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lavoro pubblicato domenica 7 gennaio 2018
ultima lettura giovedì 14 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Star Wars Order 73

di Daryl94. Letto 331 volte. Dallo scaffale Fantascienza

8 anni dopo la caduta degli Jedi Pianeta Raxus Il pianeta di rottami era un luogo inospitale, sempre coperto dalle nuvole che rilasciavano pioggia...

8 anni dopo la caduta degli Jedi

Pianeta Raxus


Il pianeta di rottami era un luogo inospitale, sempre coperto dalle nuvole che rilasciavano pioggia acida. I fiumi non erano altro che ruggine liquida e tossica, poche specie nella galassia potevano sopravvivere a quel “ecosistema” se così si poteva chiamare. Però se volevi cercare qualche reperto o reliquia dimenticata, esso, era il pianeta adatto, dove per secoli sono stati scaricati centinaia di miliardi di tonnellate di scarti di qualsiasi tecnologia conosciuta. Si potevano perfino trovare interi Star Destroyer del primo periodo delle Guerre dei Cloni, troppo danneggiati o vecchi per soddisfare i requisiti militari odierni. In quelle lande desolate, i droidi andavano a morire, e i banditi si rintanavano sottoterra per essere dimenticati.

Lungo un pendio formato dal relitto di una nave della Confederazione dei Mercanti, un sensore a corto raggio malconcio captò il segnale della Flotta Imperiale che uscì dall'iperspazio appena sopra l'atmosfera del pianeta.

-La flotta imperiale è sempre più numerosa. Presto caleranno i trasporti- fece notare Darth Maiver incrociando le braccia al petto, l'armatura Sith segnata dalle battaglie gli dava un'aria vissuta. La terra tremò scuotendo tutta la sala comandi.

-Troppo tardi fuggire ora- aggiunse Darth Litar con voce sprezzante, si avvicinò agli schermi dei sensori a corto raggio per dare un'occhiata. Scosse la testa con disappunto, mise subito mano all'elsa della spada con fare nervoso. La sua natura Zabrak lo rendeva molto irascibile, il colpo di un blaster doveva avergli bruciato il cervello oltre che rovinato parte della faccia.

Darth Elior alzò gli occhi dalla propria spada che rigirava fra le mani, sospirò. Dei tre Sith egli era il più vecchio, il grigiore dei capelli e le rughe come una cicatrice al collo dimostravano esperienza e forza -Quanti saranno?-

-Qualche migliaio. Forse di più.-

-Le nostre forze non reggeranno in una guerra in campo aperto.-

-Cosa vi aspettate da rottami presi dal Clan Bancario?- Litar si dimostrò sprezzante anche per il piano che avevano programmato nell'eventualità di essere scoperti.

-Maestro. La nostra base è decine di metri sotto tutti questi rottami, possiamo resistere ai bombardamenti al tappeto, ma se fanno entrare le truppe non credo che il nostro esercito di droidi li fermerà.-

Il pannello di controllo squillò, vi era una chiamata in corso da parte dell'Impero. L'ologramma si aprì sulla piattaforma della mappa stellare costruita con scarti trovati lì, la visione non fu delle migliori ma sufficiente per mostrare l'Imperatore.

-Finalmente. Dopo anni nella vostra disperata ricerca vi ho trovato, perché darvi alla macchia durante l'ascesa dell'Impero, avete tradito la mia fiducia e la fiducia nel Lato Oscuro.-

-Non mettete dentro la fede nel Lato Oscuro, Sidious. Ti abbiamo servito nelle Guerre dei Cloni, agendo nell'ombra per te, per sconfiggere i nostri nemici. E quando l'ordine 66 è stato emesso e la pace stabilità cosa fate? Ci mandate addosso degli assassini, è così che ci ripaga?- sbraitò Litar con disprezzo e rabbia.

-Io non ho mai mandato nessuno ad uccidervi. So solo che avete rubato delle informazioni a me care, e desidero solo riaverle.-

-Menzogne! Siamo troppo pericolosi per te vero? Se moriamo, niente può più mettere in dubbio il tuo potere e la tua autorità, giusto?- domandò Elior con sfida.

