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lavoro pubblicato domenica 7 gennaio 2018
ultima lettura mercoledì 26 giugno 2019

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La valigia dimenticata.. parte terza

di camminarefralerime. Letto 282 volte. Dallo scaffale Generico

LA VALIGIA DI CARTA PARTE TERZA CREMA PASTICCERA Non si può essere infelice quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento. (Irène Némirovsky) Era da poco tornata, l'odore buono del soffritto e tanto, troppo ordine

LA VALIGIA DI CARTA
Parte terza CREMA PASTICCERA

Non si può essere infelice quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento.
(Irène Némirovsky)
Era da poco tornata, l'odore buono del soffritto e tanto, troppo ordine in quella cucina.. Non poteva vedere accumularsi nulla nel piccolo lavandino, ogni cosa che sporcava la doveva lavare immediatamente dopo; così le avevano insegnato e così lei faceva, l'avevano messa a lavare i piatti da quando era ancora piccola.. troppo piccola.. nella sua vita, forse, le era capitato un paio di volte di lasciare i piatti da lavare il giorno dopo, giusto perché l'influenza o qualcosa di simile l'aveva messa davvero ko..
Aveva imparato negli anni a girare le pietanze, qualsiasi esse fossero, liquide o solide, con la mano sinistra.. perché in quella destra, immancabile ma solo nel preparare la cena, il bicchiere di vino.. rosso o bianco non importa.. Basta che sia buono..
Aspettava il marito.. lui sarebbe tornato con il solito vassoio di paste, lei gli avrebbe elencato cosa avrebbero mangiato da li a poco.. lui si sarebbe seduto al solito posto.. lei si sarebbe seduta al solito posto.. con i piatti di sempre, le posate di sempre.. l'avrebbe lasciato solo per non dover più mangiare quelle cazzo di paste; oltretutto da quando la pasticceria aveva cambiato il pasticcere facevano pure schifo.. l'avrebbe lasciato, perché, le dava persin fastidio sentire la sua bocca ruminare.. ma non ci riusciva.. Non ci sarebbe mai riuscita.. avrebbe tanto voluto trovare un pretesto, una macchia nel suo passaporto biologico, anche solo un cavillo fuori posto per andarsene da quelle 4 mura.. niente, lui era l'uomo perfetto, l'uomo che tutte avrebbero voluto.. se c'era una cosa di lei che le sue amiche invidiavano era il marito.. era stimato dagli amici, idolatrato dai nipoti.. amato dai parenti.. era colui che l'aveva tolta dall'accanimento alla bottiglia.. era colui che le aveva dato un opportunità, che l'aveva fatta sentire all'altezza e credibile agli occhi della gente.. ma era, soprattutto, colui che l'aveva portata via da quel ghetto circondato da campi di pannocchie e zanzare.. tante grandi zanzare. Lui, l'uomo gentile, le aveva fatto conoscere il mare.. cosa che non aveva mai visto prima se non in quelle poche cartoline che riceveva d'estate.. con gli scogli, un ombrellone, a volte una barca.. quasi sempre il sole o il tramonto.. in ogni caso non aveva mai ricevuto una di queste foto francobollate dal posto dove sarebbero andati a vivere..
Il mare è bello le diceva lui.. Non potrei mai vivere senza le dicevano gli altri.. il mare ce l hai dentro.. le dicevano tutti.. Il marito era in ritardo, cosa incredibilmente insolita.. la passata di verdura era pronta, coperta per mantenerla calda.
Lucy si sedette sulla sedia, dopo aver fatto uno strappo alla regola non infranto per anni, versandosi un altro gotto di vino; che se essere tanto puntigliosi, erano due ma in un unico bicchiere. TANTO NON MI VEDE NESSUNO, pensò.
Un avambraccio appoggiava sullo schienale della sedia, l'altro sul tavolo: seduta in quel modo, da quella posizione.. vedeva il mare.
Il mare non le piaceva, non le era entrato dentro come tutti dicevano; si d'estate, in quei tre, quattro mesi se la stagione gira bene.. altrimenti il mare è triste, monotono.. è un moto perpetuo che alza la voce quando c'è vento.. è un groviglio di conchiglie e sassetti che danno fastidio ai piedi..
Il mare l'aveva resa come quelle ringhiere arrugginite sulla riva, incancrenite dalla sabbia e mangiate dalla salsedine..
Ad ogni onda che vedeva sbattere, corrispondeva una golata.. CHISSÀ SE MI ABITUERÒ MAI..
Le chiavi entrarono nella toppa un secondo prima del profumo di dolci che in un attimo pervase la stanza e le chiuse lo stomaco..
..CONTINUA



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