentimento di cui ti parlo non lo hai mai visto e se lo hai fatto non sei riuscito a comprenderlo.
Ti è apparso complesso e neanche per un attimo hai provato a fidarti del tuo cuore e fidarti di me e delle mie parole del mio cuore dell'amore che provo e di tutto quello che ti ho fatto sentire e vedere perchè quello sarebbe stato affidarti ad un cuore che ti amava.
Sei la testimonianza che il destino è scritto e che esiste e che tutto quello che è scritto è da vivere.
Non ho provato a scegliere ho scelto te e ho deciso di amarti di comprenderti di esserci ho scelto di provare questo percorso con te.
Ovunque vado lo sento e non posso allontanarmi più di tanto da te perchè tu sei un richiamo e io non posso sottrarmi al richiamo.
E ora scelgo e decido di lasciarti andare e ovunque tu sia io mi sento sola persa vuota distrutta perchè lasciarti andare è allontanare una parte di me da me stessa è sapere di vivere questa separazione e doverla accettare.
Rinuncio a ciò che mi appartiene sotto tutti i punti di vista e ti lascio libero di essere quello che vuoi essere perché ognuno di noi è per l’altro ma solo se lo vuole davvero.
Lascio che tutto vada come deve andare ma solo perché so che questo ti permetterà di ritornare da qualunque posto tu sia ora.
Ti chiedo solo di ritornare niente altro e poi sarai quello che vuoi essere.
Ritorna qui basta un respiro più grande e rinasci”.
Adesso era proprio tutto pensò la donna non c’era davvero altro da poter esprimere lo guardò ancora per un lungo momento come a volersi imprimere quell’istante dentro il cuore per sempre poi lo salutò come ogni giorno sapendo che sarebbe stato per l’ultima volta e si girò per allontanarsi.
Nella bolla l’uomo avvertì soltanto uno strappo e si rese conto che in un punto qualcosa stava per cedere definitivamente e tutto quello che pensò fù : “Sono qui sono ancora qui”.
In un istante la bolla si dissolse in un unico respiro e la donna si sentì trattenere come se qualcosa la riportasse indietro e senza rendersi conto tornò sui suoi passi.
L’uomo aveva aperto gli occhi fissava la donna e nello sguardo erano scomparsi i demoni del passato e la paura del futuro.
Non aveva idea di cosa avrebbe detto e non sapeva neanche cosa avrebbe potuto dire dopo tanto tempo trascorso chiuso in una bolla lontano da tutto e tutti e anche da se stesso.
Ma guardandola negli occhi trovò dentro di lui le uniche quattro parole che in quel momento potevano avere un senso il senso di tutta quell’esperienza appena vissuta e con un filo di voce riuscì a pronunciarle.
“Dimmi che non rinuncerai”.
Lei lo guardò accennando un sorriso e lui pensò: “Sono a casa sono al sicuro”.


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