A questa domanda l'Imperatore non rispose. -Arrendetevi e non vi verrà fatto alcun male.-

-Sappiamo a cosa andremo incontro se ci arrenderemo.- Litar non si tirò indietro dal deridere l'Imperatore.

-Avete dieci minuti per consegnarvi, smobilitate l'armata droide. Non ci saranno negoziazioni.- concluse egli con un tono sinistro e un sorriso da far impallidire un Wookie. La comunicazione si chiuse. Le scosse finirono. I cannoni degli Star Destroyer avevano smesso di sparare, probabilmente per lasciare che le truppe di cloni sbarcassero incolumi.

-E ora?- domandò Maiver aspettando una risposta dal Sith più anziano.

-Procediamo con il piano stabilito. Attiva i droidi, tutti. Voi due difenderete questo posto, facendo da esca. Io salirò sulla nave ammiraglia fingendo di negoziare, andrò dall'Imperatore e lo ucciderò con le mie mani. Morto lui il resto della flotta si troverà disorientato e senza una guida.-

-E per quanto riguarda Darth Fener?- chiese lo stesso Maiver. L'aria sembrò farsi più fredda a solo pronunciare quel nome.

-Lui comanderà lo sbarco con ogni probabilità. Non deve intralciarci per nessuna ragione.-

Litar si sfregò le mani ansioso. -Sarà un piacere ve lo assicuro.-

Darth Elior annuì grave coprendosi il capo con il cappuccio nero. Lasciò la sala comandi senza proferire altro, raggiunse il trasporto situato quasi in superficie, salì sul trasporto malridotto comunicando alla nave ammiraglia della flotta nemica di voler attraccare nel hangar principale.

Per fortuna nessun cannone abbatte la nave durante la salita dal pianeta, ne quando oltrepassò i vari Star Destroyer che come angeli di morte aspettavano solo un ordine per radere al suolo ogni cosa di Raxus.

Elior osservò dalla cabina di pilotaggio l'immensità di quella flotta, del potenziale che ha messo in ginocchio l'intera galassia. Imprecò ripensando al giorno in cui Darth Sidious aveva chiesto il suo aiuto per muovere i fili dietro la Guerra dei Cloni, avrebbe dovuto ucciderlo quel giorno.

L'ammiraglia della flotta si stagliò davanti a loro, immensa e gigantesca, aveva visto solo il progetto anni addietro: uno Star Destroyer classe Eclipse, lungo 17 chilometri e mezzo, la nave più potente che si mai stata realizzata. La sua pancia scendeva come una lama mezza luna, il cui scopo ne era tutti all'oscuro, tranne gli ingegneri che l'aveva progettata e costruita.

La navetta fu nel hangar in pochi minuti, si posò con il solito sferragliare vicino al portellone del corridoio principale. I bimotori si spensero con un suono fastidioso e acuto che andò via via scemando.

Darth Elior raggiunse il portello d'uscita e attese prima di aprire. Quello era il momento propizio.

Osservò dietro a se le due dozzine di Superdroidi da Battaglia che rimanevano in attesa dell'ordine. Vi erano anche alcuni droidi della Federazione dei Mercanti, e due Guardie Magne appartenute al Generale Greivous durante le Guerre dei Cloni.

-Uccidete chiunque vi si pari davanti- ordinò loro senza degnarli di uno sguardo, sapeva che avrebbero fatto il loro dovere.

Attese che le truppe imperiali si ammassassero dinanzi al portellone di sbarco, udì che ordinavano di aprirlo altrimenti avrebbero aperto il fuoco sulla navetta.

Pigiò il bottone di apertura, ma non attese che la porta di aprisse del tutto: usò la Forza scardinandola dai sostegni e scaraventandola addosso ai soldati dell'Impero.

Darth Elior scese dalla nave a grande velocità sfoderando la propria spada laser rossa, abbatte due ufficiali vicini ancora confusi.

