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lavoro pubblicato venerdì 12 gennaio 2018
ultima lettura domenica 21 ottobre 2018

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Pensieri sparsi su Alberto Sordi

di Poetto. Letto 334 volte. Dallo scaffale Cinema

Uno dei più grandi attori del cinema italiano è lui, Alberto Sordi.Alberto fece la sua prima esperienza cinematografica come comparsa durante il film Scipione l'africano, raccontò, in una intervista in cui ricordava i suoi esordi,........


Uno dei più grandi attori del cinema italiano è lui, Alberto Sordi.

Alberto fece la sua prima esperienza cinematografica come comparsa durante il film Scipione l'africano, raccontò, in una intervista in cui ricordava i suoi esordi, dei modi spicci con cui venivano trattate le comparse in quel film.

Inizialmente non intendeva fare il comico, i suoi miti, le sue aspirazioni da attore erano altre ma si rese conto che quel faccione simpatico, quell'aria da bravo ragazzo non lo avrebbero portato verso la sua meta.

Alberto fece anche molta radio, qui, in radio, nacquero alcuni dei suoi personaggi più conosciuti ed amati.

Il famoso: compagniucci della parrocchietta fu “scoperto” da De Sica che gli piacque a tal punto da impuntarsi per la creazione di un film, il famoso: Mamma mia, che impressione!

Questo film fu boicottato dall'ambiente cattolico del periodo in quanto questi lo ritenevano una presa in giro degli scout cattolici.

De Sica e Sordi furono molto amici.

Alberto raccontò che Vittorio molte volte sceglieva, come location dei suoi film, posti dove c'erano casinò.

Durante le riprese de Il Vigile, dove Vittorio interpretava un sindaco fermato dal vigile Sordi, la “scenetta” di Alberto che aiuta Vittorio a scendere dall'auto con Vittorio che rifiuta l'aiuto era una scena che ai due capitava di fare spesso nella vita di tutti i giorni.

Uno degli amici di Alberto fu Federico Fellini, che lo volle per alcuni suoi film come i Vitelloni o lo Sceicco bianco.

Fellini partecipò, come Fellini, al film Il Tassinaro di Sordi.

Federico raccontò che per la partecipazione a quel cammeo, una sorta di pegno d'amicizia verso Alberto, si sentì in ansia come un principiante.

Una cosa curiosa è che si comprò la casa, una magnifica villa al centro di Roma, in cui visse fino alla fine dei suoi giorni, che vedeva da ragazzo e che aveva sognato di comprare, se il destino gli fosse stato favorevole.

Prima abitava davanti alla casa di Verdone, all'epoca bambino, il quale raccontò che le finestre di casa sua davano proprio davanti a quelle di casa Sordi.

Abitava assieme alle sorelle e fino a che Savina, una delle sorelle, era in vita faceva feste, cene, incontro mondani presso la sua residenza, morta lei divenne molto riservato e solo pochi ebbero l'onore di entrare in casa Sordi.

Uno di questi fu Verdone, che con lui aveva girato diversi film.

Verdone raccontò che, con sua sorpresa, lo fece salire in casa ed ebbe modo di vedere la sua collezione di opere d'arte, perennemente all'ombra per evitare di rovinarsi.

Alberto non si sposò mai.

Riguardo alla sua parsimonia ci sono delle testimonianze contrastanti.

Una sceneggiatore, amico di Sordi, raccontò che lui, in qualità di regista, andò negli Stati Uniti dove girò delle scene in un luogo desertico e raccontò di un Sordi con “il braccino corto” riguardo alle esigenze della troupe, tanto che questa per poco non lo menò.

Da dire, però, che lui regalò un suo terreno, non lontano da Roma, per far sorgere una struttura per anziani.

Uno dei film più iconici è: Il Marchese del Grillo.

Film del regista Mario Monicelli, narra le vicende di un nobile e ricco romano, interpretato da Alberto, che per passare il tempo combinava scherzi di ogni genere.

Mitico lo scherzo ai danni del commerciante di Via delli banchi vecchi, al quale venne murato l'ingresso del negozio.

Il povero smarrito commerciante non riusciva a capacitarsi di quello che gli era successo.

Verdone raccontò che per il film Troppo Forte non aveva in mente lui ma che gli fu imposto il suo nome dalla produzione.

Una delle scene cult di Sordi è quella di Un Americano a Roma, dove mangia il famoso piatto di spaghetti.

Altra scena cult è quella del Marchese del Grillo che citando una frase del belli dice: perché io so io e voi non siete un cxxxo.

Nel film Totò e i re di Roma, unico film dove i due mostri sacri della comicità italiana recitano insieme, Alberto fu scelto perché per il ruolo dell'insegnante serviva un personaggio perfido e cattivo; all'epoca interpretava tutta una serie di personaggi cattivi ma divertenti, come ad esempio il maestro di Bravissimo, dove aveva scoperto e “adottato” un ragazzino dal vocione prodigioso ma pronto a scaricarlo quando questo perse il vocione e prese a parlare come ogni altro ragazzino.

Alberto fu la voce italiana di un altro mostro sacro ossia di Oliver Hardy.

La cosa curiosa è che, inizialmente, Stanlio e ollio, ossia Stan Laurel e Oliver Hardy, doppiarono loro stessi in italiano i primi film che vennero trasmessi in Italia, poi, viste le evidenti difficoltà, gli altri furono doppiati in Italia, cercando di mantenere il tono delle voci originali, per quel motivo hanno quel buffo modo di parlare.



Commenti

pubblicato il domenica 8 aprile 2018
Zentropa, ha scritto: bell' articolo Poetto complimenti .....pero' ci sarebbe da ricordare anche il film " Il giudizio universale " di Vittorio De Sica con tra gli altri Alberto Sordi ., film ancora adesso molto avanti ...

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