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lavoro pubblicato giovedì 11 gennaio 2018
ultima lettura giovedì 7 novembre 2019

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Lo strano caso dell'uomo senza naso - quinta e ultima puntata

di nickvandick. Letto 260 volte. Dallo scaffale Generico

Alla fine, la sfangai. Riuscii a tenermi la grana senza conseguenze di sorta e affittai una comoda villetta in Staten Island non lontano da quella dove abitava il mio socio Luis Medina. A Luis passai sottobanco ventimila di quei verdoni perché e...

Alla fine, la sfangai. Riuscii a tenermi la grana senza conseguenze di sorta e affittai una comoda villetta in Staten Island non lontano da quella dove abitava il mio socio Luis Medina. A Luis passai sottobanco ventimila di quei verdoni perché era giusto che qualcosa entrasse nelle sue tasche anche se non era stato presente al momento del recupero. Noi due siamo fatti così, ci piace dividere tutto a parte le mogli e questo piccolo accordo segreto ci ha permesso di rimanere dei buoni colleghi nonostante i dieci anni di battaglie comuni per le vie del quartiere. Wallace invece non portò a compimento il suo vago intento di ritornare a vivere con me ma non rimase nemmeno con Dennison, realizzò il suo antico sogno di partire per l’Europa e stabilirsi nel sud della Francia dove pare che la vita trascorra in modo molto più tranquillo e rilassato che a New York. Nemmeno Johanna Weiss volle sentirne di rimettersi con il sottoscritto per cui adesso mi trovo a vivere in questa casa enorme senza nessuno che si assuma l’onere di curare il giardino o di prepararmi qualcosa per la cena. Ma non mi lamento, forse mi prenderò un cane oppure mi farò una vacanza in un’isola tropicale o forse mi comprerò una macchina nuova. Mi sono rimasti abbastanza soldi per poter pensare con serenità al mio futuro prossimo. Per inciso King Kong è stato condannato a quattro ergastoli e per Natale mi manda sempre gli auguri ringraziandomi per avergli salvato la pelle. Dice che senza il mio intervento sarebbe morto dissanguato e si accontenta si essere vivo. Beato lui, a volte la vita bisogna prenderla come arriva e dare il giusto peso alle cose. Ah, Bob Dennison non ha resistito all’onta di essere stato abbandonato da Wallace e si è fatto trasferire sulla costa occidentale mentre il clone mal riuscito di Johnny Winter sta scontando venti anni nel carcere di Rikers Island dove pare che segua delle lezioni per imparare a suonare la chitarra elettrica. Il vero boss della banda era lui nonostante l’aspetto da reietto e quando uscirà, se mai dovesse succedere, ha promesso che verrà a farmi una visitina per eseguire il mio pezzo preferito di Winter Can’t You Feel It. Non ho ancora capito se è una minaccia o una promessa, alcuni amici del carcere mi hanno fatto sapere che non ha digerito il fatto di aver scavato nella faccenda del massacro a casa della sorella fino a scoprire che lui stesso faceva parte della gang degli aggressori, tre figli di puttana che hanno compiuto quel bel macello per impossessarsi del ricavato di una grossa partita di droga e poi si sono fatti fuori fra di loro per accaparrarsi il bottino. Come avevo supporto il furbastro credeva di aver ammazzato anche King Kong che invece si è poi tolto la soddisfazione di cantare come un usignolo spiattellando senza andarci neanche troppo per il sottile i particolari della cruda vicenda. Venti anni sono tanti e quindi c’è tempo per cominciare a preoccuparsi, magari sarò stato già spedito sottoterra da qualche fottuto delinquente da strapazzo sorpreso a rubare in un supermercato o starò a godermi la pensione in quella famosa isoletta dei Caraibi. Mai pensare comunque che i poliziotti siano degli idioti, Roundtree sperava forse che prendessi per buona la sua storiella e riuscisse a discolparsi da ogni addebito facendo credere di essere capitato nel luogo del massacro per caso. Un errore che gli è costato caro e tanti saluti al pitbull che spero stia correndo per i verdi pascoli del Walhalla a inseguire cerbiatti celesti.


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