I droidi lo seguirono cominciando a sparare con i blaster in ogni direzione, e l'Impero perse decine di uomini prima di riorganizzare un'offensiva, forse le vittorie in giro per la galassia li aveva fiaccati un po. Gli allarmi scattarono in quel preciso momento.

-Seguitemi!- gridò aprendosi un varco nel corridoio principale. Usando la Forza staccò un grosso pannello d'acciaio dal soffitto, lo usò come scudo e come ariete nell'avanzata repentina. Le Guardie Magne gli furono subito dietro proteggendolo alle spalle, i Superdroidi qualche metro più indietro a fare scempio dei soldati e ufficiali che arrancavano in cerca di riparo.

Svoltarono a destra, salirono gradini e oltrepassarono magazzini, ad ogni sezione della nave qualche droide cadeva lungo il percorso, ma alla fine non erano altro che macchine progettate per obbedire ed uccidere.

All'improvviso un grosso boato scosse l'intero vascello imperiale. Darth Elior capì che l'ultimo droide nell'hangar aveva attivato l'autodistruzione della navetta con cui erano arrivati. Quel posto doveva essere uno spettacolo di fiamme e morte, ne era sicurissimo.

Finalmente raggiunsero l'ascensore che li avrebbe portati al centro di comando, dove inconsci, Darth Sidious li stava aspettando con un ghigno stampato sul volto deforme…


-Le comunicazioni di sono interrotte- annunciò il droide protocollare arrugginito.

-La navetta dev'essere esplosa. Non c'è altra spiegazione.- annuì Darth Maiver con aria grave.

-Già. Speriamo che il buon maestro non sia saltato in aria con essa!- ghignò Darth Litar con sarcasmo ed arroganza cieca.

-Avrebbero già aperto il fuoco contro di noi se Elior fosse morto nell'esplosio…- si interruppe rimanendo in ascolto di qualcosa che i droidi in quella stanza non potevano percepire.

Litar si alzò dalla cassa di Bacta vuota guardando il Sith sottecchi, aggrottò la fronte girandosi lentamente verso la porta che conduceva al salone che avevano ricavato usando colonne di rottami.

-Lo senti anche tu?- gli chiese Maiver rimanendo teso come la corda di un violino.

-Si. Devono aver usato un dannato sistema di occultamento.-

-Chi se ne importa di come hanno fatto. Lui sta arrivando…-

Litar si scrocchiò le nocche, pregustando ogni cosa. -Oh si, e sarà un vero piacere tagliarli quella maschera in due, assieme alla tua testa.-

Stupido idiota pensò Maiver con indifferenza. Pigiò il pulsante per l'apertura della porta blindata, attese che il pannello si ritirasse nel pavimento ed indossò la sua maschera da guerra Sith: finemente decorata con motivi delle vecchie scritture di Koriban, solo una grossa crepa sotto la fessura dell'occhio sinistro rovinava il tutto, assieme a vari graffi e bruciature.

I due Sith scesero le gradinate passando sotto la carcassa di un AT-TE della Guerra dei Cloni, i droidi li attendevano immobili come statue, solo alcune Guardie Magne dai mantelli logori abbandonarono lo schieramento per accompagnarli.

Quel piccolo esercito ricavato da rottami non poteva di certo affrontare tutte le armate imperiali, ma era sempre meglio di niente.

Il soffitto era alto, alcune luci gettavano ombre minacciose sulle pareti informi, il silenzio dominava quel luogo dimenticato della galassia.

E come se li avessero chiamati, pullularono come insetti da ogni dove formando diverse linee di fronte ai droidi, il pavimento sconnesso offrì qualche riparo ma i soldati non si ripararono per niente. Le loro armature bianche spiccavano in tutto quel posto costellato di grigio e marrone ruggine.

I soldati dell'Impero Galattico attendevano in muto ordine il loro comandante.

