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lavoro pubblicato domenica 14 gennaio 2018
ultima lettura domenica 24 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La magia dell'amore

di Drakuma. Letto 218 volte. Dallo scaffale Amore

Ho sempre amato scrivere d'amore, questo dolce e amaro sentimento, un arcobaleno di sfumature e di colori, che nemmeno le più grandi pennellate o i più grandi parolieri del mondo, sono mai riusciti a descrivere con esatezza. Eppure tutti .....

Ho sempre amato scrivere d'amore, questo dolce e amaro sentimento, un arcobaleno di sfumature e di colori, che nemmeno le più grandi pennellate o i più grandi parolieri del mondo, sono mai riusciti a descrivere con esatezza. Eppure tutti ci hanno provato, chi in un modo o nell'altro. Tutti veniamo toccati da esso, altri solo scalfiti ed altri, fin troppo spesso, schiacciati e delusi. Cosi dopo esserci disintossicati da quel magico incanto, ci promettiamo sempre di seguire la testa, di rifletterci e poi, siamo di nuovo li, davanti a due grandi occhi dove ci perdiamo. Dentro sogni che sanno di magia e di incanto, di poesie e canzoni lasciate a loop, solo per sentire quella persona ancora accanto a noi.
Anche io come ogni altra persona su questo pianeta cosi folle, sono caduto, spesso, preda di questa utopia, con una buona ed anche profonda delusione che ti segna. I ricordi sul passato sono tanti e nemmeno tanto piacevoli. Eppure ti dovevano insegnare a crescere, a non fare gli stessi sbagli, questo pensavo, questo penseremo tutti vero?

In un giorno qualunque, di un mese qualunque, dentro una monotonia, che ormai aveva fatto la polvere sul mio capo, accadono eventi inaspettati. Come un messaggio di una vecchia amica, dopo mesi di silenzio. Fin qui, la solita storia, nulla di particolare, finchè come un tornado arrivò lei. Sarò sincero, ero davvero felice di aver conosciuto volti nuovi e persone che speravo, non sarebbero state un ennesimo nome da cancellare dalla lista.
Sapete, gli impegni, la vita, gli imprevvisti, non lasciavano molte occasioni di parlare con loro, ma lei stranamente, dentro quel silenzio, riusciva a portare una luce completamente nuova.
Fra un sorriso e una risata, il tempo scandiva i suoi attimi, riempiendomi la testa di ricordi, che chiusi in un cofanetto di sogni, che porto dentro. Assieme a qualche sogno ancora non realizzato.
Poi come un fulmine, scoppio qualcosa, forse la mia testa o quelle misere pareti che sorreggevano un cuore che cercavo di tenere chiuso al mondo. Cosi, all'oscuro di una notte che veniva troppo presto, per la prima volta la vidi. Sarà stata la mia aria spavalda o di chi era abituato a dividersi a metà, per non sentire ancora il peso di un giudizio cinico, che mi porsi verso di lei.
Con quello sguardo che fù colto dalla sopresa e dietro il suo sorriso imbarazzato, c'era quella piccola tempesta, che sembrava quasi per spezzarsi. Impallidi per un attimo, stentando a credere ai miei occhi. Era tesa come una corda di violino e a stento riusciva a dirmi ciao.
Io, ovviamente cercai di spaccare il ghiaccio e rassicurarla, ma senza nemmeno rendermene conto, ero caduto dentro la tela di un sogno dipinto solo per noi due. Nel tempo di due chiacchere, arrivammo vicino al mare, mentre un vento gelido e molto provocatore, spingeva su di lei, avvicinandola a me.
Imbranato, come diceva Ferro, un imbranato che non sapeva nemmeno cosa fare davanti a quella dolcezza infinita. Che abbattè facilmente le barriere che solitamente dividono i cuori delle persone. Eravamo li, in un frammento di universo, che esisteva solo per noi e non desideravo altro che rimanere li.
Nel tempo che segui, ci rivedemmo, nuovamente, ed ancora una volta un bagaglio troppo pesante sulla schiena, affollava i miei pensieri, riportandomi alla ragione, alla calma. Cercai di preparmi mentalmente sapete, come i soldati prima di andare in guerra, perchè dopo quella volta, stavo combattendo una guerra fatta di emozioni che mi avevano quasi sopraffatto. Fù un classico appuntamento, quelli che chiunque fà per conoscerci, per sapere se si è "compatibili". Che brutta parola. Non ho mai sopportato certi discorsi meccanici, su un qualcosa che ci riporta ai tempi di quando eravamo bambini, dove con un bigliettino stropicciato, scrivevamo alla ragazza più carina della classe, che ci piaceva, con un si o no, a quadratoni sotto, per sapere, lei cosa pensava di noi. Ed stare li ad incrociare le dita, sperando con tutta la forza che avevamo in corpo, che avesse risposto si.
Arrivammo in un bar, dove ordinò una torta al cioccolato. Io non riuscivo nemmeno a pensare, figuriamoci a riempire lo stomaco, che era stracolmo dell'incanto che i suoi occhi color nociola mi raccontavano. La musica di sottofondo, riempiva la sala, finchè non partì una canzone. Curiosamente, la stessa che lei mi aveva fatto conoscere tempo prima e di cui immediatamente mi innamorai. Rimasi congelato, fra i miei pensieri, che avevano preso ormai il volo e i miei occhi che non riuscivano a staccarsi da lei. Lei mi sfiorò una mano. Pensai, che fù un caso, se non fosse stato per quello splendore che era rivolto a me. Le nostre mani si strinsero e cademmo entrambi nel profondo dei nostri occhi. Fù uno dei momenti più magici che avessi mai provato. Era come se il filo rosso del destino, mi avesse ricongiunto a quell'altra metà lontana dallo spazio e dal tempo e che per suo capriccio, dopo anni di delusioni ed esperienze, era li proprio difronte a me. Solo per me.
Un orchestra iniziò a suonarmi nel petto, quasi a voler esplodere in un tumultuoso allegro. Vidi con la coda dell'occhio il tempo uscire dalla porta e lasciarci da soli, senza dover interferire, come aveva sempre fatto. E poi, che dire, sorrisi su sorrisi, parole per riportare i nostri piedi sulla terra e un lungo abbraccio per segnare la fine di quella incredibile notte.
Sapete, sono sempre stato un sognatore, un romantico, un terribile ed inguaribile romantico ed ho amato, poche donne per davvero nella mia vita. Ed in tutte quelle pagine, che hanno composto la mia storia, non avrei potuto dire con certezza, se lei fosse stata la donna, giusta. Se il futuro ci avrebbe riservato una strada per due. Sinceramente non lo sò nemmeno ora, che sò che la rivedrò ancora, ma nel silenzio della mia stanza, con gli auricolari alle orecchie e una canzone ascoltata mille volte, tutto sembra più bello. Tutto ha un colore più vivo. E dopo tanto tempo, svegliarsi la mattina ha un sapore più dolce.
"Domani è un altro giorno" dissero in una famosa citazione e vorrei tanto che in quel domani lei sia li, con me. Assieme a quei ricordi, che sono diventati il mio tesoro più grande, che questo mondo mi ha potuto regalare.



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