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lavoro pubblicato lunedì 8 gennaio 2018
ultima lettura domenica 20 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Pensieri sparsi su Totò

di Poetto. Letto 314 volte. Dallo scaffale Cinema

Di seguito alcuni pensieri sparsi sul principe della risata, Antonio De Curtis, in arte Totò. ............

Uno dei più grandi comici di tutti i tempi è, senza ombra di dubbio, Totò.

Iniziò la sua carriera d'artista nei teatri, facendo molta gavetta.

Totò era una persona particolare con delle manie e delle stranezze.

Una stranezza che mi ha molto incuriosito è che stirava le banconote che regalava.

Era una persona generosa, regalava soldi, cercando di farlo con più discrezione possibile, andando nei quartieri “più bisognosi “ di Napoli, le banconote che regalava le faceva stirare dalle persone che lavoravano per lui.

Altra curiosità: aveva il “pallino” della nobiltà, infatti, poco dopo la fine della guerra, una delle cause che il tribunale di Napoli andò ad esaminare fu proprio quella che riguardava Totò e la sua nobiltà.

Lui era un principe e ci teneva ad essere chiamato con tale appellativo.

Mike Bongiorno, che partecipò ad un film con il principe De Curtis, raccontò che si trovò davanti non un allegro e divertente signore ma una seriosa persona che tutti trattavano con deferenza.

Aveva anche dei lati oscuri, la gelosia, ad esempio, era infatti molto geloso, cosa che gli procurò tanti problemi con le persone da lui amate.

A differenza di quanto si potrebbe pensare, lui non amava particolarmente il cinema; si sentiva più un uomo di teatro che di cinema.

Comunque sia, ci ha lasciato una serie di film grazie ai quali noi, generazione che non ha potuto seguirlo in teatro, possiamo ammirare la sua arte comica.

Uno dei film che pensando a Totò viene subito in mente è, senza dubbio: Totò, Peppino e la ... malafemmina.

Chi non ricorda la scena della lettera? I fratelli Caponi che scrivono una sconclusionata lettera alla fidanzata del nipote, tale Marisa Florian.

Totò, molto spesso, non seguiva un copione, infatti anche la scena della lettera fu ideata da Totò e Peppino De Filippo poco prima di girare e nel copione non era prevista.

Altra scena mitica, presente in un altro film, precisamente in Totò a colori, è quella dell'Onorevole Cosimo Trombetta.

La scena è ambientata in un treno con Totò che viaggia con il famoso onorevole e li ne combina, al “povero” onorevole, di tutti i colori.

Scena, pare, ispirata da un vero casuale incontro del De Curtis con Andreotti.

Questa scena era apparsa la prima volta durante una rappresentazione teatrale, durava in origine circa cinque minuti ma verso la fine delle rappresentazioni, visto il successo riscosso, arrivò a durare 50 minuti, diventandone il pezzo forte.

Totò, durante un'intervista, raccontò che Mario Castellani, sua spalla storica, a volte

si arrabbiava veramente in quanto lui diventava “esuberante” per rendere la scena più divertente.

A proposito di malafemmina, questa fu composta in onore della moglie, Diana Bandini, che in seguito lasciò Totò.

Altra cosa che mi lasciò un po' così, è che lui, durante le tournée teatrali, andava nei cimiteri per vedere se c'erano lapidi di persone che si chiamavano De Curtis, cosa che fu testimoniata, con un certo imbarazzo, da alcuni suoi ex colleghi di teatro.

Il fatto che lui molto spesso improvvisasse metteva in crisi alcuni suoi colleghi non abituati all'improvvisazione, come, ad esempio, Nino Taranto, che con lui aveva girato alcuni film.

Lui non amava gli incontri mondani e una cosa che gli dava molto fastidio era quando gli chiedevano di raccontare barzellette.

Aveva girato assieme ad Alberto Sordi un solo film, ossia: Totò e i re di Roma, dove lui interpretava un archivista capo che doveva prendere la licenza elementare ma si trova davanti un antipaticissimo Sordi che lo fa “cadere” sulla domanda sul quale era il lago più grande d'Italia e lì, il nostro archivista, verrà “senz'altro bocciato”.

Mi ha colpito molto che, proprio nel suo ultimo giorno di vita, lui stava girando la scena di un funerale, per un film di Nanni Loi, la sera, però, non stava bene e la notte se ne andò.

Questa stranezza mi è parsa un drammatico scherzo del destino, purtroppo pare che il girato di quella scena sia andato perduto.





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