Quel silenzio divenne così assordante da fare male alle orecchie, e tutto fu rotto dal suo arrivo, il suono del respiratore della sua maschera, i passi pesanti, il frusciare del nero mantello.

Darth Fener comparve in tutto il suo oscuro splendore, mettendosi in prima linea senza alcun timore.

Per fortuna che avevano i droidi, se fossero stati semplici mercenari o soldati, sarebbero scappati subito, senza voltarsi indietro.

Solo un centinaio o poco più di suolo libero divideva i due schieramenti, come un fiume fra due terre.

-Finalmente il grande Darth Fener!- esclamò Darth Litar facendo qualche passo avanti prima che Maiver lo afferrasse per la toga Sith. -Vedo che il tempo non ti ha migliorato grande Sith, ancora a seguire nell'ombra Darth Sidious, devo dire che non ci aspettavamo tanta sottomissione da parte del leggendario Anakin Skywalker!-

-Chiudi la bocca Litar…-gli mormorò Maiver con preoccupazione in notevole aumento, spostava lo sguardo da un Sith all'altro con evidente agitazione, e Litar non gli dava retta.

-Non sei neanche riuscito a salvare la tua bella senatrice. Perché noi sapevamo tutto, come il tuo grande maestro Darth Sidious. La bella senatrice Padme Amib…-

Darth Litar venne attirato verso il Signore dei Sith in un attimo, Maiver non ebbe il tempo di fare nulla.

Darth Fener lo bloccò per il collo con una mano, con l'altra attivò la spada laser la cui lama rossa trapassò il petto del Sith da parte a parte, dopo di che lo gettò di lato come se fosse un sacco di spazzatura. Accadde nell'immobilità di tutti i presenti, in due secondi, poi il silenzio calò di nuovo nella sala. In quel momento Darth Maiver conobbe la vera paura…


Darth Elior scardinò l'ennesima porta abbattendo altri soldati. Del piccolo contingente robotico gli erano rimaste solo tre Guardie Magne. Ma non avrebbe battuto in ritirata neanche se fosse rimasto l'ultimo in piedi con solo un braccio.

Finalmente giunse sul ponte di comando, dove con suo stupore non trovò membri dell'equipaggio, o ufficiali intenti a svolgere il loro lavoro.

L'Imperatore stava in fondo al ponte, dove le paratie rinforzate e i finestroni pesanti formavano un mosaico perfetto di triangoli asimmetrici. Vi erano quattro delle sue Guardie Imperiali, coperte con tuniche rosse ed elmi lucenti del medesimo colore, guardavano in direzione degli intrusi, tranne il loro padrone che osservava il pianeta che fungeva da paesaggio di decadenza con il suo colore marrone ruggine, chiazzato qua e la dal grigio delle nuvole.

-Finalmente Darth Elior, cominciavo a preoccuparmi. Ma avete superato ogni mia più rosea aspettativa- cominciò egli, voltandosi a sua volta, la tunica nera svolazzò attorno a lui come se fosse fatta di ombre. L'Imperatore sorrise sotto il nero cappuccio e congiunse le mani sopra il bastone di legno finemente intagliato.

-Sono qui per prendere la vostra testa. La vendetta calerà su di voi ora.-

-Vendetta? Vendetta in nome di chi? Gli Jedi sono stati sconfitti ormai, vuoi forse vendicare loro per redenzione- rise il vecchio con voce disgustosa.

-Vendetta in nome del Conte Dooku, del generale Greivous, Darth Maul perfino, tutti usati per i vostri scopi, come me e i miei fratelli Sith, potevamo servire il Lato Oscuro insieme e avremmo prevalso, ma ci avete sacrificato come pedine per il vostro gioco di potere.-

-Rammenti la Drottina di Darth Bane. Un maestro, ed un apprendista. Non c'è spazio per voi altri. Seguo solo le regole dei Sith, cosa che voi non fate.-

Darth Elior ricordava bene la legge imposta da Darth Bane, ma questo non era un pretesto per usarla come scusa. -Non usate quelle leggi per proteggere la vostra persona Sidious, per giustificare ogni cosa che avete fatto! Ora pagherete!-

Darth Sidious proruppe in una risata agghiacciante. -Se avessi pensato che voi avreste avuto qualche speranza contro di me, non sarei qui ad attendervi..- Fece segno alle proprie guardie del corpo che imbracciarono le armi…


I due schieramenti aprirono il fuoco simultaneamente, laser rossi volarono in ogni parte della sala, i soldati in prima linea crollarono subito a terra, quelli dietro cominciarono ad avanzare pian piano fino a ritrovarsi in uno scontro corpo a corpo, dove la robustezza dei superdroidi faceva i conti con l'esperienza maturata dei cloni imperiali.

Per l'esplosione di una granata termica un alto cumulo di rottami cadde giù schiacciando alcuni soldati e due droidi, da lì capirono che era meglio non usare armi pesanti, se non volevano restare intrappolati sotto tonnellate di metallo e circuiti arrugginiti.

Darth Maiver sguainò la propria spada laser rossa a doppia lama, si gettò nella mischia assieme alle Gran Guardie armate di elettrostaffa.

Subito si aprì un varco fra le urla di morte e i cortocircuiti, tagliò arti e teste, deviò colpi di blaster e spinse via droidi troppo danneggiati per continuare a combattere. Continuò per pochi minuti che parvero ore, fino ad incrociare la spada con Darth Fener che aveva ridotto a pezzi tutti i droidi che gli si erano parati davanti.

-Sei pronto a raggiungere quel folle?- gli chiese lui con voce baritonale e metallica, ovviamente si riferiva a quello stupido di Darth Litar, il cui corpo giaceva in modo scomposto qualche decina di metri lontano da loro.

-Lo raggiungerò assieme a te nel Lato Oscuro.- lo sfidò di rimando ingaggiando un aspro duello all'arma bianca.

Fener indietreggiò un poco rimanendo sulla difensiva e bloccando qualsiasi fendente gli arrivasse, i suoi arti robotici erano incredibilmente resistenti, e poteva benissimo duellare con una sola mano. Con quella liberò attrasse a se un superdroide vicino, Maiver saltò tagliando il droide a metà prima toccare terra e ricominciare l'attacco.

Maiver venne spinto indietro dalla Forza, gli stivali strisciarono sul suolo disconnesso e la polvere, riuscì a resistere e a non perdere l'equilibrio. Fece qualche passo avanti prima di mettersi in difesa. Questa volta il Signore dei Sith passò all'attacco con ferocia e forza, costringendolo più volte ad allontanarsi per ricomporre la posa difensiva Sith. Lo scontro era in precaria parità, anche se più il tempo passava più la bilancia pendeva dalla parte di Darth Fener…


Darth Elior si gettò dietro alla postazione ologrammi per evitare di venire travolto da un'intera console delle comunicazioni. L'Imperatore sghignazzava dimostrandosi divertito, come un gatto che gioca con il topo.

Le guardie dei rispettivi Sith erano morte, le Gran Guardie avevano durato poco contro le scosse elettriche che Darth Sidious aveva scagliato contro di loro, d'altro canto le Guardie Imperiali non erano certo famose per la resistenza alla spada laser.

-Perché ti nascondi maestro Sith? Non avrai di certo paura!- lo schernì l'altro.

-La paura è un'emozione giusta per noi Sith. Come la rabbia e l'odio!-

Elior usò la Forza scaraventandogli contro il suo nascondiglio improvvisato, non aspettò neanche un secondo: corse con la spada in pugno addosso all'Imperatore che nel frattempo aveva deviato la piattaforma ologrammi.

Incrociarono le spade sfidandosi di rimando con lo sguardo.

Nonostante l'età avanzata Darth Sidious mostrava doti molto avanzate dell'arte della spada dimostrandosi un avversario dalle grandi risorse.

Duellarono per tutta la lunghezza del ponte di comando, riuscendo solo a sfiorarsi, mentre l'ambiente circostante cominciava a risentire degli effetti dello scontro all'ultimo sangue.

L'Imperatore si fermò per un attimo tenendo la guardia alzata. -Lo senti? Uno di voi è già morto. Come vedi tutto va secondo i piani maestro Sith.- Darth Elior bloccò sul nascere la sua risata avventandoglisi contro con impeto.

I minuti passarono numerosi, ma il duello proseguiva senza sosta, alche Darth Sidious balzò agilmente qualche passo più indietro per allontanarsi dal suo nemico e rinfoderata la spada aprì le mani generando dalle dita una tempesta di fulmini che investì metà sala comandi.

Darth Elior bloccò una grossa scarica con la Forza, mentre con la spada catturò i fulmini sulla sinistra, alcune scosse gli bruciarono la pelle e i vestiti, urlò dal dolore faticando a resistere a tutto quel potere oscuro.

-Crolla davanti al mio potere!!!- gridò Sidious con enfasi ed arroganza. -Il Lato Oscuro non è mai stato tanto potente fino ad ora!!!-

L'altro Sith strinse i denti non lasciandosi intimorire da tali parole, muovendo la spada laser a mimare un fendente raggruppò tutti i fulmini, dopodiché calò la lama contro il pavimento con grande forza e un'esplosione cinetica fece saltare tutto in aria. I pannelli saltarono, le console andarono in sovraccarico, le scariche elettriche si propagarono per tutta la sezione superiore della nave facendo esplodere bobine al plasma e generatori. Tutti gli hangar persero le barriere scudo e centinaia di uomini finirono nello spazio profondo. Un magazzino di munizioni esplose generando un incendio su cinque livelli. Subito gli allarmi scattarono e le squadre di soccorso si misero all'opera per domare le fiamme e curare i feriti.

Nel ponte di comando, per puro miracolo le paratie avevano retto, e questo fece esasperare Elior che avrebbe preferito morire assieme a quel vecchio bastardo che ora cercava di rimettersi in pieni a fatica.

Avanzò a passo malfermo con la spada laser in pugno, presto avrebbe tolto la vita all'Imperatore e ne avrebbe preso il posto con sommo piacere.

-E' tempo che tu muoia...Imperatore Palpatine.- sentenziò puntandogli la lama al petto. Vide la paura su quel viso orribilmente sfigurato, egli alzò le mani come a proteggersi ma Elior scorse un ghigno sprezzante stampato sulla pallida bocca, e capì solo in quel momento che non erano da soli in quella sala.

Un colpo di blaster lo raggiunse al centro della schiena mozzandogli il respiro. Con uno spasmo lasciò cadere la spada crollando sulle ginocchia, si voltò stringendo i denti, voleva sapere chi fosse colui che gli aveva sparato alle spalle.

La vista si faceva sempre più appannata, ma mettendo a fuoco vide una figura con vestigia da combattimento mandaloriane di colore verde-grigio, un mantello logoro e l'elmo tipico dei cacciatori di taglie mandaloriani.

Boba Fett puntò il fucile blaster alla testa del Sith e premette il grilletto senza alcuna esitazione…


Darth Maiver mozzò la testa dell'ultimo assaltatore imperiale, ebbe un attimo in cui percepì che Darth Elior non c'era più, ma si riprese subito focalizzandosi sul suo avversario poco distante.

Nel furia del duello erano stati divisi dalle truppe che si sparavano fra loro in mezzo alla sala, così avevano affrontato altri nemici uccidendoli senza troppe difficoltà.

Darth Fener aveva appena affrontato le due ultime Gran Guardie del Generale Greivous, ora non rimanevano che brandelli di metallo sparsi a terra.

-Sei pronto per l'atto finale?- chiese al Signore dei Sith con un sorriso amaro.

-Si. E tu?-

Maiver annuì prima di scattare ad incrociare di nuovo le spade. Balzò roteando la spada attorno al tronco e attaccando da tutti i lati, ma non riuscì nemmeno a sfiorarlo. Provò in un affondo dall'alto per disorientarlo ma non funzionò.

Darth Fener brandì la spada con due mani per far fronte al Sith dalla spada a due lame, ma riuscì con fatica a prevederne le mosse, dovette indietreggiare un paio di volte per evitare i fendenti. Deviò una lama sopra la propria maschera e subito bloccò la seconda che gli avrebbe tagliato l'addome, ma bastò quell'errore perché Maiver lo colpisse all'elmo. Le scintille che ne scaturirono accecarono entrambi, Fener barcollò indietro, per avere un attimo di respiro usò la Forza con tutta la rabbia possibile.

Maiver subì l'onda d'urto contro tutto il petto e venne scaraventato via finendo per rovinare a terra con molta violenza, una delle lame lo ferì alla spalla. Grugnì per il dolore causatosi per non aver previsto quel colpo, con gambe tremanti si rimise in pieni, doveva essersi ammaccato qualche costola. Vide un'ombra davanti a se.

Il Signore dei Sith incombeva si di lui, la parte sinistra dell'elmo spaccata lasciava intravedere una pelle pallida solcata da cicatrici da bruciature, un occhio arancione e luminoso, dimostrava quanto il Lato Oscuro fosse possente in Fener. La poca luce offerta dai neon nella sala parve affievolirsi. Maiver comprese in quel attimo che non sarebbe uscito vivo da lì.

-Sei uno dei più potenti Sith che siano mai esistiti, Lord Fener…- si congratulò con pura sincerità.

Darth Maiver scattò scaturendo un lampo di fulmini dalla mano che centrò il petto di Fener, le scosse pervasero tutto il corpo del Sith solcato da cavi e pezzi di metallo. Approfittò per recuperare la spada da terra e con una capriola si allontanò dal nemico per riprendere fiato. Ascoltò il respiro accelerato provenire dal respiratore, il fumo usciva dal vestito nero del Sith, ma non sembrava avesse ricevuto danni letali.

Con un'amara risata Maiver si guardò il moncone sinistro, dove prima aveva usato i fulmini. Avrebbe dovuto stare più attento. Sospirò affannosamente sganciando la doppia spada, metà cadde a terra spegnendosi. Brandì l'altra con la mano rimanente.

-Sei stato usato come tutti Fener! Solo che non ne hai ancora preso coscienza!-

Roteò la spada un paio di volte prima di avanzare a passo spedito, alzò il braccio per un fendente, una mossa semplice che Darth Fener bloccò con facilità. Ricominciarono a duellare in modo scomposto, le forze in Maiver scemavano di secondo in secondo fino a quando non venne afferrato per il collo e sollevato da terra. La lama rossa gli attraversò l'addome da parte a parte. Urlò dibattendosi, riuscì a staccarsi dalla presa, barcollò sputando sangue dalla maschera rotta, se la tolse gettandola via.

-Tutti...siamo stati usati...e Sidious ha fatto di tutto per...per avere la nostra cieca...obbedienza. Q...quando non gli servirai più...ti sostituirà come ha sempre fatto…-

Darth Maiver scattò senza proteggersi, lasciò che Fener lo trafiggesse al petto, con uno spasmo guardò il suo assassino negli occhi. -E'...è strano...vedo una luce in te...sepolta... nell'oscurità…- Divenne tutto nero nel proferire l'ultima parola prima che la vita lo abbandonasse…


Darth Fener camminava in direzione della navetta posta in una radura poco distante dal luogo dello scontro, alcuni cloni lo attendevano.

-Lord Fener, siete solo voi?- chiese l'ufficiale.

Il Signore dei Sith non proferì parola, e questo bastò perché i soldati alzassero i tacchi per risalire sul trasporto.

Il promontorio dei traditori esplose sotto i colpi dell'artiglieria degli Star Destroyer. Le fiamme si innalzarono nel cielo coperto di nubi e fulmini lontani.

Prima di salire sulla passerella Darth Fener si voltò ad osservare quello spettacolo di distruzione, e si ritrovò a pensare dopo tanto tempo, alla sua amata Padme...



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